Le Terme di Casciana si trovano, come il nome suggerisce, a Casciana Terme, località famosa proprio per le sue acque terapeutiche, conosciute per particolari proprietà curative già nel Medioevo. L’ammaliante borgo di Casciana Terme è situato proprio in cima a un’incantevole collina, tra olivi e vigneti, nel cuore delle terre pisane più antiche. La sua storia è strettamente collegata alle proprietà terapeutiche delle acque che qui scorrono dando vita alle terme.
La Leggenda dell'Acqua Mathelda
Perché mai l'acqua della sorgente delle terme di Casciana, che sgorga a circa 36° e con la quale si preparano anche i fanghi, è chiamata Acqua Mathelda? Una leggenda dura a morire, tanto da resistere anche agli storici che provano a smentirla, vuole che sia stata niente meno che la contessa Matilde di Canossa a scoprire le proprietà terapeutiche delle acque di Casciana Terme.
La storia è questa, tanto bella che pare un delitto metterla in dubbio. Matilde possedeva un merlo vecchio e malconcio, con le piume ormai grigie. Un giorno però la contessa notò che il suo merlo svolazzava meglio del solito, che le sue piume erano tornate nero intenso e che il becco era di nuovo di un bel giallo brillante. Fece seguire il merlo e venne a sapere che l'uccello ogni mattina volava fino a una nascosta pozza fumante, nella cui acqua si soffermava a zampettare.
Matilde, rimasta molto sorpresa dell’accaduto, si accorse che il merlo andava spesso a bagnarsi e bere nelle acque di un ruscello e decise quindi di immergersi nell’acqua traendone immediato giovamento. La contessa provò a immergersi in quelle stesse acque e subito notò che ne traeva lei pure beneficio. Fu così che decise di far costruire alcune vasche in cui raccogliere le acque miracolose...
Fu quello l'inizio delle terme di Casciana, ribadito da una lapide sull'edificio termale attuale? Di sicuro, fu lo spunto in base al quale nel 1928 l'allora comune di Casciana Terme mise al centro del suo stemma un merlo in vola sopra uno stagno.
La Contessa vi fece costruire nel 1112 un luogo per pubblici bagni a beneficio dei malati di reumatismi, come riporta la targa in marmo attribuita a Ciriaco Anconetano.
Storia Antica e Medievale
Ma, in realtà, che qui ci fossero ottime acque calde lo sapevano già i Romani, per i quali Casciana, toponimo di origine latina che sta per “il terreno di Cassio”, era nota anche come Castrum ad Aquas. Nel Medioevo, ben prima di Matilde, le sue acque erano ben conosciute almeno dal IX secolo, quando qui era attestata una pieve di Santa Maria ad Acquas. C'è poi una bolla del 1148 che spiega come le acque della zona curassero le malattie della pelle, ma i primi documenti che parlano di uno stabilimento termale a Casciana sono assai successivi, del 1311: a volerlo fu Federico di Montefeltro, allora signore di Pisa, e da allora qui una qualche struttura termale c'è sempre stata, più volte ristrutturata, anche se più volte sconvolta, per esempio dall'incendio perpetrato dai fiorentini nel 1362 o dall'epidemia di peste del 1630.
Sebbene molti studiosi affermino che le acque termali di Casciana fossero già conosciute dai romani, la costruzione oggi documentata del primo stabilimento termale fu ad opera di Federico da Montefeltro, Signore di Pisa, nel 1311. I Bagni di Casciana, già noti ai Romani, ripresero vigore nel secolo XI grazie a Matilde di Canossa, che sembra ne trovasse beneficio. Nel 1311 il Podestà di Pisa, Federico da Montefeltro, fece edificare un vero e proprio impianto termale.
Sviluppo Moderno delle Terme
Solo dal Settecento, però, Bagni di Casciana (come si è chiamata la località fino al 1956) si aprì al termalismo moderno, grazie soprattutto alla passione dei lorenesi granduchi di Toscana. Ferdinando III nel 1824 avviò una importante ristrutturazione. E nel 1870 l'architetto Poggi, colui che progettò Piazzale Michelangelo a Firenze, realizzò uno stabilimento vero e proprio, con una bella facciata neoclassica.
Fu prima il Granduca Pietro Leopoldo, verso il 1780, e poi il successore Ferdinando III, nel 1824, che fecero eseguire vari lavori di ristrutturazione. Nell'Ottocento - secondo quanto riferisce Emanuele Repetti - c'erano «due bagni grandi, per i due sessi, nel mezzo dell'antico cratere fiancheggiato da ampi calidari». Inoltre, lo scarico delle acque serviva ad azionare alcune macine da mulino, di proprietà dei vescovi di Volterra.
Come molti altri centri termali della Toscana, Casciana ebbe un notevole sviluppo fra Ottocento e Novecento, quando le fu assegnata la lusinghiera denominazione di "Perla termale d'Italia".
Le Proprietà Terapeutiche delle Acque
Oggi il centro termale di Casciana, circondato da un grande parco con alberi secolari, e composto da diversi edifici, fra cui lo stabilimento vero e proprio, il centro benessere e due piscine termali, una coperta e una all'aperto, si propone come uno dei siti termali più interessanti della Toscana, grazie ad acque che sono un autentico prodigio della natura.
Le acque che qui sgorgano a 35,7°, appartenenti alla famiglia delle bicarbonato solfato calciche, da sempre sono impiegate per le artrosi, i reumatismi e la sciatica, ma più di recente hanno trovato impiego anche nelle terapie di riabilitazione motoria, nelle cure vascolari e anche in quelle inalatorie, mostrandosi efficace nella cura di sinusiti, rinosinusiti, faringiti, laringiti, tracheiti. Sono anche ideali in caso di flebopatie di tipo cronico, insufficienza venosa cronica, sindrome post-flebitica, varici, capillaropatie e stasi venosa con edema periferico.
Il fango terapeutico, riscaldato a 45° dopo essere stato immerso a lungo nell’acqua termale e averne acquisito i contenuti salini, risulta particolarmente efficace nel migliorare la circolazione degli arti inferiori, specie se l'applicazione è seguita da un bagno in vasca termale romana con idromassaggio a 36° e massaggio manuale da parte di un operatore. Il fango, invece, viene utilizzato per la cura e prevenzione di patologie come osteoartrosi ed altre forme degenerative e reumatismi.
L'acqua di Casciana si può anche bere: un bicchiere aiuta l'attività dell'apparato gastroenterico, migliorando la digestione. E oltre alle cure termali e al centro di riabilitazione motoria, le une e l'altro convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, Casciana Terme oggi si adegua ai tempi proponendo anche trattamenti olistici nel centro benessere e la Spa di Villa Borri, prestigiosa struttura in una villa padronale del Settecento.
Fra i trattamenti possibili, si annoverano la balneoterapica esterna e interna, nonché le vasche romane adibite specificamente ai trattamenti fangoterapici.
Fonte di San Leopoldo
Appena fuori del paese, lungo la strada verso Chianni, all'interno di un suggestivo parco naturale sulle colline che guardano Volterra, si trova poi un'altra sorgente idrominerale, fredda però, dato che sgorga a 18°: la Fonte di San Leopoldo. Qui per secoli i cascianesi sono venuti a bere la sua acqua bicarbonato-alcalina, che chiamavano “citola”. Anche i bagnanti delle Terme nel XIX secolo venivano fin qui a berla, alla fine del ciclo di cure.
Fino a qualche decennio fa veniva anche messa in bottiglia, con un'etichetta gialla che vantava l'utilità di quest'acqua “bicarbonato solfato sodica litiosa carbogassosa” contro le malattie dell'apparato digerente. Oggi si vorrebbe tornare a imbottigliare acqua S. Leopoldo, magari recuperando a scopo ricettivo gli immobili adiacenti alla sorgente.
Casciana Terme Oggi
Casciana offre due opzioni termali con altrettanti centri benessere: quello delle Terme e quello di Villa Borri in una villa padronale dell’Ottocento.
Il nuovo centro benessere, offre salette per massaggi e trattamenti, sauna e bagno turco. palestre e piscina coperta attrezzata con percorsi a scambio termico.
Per info sulle terme, c'è il sito.Testo di Roberto Copello; foto Comune e termedicasciana.com
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