Gavorrano è un comune della provincia di Grosseto in Toscana. Il suo centro storico sorge sul Monte Calvo ad un’altitudine di 273 metri sul livello del mare. Pur avendo una popolazione ridotta (8000 abitanti circa), Gavorrano ha una notevole estensione territoriale.
Il suo territorio si sviluppa tra le Colline Metallifere, il complesso del Monte d’Alma e la pianura della Maremma grossetana. Il contesto naturalistico e paesaggistico di quest’area è notevole: qui troviamo verdi colline interamente ricoperte di boschi e la tipica campagna toscana con vigneti, oliveti e cipressi. In più c’è il mare che si trova davvero a due passi. Gavorrano si trova infatti nell’entroterra in una bella posizione collinare, però non è molto distante dal mare: le spiagge di Scarlino sono a 13 chilometri di distanza, mentre Follonica è lontana appena 16 chilometri.
La Storia di Gavorrano
Gavorrano vanta una storia affascinante che risale all'epoca etrusca, quando la zona era già abitata, come testimoniano anche i ritrovamenti di varie necropoli nei pressi del Monte Calvo. Gli etruschi furono i primi ad abitare il territorio di Gavorrano. Di questa antica civiltà ci restano numerose tracce. Nello specifico, sono state ritrovate alcune necropoli del VII secolo a.C. (Poggio Pelliccia, San Germano, Santa Teresa) che dovevano essere legate ad alcuni insediamenti posti nell’area di influenza della città di Vetulonia.
Il paese attuale, invece, viene menzionato per la prima volta durante il Medioevo, quando il feudo fu concesso nel 1164 da Federico I. Per trovare il nome di Gavorrano in un documento bisogna arrivare fino al 1164, quando l’Imperatore Federico I concesse il suo feudo al conte Alberto degli Alberti di Mangona. Un secolo più tardi agli Alberti di Mangona successero i conti Pannocchieschi d’Elci. Gavorrano entrò dapprima nell’orbita di Volterra e poi di Massa Marittima.
Nel Quattrocento, quest’area fu assorbita dalla Repubblica di Siena e con questa rimase fino alla fine di quello stato e la conseguente annessione al Granducato di Toscana alla metà del Cinquecento. Il controllo del territorio passò nelle mani di varie famiglie, fino a entrare definitivamente nella giurisdizione della Repubblica di Siena e del Granducato di Toscana.
Per alcuni secoli Gavorrano uscì dai radar della storia fino a quando, nel 1898, qui fu scoperto un grande giacimento di pirite. La storia di Gavorrano è poi strettamente legata alla sua attività mineraria. Alla fine dell’Ottocento furono scoperti importanti giacimenti di pirite, diventando un importantissimo centro d’estrazione, con relativo aumento demografico. Da quel momento, e fino al 1981, Gavorrano diventò un importante centro minerario. La sua miniera era tra le più grandi d’Europa e questo portò ad un notevole sviluppo sia economico che demografico con la nascita di nuovi centri abitati come quello di Bagno di Gavorrano, che è oggi il più grande tra i centri del comune.
Le miniere sono stata chiuse nel 1981, ma gli antichi luoghi d’estrazione sono diventate interessantissime attrattive culturali e turistiche. Dopo la chiusura della miniera, Gavorrano ha saputo riconvertire la sua economia puntando sul settore turistico. In tempi recenti ha infatti sviluppato un’ampia offerta che si basa anche sulla valorizzazione di quei vecchi luoghi di estrazione oltre che dei vari borghi storici della zona e del contesto ambientale e naturalistico.
Cosa Vedere a Gavorrano
I principali punti di interesse nel territorio comunale di Gavorrano sono il centro storico, il Castel di Pietra, il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano con il Teatro delle Rocce, i siti archeologici etruschi e i borghi di Caldana, Giuncarico e Ravi.
Mura di Gavorrano
Come ogni borgo medievale che si rispetti, anche Gavorrano era provvisto di un sistema difensivo basato su solide mura e torri. Le mura di Gavorrano furono costruite nel corso del XII secolo al tempo della dominazione dei conti Alberti di Mangona. Un secolo più tardi furono rinforzate dai senesi che aggiunsero alcune torri all’impianto originario. Dopo un periodo di abbandono, le mura sono state restaurate nel corso del Novecento ed oggi si presentano in buone condizioni.
Chiesa di San Giuliano
Sono diverse le cose da vedere nel paese maremmano. Tra chiese e antichi borghi, nell’itinerario non potrebbero mancare: Chiesa di San Giuliano, un importante luogo di culto che, pur presentando una facciata novecentesca, è stata più volte ampliata e ristrutturata nei secoli. La chiesa di San Giuliano si affaccia sulla piazza centrale di Gavorrano, proprio nel cuore del centro storico. Prima di questa chiesa, qui c’era una pieve intitolata a San Gusmè che è citata è citata in una bolla papale del 1188. L’intitolazione a San Giuliano risale al 1529 mentre la chiesa attuale è stata costruita verso la fine del Settecento. Un altro intervento, avvenuto nel 1927, ha invece rimodellato la facciata della chiesa, con l’inserimento di nuovi elementi architettonici.
All'interno della chiesa vi segnaliamo una pregevolissima trecentesca scultura marmorea di Madonna con Bambino attribuita a Giovanni d'Agostino (capomastro del Duomo di Siena). All’interno sono custodite alcune opere interessanti tra cui una pregevole statuetta raffigurante la Madonna col Bambino realizzata nel 1336 da Giovanni d’Agostino (capomastro del Duomo di Siena) ed una serie di pitture (Madonna del Buonconsiglio, Annunciazione e Battesimo di Cristo).
Chiesa di San Biagio
Chiesa di San Biagio, anche questa da visitare assolutamente, ha uno stile rinascimentale, che può essere fatto risalire alla scuola di Antonio da Sangallo il Vecchio. Se non, secondo recenti scoperte, addirittura a Michelangelo.
Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano
Parco Minerario Naturalistico, qui potrai vedere l’eredità della miniera sul territorio, con oltre cento chilometri di gallerie, esempi di architettura industriale e villaggi minerari. All’interno si trova anche il Teatro delle Rocce, che ricorda la forma dei teatri greci. Inaugurato nel 2003, il Parco minerario naturalistico di Gavorrano è stato istituito con lo scopo di valorizzare e riqualificare l’area delle miniere di pirite attive tra il 1898 ed il 1981. Il parco minerario, insieme a tutto il territorio del comune di Gavorrano, fa parte del più vasto Parco tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere grossetane.
L’attività estrattiva ha segnato un secolo di storia di Gavorrano ed il parco minerario rappresenta un’ottima occasione per conoscere meglio questo periodo e tutto il mondo delle miniere. Il parco è suddiviso in due aree principali: il Parco delle Rocce che si trova subito fuori dal centro storico di Gavorrano e la Miniera di Ravi Marchi che invece si trova a 3 chilometri di distanza.
Nel Parco delle Rocce si può visitare il Museo in Galleria, un percorso multimediale sotterraneo nel quale sono descritte nel dettaglio le varie fasi del lavoro dei minatori. Non lontano dal museo si trova il Teatro delle Rocce, un teatro all’aperto che è stato realizzato all’interno di una cava di calcare, sfruttando la morfologia preesistente. Ogni anno, in estate, il teatro ospita un’interessante rassegna di spettacoli teatrali e concerti musicali.
La Miniera Ravi Marchi si trova sul versante opposto di Monte Calvo, nei pressi del piccolo paesino di Ravi. Grazie ad un’opera di recupero avvenuta in più fasi tra il 1999 ed il 2013, è oggi possibile visitare le strutture di questa miniera dismessa. Tra queste spiccano i due castelli minerari in ferro, chiamati rispettivamente Vignaccio I e Vignaccio II, e la laveria.
Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano: Tra castelli minerari, oltre cento chilometri di gallerie, grandi cave, villaggi minerari e gallerie-museo, si snodano percorsi suggestivi ed itinerari di primo livello in fatto di archeologia industriale. I visitatori hanno la possibilità di trasformarsi in veri minatori per un giorno. Lo stesso Parco rappresenta anche una delle porte di accesso al Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, importantissimo progetto teso alla valorizzazione del territorio fondata sulla riqualificazione ambientale, un parco che si estende sul territorio di ben sette comuni della Maremma, e che è stato inserito tra i geoparchi riconosciuti dall'Unesco.
Castel di Pietra
Castel di Pietra, anche se diroccato, è ancora possibile vedere i resti delle sue mura e della torre. I ruderi del Castel di Pietra si trovano su una collina posta a nord-est di Gavorrano. Il castello è documentato fin dall’XI secolo quando faceva parte dei possedimenti dell’Abbazia di Sestinga. Dopo un periodo in cui fu incluso tra le proprietà dei conti Aldobrandeschi, il castello passò ai Pannocchieschi che lo governarono tra il XIII ed il XIV secolo.
Proprio in questo periodo accadde un episodio che rese celebre il Castel di Pietra. Secondo la tradizione Nello Pannocchieschi avrebbe qui commesso l’omicidio di sua moglie Pia de’ Tolomei di cui voleva liberarsi per poter sposare Margherita Aldobrandeschi. L’omicidio sarebbe stato commesso gettando la moglie dal castello. Questo episodio è ancora oggi ricordato con la rievocazione storica del “Salto della Contessa”.
Nel corso dei secoli il castello è stato abbandonato ed oggi è ridotto allo stato di rudere però restano alcuni tratti di mura ed anche una torre. Dal 1997 è stato oggetto di un interessante recupero archeologico. Durante gli scavi, sono venuti alla luce materiali di grande ricchezza riferibili al periodo trecentesco e reperti che ci segnalano la presenza di un insediamento stabile a partire dal periodo etrusco.
Castel di Pietra è famoso soprattutto perché tra le sue mura, Nello Pannocchieschi fece rinchiudere la moglie Pia de' Tolomei (la Pia ricordata da Dante nel quinto canto del Purgatorio) e successivamente, nel 1297, la fece uccidere gettandola da una finestra dello stesso castello, per sposare Margherita Aldobrandeschi. Questa vicenda viene ricordata ogni anno ad agosto nel borgo di Gavorrano con la rievocazione “Salto della Contessa”.
Borghi vicini a Gavorrano
Borghi vicini a Gavorrano, il paese conta anche su piccoli centri come Bagno di Gavorrano, antico centro termale, Ravi e Caldana.
Caldana
Caldana è un bel paesino di origine medievale che si trova sul fianco sud-orientale del Monte Calvo. Appollaiato su una collina e ben inserito in un gradevolissimo contesto naturalistico, Caldana è il tipico borghetto toscano che si presta alla perfezione per una gita lontano dallo stress della vita moderna. Qui si trova la bellissima Chiesa di San Biagio che fu costruita nel XVI secolo e la cui facciata è attribuita alla scuola di Antonio da Sangallo il Vecchio, uno dei migliori architetti del Rinascimento.
Giuncarico
Documentato fin dall’VIII secolo, Giuncarico è un notevolissimo borgo medievale, tutto da scoprire. Ancora racchiuso tra le sue mura (XI secolo), ha nella Porta del Castello l’unica via di accesso. Da vedere la Chiesa di Sant’Egidio, l’Oratorio del Santissimo Crocifisso ed alcuni palazzi tra cui il Palazzo Pretorio.
Ravi
Anche il piccolo borgo di Ravi ha origini medievali. Tali origini sono ben visibili osservando il suo impianto concentrico che ricalca quello dell’antico castello ed è caratterizzato da stretti e contorti vicoli. Il castello di Ravi è documentato fin dall’anno 785 e nella vicina Grotta dell’Artofago sono stati rinvenuti dei reperti che risalgono a 5000 anni fa.
Nel territorio di Gavorrano troviamo anche i piccoli centri di Bagno di Gavorrano, Ravi e Caldana. Bagno di Gavorrano era un'antica località termale conosciuta cl nome di Bagno di Nerone, fino al 1955 l'acqua sgorgava dal sottosuolo in una vasca circondata da edifici, poi probabilmente l'attività mineraria ha fatto abbassare le falde del bacino e così sono scomparse le acque termali. Ravi è un antico borgo maremmano che ha mantenuto l'antica struttura medievale, il suo castello è citato in un documento del 785. Sulla collina dominata da Ravi, si trova la grotta dell'Artofago dove sono stati trovati reperti risalenti a 5000 anni fa (oggi esposti nel museo archeologico di Grosseto).
Siti archeologici
Nella zona di Gavorrano si trovano anche alcuni siti archeologici di epoca etrusca. Si tratta del Tumulo di Poggio Pelliccia che si trova nei pressi di Castellaccia, la Necropoli di San Germano, situata lungo il corso del torrente Sovata a nord di Giuncarico, e la Necropoli di Santa Teresa Nuova che è vicina a Castel di Pietra. Tutti e tre questi siti risalgono ad un periodo tra il VII ed il VI secolo avanti Cristo.
Insediamento etrusco con fattorie e sepolcreto rinvenuto durante gli scavi archeologici effettuati tra il 2004 ed il 2007. Potete raggiungere il tumulo uscendo da Gavorrano in direzione di Ribolla. È una monumentale tomba etrusca utilizzata dal VII al V secolo a.C. ed appartenente ad una famiglia aristocratica vetuloniese. Al centro del tumulo si trova la camera sepolcrale a cui si accede percorrendo un dromos scoperto, superando una porta (di cui rimangono architrave, stipiti e soglia) ed infine un dromos coperto. La copertura a pseudocupola è crollata in anni lontani tuttavia si è conservato il primo filare di pietre. La tomba è stata violata in antichità, tuttavia parte del corredo funebre è stato trovato durante gli scavi archeologici ed è esposto nel museo di Vetulonia.
La necropoli etrusca di San Germano si trova sui due versanti del torrente Sovata, fu utilizzata per tutto il VI secolo a.C. ed è composta da oltre venti tombe a tumulo con caratteristiche similari.
Cosa Mangiare a Gavorrano
La cucina di Gavorrano riflette la tradizione maremmana, con piatti semplici ma ricchi di sapore, basati su ingredienti locali freschi e genuini. Uno dei piatti più rappresentativi è senza dubbio l’acquacotta, una zuppa rustica a base di pane raffermo ed erbe.
Da provare anche i tortelli maremmani, una pasta ripiena di ricotta e spinaci, condita con burro e salvia o con un ragù di carne. Per gli amanti della carne, il cinghiale in umido è una vera delizia. Viene preparato con carne di cinghiale marinata e cotta lentamente con vino rosso, pomodori e spezie.
Come Arrivare a Gavorrano
Gavorrano ha una stazione ferroviaria che però si trova in località Potassa, ad alcuni chilometri di distanza dal centro storico. Questa stazione è regolarmente servita da treni regionali che la collegano con Pisa e Grosseto. Ad ogni modo, se vi muovete con i mezzi pubblici probabilmente farete meglio a prendere un treno fino a Follonica per poi proseguire con un autobus.
Se viaggi in auto, l'uscita autostradale più vicina è quella di Gavorrano Scalo sulla SS1 Aurelia. Da lì, seguendo le indicazioni, potrai raggiungere il centro del paese in pochi minuti. In auto se venite da nord dovete prendere l’Autostrada A12 in direzione Roma e proseguire sulla SS1 Aurelia (sempre in direzione Roma) fino all’uscita di Gavorrano. In alternativa, se preferisci i mezzi pubblici, ci sono collegamenti ferroviari che ti porteranno fino alla stazione di Gavorrano, da cui potrai proseguire con autobus locali.
Ma quanto dista Gavorrano dal mare? Il borgo si trova a circa 15 chilometri dalla costa tirrenica, e in particolare dalla cittadina di Follonica. Impiegherai dai 15 ai 20 minuti di auto per arrivarci.
Vivere a Gavorrano
L’antico borgo minerario non è solo un luogo da visitare, ma anche il posto perfetto per decidere di trasferirsi. La qualità della vita qui è elevata, grazie a un ambiente sereno e ai ritmi lenti e tranquilli, ideali per chi cerca una pausa dai ritmi frenetici della città. La sua vicinanza a Grosseto permette, poi, di godere di tutti i servizi necessari per la quotidianità, mentre l’Aurelia e la linea ferroviaria garantiscono collegamenti regolari per Roma e Firenze.
TAG: #Bagni
