Un bagno cieco è un bagno senza finestre, di solito di piccole dimensioni. Per essere a norma di legge, il bagno cieco deve rispettare alcuni requisiti imprescindibili, necessari a garantire la salubrità dell’ambiente. Questa guida è stata realizzata per saperne di più sugli impianti e i sistemi di ventilazione, aspirazione ed estrazione forzata dell'aria nei locali domestici e pubblici, nei luoghi di lavoro e in tutti gli altri ambienti in cui vi sia la convivenza di più persone all’interno di uno stesso spazio al chiuso.
Grazie a questa guida sarà più semplice poter scegliere il giusto impianto di aerazione e ventilazione forzata e identificare quali siano i prodotti realmente necessari per avere un corretto ricambio d’aria nei locali. Alla base di tutto, naturalmente, c’è la necessità di garantire la sicurezza e la salute delle persone che vivono o lavorano negli stessi luoghi e condividono gli spazi, ma anche l’importanza di migliorare e garantire l’efficienza sui luoghi di lavoro e ovviamente anche il rispetto delle normative che regolamentano proprio la sicurezza su lavoro.
La guida al ricambio d’aria per la scelta del sistema e dell’impianto di aerazione forzata ideale, da adottare per la corretta ventilazione degli ambienti, vuole offrire al lettore tutte le informazioni fondamentali illustrate in modo semplice, ma allo stesso tempo dettagliato ed esaustivo, per offrire spiegazioni chiare e realmente utili. Per poter garantire la salubrità dell’aria all’interno degli ambienti chiusi - che siano residenziali e domestici, lavorativi o industriali - è fondamentale assicurarsi della presenza di ricambi d’aria, di adeguati sistemi di ventilazione forzata in linea con gli spazi e il numero di persone che vi risiedono (o vi lavorano) e dei trattamenti di filtraggio sufficienti per abbassare il più possibile i livelli di inquinamento e ripulire l’aria dalle particelle dannose.
A regolamentare questi aspetti c’è una legge ad hoc, la UNI 10339, in vigore dal 1995, che ha come scopo proprio il miglioramento degli ambienti chiusi, indipendentemente dalla destinazione d’uso. Nel tempo - con lo stesso obiettivo - anche l’Europa ha emanato una serie di direttive, come la “Direttiva sull’etichettatura energetica degli edifici”, che include una serie di norme destinate a calcolare il fabbisogno energetico degli impianti di riscaldamento, climatizzazione e ventilazione.
In particolare, nel testo della norma sono illustrati i punti chiave per la definizione dei requisiti fondamentali degli impianti di aerazione e ventilazione forzata dei locali. Nello specifico, per garantire la salubrità dell’aria, la UNI stabilisce che tutte le tipologie di sistemi per il ricambio d’aria forzata negli ambienti devono assicurare:
- L’immissione d’aria esterna che varia a seconda della destinazione d’uso degli ambienti (residenziali, lavorativi, industriali, ecc);
- Filtraggio dell’aria costante con filtri appropriati sia per l’aria esterna che per quella di ricircolo;
- Movimentazione dell’aria ad una velocità controllata.
Come anticipato sopra a proposito dei diversi tipi di ambienti domestici o di lavoro, una delle situazioni chiave in cui l’argomento dell’aerazione forzata - e più in generale degli impianti di aerazione - diventa fondamentale è quella relativa alla gestione dei ricambi di aria forzata nei bagni. Esistono naturalmente delle normative create ad hoc proprio per fissare delle regole fisse per la progettazione e la ristrutturazione dei bagni come i Regolamenti Edilizi e i Regolamenti d’Igiene, ma anche il Decreto Ministeriale Sanità 1975, dove (art 7) si dispone che “la stanza da bagno deve essere fornita di apertura all’esterno per il ricambio dell’aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica.”
La regolamentazione per i bagni ciechi, invece, spetta ai vari Comuni che redigono dei regolamenti specifici dedicati proprio all’igiene edilizia. Tuttavia è possibile stabilire - in linea generale - che - come dice il testo ufficiale - “l’aspirazione forzata deve assicurare un coefficiente di ricambio minimo di 6 volumi ogni ora se l'apparecchio è sempre attivo, oppure 12 volumi/ora se in aspirazione forzata intermittente a comando automatico adeguatamente temporizzato per assicurare almeno 3 ricambi per ogni utilizzazione dell’ambiente.”
Requisiti di Aerazione e Illuminazione
Nella progettazione di un bagno cieco la normativa è uno degli aspetti più delicaticui prestare particolare attenzione. Per realizzare un bagno a norma e perfettamente agibile occorre infatti rispettare le disposizioni previste dai regolamenti edilizi e dalle leggi nazionali, che stabiliscono requisiti precisi in merito all’aerazione e all’illuminazione. Come abbiamo anticipato, i principali riferimenti normativi che disciplinano la progettazione del bagno cieco sono presenti nei Regolamenti Edilizi e nei Regolamenti d’Igiene (in particolare, occorrerà fare riferimento a quello del Comune di residenza), ma anche nel Decreto Ministeriale Sanità del 05/07/1975. Quest’ultimo, in particolare, all’art.
Spetta invece, ai regolamenti comunali di igiene edilizia, andare più nello specifico sulla normativa per i bagni ciechi. Uno degli elementi fondamentali nella progettazione di un bagno è dunque la ventilazione dell’ambiente. Permantenere l’aria salubre è indispensabile prevedere un efficace ricambio d’aria con una finestra o, nelle stanze da bagno sprovviste di apertura all’esterno come nel caso del bagno cieco, con un sistema di ventilazione calibrato per la metratura dell’ambiente.
Dimensioni Minime dei Bagni Ciechi
Per determinare le dimensioni di un bagno, quindi, bisogna consultare il Regolamento edilizio del proprio Comune. Ad esempio, il Regolamento edilizio del Comune di Milano, in vigore dal 2014, prevede che ogni abitazione disponga di almeno un bagno con dimensioni sufficienti a ospitare la dotazione minima di sanitari (lavabo, doccia o vasca, water, bidet), e con un lato minimo di almeno 1,20 m.
La normativa sul bagno cieco si rifà ai regolamenti comunali di igiene edilizia, i quali affermano che la stanza da bagno principale deve avere una finestra apribile all’esterno per il ricambio dell’aria, pari ad almeno 1/8 del pavimento. In alternativa, un bagno cieco deve avere un sistema di aspirazione forzata in grado di assicurare un coefficiente di ricambio minimo di 6 volumi/ora se in espulsione continua, ovvero di 12 volumi/ora se in aspirazione forzata intermittente a comando automatico adeguatamente temporizzato per assicurare almeno 3 ricambi per ogni utilizzazione dell’ambiente.
Le dimensioni minime del bagno dipendono dalla tipologia che si intende realizzare, se bagno padronale o di servizio. Il bagno padronale è di solito più ampio e completo, includendo tutti i sanitari, una vasca e/o una doccia, e talvolta anche uno spazio dedicato alla lavanderia. Contrariamente il bagno di servizio è più essenziale e presenta wc, bidet e lavabo.
Aerazione Forzata
La ventilazione forzata nei bagni ciechi è un elemento indispensabile per garantire un corretto ricambio d’aria, proporzionato alla grandezza dell’ambiente e all’uso che si fa di quel locale: solo in questo modo si avrà la garanzia della salubrità dell’aria. Un bagno dovrebbe sempre avere un’apertura verso l’esterno, come una finestra, per garantire un adeguato ricambio d’aria. Non essendoci finestre, questo aspetto è fondamentale per evitare muffa, umidità e cattivi odori.
Tipologie di Ventilazione: VMC o Aeratore
Per garantire la ventilazione puoi installare una VMC (ventilazione meccanica controllata) o un aspiratore centrifugo. Entrambi i sistemi sono validi. Il sistema più usato nelle ristrutturazioni è l’aspiratore centrifugo (o aeratore/estrattore). L’impianto di aerazione estrae l’aria viziata della stanza e la veicola all’esterno.
Dove Va Messo l’Aspiratore in Bagno?
L’aspiratore del bagno va posizionato in alto: appena sotto il solaio o il controsoffitto, in modo da raccogliere l’aria calda che risale. Se possibile, ti consiglio di sistemarlo sopra la doccia o la vasca - o comunque nelle vicinanze - così aspirerà subito il vapore acqueo prodotto durante il lavaggio.
Muffe nel Bagno: Come Prevenirle
Alcune persone temono che l’assenza della finestra possa creare problemi di muffa da condensa, dovuta agli eccessi di umidità prolungati. Non è così. Se l’impianto di aerazione è ben dimensionato, il ricambio d’aria è garantito, quindi non dovresti avere problemi di muffa da condensa. Se invece la muffa è causata da altri fattori (es. infiltrazioni) l’impianto di aerazione non può far nulla.
Come Mettere a Norma un Bagno Cieco Esistente
Tuttavia, diversa è la questione nel caso di bagni esistenti, ciechi, che devono essere messi a norma. Nel caso della messa a norma di un bagno cieco, bisogna fare riferimento ai regolamenti edilizi, ai regolamenti d’igiene (in particolare, quello del Comune di residenza) e anche al Decreto Ministeriale Sanità del 05/07/1975, il quale prevede che la stanza da bagno deve essere fornita di apertura all’esterno per il ricambio dell’aria o dotata di impianto di aspirazione meccanica.
Problematiche nei Condomini
Particolarmente complesso è il caso in cui ci si trovi a fare i lavori in un condominio: quali permessi servono? Per aprire una finestra, è necessario il consenso di tutti i condomini e dei vicini oppure prevalgono le esigenze igienico-sanitarie? L’apertura di finestre deve rispettare la normativa dettata dal regolamento edilizio comunale nonché quella dettata dal Codice civile in materia di apertura di luci e vedute.
Esempio Pratico di Aspirazione Forzata
Fornitura e posa in opera di impianto di aspirazione forzata per bagni, installazione a parete e coefficiente di ricambio minimo di 12 volumi/ora a comando automatico. Adeguatamente temporizzato per assicurare almeno 3 ricambi per ogni utilizzazione dell'ambiente, con accensione collegata all’interruttore dell’illuminazione.
Fornitura e posa in opera canale per aspirazione bagni da collegare alla ventola di aspirazione per garantire l’espulsione dell’aria prevista con le modalità di cui al punto precedente. Diametro 120 mm lunghezza fino all’esterno circa mt. 3,50 (ESEMPIO). Il canale dovrà essere rivestito in cartongesso, in alternativa canale di forma rettangolare o circolare di colore bianco idoneo per installazione in vista.
Ulteriori Considerazioni
Oltre alle dimensioni, un altro aspetto fondamentale per poter procedere alla costruzione del bagno cieco è assicurare una corretta aerazione dell’ambiente. In questo articolo, vi forniremo alcuni consigli di progettazione utili per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e creare un ambiente funzionale e sicuro.
Dunque, prima di avviare i lavori, è bene avere il quadro della situazione sia della normativa nazionale che di eventuali utili sui divieti e direttive locali.
Se è vero che i “pro” sono tanti, ci sono anche alcuni “contro” da considerare.
Passando alle dimensioni dei bagni ciechi, non esistono particolari indicazioni circa i metri quadrati, almeno a livello nazionale.
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