Nel cuore della Liguria, a Laigueglia, sul promontorio omonimo di Capo Mele, si trova la spiaggia pluripremiata di Livio Lovisone e del suo gruppo di lavoro, i Bagni Capo Mele. Situati lungo la passeggiata del golfo, questi bagni rappresentano un'idea originale che va oltre il classico concetto di area dedicata semplicemente a relax e divertimento.

Un'Esperienza Multisensoriale

Arte? Se, infatti, si cambia appena il punto di vista e si guarda oltre gli ombrelloni, le sdraio, i bambini che giocano e gli adulti che si rilassano - ovvero la tipica immagine balneare, quella che tutti bramano durante l’inverno e che, con la bella stagione, diventa realtà - è possibile scoprire che la spiaggia in realtà vive tutto l’anno. A Capo Mele, si propone un'offerta turistica ricca di tradizione, prodotti del territorio, cucina, intrattenimento serale e arte.

Qualche anno fa Livio Lovisone, torinese, architetto, artista e titolare dei Bagni Capo Mele - già noto per aver recuperato il giglio di mare e altre varietà botaniche tipiche dei litorali sabbiosi - ha così promosso un nuovo modo di vedere la spiaggia. Quando scende la sera la spiaggia si trasforma in una location piena di luci e colori per godersi un aperitivo o fare quattro salti sulla sabbia a ritmo di musica. E’ facile vivere con gli occhi chiusi, senza capire nulla di ciò che vedi. Così il gestore dell’oasi Capo Mele, Livio Lovisone, architetto, bagnino, artista e alchimista espone le sue opere, presenta la sua arte e la fissa con il sale e ci offre un’esperienza.

Il Museo della Spiaggia: Una Prospettiva Inedita

Il Museo della Spiaggia di Laigueglia rappresenta un’idea originale, che mira ad andare oltre al classico concetto di un’area dedicata semplicemente a relax e divertimento. «Perché la spiaggia è vita: gli animaletti che la abitano, i tronchi portati dalle mareggiate, le onde.

Lo compongono, da una parte, elementi tangibili, dato che il museo conserva ed espone esemplari significativi di materiali abbinati ai fenomeni meteorologici che li hanno prodotti: ad esempio oggetti salati, sbiancati e levigati dalla permanenza in mare, che certo non costituiscono un patrimonio oggettivo con valore venale, ma esprimono un valore evocativo e simbolico per stimolare approfondimenti di conoscenza e memoria soggettiva da parte di chi li osserva. Numerose e impressionanti sono anche le foto che immortalano le più significative mareggiate che si sono abbattute su queste coste.

Per far vivere una migliore esperienza al visitatore, la collezione è esposta senza estrapolarla dal suo ambiente originario. Alcuni pezzi invece, lavorati come oggetti di artigianato artistico provengono da una mostra già patrocinata da Regione Liguria nel 2017 e premiata con l’Oscar di Legambiente Turismo nel 2018.

Un Laboratorio Sensoriale sul Sale

Visto poi che, al giorno d’oggi, una visita è sempre di più basata sul concetto di esperienza, Livio Lovisone ha anche previsto un laboratorio sensoriale sul sale, uno dei simboli del mare e della spiaggia, elemento che racchiude mistero ed esoterismo, oltre che essenza del gusto. Il sale per fermare un pensiero, e conservarlo facendolo proprio.

L'Arte e la Natura si Incontrano

L’Arte serve a stimolare una visione: le parole unite alle immagini ovvero "I fiori di sale" è una mostra che è stata realizzata la scorsa estate, sempre dai bagni Capo Mele con il patrocinio della Regione Liguria e dei comuni della Baia del Sole. Un viaggio un pò speciale per un turista molto speciale. Un viaggio simbolico e lento da fare senza spostarsi dalla spiaggia, proprio come un fiore che cerca il nutrimento muovendosi nella terra con le sue radici. I nuovi fiori di sale non sono più da leggere né tantomeno da studiare, ma solo da osservare. Non è filosofia, ma uno specchio che mette in comunicazione le persone oltre l’ordinarioQuesto è un quadro che rimane vivo nel tempo e che partecipa alla situazione. Ancora dopo anni si può riconoscere dentro di lui il riflesso degli accadimenti proprio come uno specchio.

Un'Occhio di riguardo per gli Amici a Quattro Zampe

A Capo Mele non esiste il problema di dover rinunciare a un breve periodo di vacanza per evitare di trovare una sistemazione di fortuna per “Fido”. Per ogni cane che entra nella spiaggia, Capomele mette a disposizione doccia bau, acqua per dissetarsi, spazi per correre, tutto il necessario per pulire dopo che il nostro adorato cagnolino abbia fatto i propri bisogni fisiologici, e perfino la possibilità del bagno in mare con gli ospiti a quattro zampe.

Il Mu”SEO”: Un Progetto in Evoluzione

Il Mu”SEO” rende visibili realtà pregevoli; promuove conoscenza e fruizione; trasmette messaggi e informazioni per parlare al pubblico; crea forme di collegamento tra risorse esistenti; diversifica l’offerta delle iniziative; sviluppa la memoria collettiva di una comunità che si prende cura di un territorio».

«Ogni spiaggia ha una storia da raccontare. Il nostro obiettivo è creare un format replicabile in altri lidi, in Liguria, certo, ma anche in altre regioni e all’estero. Il mondo “balneare” è davvero affascinante: il nostro museo ci permette di rendere visibile questa realtà, promuoverne la conoscenza e la fruizione, trasmettere messaggi e informazioni, creare forme di collegamento tra risorse esistenti, diversificare l’offerta delle iniziative e sviluppare la memoria collettiva di una comunità che si prende cura di un territorio».

Il Museo della Spiaggia vuole dare una nuova identità alla spiaggia, ma anche fornire uno strumento per trasformare la spiaggia in un luogo da vivere. Nel museo, naturalmente all’aperto, saranno raccontate storie, personaggi, leggende e questo variano da spiaggia a spiaggia. “E’ il nostro obiettivo, fare del Museo della Spiaggia, in fase di costruzione ai Bagni Capo Mele, un prodotto replicabile in altre spiagge, della Liguria, certo, ma anche in altre regioni e, perchè no, in altre nazioni, penso alla Corsica, ad esempio”, racconta ancora Livio.

Gli "Stracqui": Tesori Nascosti del Mare

In alchimia gli stracqui sono “Hyle” parola greca che significa legno, ma non solo, è un termine per indicare proprio la materia indifferenziata, la sostanza trasformabile a disposizione degli alchimisti per cercare ciò che è nascosto e trovare armonie, dal greco armòzein connettere, collegare. Armonia era il termine tecnico con cui i “falegnami” arcaici indicavano la giuntura di due porzioni lignee tra loro. E ancora Hyle è l’antica selva, il nostro giardino e la stessa quercia dalla quale si ricavò la nave degli Argonauti.

Sono materiali di recupero spiaggiati durante le mareggiate. Vengono ri-utillzzati e valorizzati per creare microambienti per la salvaguardia delle specie protette dei fiori di spiaggia. Il termine stracqui deriva probabilmenle dal latino “extra aquae” e che il dialetto ligure traduce come tutti i legnami mescolati con tutto ciò che lo violenza del mare abbandona sulla costa. Sono utilizzati per lo più con la loro funzione naturale ovvero una volta spiaggiati diventano riparo per molte specie vegetali e animali. Questi microambienti consentono di offrire al visitatore una percezione autentica dell’ambiente costiero originario. Pur priva di un valore economico vuole trasmettere ben altri valori, ovvero l’enorme quantità di saperi e oggetti di uso quotidiano che sono arrivate dal mare e quindi su una spiaggia, attraverso persone e culture di cui oggi spesso si è persa la consapevolezza.

L’università scende fra gli ombrelloni e si mette a studiare la storia che ogni Lido può raccontare. Da dove arrivano? quale tragitto hanno compiuto? L’idea è di un architetto torinese Livio Lovisone, che diventato “bagnino”, ha deciso di coinvolgere le Università per studiare il paesaggio “della sua spiaggia” Capomele in Liguria.

Contatti

Per ulteriori informazioni e l’invio di materiale fotografico:
Stabilimento Balneare Capo Mele
Passeggiata del Golfo, Laigueglia (SV) - fax. 0182.499200 - cell.

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