Il bagno di fieno è un trattamento termale che ha origine dalle tradizioni contadine dell’Alto Adige. I braccianti, dopo una dura giornata di lavoro tra le montagne, erano soliti trascorrere la notte sdraiati nell’erba appena falciata. Ben presto, si accorsero dei benefici del fieno, il quale aveva il potere di eliminare la stanchezza e alleviare i dolori alle articolazioni e alle ossa.
Cos'è il Bagno di Fieno
L’espressione tradizionale “bagni di fieno”, corrispondente al tedesco “Heybaeder”, si ricollega a una procedura legata al periodo e alle pratiche della fienagione. Si fa riferimento a un trattamento che consiste nell’immergersi in vasche di erbe di montagna in fermentazione, per sfruttarne il calore e i componenti. Dal momento che si utilizza erba fresca, o erba refrigerata, per evitare l’essiccazione, il termine più corretto è fitobalneoterapia.
La fitobalneoterapia (così è chiamata la terapia) consiste quindi nell’immergersi nell’erba fresca appena tagliata, la quale viene fatta fermentare per alcuni giorni. Durante l’immersione, si raggiunge una temperatura compresa tra i 40° e i 70°. Il calore generato dal fieno stimola la sudorazione e facilita l’assorbimento da parte dell’organismo delle sostanze terapeutiche contenute nelle erbe.
La Tecnica di Montagna
La preparazione del fieno segue un procedimento scrupoloso che si concretizza nella scelta meticolosa delle migliori erbe di montagna dalle proprietà officinali. Dopo averle falciate le si pone a macerare per alcuni giorni in grandi vasche dove è poi possibile immergersi a corpo nudo per circa 30 minuti. La sudorazione in questa fase è molto elevata e, anche dopo l’uscita dalla vasca, la sensazione di sudare resterà alta fino a 3-4 ore successive alla seduta.
Per far sì che il trattamento sia efficace, ci sono alcune regole da rispettare. Le erbe utilizzate devono provenire da prati di alta montagna, lontani dall’inquinamento cittadino e trattati con metodi naturali. Inoltre devono essere ricche di proprietà curative e, una volta falciate, devono essere raccolte la sera o alle prime ore dell’alba. In seguito, le erbe sono lasciate macerare per alcuni giorni all’interno di grosse vasche.
Una volta pronto, il fieno può essere utilizzato per l’immersione, la quale avviene a corpo nudo e dura circa 15/20 minuti. Terminato il bagno, il cliente è avvolto con delle coperte e fatto sdraiare su un lettino di reazione per circa 45 minuti. La sudorazione causata dal fieno, favorisce l’eliminazione delle tossine e l’assorbimento delle proprietà curative delle erbe.
Poiché la sudorazione si protrae anche per 3/4 ore, il cliente deve reintegrare i liquidi persi bevendo acqua o tisane.
Le Erbe Scelte
Le erbe scelte crescono spontaneamente ad alta quota e comprendono varietà rare dalle proprietà miracolose. La cumarina è il vero segreto del bagno di fieno. Si tratta di una sostanza sprigionata dal fieno che ha effetti altamente curativi sull’organismo. Le erbe principali che facilitano invece l’intero trattamento sono l’arnica, la camomilla di montaglie, la veronica e le millefoglie, che penetrano con facilità nella pelle.
Secondo il metodo tradizionale, le erbe che si utilizzano per i bagni di fieno contengono una miscela composta da: betonica, arnica, iperico (o erba di San Giovanni), timo, carlina, pulsatilla, cinquefoglia, mirtillo, achillea, genziana. La raccolta avviene in prati situati tra i 1200 e i 1500 metri di altitudine dove non solo è garantita la particolare miscela floreale, ma si evitano la presenza di insetti come zecche e altri parassiti.
Normalmente la raccolta avviene fra metà luglio e i primi dieci giorni di agosto. Invece, nei periodi al di fuori della stagione di raccolta l’erba è avvolta nel polietilene e compressa in rotoballe. In questo modo la si può conservare mantenendo inalterata la sua efficacia. Una volta raccolte, le erbe vengono poi poste in vasche spesse e preparate ogni 15 giorni circa. Sul fondo è posta della paglia per assorbire l’umidità prodotta dalla fermentazione e poi 50 cm di erba fresca. Lasciata a riposo e coperta, inizia a fermentare. Lo sviluppo del calore è dato dal metabolismo della flora microbica presente.
Per il trattamento di fitobalneoterapia vero e proprio, il paziente svestito, viene immerso nell’erba calda e avvolto con uno strato spesso 10-20 cm. Solo il capo è lasciato libero. La temperatura è tra i 40° e i 70° C e i pazienti rimangono immersi nel bagno di fieno per circa 20 minuti. Dopo ogni bagno, il paziente si sdraia su un lettino di reazione, avvolto in una coperta di lana, per 30-45 minuti. Un ciclo completo di fitobalneoterapia dura tra gli otto e i dodici giorni con un giorno di intervallo a metà cura.
I Benefici dei Bagni di Fieno
I benefici dei bagni di fieno sono tanti e dipendono dai principi attivi contenuti nelle erbe utilizzate e dal luogo da cui provengono. Questo trattamento, oltre ad avere un effetto rigenerante, purifica e tonifica la pelle e stimola la circolazione.
Il calore intenso provoca l’alta sudorazione e il ricambio idrosalino tale per cui la pelle viene stimolata alla tonicità e alla stimolazione della circolazione periferica che purifica la pelle lisciandola e rendendola più bella.
Grazie all’azione detossinante, i bagni di fieno sono utili per rinforzare il sistema immunitario.
I benefici del calore sono naturalmente molteplici e incidono positivamente su molte patologie reumatiche, sulla tensione muscolare, l’ernia al disco e nevralgie.
Forse non lo sapevi ma i bagni di fieno sono ottimi rimedi in caso di raffreddore persistente e congenito, ma anche un ottimo metodo per rinforzare un debole sistema immunitario in modo naturale.
Sembra che i componenti attivi all’interno delle erbe usate nella fitobalneoterapia abbiano un’azione analgesica e revulsiva. Però, come per altre terapie termali, il meccanismo d’azione dei bagni di fieno non è ancora completamente noto. È possibile che sia dovuto a una serie di effetti meccanici, fisici, chimici e fisico-chimici combinati.
Gli stimoli caldi possono migliorare il tono muscolare, ridurre l’intensità del dolore, contribuendo a ridurre lo spasmo muscolare.
Fiori di Fieno: Applicazioni e Benefici
Il sacchetto di fiori di fieno è una delle terapie più gradevoli di tutta l’Idroterapia ed è una fra le preferite da tutti i pazienti per le particolari proprietà curative e gli immediati benefici che apporta. In un sacchetto di garza o di tela molto sottile si racchiude un'adeguata quantità di fieno di montagna tritato. Il tutto viene riscaldato al vapore per circa mezz'ora. Il sacchetto viene infine applicato su qualsiasi parte del corpo che richieda questa applicazione.
Molto spesso si sceglie la zona lombare per apportare energie vitali e calore all'intero organismo. È utilizzato come antispastico e come sedativo dei dolori cronici delle articolazioni, oltre che nel caso di artrosi, cervicalgie, lombaggini e sciatalgie. È efficace in caso di contratture e spasmi muscolari.
Ha la proprietà di stimolare le funzioni organiche, favorendo la diuresi e i processi ghiandolari di eliminazione dei rifiuti metabolici. Lenisce i dolori, attenua i crampi e le coliche, renali o epatiche. Se applicato dopo il bagno caldo stimola molto la sudorazione e rilassa le tensioni, favorendo il sonno.
Fiori di Fieno ai Reni
La zona più indicata per l’applicazione di questa terapia è la zona renale/lombosacrale, in quanto risulta spesso la zona maggiormente in debito di calore e soggetta, più di altre, a spasmi, rigidità, dolenze e contrazioni. Applicando il sacchetto di fiori di fieno in questo distretto tutto l’organismo ne riceve subito un benefico effetto di rilassamento e dirigenerazione.
Fiori di Fieno a Cervicali e Reni
I fiori di fieno possono essere applicati anche in altre parti del corpo, ad esempio è possibile posizionarli contemporaneamente sulla regione cervicale e sulla zona renale. Questa combinazione favorisce l’azione della terapia, senza provocare alcun danno o affaticamento. L’impacco alla regione cervicale è indicato soprattutto contro i problemi di rigidità della nuca e per ogni altra forma di cervicalgia o torcicollo.
Controindicazioni
Non tutti però possono fare i bagni di fieno. È sconsigliato infatti a chi è affetto da patologie cardiache, malattie della pelle, enfisema polmonare, problemi circolatori o renali.
Questi trattamenti sono sconsigliati ai soggetti affetti da patologie cardiache, malattie della pelle, enfisema polmonare, problemi circolatori o renali. Solo in rari casi possono presentarsi delle controindicazioni: non sono adatti a chi soffre di problemi cardiaci, problemi circolatori, problemi renali, di malattie della pelle o di enfisema polmonare.
Tuttavia, è bene ricordare che i bagni di fieno possono dare anche controindicazioni. Dal momento che il paziente è sottoposto a forte calore è sconsigliato a soggetti con problematiche di pressione, bambini e donne in gravidanza.
Una visita medica preliminare, per escludere controindicazioni, è assolutamente obbligatoria.
Sauna al Fieno
Il trattamento con la sauna al fieno si svolge a una temperatura compresa tra i 45 e i 50 gradi con un livello di umidità del 60/70%. Questo tipo di terapia ha origine nei paesaggi austriaci delle Alpi, dove i contadini erano soliti posare il fieno sulle stufe domestiche e godersi un momento di relax, cullati dall'odore gradevole che questo emanava.
Una sauna di questo genere prevede la presenza di una superficie riscaldata ricoperta di fieno; tramite questo, il vapore circola a a una temperatura elevata ma non eccessiva. A questi benefici per il corpo se ne aggiungono altri non meno importanti per la mente. L'aroma del fieno che viene diffuso nell'ambiente qualifica la sauna come un'esperienza incredibilmente rilassante, dal sapore vagamente bucolico.
Ogni seduta può avere una durata variabile che va dai 10 ai 20 minuti, ossia l'arco di tempo più indicato affinchè il calore e l'umidità penetrino nel fieno con conseguenti azioni benefiche per il corpo. L'ideale è svolgere un ciclo di sedute che va dagli 8 ai 12 ingressi nella vasca/distesa d'erba.
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