La storia delle Terme di Nocera Umbra, situate in località Bagni, affonda le proprie radici fin dai primi anni del ‘500 in quella che era conosciuta come Sorgente Angelica.

Le Origini e la Fama Curativa

La fama della città ebbe inizio nel ‘500 quando si diffuse la notizia delle proprietà curative delle acque della sorgente “Acqua Bianca” o “Acqua Santa” che si trova a Bagni, un piccola località a poca distanza da Nocera Umbra. Il primo a scriverne, negli anni tra il 1509 e il 1512, fu Magister Bernardinus di Spoleto. La fama curativa dell'acqua di Nocera espolse nel Cinquecento.

Ricca di sorgenti è Nocera Umbra. La cittadina fin dal 1200 era famosa per le sue terme usate per curare diverse malattie. Due sono le acque che l’hanno resa famosa come località termale: la Sorgente Angelica, un’acqua mediominerale bicarbonato alcalina, oggi inattiva e la sorgente del Cacciatore, detta anche del Centino che è stata riaperta al pubblico solo da poco tempo.

Sviluppo e Riconoscimenti nel XVII Secolo

Nel XVII sec. su iniziativa del Cardinale Giuseppe Renato Imperiali, vengono costruiti gli edifici del Complesso Termale di Bagni di Nocera Umbra, che costituiranno un elemento di attrazione per i numerosissimi visitatori dei Bagni, personalità di ogni classe sociale, nobili e clero, ma anche persone bisognose di classi meno agiate; l’attività delle Terme proseguirà ininterrottamente fino al sec.

L’armonia della costruzione, la piacevolezza del clima e la qualità dell’acqua fecero di questa località, ricordata anche da Luigi Pirandello in una sua novella, una meta consueta per coloro che avevano bisogno non solo di cure fisiche ma anche spirituali.

Nel settembre del 1805 venne appositamente a Nocera, per analizzare l’acqua di questa sorgente, niente meno che il celebre studiosi prof.

Il Legame con San Francesco

La Legenda Perugina, quando san Francesco nel 1226, già molto malato e pure sofferente per il caldo della pianura assisana dove era la Porziuncola, afferma che “.. di qui si recò poi nel luogo di Bagnara, sopra la città di Nocera per dimorarvi.

Non è ancora stato definito storicamente da dove sia partito l’ultimo viaggio di San Francesco dalla terra di Nocera, diversi sono i luoghi che si contendono l’evento, sia l’Eremo di Sant’Angelo di Bagnara “sive de Appennino” sia la Romita di Bagni di Nocera, di vero c’è che la ” Balia ” di Bagnara di Nocera era molto vasta e la presenza delle acque a cui fra Tommaso da Celano fa riferimento a cui San Francesco sarebbe ricorso per avere sollievo al suo insopportabile male a gli occhi, è presente in tutto il territorio Nocerino, basti pensare che si contano ben 60 sorgenti. La nota storica però che avvalora l’ultima presenza di San Francesco in questo Eremo è confermata dalla presenza sul territorio di acque e fanghi termali benefici per la salute noti ben prima dei romani, basti pensare che i fanghi terapeutici di Bagni di Nocera sono stati addirittura trovati in una ciotola di una tomba scoperta a Colfiorito, a testimonianza di quanto erano famose le loro proprietà terapeutiche fin dall’antichità, ed è a queste forse che San Francesco si è affidato come ultima speranza alle sue sofferenze.

La Romita, dove leggenda e storia vogliono che Francesco si sia recato ammalato per giovarsi delle cure delle acque e delle terre di Nocera Umbra presenti in località Bagni.

La Romita è stata l’ultima tappa di San Francesco a Nocera, dove morente fu riportato nella sua Assisi da un gruppo di Cavalieri.

La Romita: Un Eremo Ricco di Storia

La struttura monastica fu edificata nell’ultimo ventennio del sec. XV dai frati minori, quando essi, con molte elargizioni dei devoti nocerini di S. La Romita costituisce un bene immobile costituito dal Canvento e della Chiesa, in cui sono conservati beni mobili e anche sacri. Il Romitorio che poteva contenere fino a 15 frati cominciò a crollare e qualcuno su una parete della porta scrisse queste parole: “ Questo santuario sarà eterno rimorso di chi lo tolze dalla pubblica venerazione. Iddio paga tutti P.G.

Ecco come nel 1910 descrive questo affresco della Romita ( visibile fino al 1937 ) il P.Cavanna: ” nel mezzo è rappresenta la Vergine col figluolo in grembo, a destre S. Antonio da Padova, a sinistra S. Bernardino da Siena e, in alto, in una mezza luna, S. Francesco, che riceve le stimmate. La trascrizione della firma del pittore però è evidentemente scorretta.

La "Terra Medicinale" di Nocera Umbra

Alcune precise e documentate ricerche dimostrerebbero che la ‘Terra di Nocera Umbra’ sia stata utilizzata da oltre 400 anni per le virtù medicamentose e non è un caso l’antico nome ‘Terra Medicinale di Nocera Umbra’. Ci sono documenti che riconoscono le proprietà benefiche dell’argilla bianca fin dalla civiltà umbra del VI secolo a.C.. Ancora oggi all’argilla sono riconosciute le proprietà battericide, assorbenti, cicatrizzanti. Interessanti sono i benefici di questo rimedio naturale sia per la salute che per l’estetica.

Le ricette di base della ‘Terra di Nocera Umbra’ sono tutt’oggi attuali e quasi immutate nel tempo, quindi le maschere, la fangature, il bagno, la polvere e persino il dentifricio di argilla. In genere i risultati delle applicazioni sono buoni e mai pericolosi. Un rimedio tutto naturale, una strana commistione tra l’acqua e la terra di Nocera che hanno dato origine ad una combinazione cosmetico-terapeutica.

Rinascita Dopo il Terremoto

Il volume ripercorre la storia del complesso idro-termale di soggiorno di Bagni di Nocera Umbra, tornato dopo i recenti restauri seguiti al devastante terremoto del 1997 al suo antico splendore e noto in tutto il mondo per le sue potenzialità termali, oltre che per le sue caratteristiche paesaggistiche e di villeggiatura.

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