Le Terme (o Bagni) di Nerone rappresentano l’unico monumento di epoca romana conservato a Pisa. Si tratta di un edificio termale romano (I secolo d. C. sotto l’imperatore Domiziano).

Al via un’indagine archeologica tra i Bagni di Nerone e il Bastione del Parlascio, antica porta di accesso della città a nord, dove si trovava una strada romana. Servirà a capire l’estensione dell’antico complesso termale.

L’unica testimonianza ancora visibile della Pisa di età romana è proprio un complesso termale, denominato anche “Terme” o “Bagni di Nerone”. La datazione è ancora incerta; tuttavia, sulla base delle impostazioni planimetriche e strutturali dell’edificio, si potrebbe ipotizzare che esso sia riferibile al II secolo d.C. (Campus 2015).

Storia e Contesto Storico

Prima di diventare, nel Medioevo, una grande repubblica marinara, Pisa è stata un importante centro romano e vantava un foro monumentale, templi, un teatro, un anfiteatro e prestigiose abitazioni.

Questo territorio conosce i primi insediamenti fin dall'età della pietra. Furono gli Etruschi a sfruttare per primi le cave di pietra calcarea e a dominare il territorio lasciando sui monti della zona tracce dei loro insediamenti, chiamati Castellieri. Si deve ai Romani la prima organizzazione del territorio in centurie, una suddivisione in lotti, di solito quadrati, delimitati da strade o canali.

Dopo la dominazione romana le notizie divengono assai scarse. Pare comunque che nel periodo che va dall’VIII al XIII secolo tutto il Monte Pisano risenta di un grande fervore spirituale. Agli inizi del XIV sec. il territorio sangiulianese visse alterne vicende, passando ora sotto il dominio di Lucca, città guelfa, ora sotto Pisa, città ghibellina. Sorgono in questo periodo numerose fortificazioni.

Quando Cosimo De' Medici divenne Duca di Firenze furono costruiti il ponte e la strada di collegamento con Pisa; le paludi circostanti furono prosciugate e fu costruito l'acquedotto che portava l'acqua dalla Valle delle Fonti, ad Asciano, fino a Pisa. Nel 1737 con l’avvento dei Lorena furono costruiti gli edifici che tuttora compongono le terme, e fu eretta la chiesa dedicata ai Santi Ranieri e Luigi. A partire dal XV secolo furono costruite bellissime ville ad opera di importanti famiglie pisane e fiorentine che per la mitezza del clima e la bellezza della natura, le utilizzarono come residenze per la villeggiatura.

E’ nel 1903 che San Giuliano e Pontasserchio vogliono sperimentare la «fiera-mercato», riprendendo una tradizione ottocentesca e ancora oggi ricorrente, rispettivamente il 24 agosto ed il 28 aprile. Arriva poi la prima guerra e San Giuliano paga un alto tributo per combattere l’oppressione austriaca. Con la seconda guerra tutto il territorio sangiulianese accoglierà molti sfollati, e sarà teatro delle azioni partigiane contro i nazi-fascisti.

Le Terme di Nerone: Dettagli Architettonici e Funzionali

La struttura è quadrata all’esterno e ottagonale all’interno. Essa mantiene i quattro muri perimetrali in laterizio ed è stata identificata come il laconicum, per i bagni di aria calda.

Alle terme romane la popolazione si recava quasi tutti i giorni per motivi igienici. Le terme erano alimentate dall’acquedotto romano di Caldaccoli, anch’esso dello stesso secolo, oggi visibile solo in parte nei pressi di San Giuliano Terme, dove iniziava il suo percorso.

Dall’accesso posto a sud, a seguire di uno stretto corridoio, era presente un ambiente, l’apodyterium, una piccola sala riscaldata avente la funzione di spogliatoio, che si affacciava, a nord, verso la palestra, mentre sul lato occidentale era presente una prima sala riscaldata, il tepidarium. Si riconoscono, a seguire, ulteriori ambienti, come ad esempio il destrictarium, pavimentato con lastre di calcare ammonitico proveniente dai Monti Pisani, e il laconicum, l’unico ambiente conservato nella sua interezza. Il sistema di riscaldamento dell’impianto era, per la maggior parte del suo sviluppo, sotterraneo.

Nel 2014 l’area è stata ristudiata per l’elaborazione di una ricostruzione tridimensionale del sito, in particolar modo degli ambienti noti, in grado di far aumentare la comunicazione e la valorizzazione del complesso. In primo luogo è stato fondamentale recuperare le vecchie planimetrie realizzate durante i primi scavi archeologici.

Indagini Archeologiche e Prospettive Future

"L’ Amministrazione Comunale promuove, insieme all’Università di Pisa, un’indagine archeologica nell’area - spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - Si tratta di un investimento di 40mila euro che servirà sia a scoprire qualcosa di più sulla nostra storia, sia ad avere gli elementi per ragionare sui recuperi previsti nella zona, in particolare la riqualificazione del Bastione del Parlascio che si legherà all’intervento effettuato sulle Antiche Mura con l’apertura del camminamento in quota e del nuovo parco verde intorno (pomerio).

RICERCA. Le ‘Terme di Nerone’ costituiscono un case study ottimale per affrontare le problematiche topografiche e storiografiche relative al monumento stesso e, più in generale, alla conoscenza della città romana nel suo insieme. Innanzitutto sarà possibile indagare la successione delle fasi edilizie delle terme, fornendo per ciascuna di esse datazioni più circostanziate, e completarne la ricostruzione planimetrica d’insieme, fornendo interpretazioni più sicure delle funzioni degli ambienti, fino ad arrivare alla ricostruzione tridimensionale degli elevati e delle coperture.

Inoltre l’indagine consentirà da un lato di scendere in profondità (compatibilmente con la falda idrica), per studiare l’articolazione urbana di questo settore della città in epoca precedente all’edificazione del complesso, dall’altro di studiarne l’evoluzione in epoca tardo-antica e medievale recuperando, attraverso lo scavo di zone mai indagate finora, informazioni sulle fasi post-romane, medievali e moderne, brutalmente cancellate dagli scavi del secolo scorso.

FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE. Le ‘Terme di Nerone’ si collocano in un’area nevralgica della città: in prossimità di uno degli accessi (Porta a Lucca) e all’estremità di una delle strade più frequentate (asse Corso Italia-Borgo), in collegamento anche visivo con piazza del Duomo, l’area a più alta vocazione turistica.

Il nuovo scavo amplierà l’area archeologica di largo del Parlascio che, nell’intento del Comune, sarà recuperata, restaurata e valorizzata. La zona delle ‘Terme di Nerone’ verrà così ad integrarsi perfettamente con i percorsi di visita della piazza del Duomo e della ‘Passeggiata sulle mura’: proprio dall’alto delle mura sarà possibile avere un punto di osservazione privilegiato sull’intera area e, quando lo scavo archeologico sarà terminato, un pannello consentirà a chiunque, attraverso un QCode, di ricevere sul proprio smartphone informazioni e immagini, anche ricostruttive, del complesso attraverso i secoli.

DIDATTICA. Uno scavo effettuato nella città sede dell’Università, utilizzando tutti i più moderni strumenti messi a disposizione dalla tecnologia e sfruttando le più diverse competenze, anche scientifiche, che solo una sede universitaria può offrire, costituisce un’eccellente occasione per gli studenti dei corsi di Archeologia di completare la loro formazione con esperienze di lavoro sul campo e in laboratorio.

Sarà inoltre possibile coinvolgere studenti universitari di altri corsi di studio e anche delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado, con visite e lezioni sul campo che consentano loro di avere una corretta percezione della complessità e delle diverse competenze che richiede oggi la ricerca archeologica e dunque di fare esperienze che potranno essere loro di aiuto nelle future scelte scolastiche e professionali.

San Torpè e la Chiesa Attigua

Di fianco ai cosiddetti “Bagni di Nerone” si trova la chiesa di San Torpé. L’edificio religioso è attestato a partire dal XIII secolo e appartiene ai frati Carmelitani Scalzi.

La Chiesa, ampiamente restaurata nel XVIII secolo, dal 1260 conserva all’interno dell’altare maggiore, in un busto d’argento, la testa del santo, considerato uno dei Patroni della città.

La leggenda narra che Caius Silvius Torpetius, ufficiale alla corte di Nerone, si convertì al cristianesimo e fu martirizzato nel 68 d.C. Il suo corpo fu abbandonato in mare e giunse fino alle coste francesi, dando il nome alla città di Saint-Tropez.

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