Situato nel nord della Toscana, a circa 30 chilometri da Lucca, Bagni di Lucca è un affascinante borgo noto fin dal Medioevo per le sue sorgenti termali. Partendo da Lucca, infatti, ci si immerge quasi esclusivamente nel verde delle colline e delle montagne che ti accompagna fino a questa celebre località.

Composto da diverse località, tra castagni, abeti e platani alla confluenza nel Serchio del torrente Lima e già in epoca romana era una stazione termale, apprezzata per le proprietà curative delle sue acque. Bastano dieci minuti dal Ponte del Diavolo a Bagni di Lucca e, subito, ci si accorge di quanta storia è passata in questa cittadina, a partire dall’epoca del Grand Tour.

Un luogo che, va detto subito, non è un solo borgo ma si divide in almeno tre differenti località: Bagni Caldi, Ponte a Serraglio, Bagni alla Villa. Oggi Bagni di Lucca vanta il primato di essere il più esteso comune di montagna d’Italia, con le sue 25 frazioni ma questo non è che uno dei primati.

Storia e Splendore di Bagni di Lucca

Il periodo di massimo sviluppo fu agli inizi dell’800, quando era residenza estiva dei Baciocchi e, sotto il ducato dei Borbone, si affermò come ritrovo abituale della nobiltà lucchese e cosmopolita, di artisti e di letterati: fra gli ospiti illustri si possono citare Byron, Shelley, Heine, Rossini, D’Azeglio, Carducci, Puccini e, tre secoli prima, Montaigne.

“Per due motivi principali - continua Virgilio - Da un lato era sulla strada che collegava il Brennero con Roma, quindi la maggior parte di coloro che volevano visitare l’Italia passavano, per forza, da qui. L’altro motivo erano le Terme e il primo Casinò da gioco costruito in Europa”.

Le Terme di Bagni di Lucca

Le acque termali di Bagni di Lucca hanno note proprietà curative, soprattutto per le patologie delle vie respiratorie e reumatiche. L’acqua sgorga in diverse sorgenti a temperature elevate, comprese tra 45 e 55 gradi centigradi, alcune delle quali incanalate per formare centri termali che offrono programmi di benessere e relax.

Tra tutti gli stabilimenti, quello più importante si trova all’interno dell’Hotel & Terme Bagni di Lucca, composto dai bagni termali Jean Varaud e Casa Boccella, e da una splendida piscina termale; al suo fianco è nata un’area dedicata al benessere, con fanghi e trattamenti benessere, oltre a massaggi a base di oli essenziali.

Il complesso Jean Varaud comprende anche due splendide grotte, la Grotta Paolina e la Grotta Grande, che all’interno hanno una temperatura costante tra i 40 e i 45 gradi, e per questo usate per i bagni di vapore.

Le principali testimonianze lasciate della presenza dei facoltosi frequentatori di un tempo si trovano a La Villa (il capoluogo), con belle architetture, e a Ponte a Serraglio, dove si trova un Casinò di stile neoclassico in attività dal 1840. Accanto al termalismo, nell’800 ebbe grande sviluppo anche l’industria della carta: sulla Lima rimangono gli edifici della ex cartiera Bianchi (1876). Prima di lasciare il paese, una sosta rigenerante alle Terme è davvero l'ideale.

Fino a pochi anni fa erano ben nove gli stabilimenti termali, ora resiste solamente il Bagno Bernabò, con una vasca realizzata in marmo di Carrara, sembra su disegno del Canova, e con acque indicate per le malattie della pelle. A fondare questo bagno fu un certo Nicolò Bernabò, pistoiese, che venne a Bagni di Lucca nel 1578 per curarsi. Fu così che la Repubblica Lucchese costruì un nuovo bagno dedicandolo a Bernabò che divenne ancor più famoso quando Michel de Montaigne, uno dei tantissimi ospiti illustri di Bagni di Lucca, scrisse nel suo diario, dato alle stampe nel 1774, che “il sabato, la mattina a bona ora, andai a tor l’acqua di Bernabò.

C’è speranza, sempre, che i complessi termali riprendano il loro corso, a maggior ragione, in questo momento storico dove le persone cercano sempre più rimedi naturali.

Cosa Vedere a Bagni di Lucca

Bagni di Lucca è un piccolo comune, ma vale la pena soggiornarci per visitare una serie di punti di riferimento e monumenti davvero interessanti. Ecco quali sono, per non perdersene nemmeno uno.

  • Ponte delle Catene: Situato in località Fornoli, il Ponte delle Catene è un ponte sospeso in pietra e ferro, progettato dall’architetto Lorenzo Nottolini verso la metà dell’Ottocento. Realizzato tra il 1844 e il 1860, questo ponte sospeso è una riproduzione più piccola dell’omonimo ponte di Budapest, costruito negli stessi anni. Per l’epoca era un’opera avveniristica, ma per stile e periodo di costruzione ricorda molto il Ponte delle Catene di Budapest, icona della capitale ungherese, che attraversa il Danubio in centro città. In questo caso invece, il ponte attraversa il piccolo fiume Lima, ed è molto meno imponente, sebbene comunque degno di nota e di una visita. A margine, ricordiamo che il ponte delle Catene di Fornoli, proprio come il suo fratello maggiore di Budapest, venne minato dalle forze armate tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale; il ripristino della struttura avvenne soltanto dopo la guerra.
  • Cappella Demidoff: Nel 1826 il principe russo Nicolaj Demidoff, venuto a Bagni di Lucca per curarsi la gotta, saputo che i poveri avevano bisogno di un ospedale mise a disposizione la somma di 40.000 ducati per costruirlo. Quando il principe russo Niccolò Demidoff si stabilì in Toscana e raggiunse Bagni di Lucca, decise di costruire un ospedale dedicato a coloro che non potevano permettersi le cure termali. Ad esso venne aggiunta una cappella votiva che si richiama al Pantheon di Roma. Al suo fianco decise di far costruire una cappella, che oggi è la cappella Demidoff, che in piccolo ricorda da vicino il Pantheon di Roma, grazie al suo impianto di forma cilindrica e alle sue colonne che sovrastano il portone d’ingresso. La prima curiosità è di natura architettonica. La cappella Demidoff, in piccolo, ricorda la Chiesa della Gran Madre di Dio a Torino grazie al suo impianto di forma circolare con pronao a quattro colonne ioniche. L’altra curiosità è storica. La famiglia Demidoff è stata una delle più celebri dinastie industriali della Russia, nota per le sue attività minerarie e per il mecenatismo artistico. La Cappella Demidoff si trova ai piedi di una collinetta nelle vicinanze del torrente Camaione, immersa in un’area verde ideale per una passeggiata rilassante. È raggiungibile a piedi. La cappella è collegata all’ospedale da un ponte, originariamente in legno, che però crollò durante una piena del fiume sottostante. Per questo motivo, esso fu ricostruito in muratura, molto elegante, con parapetti in ferro e un’arcata in mattoni e marmo.
  • Museo dell’impossibile: Una delle attrazioni più curiose di Bagni di Lucca è il museo dell’impossibile. Si trova all’interno di villa Buonvisi Webb, dove tra gli altri soggiornò Lord Byron, e l’esposizione cambia di tanto in tanto, pertanto è un’ottima occasione per tornare a visitare la città. All’interno le tematiche trattate spaziano dall’esoterismo alle credenze più o meno attendibili, da reperti misteriosi a ispirazioni horror. Sarete seguiti durante il vostro percorso da esperte guide che sapranno narrarvi al meglio quello che state guardando. Il museo dell’impossibile si trova in piazza Webb; la visita è guidata, esclusivamente in italiano, e dura circa un’ora e 30 minuti. Per le tematiche trattate, si sconsiglia la visita del museo ai minori di 16 anni.
  • Villa Ada: In via Evangelina Wipple fa bella mostra di sè villa Ada, un’antica struttura rinascimentale completamente ristrutturata durante l’800 dal console britannico di Livorno Sir Mac Bean. Oggi, la villa è circondata da uno splendido giardino all’inglese, in cui sono state costruite delle grotte artificiali fatte di pietra calcarea e una serie di elementi d’arredo risalenti all’epoca della sua costruzione. Acquistata dal comune di Bagni di Lucca, che la adibì a stabilimento termale, oggi purtroppo villa Ada è abbandonata e ha perso attrattività, anche se, visitandola da fuori, non può che emanare ancora un immenso fascino. Alle sue spalle, tuttavia, si trova la bella piscina di Villa Ada, questa invece molto frequentata, specialmente durante l’estate.
  • Casinò di Bagni di Lucca: A Bagni di Lucca si trova anche il Casinò più antico d’Europa, aperto originariamente nel 1308 come prima casa da gioco pubblica d’Europa per volere della Contessa Matilde di Canossa. Tra tutte le attrazioni di Bagni di Lucca spicca sicuramente il suo casinò. Può fregiarsi del titolo di casinò più antico d’Europa, persino più vecchio degli illustri casinò di Monte Carlo o Venezia. La costruzione dell’edificio attuale a Ponte a Serraglio risale al 1839 quando il complesso liberty del Real Casinò fu edificato da Giuseppe Pardini, architetto di corte di Carlo Ludovico di Borbone, Duca di Lucca. L’edificio che ospita il Casinò fu disegnato dall’architetto Giuseppe Pardini (autore di molti altri edifici storici di Bagni di Lucca) nel 1839. Il Casinò fu voluto da due imprenditori francesi, Adrien Mathis e Edouard Ginnestet, che ottennero la licenza dal Duca di Lucca Carlo Lodovico. Si potevano giocare solo franchi francesi e sterline per evitare, senza successo, che il palazzo venisse frequentato ad avventurieri mescolati all’aristocrazia europea. Aperto nel 1308 per volere della contessa Matilde e chiuso nel 1953 assieme a tutti gli altri casinò sul territorio italiano, venne riaperto soltanto nel 2009 in maniera del tutto automatizzata, ossia in nessuno dei tavoli da gioco è presente il croupier, ma soltanto schermi dove poter giocare con slot e video poker. Nel 1953 il casinò venne chiuso assieme a tutti gli altri casinò sul territorio italiano per poi essere riaperto nel 2009. Anche chi non vuole giocare può addentrarsi per le lussuose sale del casinò di Bagni di Lucca, in quanto al suo interno si trova un museo dedicato al gioco d’azzardo. Interessante la storia del casinò di Bagni di Lucca nel 1981, quando l’amministrazione decise di riaprirlo in maniera provocatoria; l’apertura però durò soltanto poche ore, il tempo necessario alla Guardia di Finanza per arrivare in città e rimettere i sigilli su indicazione del Prefetto di Lucca, poichè mancava la concessione statale.

La Comunità Inglese e le Sue Testimonianze

Ancor oggi i turisti che visitano questo delizioso borgo sono in prevalenza inglesi. Nel XIX secolo, come dicevamo, Bagni di Lucca era una piccola enclave di inglesi; una comunità che sentiva il bisogno di avere un proprio luogo di culto e anche un cimitero che si possono vedere ancora oggi. I coniugi Stisted furono i principali fautori di tutto questo.

Da Firenze si spostarono a Bagni di Lucca per fuggire da un’epidemia di colera che coinvolse la città. La signora Elizabeth manteneva una ricca corrispondenza con il mondo e, in una delle lettere, descriveva così la vita a Bagni di Lucca: “In tutte le stagioni i nostri amabili vicini della popolazione nativa costituiscono una sorgente di interesse: essi sono sempre pronti per essere utili e grati per ogni piccola gentilezza che noi possiamo render loro ed io sono lieta di testimoniare tutto ciò che è stato detto e scritto a loro elogio.

Cosa c’entra un farmacista? In questa farmacia il dottor Betti produce e commercializza ancora il curry con la ricetta segreta che il colonnello Stisted confidò al suo trisavolo, il farmacista speziale Adriano Betti, portata appresso dalle Indie dove aveva prestato servizio per il regno inglese.

Costruito, per volere dei coniugi Stisted, nel 1840 ospita 139 tombe, tutte bianche, che raccontano un pezzo di storia molto importante ma anche di amori e amicizie come quella tra Rose Elizabeth Cleveland, sorella del 26° presidente degli Stati Uniti, che volle essere sepolta accanto a Evangeline Whipple che, pur morendo a Londra, volle essere portata qui. Entrambe le tombe sono vicine e identiche.

Fu voluta dai coniugi Stisted che, dopo anni di residenza a Bagni di Lucca, lamentarono al ducato lecchese la mancanza di una cappella di rito anglicano e di un pastore permanente. Il Duca Carlo Lodovico di Borbone concesse loro la costruzione, superando le proteste dell’arcivescovo di Lucca che, alla fine, pose una sola condizione: la chiesa non doveva avere l’aspetto architettonico di una chiesa ma quello di un palazzo.

I lavori furono affidati all’architetto Pardini che rispettò le imposizioni dando all’edificio un aspetto in stile gotico-normanno. Oggi nella chiesa anglicana, diventata patrimonio del Comune, si trova la biblioteca comunale, curata da Angela Amadei, che conserva, tra i 30.000 libri, un migliaio di volumi facenti parte dell’originaria biblioteca anglicana e il fondo Ian Gordon Greenlees che Angela ci racconta così: “Ian Gordon Greenlees nacque il 10 luglio 1913 da una famiglia che possedeva distillerie di whisky in Scozia. Amante dei viaggi si innamorò completamente dell’Italia fino a decidere di stabilirvisi.

Greenlees divenne direttore del British Institute of Florence sostituendo Francis Toye che, a seguito di alcune incomprensioni con Harold Acton, aveva deciso di dimettersi il primo maggio del 1958. "Da anni sono innamorato dell’Italia, del vostro bel paese, non soltanto per la grandezza del passato, ma anche e soprattutto per il popolo italiano, così civile, gentile e umano. A conoscere meglio l’Italia, ho acquistato un affetto particolare per la Toscana, la Campania e le Puglie, e nella Toscana posso confessare che ho un grande affetto per Bagni di Lucca, nella valle di Lima, così ricca di ricordi anglo-italiani..."

Con queste parole, Ian Greenlees volle raccontare il proprio amore per Bagni di Lucca, il luogo del quale divenne cittadino onorario e nel quale si rifugiò definitivamente una volta abbandonata la direzione del British Institute. La frequentazione della località in provincia di Lucca iniziò nel 1959. Dieci anni dopo, al Bagno alla Villa, capoluogo del Comune, acquistò poi l’antica residenza della famiglia Mansi di Lucca.

Bagni alla Villa e Villa Reale

È la parte più bella e amena di Bagni di Lucca, leggermente sovraesposta per dominare l’intero territorio. Qui ci sono tutte le ville che i signori dell’epoca si fecero costruire. “È Villa Reale, fu fatta costruire da Elisa Bonaparte in Baciocchi nel 1811. - racconta Virgilio - Ed è vero, è l’unica protetta dalle mura. Bagni alla Villa è effettivamente un crogiuolo di ville che si aprono una di fianco all’altra convertendo verso la piazzetta del borgo, costruita nel 1470 dall’architetto Domenico Bertini.

“Oggi è la sede della nostra associazione - spiega Virgilio - La villa ha subito molti rimaneggiamenti nei secoli: dopo aver ospitato personaggi illustri quali Lord Byron e Mary Shelley, che qui, si dice, scrisse l’ultima versione di Frankestein, divenne hotel di lusso, il più caro di Bagni di Lucca. Nel dopoguerra fu colonia estiva per gli ingegneri della Piaggio e vide la nascita del prototipo della Vespa, poi divenne scuola professionale e media. Io venivo a scuola nella stanza dove abbiamo ricostruito la camera di Lord Byron.

Nel 1978, acquistata dal Comune, fu sede di scuola materna, sede di corsi di danza e, infine, magazzino comunale. Ora, come associazione Vicaria di Val di Lima, cerchiamo di riportare un po’ di splendore: abbiamo portato qui il Museo dell’Impossibile, il museo dei tavoli da gioco del Casino, l’armeria con balestre e archibugi, abbiamo restaurato le antiche cucine del 1500. In una parola vogliamo dare ai visitatori un’idea di cos’era Bagni di Lucca”.

Curiosità e Primati

Tra i primati di Bagni di Lucca c’è anche: la prima illuminazione elettrica d’Italia (1886); la nascita del movimento Scout in Italia (1910) e una grande voglia, da parte della comunità, di tornare ad essere qualcosa d’importante.

Cucina e Ospitalità

In un ambiente suggestivo ed accogliente, è proposta la cucina tipica toscana con pasta fatta in casa, zuppe, salumi e sfiziosità, ottima carne e prodotti tipici. Burlamacchi villas è una proprietà composta da due ville e da uno splendido e curato giardino con piscina privata. Trae origine da un antico borgo medievale restaurato, immerso completamente nel verde. Gli appartamenti sono ampi e confortevoli (40/50 mq) e hanno a disposizione spazi all’aperto.

Guido Bracci conduce questa bella enoteca con la sapienza di chi, nel vino, ci è nato dentro. La sua famiglia lavora con la bevanda degli Dei da inizio Novecento e questo si avverte nella competenza del signor Bracci e nelle scelte che si trovano sugli scaffali.

Come Arrivare

Bagni di Lucca dista circa 30 chilometri dal capoluogo, raggiungibile in circa 35 minuti d’auto in direzione nord, percorrendo la strada statale SS12. La stessa strada si fa arrivando in auto da Firenze: si raggiunge prima Lucca con l’autostrada A11, e poi si prosegue lungo la SS12; la durata del tragitto è di circa un’ora e 30 minuti. Dalla costa toscana, ci vuole circa un’ora per arrivare a Bagni di Lucca, sia da Pisa che da Livorno; un po’ più breve il tragitto dalla Versilia, circa 45 minuti da Viareggio e Lido di Camaiore.

Per chi arriva con i mezzi pubblici, dal centro di Lucca si raggiunge Bagni di Lucca in autobus con la linea E10, gestita da CTT Lucca; la durata del percorso è di circa 50 minuti.

Conclusione

Scoprite quindi questo piccolo angolo di Toscana sconosciuto ai più, in cui venire per rilassarsi immersi in un panorama bellissimo e in un borgo dove si respira la storia: non ve ne pentirete, e non vedrete l’ora di ritornarci.

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