In luglio è caduta una ricorrenza molto significativa per la Romagna e, nello specifico, per Rimini. Esattamente 146 anni fa, infatti, nasceva ufficialmente l’industria turistica riminese. Sono trascorsi 180 anni da allora, da quando lungo la costa del mar Adriatico aprì il primo stabilimento balneare.
Una passeggiata in riva al mare attraverso 180 anni di storia balneare. Dal 1° luglio al 31 agosto il programma culturale estivo si arricchisce di una nuova mostra fotografica ‘diffusa’ sulla spiaggia: “Tutti al mare (1843-2023).
L’espressione scherzosa “Questa mostra non ha un verso” restituisce uno dei caratteri più originali di questo allestimento, dove l’ampiezza del percorso (2,5 km) non consentiva un racconto di tipo cronologico e sequenziale. Di qui il racconto per otto tappe autonome che aggregano immagini evocative di alcuni temi che dimostrano straordinaria persistenza e ricorrenza nel corso dei 180 anni considerati: la moda con l’evolvere dei costumi, la spiaggia con le sue architetture e oggetti, i giochi e i passatempi, i tipi da spiaggia.
“Volevamo festeggiare - commenta il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad - questi 180 anni di vita della spiaggia di Rimini attraverso una mostra insolita e suggestiva che raccontasse la trasformazione della spiaggia da risorsa naturale sempre esistita a straordinaria industria del turismo.
Un ringraziamento particolare va a “Piacere spiaggia Rimini” e a quello scrigno prezioso che custodisce la memoria visiva dei mutamenti antropologici e dell’evoluzione estetica della nostra città che è l’archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga.
Perchè Tipici? Il turismo riminese. L’attività balneare, sulle spiagge riminesi, nasce nel (1834) con la creazione del primo “Stabilimento Privilegiato Di Bagni Marittimi” primo lido riminese consistente in una struttura che fungeva da ingresso ad una palazzina in legno contenente sei cabine.
Gli Albori dell'Industria Balneare
Ferruccio Farina riporta indietro le lancette del tempo proprio a quegli anni così importanti per la città riminese, raccontando gli albori di quella che oggi definiamo l’industria del turismo balneare nel libro Una costa lunga due secoli: storie e immagini della Riviera di Rimini (Panozzo Editore, 2003).
Fu il riminese Jano Planco (Giovanni Bianchi), medico, letterato e importante studioso che il 29 luglio 1746, quindi prima di Elisabeth Kenny, fece il bagno nel mare di Rimini, testando le idee degli inglesi secondo le quali i bagni nell’acqua di mare potessero portare a importanti benefici per la salute.
È il 1842 quando Claudio e Alessandro Tintori, in unione con il conte Ruggero Baldini, decidono di realizzare una struttura organizzata per favorire i bagni al mare, seguendo l’esempio dell’Inghilterra e della Francia ma con il vantaggio di avere un clima più adatto alla balneazione.
Guido Pasini ricostruisce questo primo progetto con precisione: “Ottenuto il prestito di 2mila scudi romani (la Romagna faceva parte dello Stato Pontificio) dalla Cassa di Risparmio di Faenza, il primo rudimentale stabilimento balneare era creato; era formato da una struttura di legno su palafitte diviso in due zone separate, una per i maschi e l’altra per le femmine, che si raggiungevano con due pontili sorretti da corde.
Claudio Tintori, inoltre, si dedicò anche all’organizzazione di tutte le attività accessorie, necessarie per far funzionare al meglio il neonato stabilimento: accordi con i vetturini di piazza per collegare la città al mare, la nomina di un direttore e l’impiego di due uomini con funzioni di guardia e soccorso (prime forme degli attuali bagnini di salvataggio) e camerieri, due per gli uomini e due per le donne.
Sviluppo e Trasformazione degli Stabilimenti Balneari
Il cambiamento decisivo avvenne nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, con la realizzazione della linea ferroviaria Bologna-Ancona. La linea permetteva di raggiungere la costa romagnola in modo agevole, e l’unica zona dotata di valide infrastrutture e organizzazione, grazie agli esperimenti precedenti, era quella riminese.
Nel 1868 il Comune di Rimini acquista lo Stabilimento Bagni, demolisce la costruzione e da vita al celeberrimo stabilimento Kursaal, molto più vasto e sfarzoso, che viene inaugurato nel luglio del 1873.
Nel 1866 Paolo Mantegazza, Senatore del Regno d’Italia nonché medico e professore di fama internazionale, fu nominato consulente dello stabilimento. Lo stabilimento necessitava di migliorie: dalla Municipalità fu incaricato l’ingegnere riminese Gaetano Urbani al fine di sistemare al meglio la struttura e renderla il più funzionale possibile.
Continua nella descrizione Guido Pasini: “Fu abbattuto il vecchio stabilimento, fu costruita la piattaforma con i camerini, non più separati in maschi e femmine; alcuni camerini vennero costruiti sulla spiaggia come servizio base alla vita di mare; venne realizzato il Kursaal, salotto mondano per i piaceri dei bagnanti, la Capanna Svizzera, inizialmente utilizzata come ricovero delle vetture e dei cavalli, poi trasformato in ristorante e padiglione per esposizioni e feste popolari, dove anche il ‘popolino’ con poca spesa poteva godere dei piaceri marini.
A quel punto Rimini comincia ad assomigliare sempre di più a quella odierna. Si trovava nettamente divisa dalla linea ferroviaria e presentava, come ancora oggi, due modi di vivere: a monte della ferrovia si sviluppava la vita tradizionale, come in qualunque altra città, con le dinamiche e la quotidianità del paese, mentre a mare la città si concentrava sul piacere e sul divertimento. Iniziava, così, quella vita mondana che ancora oggi caratterizza gran parte dell’identità e dell’anima di Rimini.
Spettacoli, balli, il cinematografo, rappresentazioni teatrali, manifestazioni, giochi, sport, aste d'arte, mostre, tanta mondanità e feste d'ogni genere rallegrano le vacanze di questo turismo colto e raffinato.
E' nel secondo dopoguerra, con il boom economico e il riconoscimento delle ferie pagate che i ceti medi iniziano a viaggiare e a scegliere come meta di villeggiatura la Riviera Romagnola e in particolare Rimini. Iniziano così a sorgere alberghi di piccole e medie dimensioni.
All’inizio degli anni cinquanta, gli stabilimenti balneari sono già un numero considerevole seppur le loro caratteristiche sono molto semplici. Si tratta per lo più di ampi tratti di arenile non recintati su cui sorgono qua e la, senza alcun ordine, cabine in legno e alcune tende variopinte fissate su bastoni piantati alla meglio sulla sabbia.
Nasce in questi anni e su queste spiagge il mito del bagnino, che nella maggior parte dei casi era anche un pescatore, esperto di mare e di “tempo”, e che diviene ben presto una figura carismatica e un importante punto di riferimento per il turista.
E’ intorno alla fine degli anni sessanta che il boom del turismo balneare esplode. Rimini viene presa d'assalto dagli Italiani, la vacanza un tempo esclusiva di pochi diventa usufruibile da tutti. Nasce il turismo riminese così come come lo si conosce oggi.
Tutt'ora la spiaggia di Rimini ha un tratto di arenile (fronte mare) di 4.500 ml. circa, gli stabilimenti sono a "schema aperto", ossia non sono delimitati da recinzioni o altro tipo di barriere, che impediscano la libera fruizione dell’ intera area e sono super attrezzati riuscendo a soddisfare ogni esigenza da quella dei più piccoli a quella dei più anziani.
Il turista, quindi, può liberamente fruire della spiaggia, muoversi a suo piacimento nell’intero ambito della stessa e fare uso, gratuitamente, di tutti i servizi generici presenti (tra cui docce, servizi igienici, servizio di salvataggio in mare, giochi per bambini ecc...), senza dover sostenere alcun costo.
Ristorazione e Ospitalità nei Bagni di Rimini
Va detto, innanzi tutto, che per l'intero secolo XIX il ruolo della ristorazione pubblica a Rimini fu decisamente marginale. Sul primo numero del "Corriere dei Bagni" (24 luglio 1872) si legge la lettera immaginaria di un milanese a un suo concittadino in cui si citano "Maso, Nando e Cabianca", i cui nomi "suonano illustri del pari nella repubblica gastronomica".
La marina, dove non erano ancora sorti alberghi, era altrettanto, se non più spoglia di caffè e ristoranti. Un "grande esercizio ristorante", funzionante fin dall'estate del 1872, vantava invece il secondo Stabilimento Bagni, il famoso Kursaal.
Dalla lista delle vivande, per altro ampia e varia, era del tutto assente, stranamente, il pesce. I vini, bianchi e rossi, indigeni e forestieri, erano sfusi e in bottiglia. I prezzi che il ristorante praticava erano ragionevolissimi.
Chi voleva risparmiare ulteriormente, poteva pranzare nell'adiacente Capanna Svizzera, un edificio di legno dove funzionava dal 1873 una megatrattoria di 600 metri quadrati. Un'alternativa era il vecchio ristorante Daino (ribattezzato Margherita in onore della regina), "in amena posizione sul lido". La cucina era naturalmente "squisita" e i vini "eccellenti".
I Servizi Moderni e l'Esperienza Balneare a Rimini
Le spiagge di Marina Centro in estate pullulano di vita e di eventi durante tutto l’arco della giornata. I turisti possono scegliere fra un’ampia gamma di alternative per tutte le esigenze e le tasche. Si va dai Bagni più esclusivi con tanto di Spa all’interno e lettini extra-large, agli stabilimenti dedicati ai giovanissimi, con dj-set ed happy hour al tramonto, alle alternative per famiglie con aree giochi attrezzate, animazione dedicata e tante iniziative divertenti. Non mancano le soluzioni per chi viaggia in compagnia del proprio amico a 4 zampe.
La spiaggia di Rimini si estende per 15 chilometri. L’arenile è ampio e per la maggior parte organizzato in stabilimenti balneari attrezzati e dotati di ogni servizio: centri sportivi, aree fitness, animazione, giochi per bambini, docce e zone relax, bar e ristoranti. Ci sono poi stabilimenti particolari attrezzati per l’accesso ai disabili, altri che si distinguono per la cura alla sostenibilità ambientale o per dare la possibilità di accedervi con i propri animali.
La spiaggia di Rimini conta circa 250 stabilimenti balneari, aperti dall’ultimo weekend di maggio alla seconda domenica di settembre. L’accesso è libero, ma per usufruire dei servizi è necessario affittare ombrellone e lettini con tariffa giornaliera, settimanale o stagionale.
A Marina centro la spiaggia resta viva tutto l’anno. Qui i bagni continuano ad essere allestiti anche in autunno e in inverno. I campi da beach volley, da beach tennis, le attrezzature sportive e i giochi per i bambini sono sempre aperti e utilizzabili liberamente da tutti in attesa che ritorni la bella stagione. La spiaggia di Rimini è quindi fruibile dodici mesi all’anno.
Alle spalle della spiaggia di Rimini si trova il nuovo lungomare, un waterfront allestito con spazi di convivialità e socialità, isole fitness per l’attività fisica outdoor e votate al benessere, salotti relax con divanetti per sentirsi come a casa.
In spiaggia a Rimini l’accoglienza è unica, tanto che potremmo considerarla un patrimonio culturale legato agli usi sull’arenile, in cui è fondamentale la caratteristica del rapporto personale con il cliente. Le persone in spiaggia a Rimini si sentono come a casa. I bagnini accudiscono la spiaggia minuziosamente, affinché la sua sabbia dorata sia sempre soffice e pulita. Il bagno in mare a Rimini è sicuro grazie al servizio di salvataggio.
Ogni giorno sulla spiaggia di Rimini è attivo il servizio Publiphono. Con la sua principale trasmissione, Radio Vacanza, fa sentire la sua voce lungo tutto il litorale attraverso un capillare impianto di diffusione sonora. Oltre a musica e informazioni sulle attività locali, Publiphono diffonde messaggi per la ricerca dei bambini o anziani smarriti in spiaggia. Ogni estate sono centinaia le persone che vengono trovate.
Già da anni la spiaggia di Rimini è plastic free. È vietata quindi la vendita e la distribuzione di bevande in bicchieri e con cannucce di plastica usa e getta. L’ultima tendenza della spiaggia di Rimini sono i chiringuiti, chioschi in riva al mare che servono da bere e stuzzichini tutto il giorno. E che a partire dal pomeriggio, fino a tarda sera, propongono aperitivi con dj set, feste e serate live.
Vengono inoltre offerte diverse opportunità per divertirsi in mare come banana boat, ciambelloni, crazy ufo, divani, disco boat, toro extreme e wakeboard. Se preferiamo una dimensione più libera e meno organizzata possiamo scegliere una delle spiagge libere di Rimini.
Ovunque scegliamo di soggiornare avremo sempre un’alternativa libera agli stabilimenti balneari. È possibile trovare sia spiagge libere attrezzate con servizi minimi (docce, pedane di accesso e servizio di salvataggio) sia non attrezzate. La spiaggia libera più frequentata è quella di Marina Centro in corrispondenza di Piazzale Boscovich, in zona porto.
Architettura Balneare e Simboli di Rimini
Un'escursione alla scoperta dell'architettura balneare di Rimini non può non partire dal simbolo della città, l'imponente Grand Hotel progettato dall'architetto Paolito Somazzi e aperto al pubblico dal 1908. In origine la struttura era sormontata da due grandi cupole, poi rimosse nel 1920 in seguito a un incendio.
Il Grand Hotel ha organizzato un vero e proprio percorso museale in occasione dei 110 anni dalla nascita di Federico Fellini, una visita tra gli splendidi saloni e le stanze arredate con autentici pezzi veneziani e francesi del XVIII secolo. La grande hall si trova poco più avanti e da lì si accede alla Sala Fellini tanto cara al regista e alla moglie Giulietta Masina. Il percorso prosegue nella sala Tonino Guerra, ornata di foto storiche della struttura, e nei Saloni Storici simbolo del jet-set internazionale.
Per la seconda tappa di questa escursione non dovete fare molta strada. Il Nettuno di Rimini, uno dei pochi esempi di architettura balneare arrivati integri ai giorni nostri in Italia, si trova a meno di un chilometro di distanza. È dal 1933 che la Rotonda, come viene chiamata dai Riminesi questa struttura, accoglie i turisti offrendo loro una vista a 360 gradi sulla costa, mentre sorseggiano drink e ammirano il tramonto sulla terrazza.
Per la terza e ultima tappa di questa escursione dovrete arrivare al confine con Riccione, percorrendo 7 chilometri di costa in bicicletta, a piedi o prendendo uno dei tanti bus che dal Parco Federico Fellini si dirigono verso sud. A pochi metri di distanza ne potrete ammirare due, la Colonia Bolognese e la Colonia Novarese, costruite a pochi anni l'una dall'altra con uno stile molto diverso.
La Colonia Bolognese è la più antica, costruita tra il 1931 e il 1932 su progetto dell'ingegnere Ildebrando Tabarroni. Dopo aver visto i quattro grandi edifici collegati tra loro da lungo corridoio di 169 metri, vi basterà percorrere 200 metri e attraversare la strada per arrivare davanti al grande edificio dell'ex Colonia Novarese, costruito due anni più tardi su progetto dell'ingegnere torinese Giuseppe Peverelli.
Al momento, in attesa di un progetto di riqualificazione, le due colonie sono visibili soltanto dall'esterno salvo avere un pizzico di fortuna.
Tabella dei Servizi e Attività a Rimini
| Servizi e Attività | Descrizione |
|---|---|
| Stabilimenti Balneari | Attrezzati con centri sportivi, aree fitness, animazione, giochi per bambini, bar e ristoranti. |
| Spiagge Libere | Alternative gratuite agli stabilimenti, alcune attrezzate con servizi minimi. |
| Publiphono | Servizio di diffusione sonora per informazioni e ricerca persone smarrite. |
| Chiringuiti | Chioschi in riva al mare con aperitivi, dj set e serate live. |
| Attività in Mare | Banana boat, ciambelloni, crazy ufo, wakeboard e altre opzioni per il divertimento acquatico. |
| Lungomare | Spazi di convivialità, isole fitness e salotti relax. |
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