La progettazione di un asilo nido pone i tecnici di fronte a un grande dovere morale: concepire uno spazio sicuro e accogliente, che stimoli la creatività dei bambini e che sia adeguato alle nuove metodologie della didattica. Un aspetto fondamentale è la realizzazione di bagni adeguati alle esigenze dei più piccoli, nel rispetto delle normative vigenti.

Riferimenti Normativi

La fase di ricerca e di studio delle prescrizioni normative è indispensabile per impostare correttamente un progetto. La norma a cui un progettista, o un installatore, dovrebbe fare riferimento nel caso di intervento, per ristrutturazione o nuova costruzione di ambienti bagno in edifici scolastici, è la Legge Nr.: 23 del 11/01/1996, con cui lo stato italiano, ha trasferito agli enti locali la realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici destinati a questo uso.

È opportuno ricordare che se la scuola è stata costruita tra il 1975 ed il 1996 le norme sono in ogni caso quelle del Decreto Ministeriale del 1975. Se invece è stata realizzata dopo il 1996 le norme di riferimento sono quelle emesse dagli enti della regione in cui è ubicato l’edificio.

Il sistema normativo del nostro paese solitamente è frutto di evoluzioni ed aggiornamenti che tendono a migliorare precedenti indicazioni, e anche nel caso delle norme per l’edilizia scolastica, ha seguito la stessa logica che ha determinato l’adozione, pur con qualche correttivo o implementazione, del Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 su cui si sono conformati gli enti locali nell’emanare le proprie norme tecniche inerenti l'edilizia scolastica.

Analizzando le normative emesse dai diversi enti, non è difficile notare come ad esempio le prescrizioni a proposito degli ambienti bagno siano simili a quanto era scritto nel paragrafo “3.9. Caratteristiche degli spazi per i servizi igienico-sanitari e per gli spogliatoi” del “Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Normative di riferimento:

  • D.P.R. 380/2001 - Testo unico edilizia
  • D.M. 18/12/1975 - Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica
  • Legge 23/1996 - Norme edilizia scolastica
  • D.M. 13/09/1977 - Modificazioni alle norme tecniche relative alla costruzione degli edifici scolastici
  • Legge 13/1989 - Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici privati
  • Legge 1044/71
  • Linee Guida Miur 2013
  • D.Lgs. 65/2017 (Sistema integrato Zerosei)

Caratteristiche degli Spazi Igienici

Indipendentemente da come vengono scritte le norme quello che appare evidente è l’approccio, che tende a fornire indicazioni sul “cosa” ma molto meno sul “come”; scopriamo che i servizi igienico sanitari devono essere forniti di tre vasi per ogni sezione, o che “[…] Il locale che contiene le latrine e le antilatrine deve essere illuminato ed aerato direttamente.[…]”. Ma anche che “[…] le latrine debbono, tra l’altro, essere separate per sesso, salvo che per la scuola materna; […]”.

Ciò che con desolazione in realtà manca è un approccio più aderente alla realtà e quindi una metodologia che tenga conto dei dati antropometrici con un approccio di tipo ergonomico. L’auspicio è che una metodologia più antropocentrica dovrebbe trovare applicazione in generale negli edifici scolastici ed in particolare per il bagno, sebbene in questo tipo di ambienti possa apparire meno evidente e quindi marginale l’efficacia di determinate scelte.

Certamente è utile e pratico avere una puntuale indicazione delle modalità di installazione dei sanitari, o a quale altezza dovrebbe essere fissato il lavabo. Ma molto più importante sarebbe distinguere e caratterizzare i vasi sanitari tenendo conto che nella scuola dell’infanzia le caratteristiche fisiche tra le varie fasce di eta, e tra maschi e femmine, è estremamente variabile.

Questo aspetto è lasciato purtroppo disatteso; sappiamo bene che il nostro mondo tende a “standardizzare” ogni cosa per poter offrire, non solo all’industria, dei riferimenti su cui basare lo sviluppo di un prodotto, sia esso una porta o una sedia. Purtroppo, questa logica pervade la nostra quotidianità e coinvolge anche i bambini nonostante rappresentino una delle categorie sociali già indifese e purtroppo investite di attenzioni superflue.

Esistono già realtà dove questa “logica” della standardizzazione è stata superata, ma lo sforzo è iniziare un processo che coinvolga tutto il territorio nazionale affinché si inizi a progettare in modo da distinguere tra un vaso destinato a bambini fino a tre anni di età differenziandolo da quelli destinati ad età maggiori, perché è palese che esistono importanti differenze fisiche anche e sopra tutto tra i bambini.

Arredobagno per l'Infanzia

Perché accudire un bambino, a prescindere dal luogo o dall’ambiente, richiede cure ed attenzioni particolari. Del resto dedicarsi ai più piccoli è una priorità in ogni cultura e la formazione di un futuro cittadino rappresenta un impegno importante e continuo, come l’abitudine alla cura dell’igiene personale che investe trasversalmente ogni società a qualunque latitudine.

Per questa ragione rivestono particolare importanza i programmi di arredo bagno concepiti per avvicinare i bambini all’uso del bagno fin dall’età prescolare per abituarli alla cultura dell’igiene personale attraverso prodotti divertenti ideati a loro misura; l’impiego di colori vivaci, l’adozione di riferimenti al mondo animale e vegetale, accanto a forme geometriche semplici, hanno lo scopo di sollecitare, in modo equilibrato, la fantasia e l’espressione ludica tipica dei bambini.

Particolarmente importanti sono gli elementi indispensabili per la configurazione di un bagno: il vaso sanitario e il lavabo. Per comprendere quale sia lo sforzo necessario per instaurare un cambio di paradigma nella concezione dei bagni destinati ai bambini, è utile fare riferimento ancora una volta al testo del Decreto Ministeriale datato 18 dicembre 1975; al punto 3.9.1.v): […] vasi del tipo misto a tazza allungata (a barchetta) e con poggiapiedi per essere usati anche alla turca […], e ancora: […] I lavabi e lavapiedi ad acqua grondante. Le fontanelle per bere - nei punti più accessibili o nell’antilatrina - a getto parabolico […].

È palese che queste indicazioni obbligano i progettisti, e conseguentemente gli installatori, a reiterare in modo meccanico l’uso di articoli inadatti e forse anche poco funzionali nella configurazione del bagno.

Dimensionamento e Requisiti Spaziali

Dobbiamo precisare che per la progettazione di un asilo nido, il dimensionamento degli spazi è da valutare in base alla specifica normativa regionale. Dunque, l’iter progettuale dovrebbe essere strutturato come segue:

  1. Consultazione della normativa regionale ed individuazione dei valori esatti per superficie minima per bambino (interni + esterni);
  2. Calcolo della superficie dell’asilo, moltiplicando gli indici riportati nella norma per il numero massimo di bambini previsti in progetto;
  3. Individuazione di locali accessori (servizi, cucine, uffici, spazi per personale, spazi famiglie);
  4. Verifica delle norme di sicurezza, accessibilità e igiene locali.

Come esplicitato al primo punto, è essenziale dimensionare la superficie complessiva dell’asilo partendo dal numero di bambini previsti.

Esempi di Dimensionamento Regionale:

Regione Superficie Minima Interna per Bambino Superficie Minima Esterna per Bambino
Lombardia (Regolamento n. 4/2006, Art. 10) 5 m² 8 m²
Emilia-Romagna (DGR 85/2012, Allegato A) 4,5 m² (media) 7 m² (minimo)
Toscana (DPGR 41/R/2013, Art. 4) 5 m² 10 m² (minimo)

Anche se il D.Lgs. 65/2017 non fornisce numeri specifici, alcuni documenti come le Linee Pedagogiche per il Sistema Integrato 0-6 anni (MIUR, 2021) fanno riferimento alla necessità di ambienti adeguatamente dimensionati e funzionali al benessere del bambino, lasciando poi alle Regioni il compito di quantificare.

In molti casi, anche i Regolamenti edilizi comunali e i protocolli delle ASL territoriali ribadiscono o integrano i parametri regionali, talvolta con prescrizioni aggiuntive, soprattutto per quanto riguarda:

  • Standard igienico-sanitari
  • Sicurezza
  • Requisiti antincendio

In definitiva, non esiste una legge nazionale unica che stabilisce per tutta Italia un valore fisso per i m² per bambino. La variabilità dipende quindi dalla Regione e talvolta anche dal Comune.

FAQ - Progettazione di un asilo nido

  1. Quali sono le normative da rispettare per la progettazione di un asilo nido?

    Per progettare un asilo nido è necessario rispettare normative regionali specifiche che regolano requisiti minimi degli spazi, rapporti educatori/bambini, standard qualitativi e modalità di autorizzazione. Oltre alle norme regionali, si devono considerare anche normative nazionali riguardanti edilizia (D.P.R. 380/2001, D.M. 18/12/1975, Legge 13/1989, ecc.), prevenzione incendi (D.M. 26/08/1992), impianti (D.M. 37/2008), sicurezza (D.Lgs. 81/2008), norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) e urbanistica.

  2. Come deve essere organizzato il layout funzionale di un asilo nido?

    Il layout funzionale di un asilo nido comprende: aule per lezioni frontali, spazi di gruppo con arredi flessibili, laboratori per attività pratiche, aree relax, dormitori, mensa con cucina, servizi igienici adeguati per bambini e personale, spazi amministrativi e aree esterne sicure. Tutti gli ambienti devono essere sicuri, stimolanti e funzionali alle esigenze dei bambini.

  3. Qual è il dimensionamento minimo degli spazi di un asilo nido?

    Il dimensionamento minimo degli spazi varia a seconda della normativa regionale. Ad esempio:

    • Lombardia: 5 m² interni e 8 m² esterni per bambino;
    • Emilia-Romagna: 4,5 m² interni e 7 m² esterni per bambino;

Si può prevedere anche una scaletta per far salire e scendere in autonomia i bimbi che già sono in grado. Tanti bambini vuol dire tanti pannolini. Ma come tenere tutto diviso per ognuno e in ordine. Con i mobili portapannolini si hanno a disposizione tante caselle dove riporre i pannolini di ognuno. I vasi a sedere devono essere uno ogni cinque-otto bambini, dell’altezza di circa trenta centimetri. In un’area separata dal wc ci sono i lavabi, anche in questo caso assolutamente a misura di bambino. Gli adulti devono avere bagni dedicati, separati per genere e dotati di box con porta.

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