Per qualcuno è quasi un “rito”: si mangia qualcosa e subito si sentono la pancia che borbotta e l’intestino che si muove, segnali noti che dicono che… occorre andare bagno, spesso subito dopo mangiato. Avvertire urgenza di recarsi in bagno, nell'imminente dopo aver mangiato è una condizione che riguarda molte più persone di ciò che si pensa. Dopo aver mangiato si manifesta una risposta naturale dell'intestino, ossia il riflesso gastrocolico, un riflesso fisiologico deputato al controllo della motilità del tratto gastrointestinale inferiore dopo aver mangiato.
Cos'è il Riflesso Gastrocolico?
Si tratta di una situazione legata a quello che viene scientificamente chiamato riflesso gastrocolico, derivante dal fatto che, quando viene sollecitato lo stomaco, per esempio, attraverso l’ingestione di alimenti, si muove anche l’intestino. Il riflesso gastrocolico è, come detto, un meccanismo fisiologico automatico. Quando si ingerisce un cibo e lo stomaco inizia a lavorare, c’è una “spinta” al movimento intestinale. Il riflesso gastrocolico è dunque un normale riflesso fisiologico che si manifesta poco dopo aver mangiato.
Come Funziona?
Dopo aver mangiato si manifesta una risposta naturale dell'intestino, ossia il riflesso gastrocolico, un riflesso fisiologico deputato al controllo della motilità del tratto gastrointestinale inferiore dopo aver mangiato. Il riflesso gastrocolico è un meccanismo fisiologico automatico coinvolto nel controllo della motilità della parte inferiore dell’apparato digerente dopo un pasto. Oltre a coordinare i movimenti di stomaco e intestino, il riflesso gastrocolico ha lo scopo di aumentare la quantità di cibo che può essere assunta durante il pasto, promuovendo la peristalsi (contrazioni ritmiche spontanee della parete dell’apparato digerente) e facilitando la progressione degli alimenti in fase di digestione verso l’intestino tenue e crasso e, quindi, verso l’ano. Il controllo della contrazione gastrointestinale da parte del riflesso gastrocolico è di tipo multifattoriale e coinvolge meccanismi muscolari, nervosi, e ormonali.
Anche il sistema nervoso enterico (ovvero l’insieme delle strutture nervose presenti nella parete intestinale) risponde al riflesso gastrocolico, inducendo un’alternanza di contrazione e rilassamento della muscolatura liscia di tutto il colon e, soprattutto, del sigma allo scopo di spingere la massa fecale con particolare decisione verso il tratto rettale. Quando le feci si accumulano a livello del retto, la pressione sullo sfintere dell’ano aumenta e il riflesso gastrocolico si completa stimolando la defecazione (che viene, quindi, automaticamente promossa ogni volta che si mangia).
Perché è più attivo al mattino?
Dal momento che il riflesso gastrocolico è più attivo al mattino e subito dopo i pasti, se si soffre di stitichezza può essere utile sfruttare questo “timing fisiologico” per favorire le evacuazioni. Ad esempio, i bambini e le persone anziane che tendono a soffrire più spesso di costipazione dovrebbero cercare di cogliere lo stimolo fecale subito dopo aver fatto colazione, senza rimandare a momenti successivi.
Il Processo di Formazione delle Feci
Per capire meglio il problema esposto può essere utile innanzitutto spiegare come si formano le feci. Se attraverso l’urina prodotta dai reni eliminiamo le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, con le feci, attraverso la defecazione, ci liberiamo dei prodotti di scarto che si producono dopo che l’intestino ha “assorbito” tutto ciò che di utile esiste per l’organismo negli alimenti.
La defecazione coinvolge le ultime porzioni dell’intestino, il colon e il retto, cui giungono i resti dei cibi dopo l’assimilazione dei principi nutritivi effettuata nell’intestino tenue. Una volta che le scorie sono arrivate al colon, cominciano due diversi movimenti (peristalsi) della muscolatura di questa porzione intestinale. La peristalsi lenta non fa avanzare il contenuto dell’intestino, ma serve soprattutto a rimescolarlo. A far procedere le feci verso l’ampolla del retto, dove poi queste vengono “accumulate”, prima di essere espulse, è invece la peristalsi propulsiva, che comincia nella zona del colon trasverso (in pratica nella zona più alta dell’addome).
Mentre la peristalsi lenta si ripete diverse volte in un’ora, la peristalsi propulsiva si verifica solo due o tre volte al giorno. A stimolarla sono soprattutto lo sforzo fisico e i pasti. In genere, in chi soffre di stitichezza la peristalsi propulsiva è più rara o comunque meno efficace nella sua funzione di spinta delle feci verso l’ampolla rettale, una specie di contenitore che, quando si riempie, attraverso specifici recettori nervosi trasmette il segnale di ripienezza al cervello, che stimola la muscolatura dell’ano e quindi consente l’emissione delle feci.
Diversi fattori possono però interferire, rallentandolo, sul normale processo di svuotamento intestinale. L’orologio biologico, si sa conta. Ci sono ritmi e tempi che l’organismo naturalmente sfrutta per tenersi in forma. Ad esempio, per la maggior parte delle persone la prima colazione rappresenta la “riaccensione” dei movimenti intestinali e ciò facilita il bisogno di andare in bagno, anche per la presenza del riflesso gastrocolico. Per questo i piccoli e gli anziani dovrebbero sfruttare questo momento.
Fattori che Influenzano il Riflesso Gastrocolico
Diversi fattori possono influenzare il riflesso gastrocolico, tra cui:
- Fattori psicologici: Capita, in chi è molto stressato, di avere scariche ripetute. In particolare, stress e ansia possono aumentare la produzione di succhi gastrici e la sensibilità di stomaco e intestino alla presenza di cibo al loro interno.
- Microbiota intestinale: Un ulteriore elemento in gioco di notevole rilevanza è il microbiota intestinale, vale a dire l’insieme di tutti i batteri che risiedono nell’intestino, in equilibrio tra loro e con l’organismo umano, contribuendo a regolare la funzionalità digestiva e intestinale. Ogni alterazione significativa della flora batterica (disbiosi) può determinare l’infiammazione della mucosa che riveste la parete intestinale, sollecitando il riflesso gastrocolico e alterando l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti con conseguente insorgenza di mal di pancia, gonfiore addominale, flatulenza e diarrea con evacuazioni frequenti.
- Lassativi: Anche l’assunzione, in caso di stipsi, di un lassativo stimolante (come senna, cascara, frangula, rabarbaro o bisacodile), che “irrita” le terminazioni nervose presenti nelle pareti dell’intestino tenue e crasso, può sollecitare il riflesso gastrocolico e la peristalsi intestinale, promuovendo così la defecazione.
Condizioni Mediche Associate
Il riflesso gastrocolico può essere influenzato anche da fattori psicologici. Insomma, sono davvero tanti i fattori che possono influire sul riflesso gastrocolico, che in alcuni casi può anche un indice di patologia. Altre malattie che possono influenzare il riflesso gastrocolico sono le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), la celiachia e il diabete. Le prime due patologie, generalmente, si associano a un aumento della motilità intestinale a causa dell’infiammazione della parete intestinale, con conseguente insorgenza di diarrea cronica o ricorrente. I diverticoli intestinali (piccole introflessioni “a sacchetto” che si formano nella parete dell’apparato digerente e, in particolare, nel colon) possono, invece, sollecitare il riflesso gastrocolico quando si infiammano.
Tra le principali patologie da considerare in questi casi c’è anche l’alterato funzionamento di fegato e pancreas, con difetto di produzione o liberazione nel duodeno rispettivamente degli acidi biliari e/o degli enzimi pancreatici indispensabili per la digestione di grassi, proteine e carboidrati.
- Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): disturbo gastrointestinale che si manifesta con sintomi quali stitichezza, diarrea o entrambi. Per esempio, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), nota anche come sindrome del colon irritabile, è un classico esempio di disturbo legato a un’alterazione del riflesso gastrocolico.
- Malattie infiammatorie intestinali (IBD): ne fanno parte la colite ulcerosa e la malattia di Crohn, che si manifestano con forti dolori addominali e diarrea. Patologie come colite ulcerosa e morbo di Crohn causano infiammazioni croniche del colon e dell'intestino tenue. Nel caso si sospettino malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e malattia di Crohn, un test di laboratorio chiave per la diagnosi è la misura dei livelli di calprotectina fecale, una proteina che aumenta notevolmente nelle feci in presenza di infiammazione intestinale.
- Sindrome da dumping: una condizione in cui il cibo si sposta in modo molto rapido dallo stomaco all'intestino. A soffrire di questo disturbo sono soggetti che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia bariatrica, come bypass gastrico. Si verifica spesso nei pazienti operati di chirurgia bariatrica.
- Celiachia: Per capire invece se, all’origine di questi disturbi, c’è un problema di celiachia è necessario effettuare una biopsia intestinale e/o ricercare specifici anticorpi nel sangue.
- Intolleranza a latte e lattosio: Anche l’intolleranza a latte e lattosio (determinata da deficit dell’enzima lattasi, necessario per digerire questo zucchero) può causare gonfiore addominale, meteorismo, aumento della motilità intestinale e diarrea nelle persone più sensibili.
Come Gestire il Problema
Ecco alcune misure che possono aiutare a gestire la diarrea improvvisa che insorge dopo i pasti e migliorare il benessere intestinale. Si tratta di consigli generali, che vanno adattati alla specifica situazione di ognuno di noi.
- Idratazione: Bere acqua, tisane senza caffeina, brodo leggero o succhi di frutta per reintegrare i fluidi persi.
- Dieta BRAT: Nei primi giorni dopo l’insorgenza della diarrea, potrebbe essere utile seguire una dieta BRAT, composta da banane, riso, mela e toast.
- Farmaci da banco: Alcuni farmaci da banco possono ridurre la frequenza e la consistenza delle feci.
- Fibre: Un aspetto chiave riguarda l’assunzione di una sufficiente quantità di fibre (almeno 25 grammi al giorno), che possono essere ottenute da frutta e verdura crude o cotte, cereali, pane, riso e pasta integrali e, se necessario, anche attraverso integratori alimentari di crusca o fibre idrosolubili come i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). Un elemento cruciale è l’assunzione di una quantità adeguata di fibre prebiotiche, almeno 25 grammi al giorno. Se necessario, si possono utilizzare integratori di crusca o fibre idrosolubili come frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS).
- Caffè: Se si tende a soffrire di stitichezza, può essere utile bere caffè al mattino, poiché questa bevanda sembra favorire la motilità intestinale e lo stimolo fecale in molte persone. Naturalmente, se si soffre di IBS con diarrea o di diarrea cronica vale il discorso inverso.
- Banane: Un altro accorgimento anti-stipsi è mangiare a colazione banane, preferibilmente non troppo mature: sono ricche di fibre e di potassio, elemento che contribuisce al corretto controllo nervoso della peristalsi intestinale.
- Pasti piccoli e frequenti: Invece di tre pasti abbondanti, meglio distribuire il cibo in 4-5 piccoli pasti.
- Evitare bevande fredde: Le bevande fredde, soprattutto durante i pasti, possono sollecitare il riflesso gastrocolico in modo anomalo.
- Attività fisica: L'attività fisica regolare favorisce una motilità intestinale equilibrata, prevenendo sia la stitichezza che l'eccessiva evacuazione post-prandiale.
- Fermenti lattici: Per contribuire a promuovere il benessere intestinale, in associazione a una dieta varia e bilanciata, sarà utile assumere fermenti lattici. Si tratta di batteri vivi e vitali, ad azione benefica, in grado di ripristinare la microflora intestinale alterata.
Quando Consultare un Medico
Tuttavia, quando lo stimolo diventa insolitamente forte, urgente o frequente, o è associato ad altri sintomi gastrointestinali, è opportuno consultare il medico. Ovviamente, sta al medico indagare le cause delle alterazioni di ritmi intestinali potenzialmente correlate al riflesso gastrocolico. In caso di sintomi che si mantengono nel tempo, solo il curante può indicare il da farsi.
TAG: #Bagno
