Le origini di Contursi Terme sono state oggetto di discussione tra vari storici. Alcuni hanno ipotizzato un collegamento con fatti e personaggi importanti del passato, mentre altri potrebbero essere stati tratti in inganno dalla varietà di antichi reperti archeologici sparsi nel territorio.
Più di qualcuno, basandosi sull’autorità di Plinio il Vecchio, ha ritenuto che Contursi potesse identificarsi in Ursentum, cioè la sede degli Ursentini che, assieme ad altri popoli, costituiva la nazione dei Lucani. Senza tener conto che tale ipotesi, oltre ad essere poco gradita, veniva smentita dallo stesso Plinio.
Il Filomarino, poggiando all’idea degli storici Strafforello e Rivelli, ed in particolare alle sue ricerche etimologiche, facendo risalire le origini di Contursi alla fine del IV secolo d.c., ad opera degli abitanti di Saginara, cittadina scomparsa nelle località omonime di Campagna e Contursi, posta sul rilievo di fronte alla confluenza del Tanagro con il Sele, venne distrutta da Goti Alaricodi fra il 395 ed il 400 d.c.
Sarebbe troppo lungo elencare le altre ipotesi avanzate da ogni parte e in tempi diversi sulle origini di Contursi e di Saginara. Ipotesi che non reggono di fronte alla critica moderna, come abbiamo detto in principio, basato principalmente sullo studio di reperti archeologici, venuti alla luce nel corso degli anni, per cui si devono formulare nuove ipotesi basate principalmente sullo studio dei reperti.
A questo punto riteniamo si possa pensare che a Contursi esista un’antica comunità di origine incerta, incrementata poi dagli Osco-Sabelli, che discesero dal Sannio dal 600 al 550 a.C., e che scelsero Contursi con particolare criterio strategico difensivo, in zona dominata dai corsi d’acqua del Sele e del Tanagro.
Quindi restò questo centro abitato, che non si dubita potesse già chiamarsi Contursi, in quanto, non molto tempo dopo, cioè alla fine del VI secolo d.C., con lo stesso nome viene indicato quale: punto più a Sud del Castaldo Conzano.
Per quanto riguarda la presenza di Orso, Conte di Conza, questi, come narra la storia, fu cognato di Sinicolfo, principe di Salerno dal 839 al 851. Il Conte Orso fu un valoroso condottiero ed il più impegnato nella guerra civile fra Sinicolfo e Redelchi, quest’ultimo già gastaldo di Conza, che ambiva al principato di Benevento.
Già in precedenza il Conte Orso, per rendere più sicuri i confini del Gastaldato, aveva costruito un turrito castello (anno 840) sopra un contrafforte Ughelli e Giustiniani, intitolò dal suo nome Contursi; castello che rimaneva ad un miglio è più dalla confluenza del Tanagro con il Sele.
Tuttavia non è detto che il parere di alcuni storici, per quanto illustri, debba modificare la storia di una comunità che affonda le sue origini in una antica gloriosa civiltà. Perciò sino a quando non saremo in possesso di ulteriori reperti e dati inconfutabili, riteniamo poterci associare alle conclusioni dello storico Vito Lembo, il quale parlando delle origini di Contursi, concluse dicendo che: qualunque scoperta della storia medioevale non potrà togliere a Contursi il vanto della sua antica origine lucana.
Nel Trecento Contursi apparteneva ai Sanseverino, baroni del Cilento, sino a che, nell’anno 1348 Luigi II d’Angiò Durazzo, gliela espropriò, donandola agli Origlia. Il borgo tornò al potente Antonio Sanseverino nel 1448, rimanendo al casato sino all’inizio del Vicereame.
Indi il patrizio napoletano Giovanni Sebastiano Rizzo divenne barone di Contursi e di Postiglione (Assenso del 1507). Da questi passò al figlio Michele, a cui Carlo V del Sacro Romano Impero tolse tutti i possedimenti feudali, per punizione della sua ribellione durante la conquista del Regno sotto Odet de Foix, conte di Lautrec e Comminges.
Contursi e Postiglione passarono al conte Girolamo Morone, sino alla riabilitazione del Rizzo (1529). L’unica figlia sopravvissutagli sposò un Caracciolo del ramo di Martina, al quale trasmise post mortem il feudo.
Le Sorgenti Termali: Una Storia Millenaria
Le sorgenti termali che sgorgano nei dintorni di Contursi Terme erano già note nell’antichità. Conosciute da Aristotele, furono menzionate anche da Strabone e da Plinio il Vecchio.
Lo sfruttamento sistematico delle acque si sviluppò a partire dall’Ottocento ma conobbe una brusca interruzione nel 1980 con il terremoto dell’Irpinia, in conseguenza del quale molte delle strutture ricettive e delle attrezzature furono ricostruite e ammodernate.
La maggior parte delle fonti utilizzate oggi, poche rispetto alla ricchezza del bacino, sono localizzate a nord del paese, vicino al fiume Sele, nelle località Bagni di Contursi e Tufaro, dove sorgono quattro stabilimenti termali: le Terme Rosapepe, Cappetta, del Tufaro e Capasso (quest’ultimo inaugurato nel 2007). Più a sud si trovano invece le Terme Forlenza e Vulpacchio, che attingono da altre due sorgenti.
E' uno dei tanti centri termali del Salernitano che sfrutta le proprietà di un'acqua oligominerale alcalina, ideale per varie tipologie di cure. Il complesso termale si trova direttamente affacciato sulla sponda del fiume Sele, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Contursi e ad un paio di km dall’apposito svincolo dell’Autostrada A3 che serve la zona dei Bagni. Oltre che gli impianti curativi, lo stabilimento offre oggi un moderno Centro Benessere, ed è immerso all’interno di un Parco Fluviale di ben 10 ettari lungo il corso del Sele, dunque al centro di una vasta tenuta di verde in cui svagarsi e godersi la natura fra un trattamento e l’altro.
Le prime notizie storiche relative alle Terme di Contursi risalgono ad oltre duemila anni fa, dato che della prima sorgente scoperta in zona, cioè la fonte di acqua ipertermale oggi denominata Sant’Antonio al Monte è citata nel I secolo a.C. Le proprietà terapeutiche vengono invece messe in evidenza per la prima volta in un documento del 1231, relativo ai Balnea Contursi, ed oggi conservato presso l’archivio della Badia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni.
Terme Vulpacchio
Lo stabilimento termale Vulpacchio impiega al suo interno l’acqua proveniente dalla sorgente omonima, che sgorga in superficie alla temperatura di 12 gradi. Terme Vulpacchio mette a disposizione piscine termali sia interne che esterne.
L’area piscine esterna comprende due vasche alimentate con acqua termale, una per gli adulti ed una con acque meno profonda riservata ai bambini. Sono aperte da giugno a settembre ed offrono diversi servizi complementari come ombrelloni e sdraio, docce e chiosco bar. Personale qualificato offre inoltre corsi di aquagym, shiatzu in acqua e nuoto. La piscina interna, detta Cocoon Energy Spa Pool, per sottolineare le proprietà energizzanti ed anti-invecchiamento che vi si possono trovare, è invece operativa tutto l’anno ed alimentata con acqua termale alla temperatura costante di 31 gradi.
Come Arrivare
Chi viaggia con mezzo proprio o a noleggio può semplicemente percorrere l’Autostrada A3 fino allo svincolo di Contursi Terme-Postiglione, quindi proseguire per cinque minuti sulla Statale 691 Fondo Valle Sele fino allo stabilimento termale. Coi mezzi pubblici conviene prendere come punto di riferimento Salerno, da cui si prende il bus fino a Contursi con cambio a Battipaglia.
Contursi Terme Oggi
Contursi è una cittadina posta ad un’altitudine media di 250 m s.l.m, con una superficie di 28,87 kmq. Il centro abitato si trova sulla collina che domina la valle del Sele. Lungo il fiume Sele si trovano gli insediamenti turistico-termali suddivisi in due poli: acque fredde, per l’imbottigliamento minerale e oligominerali, che curano le malattie dell’apparato digerente e delle vie urinarie, regolando la pressione sanguigna e le funzioni epatiche; acque calde, per le cure idroponiche e fangoterapeutiche.
È possibile effettuare cicli completi di terapie per curare l’artrosi, le artriti, i reumatismi etc. Famose da sempre, le acque di Contursi Terme sono tra le più prodigiose, ed hanno dato vita a moderni complessi termali dove è possibile curarsi o, semplicemente, godersi una vacanza salutare.
«Sgorgano copiosamente e senz'ordine in moltissimi luoghi, qua fredde, là calde, là miste... altrove tiepide e fresche. Facendo sperare rimedi contro le infermità e scaturendo soltanto a pro degli uomini fra tutti gli esseri viventi, accrescono il numero delle divinità con varie denominazioni e fanno sorgere delle città come Puteoli...». (Plinio il Vecchio)
Così Plinio il Vecchio descrisse, nel suo «Naturalis Historiae», la massiccia presenza di acque termali e terapeutiche in Campania.
Nelle civiltà più antiche l'acqua era considerata un elemento sacro. I sacerdoti egizi dovevano lavarsi più volte al giorno per preservare la loro purezza; per questo, di fronte ai loro templi era sempre un lavacro per le abluzioni rituali. L'elemento sacro resterà molto forte anche durante la civiltà ellenica.
Nell'epoca romana, le Terme divennero un luogo di incontro frequentato da tutti ed erano composte da 3 aree: il frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Il processo consisteva in una prima immersione nel calidarium, bagno caldo atto a far dilatare i pori della pelle per consentire la fuoriuscita degli umori in eccesso. Il bagnante passava poi al frigidarium, in modo tale da far tonificare i muscoli e richiudere i pori onde evitare l'eccessiva emissione di umori vitali, e al tepidarium per un rilassamento finale.
Curiosità
Curiosità: le famiglie di Contursi hanno svolto un ruolo importante nella comprensione della “sindrome di Parkinson“; nel 1986 Larry Golbe, un medico dell'Università di medicina del “New Jersey“ si imbatte in una famiglia originaria di Contursi con sei casi di sindrome di Parkinson.
Pochi mesi dopo trovò una seconda famiglia di, sempre di Contursi con diversi casi di sindrome di Parkinson; questo ha spinto il medico a collaborare con Giuseppe Dilorio dell'Università di Napoli per analizzare il “DNA“ degli abitanti di Contursi. Trovarono tre famiglie in Italia e tre negli Stati Uniti d'America discendenti da una singola coppia vissuta a Contursi tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo.
Chiese di Contursi Terme
- Chiesa Bambino Gesù: eretta nel 1600, conserva una statuetta del bambino Gesù di pregevole fattura.
- Chiesa S. Maria delle Grazie: ampliata nel 1656 con un altare dedicato a S.
- Chiesa di S. Sofia: eretta nel 1338 e originariamente dedicata alla Santa.
- Chiesa di S. Vito: venne eretta fuori dell'abitato per consentire ai pastori di partecipare alle funzioni religiose, fu consacrata il 12 febbraio 1714.
- Chiesa di S. Antonio al Ponte: sita sul fiume Sele in località Ponte Mefita.
Attività nei Dintorni
Un luogo adatto a giovani... dell'età. Ospitalità, sport, attenzioni e, non ultimo, divertimento. Un luogo di benessere desiderato. Insieme soggiornare senza annoiarsi. Offre un'esperienza termale e respiratoria. Solo per pochi giorni. Sapori... prevedendo escursioni di tipo naturalistico, archeologico, culturale e, non ultimo, gastronomico. Festa di S. s.l.m. dedicato a S. dalla peste del 1656. Sportiva. Divertendosi all'aria aperta. È stata alimentata dalle apparizioni della Madonna. Con la sua splendida oasi del wwf. Sentieri dove fare trekking immersi nella natura. 34 km. Km. Anchìessa famosa per le sue grotte. 54 km. 66 Km.
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