Avere una piscina in casa è un piacere, ma richiede impegno e attenzione per mantenere l'acqua pulita e cristallina. Nonostante le cure, può capitare di trovarsi con l'acqua verde a causa della proliferazione di alghe. Ma come mai l’acqua della piscina diventa verde?

Perché si formano le alghe in piscina?

Le alghe si formano per diverse cause, tra cui:

  • Disinfezione insufficiente
  • Alta alcalinità che influisce sul pH
  • Filtrazione inefficace
  • Accumulo di foglie, pollini e detriti
  • Alte temperature e luce solare intensa
  • Carico di nutrienti da foglie, detriti organici e fertilizzanti

In particolare, l’acqua della piscina verde per presenza di alghe si manifesta solitamente quando la disinfezione è insufficiente o per un’elevata alcalinità che può influenzare il pH dell’acqua e, quindi, contribuire a condizioni favorevoli alla crescita di alghe.

Le alte temperature favoriscono la crescita rapida delle alghe, mentre la luce solare intensa stimola la fotosintesi, necessaria per il loro sviluppo. Inoltre, il carico di nutrienti derivante da foglie, detriti organici e fertilizzanti può fornire il nutrimento essenziale per le alghe. Una manutenzione inadeguata della piscina, come un insufficiente livello di cloro o una circolazione dell’acqua inefficiente, può ulteriormente facilitare la crescita algale.

Un’altra causa frequente è una filtrazione inefficace: questa favorisce l’accumulo di foglie, pollini e detriti, che ne alimentano la crescita.

Falsi miti sull'acqua verde

Tra i falsi miti più accreditati, vi è la credenza che l’acqua verde sia dovuta a problemi di alcalinità. In realtà, l’alcalinità influisce sul pH, ma non è causa diretta della colorazione verde.

Diversi tipi di alghe in piscina

Oltre alle alghe verdi, esistono altri tipi di alghe che possono infestare la tua piscina:

  • Alghe verdi: sono le più comuni e si sviluppano rapidamente quando i livelli di cloro sono insufficienti. Aspetto: formano colonie viscide e gelatinose.
  • Alghe gialle o senape: più rare, ma molto resistenti, si presentano come una patina giallastra che aderisce alle pareti della piscina.
  • Alghe nere: tra le più ostinate, si radicano nelle superfici della piscina e formano macchie scure sulle pareti e sul fondo.

Sebbene noti ai più come alghe nere, questi microrganismi sono in realtà dei cianobatteri. Inoltre, le radici di cui sono provvisti i cianobatteri sono in grado di infiltrarsi nel cemento, rendendone quindi molto complessa la rimozione. Difatti, anche qualora le si eliminino, la porzione rimasta incagliata nel cemento della vasca potrebbe dare vita a nuove formazioni di alghe nere.

Anche quelle bianche non sono alghe nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto una forma di biofilm causata da batteri. Questo tipo di contaminazione è visibile come un deposito morbido e lanoso che può apparire su pareti, pavimenti e persino nelle linee d'acqua della piscina. Anche qui, la presenza di alghe bianche è indicativa di squilibri nella chimica dell'acqua, in particolare di livelli bassi di cloro o altri disinfettanti. Per trattare efficacemente le alghe bianche, è essenziale ristabilire e mantenere l'equilibrio chimico dell'acqua con una clorazione shock per rompere il biofilm e uccidere i batteri sottostanti.

Spesso identificate come alghe rosse, queste formazioni in realtà variano nel colore dal rosa al marrone-rosso. Tuttavia, è importante sapere che, nonostante il nome, nemmeno queste sono vere e proprie alghe ma piuttosto organismi notevolmente resistenti ai trattamenti chimici comuni, come il cloro.

Cosa fare se la piscina ha le alghe?

Il primo passo è individuare la causa del problema, che di solito dipende da un livello di cloro insufficiente, un pH fuori equilibrio o un filtraggio inefficace.

  • Controllare il livello del pH: è importante e deve sempre essere compreso fra 7.2 e 7.4. Il modo migliore di regolare il pH è affidarsi ad un sistema automatico di dosaggio, altrimenti è necessaria la verifica con test kit almeno due volte a settimana e, se necessario, una correzione con riduttori di pH o incrementatori di pH. Avere un valore di pH equilibrato in piscina permette al prodotto igienizzante.
  • Utilizzare prodotti igienizzanti: in mancanza di sistemi automatici (come l’elettrolisi del sale), il prodotto più semplice e comodo da utilizzare per la prima manutenzione della piscina è il cloro in pastiglie a lenta solubilizzazione; lo scioglimento lento e graduale garantisce il mantenimento della concentrazione di cloro per più giorni per una piscina sempre correttamente igienizzata.
  • Flocculare: in caso di torbidità dell’acqua, per mantenere l’acqua cristallina è necessario scegliere la praticità di un prodotto monodose in gel (CTX Poolgel), flocculante a rapida azione.

Contro le alghe in piscina il cloro è il principale alleato, grazie alla sua azione disinfettante che uccide le alghe eliminando microrganismi e batteri responsabili della proliferazione. Quando le alghe sono in quantità limitata, una clorazione standard può essere sufficiente. Tuttavia, se l’acqua della piscina ha assunto una colorazione verde intensa o presenta depositi sulle pareti e sul fondo, è necessario eseguire un trattamento con cloro shock, portando la concentrazione a 10 ppm (parti per milione) o anche oltre, a seconda della gravità dell’infestazione. Un altro aspetto da non trascurare è la pulizia del filtro, che potrebbe esser stato sovraccaricato dal trattamento.

Una volta effettuato il trattamento chimico, è fondamentale procedere con una pulizia meccanica della piscina per rimuovere le alghe morte e i residui organici che potrebbero favorire una nuova crescita.

Il trattamento che viene consigliato come soluzione più efficace per risolvere il problema delle alghe in piscina è indubbiamente la clorazione shock. Tuttavia, il prodotto chimico a volte può non bastare, soprattutto nel caso di alghe gialle o nere. Per questo motivo, spesso conviene agire manualmente, assicurandosi così una perfetta rimozione dei microrganismi. Ecco perché per eliminare definitivamente le alghe dalla piscina è innanzitutto necessario pulire la superficie con un’asta telescopica munita di retino.

Durante la pulizia della piscina per l’eliminazione delle alghe è importante non trascurare nessuna parte della vasca, poiché questi microorganismi possono accumularsi non solo sulle pareti e sulla superficie, ma anche sul fondo.

Un secondo passaggio di sicurezza puoi farlo anche dopo aver effettuato la clorazione. In questa fase, i pulitori automatici si rivelano strumenti preziosi: pratici e silenziosi, questi dispositivi sono capaci di adattarsi autonomamente alle specifiche dimensioni e forme della piscina.

Come evitare che le alghe tornino?

La chiave è mantenere l’acqua sempre pulita, equilibrata e in movimento, adottando semplici accorgimenti che impediscono la proliferazione di microrganismi indesiderati.

  • Mantenere l'acqua pulita, equilibrata e in movimento
  • Pulizia regolare della piscina e del filtro
  • Controllo e correzione dei livelli di pH e cloro
  • Utilizzo di prodotti antialghe

E poiché non vi è miglior cura della prevenzione, per evitare che il problema ritorni, continua a monitorare la piscina per rilevare tempestivamente eventuali segni di alghe in fase di ricomparsa: ad esempio, controlla che il sistema di filtrazione sia sempre pulito e che i parametri chimici siano sempre nella norma, oltre a porre la massima costanza nella pulizia della vasca e fare sempre attenzione al colore dell’acqua della tua piscina.

Trattamenti alternativi al cloro

Il metodo più comune per la disinfezione dell’acqua è l’utilizzo dei prodotti chimici come il cloro, l’antialghe o il flocculante. Tuttavia pur essendo soluzioni efficaci per ottenere l’acqua sempre pulita e igienizzata, spesso sorge spontaneo domandarsi se è possibile trattare l’acqua della piscina senza prodotti chimici. Si tratta di un potente agente chimico che a contatto con l’acqua garantisce un eccellente potere disinfettante, ma se non dosato correttamente, può provocare irritazione alla pelle e agli occhi dei bagnanti.

Scegliere trattamenti alternativi all’utilizzo del cloro è possibile:

  • Bromo per piscina: prodotto chimico meno aggressivo sulla pelle, capelli e occhi dei bagnanti. Presentato sotto forma di pastiglie, vengono inserite in un pre-cestello della piscina o direttamente nell’acqua.
  • Ossigeno per piscina: prodotto chimico inodore e poco aggressivo. Permette di igienizzare accuratamente l’acqua e può agire anche come antialghe. Per una corretta disinfezione si consiglia di combinare l’azione delle tre tipologie di ossigeno: lento, attivo e shock.
  • Sterilizzatori al sale per piscina: apparecchi che consentono di trasformare il sale immesso in piscina in cloro al 100% naturale! Collegati all’impianto di filtrazione, possiedono ottime capacità ossidanti, disinfettanti e antibatteriche.

Si può fare il bagno con le alghe in piscina?

La presenza di alghe verdi in piscina, in condizioni normali, non rappresenta un rischio diretto per la salute. Inoltre, un’elevata presenza di alghe può ridurre l’efficacia dei disinfettanti come il cloro. Le alghe consumano il cloro disponibile, diminuendo la capacità della piscina di mantenere livelli adeguati di disinfezione. Questo incremento nella domanda di cloro può portare a una riduzione della protezione contro altri contaminanti microbiologici, aumentando così il rischio di infezioni e malattie tra i bagnanti.

Ciò nonostante, l’acqua verde della piscina non è sempre e per forza sinonimo della presenza di alghe e microrganismi. Oggigiorno, gli esperti sostengono che, quando l’acqua assume questa colorazione ed è poco limpida, è meglio evitare di nuotare in piscina, poiché le caratteristiche dell’acqua sono alterate. Appare evidente, quindi, che chi decidesse di concedersi un bagno nella propria piscina interrata o fuori terra, in presenza di queste condizioni, non andrebbe di certo incontro a gravi conseguenze per la sua salute.

Quando la piscina inizia a mostrare segni di un’infestazione algale, è fondamentale agire tempestivamente: queste possono infatti proliferare rapidamente e rendere più complesso il processo di pulizia.

Purtroppo, se la tua piscina mostra segni di infestazione algale, il consiglio è di evitare di fare il bagno e di agire immediatamente per eliminarle. Questo perché le alghe in piscina non sono solo un problema estetico, ma rappresentano un campanello d'allarme che richiede un intervento rapido e deciso. Tali organismi deturpano l'aspetto della tua piscina rendendo l'acqua torbida e meno salubre, ma creano anche un ambiente favorevole per la crescita di batteri e funghi.

Acqua marrone in piscina: cause e rimedi

Nonostante cure e attenzioni costanti, a volte può capitare che, dopo il trattamento con il cloro, l’acqua della piscina assuma una colorazione marrone, verde o gialla. Si tratta di un fenomeno fastidioso e poco estetico, che può derivare da diversi fattori. Fortunatamente, esistono rimedi efficaci per eliminare l’acqua marrone e ripristinare la trasparenza della vasca.

Le cause dell’acqua marrone in piscina sono diverse e individuarle è fondamentale per capire come intervenire:

  • contenuto di metalli eccessivo: l’acqua, soprattutto quella proveniente dal pozzo, è ricca di metalli quali ferro, rame e manganese.
  • sporcizia al momento del prelievo: l’acqua di pozzo, o in generale un’acqua scadente, può essere già sporca prima ancora di essere immessa nella vasca. Quando questo avviene, residui e detriti vengono portati dentro la piscina, dove tendono a depositarsi sul fondo creando uno strato di fango che guasta colore e qualità dell’acqua.

La prima cosa da sapere è che, se si riscontra l’acqua marrone in piscina, bisogna evitare di fare il bagno indipendentemente da ciò che l’ha provocata.

Come detto, le modalità di intervento cambiano a seconda dell’origine del problema, e solo nelle situazioni più gravi è consigliabile svuotare la piscina e riempirla nuovamente con nuova acqua.

Il flocculante, invece, è un prodotto chimico che aiuta a rimuovere le particelle microscopiche di sporco che non possono essere trattenute dal filtro. Questo trattamento eliminerà le particelle dannose e, con una corretta filtrazione, riporterà l’acqua ad essere cristallina. Dopo aver spento l’impianto di filtrazione, il flocculante contribuirà alla formazione uno strato di fango sul fondo della piscina. Questo strato dovrà essere aspirato completamente (ad esempio, con l’ausilio di una scopa aspirafango) e, una volta rimosso, sarà necessario effettuare un controlavaggio del filtro per evitare di danneggiarlo.

A proposito di acqua, è fondamentale che questa sia di buona qualità fin dall’origine (spesso l’acqua dell’acquedotto è migliore di quella del pozzo), ma questo è un aspetto che può essere verificato in fase di progettazione della piscina effettuando un’analisi dell’acqua.

Acqua torbida in piscina

Una delle conseguenze più comuni di una mancata manutenzione della piscina è appunto che l’acqua diventi torbida. Se l’acqua della piscina è torbida vuol dire che il suo colore non è più limpida e splendente come dovrebbe essere in una situazione normale.

Ci sono, poi, altre due cause molto comuni dell’acqua torbida: la mancata pulizia della piscina e il calcio.

La torbidità dell’acqua della piscina causa vari problemi: il primo, già citato, riguarda la salute delle persone. Infatti, in questi casi è assolutamente proibito fare il bagno perché questo causerebbe conseguenze molto negative.

Un altro problema comune dell’acqua torbida è che con l’acqua sporca rende più difficile la pulizia e la manutenzione dell’impianto.

Come abbiamo visto, una delle cause di questo problema è dato dal pH dell’acqua e dal cloro. Per intervenire, quindi, si deve verificare che i loro livelli siano corretti; se così non fosse, allora si deve riportarli ai giusti parametri aggiungendo nuovo cloro.

Laddove il problema sia dato dalla presenza di sporcizia, si deve intervenire pulendo la piscina così da rimuovere foglie, erba, piccoli insetti e tutto ciò che rende l’acqua torbida.

Per pulire in modo corretto la piscina si può ricorrere anche a prodotti chimici come i clarificatori, grazie a cui vengono eliminate le particelle di sporco e gli elementi organici presenti nell’acqua.

  • Alta alcalinità: Un’alta alcalinità totale può far apparire l’acqua lattiginosa.
  • Residui di calcio: La presenza di alti livelli di calcio può causare la formazione di precipitati che rendono l’acqua biancastra.
  • Microbolle d’aria: Le bolle d’aria nel sistema di filtrazione possono dare un aspetto biancastro all’acqua.

Mantenere la tua piscina libera da torbidità richiede una combinazione di corretta manutenzione, uso appropriato di prodotti chimici e interventi tempestivi in caso di problemi.

Prevenire è meglio che curare

Sarebbe meglio prevenire la formazione delle alghe in piscina piuttosto che doverle eliminare. Molte acque di pozzo favoriscono lo sviluppo di alghe rosse che aggrediscono i liner in pvc. Spesso, nell’acqua della piscina è presente del calcare che col tempo si deposita dove l’acqua ristagna. Se è vero che le alghe si nutrono di sostanze organiche, è anche vero che dopo l’uso ripetuto potrebbero tollerare alcuni alghicidi e usarli per moltiplicarsi.

Sapere come prevenire le alghe in piscina è comunque fondamentale, e il primo passo è quello di effettuare pulizia costante e manutenzione periodica alla vasca.

Ecco perché è importante affidarsi a tecnici seri e qualificati, con esperienza sul campo e prodotti all’avanguardia.

Realizzare una piscina comporta infatti diversi passaggi, che non vanno trascurati se non si vuole incorrere in problematiche successive.

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: