La questione dei bagni pubblici a Napoli è un tema ricorrente, che oscilla tra necessità, storia e gestione delle risorse. Se da un lato l'accesso ai servizi igienici è un diritto fondamentale e un indicatore di civiltà, dall'altro la loro realizzazione e manutenzione presentano sfide complesse, come dimostra la storia della città e le recenti iniziative.
Un Po' di Storia: Dai Romani ai Giorni Nostri
La storia dei bagni pubblici affonda le sue radici nell'antica Roma, dove l'idea di servizi igienici collettivi era strettamente legata alla cultura urbana. Nell'antica Roma, l'uso delle terme e delle foricae (le latrine pubbliche) non rispondeva solo a un'esigenza igienica ma rappresentava una vera e propria occasione di vita sociale. Accanto ai grandi complessi termali, le foricae erano disseminate in tutta la città e si trovavano spesso vicino a mercati, fori o luoghi molto frequentati.
Queste latrine collettive erano di solito costituite da sedute affiancate, spesso ricavate in pietra o marmo, senza divisori, e la condivisione del momento era considerata del tutto normale. Dal punto di vista tecnico, la civiltà romana vantava conoscenze avanzate: la costruzione di acquedotti (come l'Aqua Claudia o l'Anio Novus) e la realizzazione della Cloaca Maxima - un sistema di drenaggio e fognatura tra i più antichi al mondo - garantivano un ricambio d'acqua costante, riducendo gli odori e il rischio di malattie.
Il concetto di bagno pubblico subì una lunga fase di declino dopo la caduta dell'Impero Romano: nel Medioevo, la maggior parte delle avanzate infrastrutture romane fu abbandonata e l'igiene pubblica regredì sensibilmente. Soltanto con la Rivoluzione Industriale e l'urbanizzazione ottocentesca emerse nuovamente l'urgenza di servizi igienici comuni, soprattutto nelle grandi città dove si concentravano lavoratori e famiglie in quartieri sovraffollati.
Nel lontano 1903, il Direttore della Nettezza Pubblica, nel relazionare al Sindaco del tempo la grave situazione igienica della città, evidenziava, fra l’altro, “l’insufficienza del numero delle pubbliche Latrine, essendo ridotte a poco più 900 delle 4000 che ne esistevano nel 1884”. Ricordo che solo le famiglie benestanti avevano un bagno in casa. Ne derivava, prosegue il relatore, “ il gravissimo inconveniente, per la decenza e l’igiene, in quanto una quantità di materie fecali era sparsa nelle strade adiacenti alle poche Latrine pubbliche disponibili”. Un secolo fa esisteva il problema dei rifiuti e delle “latrine pubbliche”, oggi la storia per qualche aspetto sembra ripetersi.
Il "Vespasiano" e le Iniziative Moderne
Un Vespasiano di grido, ecco la trovata nel cuore del centro storico di Napoli che apre a tutti la possibilità di avere una toilette ideale. Ma in cosa consiste esattamente e come usare questo wc dotato di tutti i comfort? Grazie al primo wc shop di Napoli, farla non sarà più un problema. Si tratta, infatti, di una toilette a disposizione di tutti situata in via Atri, dotata di ogni comfort necessaria per sentirsi a casa. A darne notizia è il consigliere comunale Luigi Carbone, ma l’idea è di Vincenzo Pesce e del figlio Mario.
All’interno del locale climatizzato e rifinito, l’accesso è regolato da un varco elettrico di ultima generazione.
La Tassa di Soggiorno e la Vigilanza dei Bagni Chimici
L’Amministrazione comunale di Napoli, nello specifico l’Osservatorio per il Turismo e il Marketing, ha destinato una parte dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno a un improbabile, e forse unico in Italia, provvedimento per un servizio di vigilanza per i bagni chimici pubblici, installati nelle aree di maggiore affluenza turistica. Si tratta di una scelta che solleva diverse riflessioni.
Secondo i documenti ufficiali, in particolare la Disposizione Dirigenziale N. 15 del 27/10/2023, il Comune ha stanziato oltre 120.000 euro (al netto dell’IVA) per tre anni per questo servizio. Il costo giornaliero per la sorveglianza di ciascun bagno chimico è di 108,69 euro (IVA inclusa), con l’impiego di otto persone per turno, per un totale di 14 vigilanti al giorno, destinati a sorvegliare appena sette bagni chimici.
Il servizio prevede due turni giornalieri (8:00-14:00 e 14:00-22:00) con vigilanti incaricati di garantire il corretto utilizzo dei bagni, segnalare eventuali malfunzionamenti e offrire supporto in attività di assistenza. Tuttavia, è lecito chiedersi quale tipo di assistenza sia realmente necessaria per i bagni chimici, già dotati di manutenzione ordinaria e approvvigionamenti, e se il numero di operatori coinvolti sia proporzionato rispetto alla necessità.
Resta il fortissimo dubbio se sia davvero necessario destinare cifre così elevate per un servizio di vigilanza dei bagni pubblici a più di 100 euro al giorno per ogni singolo bagno.
Bagni Pubblici: Più di un Servizio, un Presidio di Civiltà
Un “bagno pubblico” è uno spazio aperto all’uso della collettività, progettato per rispondere ai bisogni fisiologici di chiunque ne abbia necessità, senza vincoli legati all’acquisto di prodotti o servizi. Dotato di sanitari, lavabo e possibilmente accessori come specchi, distributori di sapone e asciugamani, può trovarsi in luoghi come stazioni, parchi, centri commerciali o strade urbane. Oltre a garantire igiene e comfort, rappresenta un presidio di inclusività, offrendo una soluzione ai bisogni primari dell’individuo e favorendo la vivibilità dello spazio pubblico.
In Italia, quando scappa un bisogno fisiologico improvviso, ci si affida spesso a bar o ristoranti, magari ordinando un caffè “al volo” per poter accedere al bagno. È una soluzione di comodo ormai radicata nella nostra cultura, ma non è né ottimale né inclusiva: non sempre è semplice o accogliente chiedere un bagno in un locale affollato, e soprattutto non tutti hanno la possibilità economica di consumare qualcosa. In altre nazioni, invece, l’accesso ai servizi igienici pubblici viene considerato un diritto fondamentale.
L'importanza di Inclusività e Sicurezza
Oltre alla sicurezza e all’igiene, un obiettivo cruciale è l’inclusività. Sempre più spesso si realizzano toilette unisex singole, ideali per persone con disabilità, genitori con bambini piccoli o per chiunque non si riconosca nel binarismo di genere. La progettazione di bagni pubblici si è evoluta non solo in termini di igiene e funzionalità, ma anche - e soprattutto - in rapporto a sicurezza e inclusività. Oggi si è sempre più consapevoli di come questi spazi possano influenzare la dignità, il comfort e la protezione delle persone che li utilizzano.
- Donne e anziani: Molte donne provano un senso di vulnerabilità se il bagno è angusto, poco illuminato o scarsamente manutenuto.
- Persone transgender e non binarie: La scelta tra “bagno per uomini” o “bagno per donne” può mettere in pericolo chi non si riconosce nella divisione binaria, esponendolo a molestie o commenti ostili.
- Persone con disabilità: Spesso i bagni accessibili esistono solo sulla carta, ma di fatto sono mal progettati o usati come sgabuzzino.
Soluzioni Innovative e Best Practices
Nella ricerca di soluzioni sempre più efficienti e inclusive, molte città nel mondo hanno avviato progetti sperimentali o consolidato iniziative di lungo corso. Questi esempi virtuosi non solo rispondono a esigenze igienico-sanitarie, ma mirano a trasformare il bagno pubblico in un vero e proprio spazio di design, con effetti positivi sulla percezione della città e sul benessere collettivo.
Un esempio particolarmente emblematico è il “Tokyo Toilet Project”: nella capitale giapponese, architetti di fama internazionale hanno progettato strutture futuristiche, perfettamente integrate in parchi e piazze. Tra le soluzioni più celebri figurano cabine in vetro trasparente, che si opacizzano una volta occupate, e sistemi di illuminazione e ventilazione avanzati, il tutto sostenuto da partnership pubblico-private che ne garantiscono la regolare manutenzione.
Anche Berlino è nota per aver sviluppato, in modo pionieristico, un modello di collaborazione con aziende private per installare toilette autopulenti e unisex. Tra gli elementi distintivi figurano cabine compatte, realizzate in materiali anti-vandalo e facilmente sanificabili, sistemi di autopulizia che si attivano automaticamente dopo ogni utilizzo, e localizzazione strategica presso fermate di autobus, piazze e vie commerciali.
Un'altra iniziativa interessante è il Community Toilet Scheme di Londra, dove pub, ristoranti e negozi mettono a disposizione i propri bagni senza obbligo di consumazione, ricevendo un rimborso simbolico dall'amministrazione comunale.
Perfect Toilets: Un Progetto per l'Italia
Sette affermati architetti italiani hanno presentato sette progetti innovativi di servizi igienici pubblici per sei città tra le più turistiche d’Italia, un unico comune denominatore: sostenibilità e inclusione. Queste le caratteristiche di Perfect Toilets, un’iniziativa co-promossa dal magazine di architettura IoArch e dagli specialisti dell’igiene professionale fuori casa di Tork, brand della multinazionale svedese Essity.
Riccardo Trionfera, Professional Hygiene Director di Essity Italia, ha spiegato: “In tema di adeguatezza dei bagni pubblici nelle città, l’Italia purtroppo è fanalino di coda. Con Essity siamo da sempre impegnati, attraverso i nostri prodotti, ad abbattere le barriere che impediscono il benessere delle persone e, con il marchio Tork in particolare, lavoriamo per garantire un’igiene più sostenibile per tutti, nel rispetto dell’ambiente e delle persone, senza distinzioni”.
Tabella Riepilogativa delle Iniziative
| Iniziativa | Località | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Tokyo Toilet Project | Tokyo | Strutture futuristiche progettate da architetti di fama internazionale, cabine in vetro trasparente che si opacizzano. |
| Toilette autopulenti e unisex | Berlino | Cabine compatte in materiali anti-vandalo, sistemi di autopulizia automatici. |
| Community Toilet Scheme | Londra | Pub, ristoranti e negozi mettono a disposizione i propri bagni in cambio di un rimborso. |
| Perfect Toilets | Varie città italiane | Progetti innovativi di servizi igienici pubblici all'insegna di sostenibilità e inclusione. |
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