C'è un angolo d'Italia dove l'eleganza è parte del paesaggio, dove l'estate profuma di pini marittimi e il tempo sembra rallentare tra spiagge ordinate, biciclette d'epoca e boutique. È Forte dei Marmi, cuore raffinato della Versilia, che è stato - e continua a essere - un simbolo di stile e savoir faire all’italiana.
Forte dei Marmi con il suo storico pontile è da sempre sinonimo di eleganza, mondanità e villeggiatura d’élite. Ma dietro il glamour di boutique e locali mitici, esiste un’anima profondamente legata al mare, alla natura e allo sport.
Storia e Tradizione
Negli anni ’50 e ’60, questo piccolo borgo marinaro divenne il buen retiro di aristocratici europei, intellettuali, attori e imprenditori: un luogo discreto dove il lusso si nascondeva dietro siepi curate e la mondanità si celebrava tra partite a tennis, pomeriggi in bicicletta e cocktail al tramonto.
Correva infatti l’anno 1952, quando il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli inventò la storica gara dei patini. E proprio a Giannelli, l’Unione Proprietari Bagni ha reso omaggio con una targa consegnata dal Sindaco Bruno Murzi e dal Comandante della Capitaneria Alessandro Russo.
Martedì 9 agosto, dopo due anni di fermo causa Covid, ritorna a Forte dei Marmi lo storico Palio dei Bagni, festeggiando il suo trentennale. L’edizione 2022 è speciale non solo in quanto simbolo di “ripartenza” post covid, ma anche perché è la numero 30 della storia. Questa edizione ha visto la partecipazione di quindici equipaggi, composti ciascuno da due persone in rappresentanza dei loro rispetti stabilimenti balneari, pronti a sfidarsi con i propri “patini”, le tipiche imbarcazioni a remi utilizzate di solito in spiaggia dai bagnini per le operazioni di salvataggio in mare.
La sfida ha preso il via all’altezza del Bagno Apuana a Vittoria Apuana, per concludersi all’altezza del pontile, registrando al via non solo stabilimenti balneari del Forte, ma anche della confinante Marina di Pietrasanta e uno di Marina di Massa.
Il Pontile: Un Simbolo di Forte dei Marmi
Inaugurato nel XIX secolo per facilitare il carico dei blocchi di marmo provenienti dalle Apuane, il pontile di Forte dei Marmi nasce come struttura industriale al servizio dell’economia locale. Eppure, nel tempo, si è trasformato in una piattaforma d’osservazione privilegiata sul mare. Con il mutare della costa e delle sue vocazioni, il pontile è diventato un’estensione del paese sul mare, una sorta di “radar naturale” per pescatori, bagnanti, marinai e surfisti.
Non è solo una questione di onde: il pontile diventa un punto di osservazione, uno spazio di incontro, uno scenario perfetto dove la cultura del surf può attecchire e radicarsi. In Versilia il mare non è solo un fondale turistico, ma una forza viva che modella identità e comunità.
Il legame tra Forte dei Marmi e l’immaginario collettivo italiano è stato fortemente influenzato dal cinema, in particolare con il film Sapore di mare (1983), che ha cristallizzato nella memoria nazionale l’immagine del pontile come simbolo di giovinezza, estate, amore e nostalgia.
Servizi e Tendenze Attuali
Gli stabilimenti balneari italiani iniziano ora, piuttosto in ritardo, a rivedere la loro impostazione di business, rafforzando la ristorazione fino all’after dinner. Alle sette di sera cala il sipario. Lo spettacolo delle spiagge italiane va in scena in orario diurno e con focalizzazione perlopiù balneare, poiché il business degli stabilimenti consiste soprattutto nella gestione dell’arenile con la fornitura del servizio lettini+ombrellone a cui si aggiunge la ristorazione per il pranzo e bibite+gelati in orario pomeridiano.
“Quasi tutti fanno anche ristorazione, spesso self service o take away perché chi viene al mare vuol stare sotto l’ombrellone. Si sono però moltiplicate le attività extra, dalle aperture serali alle cure da beauty farm. Il mercato delle vacanze balneari è molto agguerrito e noi siamo tra le destinazioni all’avanguardia per quantità e qualità dei servizi”.
Il portavoce degli operatori sottolinea la spinta alla destagionalizzazione, con aperture invernali legate al cambiamento climatico, ma anche all’esigenza di ammortizzare gli investimenti lavorando su una clientela che vuol godere del mare oltre il periodo estivo.
Capacchione evidenzia come il fenomeno della balneazione in Italia sia iniziato prima della rivoluzione francese e anche la storia concorre a dettare le regole del prezzo, poiché lungo la penisola sorgono stabilimenti di attività ormai centenaria. “Il segmento più nazional-popolare se la gioca con Albania e Slovenia, Grecia e Spagna, mentre la fascia alta con la Costa Azzurra. Rimane il fatto che abbiamo spiagge con servizi d’eccellenza.
Non dobbiamo però dimenticare che le nostre strutture balneari incarnano le peculiarità dell’Italia: sono le nuove piazze, hanno biblioteche e ristoranti, sono luoghi di socializzazione dove prendi il sole e scopri le eccellenze del territorio, incontri persone e scopri libri o vini. Sono palcoscenici per i territori e quest’anno, con il ministero del Turismo, ospiteremo il meglio dell’enogastronomia. Il movimento non manca.
Ristorazione di Qualità nei Bagni
La Perla del Mare nasce come un classico bagno stagionale sulla costa Toscana. A San Vincenzo gli ospiti tornavano ogni anno alla capanna di legno bianca e blu, dove oggi accorrono soprattutto perché ai fornelli c’è Deborah Corsi.
“Qui si riuniva d’estate una grande famiglia di villeggianti soprattutto dalla Toscana - ci racconta - e tra una partita a carte sotto l’ombrellone e una nuotata, ci stava uno spaghettino o un fritto. Poi il mondo è cambiato, non ci sono quasi più gli stagionali, ma è rimasto un legame tra il bagno e il ristorante”. Oggi i piatti attraggono anche ospiti che non vengono per la spiaggia, ma la famiglia valorizza la caffetteria con torte fatte in casa e prodotti salutistici.
“Oggi il cliente è esigente e non si accontenta di ombrellone e lettino. Noi offriamo un menu informale ma curato, anche a pranzo: pasta o pescato del giorno. Poi magari tornano alla sera per una cena più completa”.
Ai Bagni Mignon di Borgo di Cavi, poco prima di arrivare a Sestri Levante, dire che l’attività di ristorazione allunga la stagione è in realtà limitativo. “Sono l’unico in zona che apre a metà marzo e chiude il 6 gennaio - sottolinea il titolare Sergio Quercini - mentre tutti gli altri restano chiusi per 7/8 mesi. Noi puntiamo a lavorare con il nostro territorio, che attrae grazie al clima e alle bellezze anche oltre la piena estate. Abbiamo dei costi, ma diamo un servizio alle persone che decidono di passare a ottobre o a dicembre. Altrimenti troverebbero tutto sbarrato”.
“Noi puntiamo molto sul ristorante - rimarca Quercini - ma rimaniamo uno stabilimento balneare. I due mondi si incrociano a pranzo, eppure il ristorante non è un forte traino per la spiaggia: il target non si sovrappone realmente”. In un’area in cui la competizione sul food è molto forte, ai Bagni Mignon hanno scelto di non giocarsi tutto sugli ospiti in costume, ma su un’offerta di livello capace di attrarre clienti alla sera.
“Proponiamo una cucina ricercata e il valore aggiunto è la posizione. In estate i tavoli sono sulla battigia e si può cenare con piedi in acqua, una cosa che in Liguria non trovi facilmente, ma anche in primavera e in autunno si può godere della terrazza in legno a 3 metri dall’acqua”. E lo sforzo (anche economico) vale la pena, perché il ristorante porta gli introiti più alti e perché “un bagno senza cucina dà un quinto del servizio, non tutti vogliono mangiar panini al mare”.
Bagno Bruno: Un Esempio di Tradizione Marinara
Il Bagno Bruno di Forte dei Marmi è un piccolo stabilimento balneare con ristorante pieds dans l'eau aperto anche fuori stagione dove la cucina marinara della Versilia viene interpretata dallo chef-pescatore Daniele Balderi.
Nato nel 1951 dagli sforzi e dalla caparbietà di Vittorio Polacci e sua moglie Pina, bagnino-pescatore lui e cuoca lei, il locale è lontano anni luce dal luccichio dei ristoranti stellati del Forte e ha mantenuto l'impronta originaria, con la tipica struttura in legno affacciata sulla spiaggia del litorale fortemarmino. Gestito ancora oggi dalla stessa famiglia, in cucina Rita e i figli Daniele e Serena Balderi, rispettivamente la figlia e i nipoti di Vittorio e Pina, offre ai suoi ospiti la vera essenza dello stare bene a tavola, trasmettendo tutti quei sapori e profumi che sembrano ormai solo un lontano ricordo del passato.
La carta del ristorante è solo indicativa, poiché il menu si basa principalmente su ciò che il mare regala giorno per giorno.
Dieci indirizzi per mangiare bene in Versilia
Ma diciamo la verità: in Versilia non si mangia bene solo in quei magnifici sette. Ci sono altri indirizzi da appuntarsi, propongono magari una cucina meno autoriale, più pop, più legata alla tradizione, ma che gustando la quale sarete certamente assai soddisfatti. Il nostro Leonardo Romanelli si è preso la briga di elencarli e raccontarceli, ne ha scovati ben dieci, tra Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Pietrasanta e Viareggio.
- A Forte dei Marmi, Gilda non è solo un ristorante, è un'istituzione, un vero e proprio rito estivo. Con i suoi 300 coperti che si riempiono ogni giorno, a pranzo e a cena, questa gemma della ristorazione celebra il pesce nella sua forma più pura, esaltandolo con una maestria che sfiora l'arte. Rilevato quarant'anni fa da Adua e Luigi Tabarani, Gilda è la quintessenza dell'ospitalità toscana: oggi il timone è saldamente nelle mani della figlia Ilda, affiancata dal marito Riccardo e dal figlio Niccolò, mentre la nonna Adua continua a deliziare i palati con i suoi dolci leggendari.
- All'interno dell'esclusivo Bagno Dalmazia, gioiello dell'Hotel Principe, il ristorante Dalmazia si rivela come una "nuova trattoria di mare" che reinventa l'eleganza. Tre ampie verande, ognuna con un design che incanta, creano scenari unici, dove i tavoli si estendono fino alla sabbia, permettendo di cenare quasi con i piedi nell'acqua. Sotto la sapiente regia dello chef Valentino Cassanelli, la cucina si immerge nei sapori più autentici della Versilia, proponendo piatti che sono un omaggio al territorio, ma con una visione moderna e raffinata.
- L'Osteria del Mare, a un passo dal cuore pulsante di Forte dei Marmi, è un rifugio di eleganza e raffinatezza creata dalla famiglia Valiani. L'ambiente accogliente e l'incantevole veranda vista mare creano una cornice perfetta per un'esperienza gastronomica senza pari. Ogni dettaglio è curato con passione: dal servizio impeccabile e dalla ricca carta dei vini. Ingredienti freschissimi e selezionati con cura, gli ortaggi e le verdure provenienti dalla fattoria di proprietà e da piccoli produttori d'eccellenza, si trasformano nelle mani della chef Ervisa Lleshi in piatti raffinati, sobri ma ricchi di gusto, e in pizze fragranti cotte nel forno a legna.
- Dal 1972, la storia della famiglia Tosi si intreccia con quella del Bagno La Perla. Nel 2013, con il ritorno di Lorenzo in sala e sua madre in cucina, La Risacca ha ripreso il suo splendore. Ma la vera svolta arriva con lo chef napoletano Alfredo D'Adamo, che ha infuso nel menu un'audace creatività, unendo sapientemente la tradizione ai suoi spunti più innovativi. Durante la bella stagione, cenare sulla terrazza con vista mare è un privilegio; altrimenti, le sale interne offrono un'atmosfera accogliente.
- L'essenza di Angelo Torcigliani, cuoco e titolare, si è trasferita da Camaiore al Lido, portando la storia familiare de Il Merlo all'interno del Bagno Ariston. Qui, la cucina è un dialogo affascinante tra le radici toscane e una profonda influenza francese, eredità di un nonno appassionato importatore di prodotti d'Oltralpe.
- Filippo Di Bartola non è solo un ristoratore, è un visionario. Il locale a Pietrasanta, considerato la sua "casa madre", è un inno alla cucina toscana che guarda al futuro, reinterpretata con una sensibilità sorprendentemente contemporanea. Nel cuore del centro storico, Filippo offre un percorso gustativo che celebra la tradizione pur osando nuove combinazioni.
- Sulla passeggiata di Tonfano, Marina di Pietrasanta, proprio accanto al pontile, Da Gigi è una delle conferme di locali nati negli ultimi anni. Chi sia Gigi, rimane un mistero giocoso, ma ciò che è certo è la sua gestione giovane e determinata, guidata da Andrea Salvatori, con un curriculum che vanta esperienze in ristoranti stellati in tutta Italia. L'ambizione del ristorante è la soddisfazione dei clienti attraverso la creazione di un'atmosfera elegantissima, chic e accogliente, come testimoniano gli arredi e le luci sapientemente studiati.
- Nel cuore della magnifica Pietrasanta, Paradis non è solo un ristorante, ma un'esperienza sensoriale che fonde arte, natura e alta gastronomia. Questa antica dimora aristocratica, sapientemente restaurata, ospita una cucina franco-italiana a quattro mani, orchestrata dal navigato chef parigino Alain Cirelli e dallo chef Alessio Bachini. Il segreto? Prodotti locali e di stagione, molti dei quali coltivati direttamente nella loro azienda eco-biologica.
- Nel cuore vibrante di Viareggio, il ristorante Amaro si distingue per la sua visione audace. Nato con l'intento di ridefinire la ristorazione, questo locale unisce un design accattivante a una cucina profondamente legata al territorio. Amaro non è una semplice braceria, è un ambiente nuovo e contemporaneo dove il mare e la terra si incontrano sulla griglia.
- Fondata nel lontano 1954 da Miro Ghilarducci come umile trattoria per pescatori, Miro alla Lanterna è oggi una leggenda culinaria viareggina. Sotto la guida della figlia Amalia e dei nipoti Daniele e Manuele, il ristorante continua a onorare i classici della tradizione viareggina, reinterpretandoli con sapienza e rispetto. Il segreto è sempre il pesce locale freschissimo, dai crostacei scintillanti ai pesci di fondale, esposti come gioielli vicino alla cucina.
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