San Casciano dei Bagni è un comune italiano situato nella provincia di Siena, in Toscana, con una popolazione di circa 1 623 abitanti. La nascita e lo sviluppo di San Casciano dei Bagni sono legati essenzialmente alla presenza delle acque termali.

Con oltre 40 sorgenti sulfuree, San Casciano dei Bagni è il terzo comune in Europa per portata di acqua termale. La sorgente è la stessa di duemila anni fa: sgorga a 42° nelle viscere della terra a San Casciano dei Bagni, portando in superficie acque termali dalle preziose proprietà terapeutiche.

Origini Etrusche e Romane

Secondo la tradizione, le sue origini rimandano ai “Bagni chiusini” fondati da Lars Porsenna, sovrano etrusco della città di Chiusi. La tradizione, riportata anche dal fiorentino Domenico Maria Manni, a cavallo tra il XVII e XVIII secolo, vuole che sia stato il Lucumone etrusco di Chiusi Porsenna a fondare i "Bagni Chiusini", apprezzati e frequentati successivamente anche dai Romani, vuoi per l'efficacia delle acque, vuoi per la vicinanza alla stessa Roma ed alla Via Cassia.

San Casciano dei Bagni è dunque, fin dalle sue origini, un paese profondamente legato alle acque termali. Dopo gli Etruschi furono i romani ad abitare la zona, corrispondente all’estremità sudoccidentale del territorio chiamato Ager Clusinus, consolidando gli impianti termali che nel corso del tempo ospitarono i bagni di imperatori come Ottaviano Augusto e di poeti classici come Orazio. Tra gli illustri frequentatori dell'epoca romana si ricordano l'imperatore Ottaviano Augusto, secondo quanto si apprende dalle opere di Orazio ed altri scrittori classici, e Triaria, la moglie dell'imperatore Vitellio.

Il Santuario Ritrovato

La scoperta è emersa gradualmente a partire dallo scorso agosto, durante una campagna di scavi che ha rivelato la presenza di antichi edifici e vasche artificiali digradanti lungo la collina. È un classico della ricerca archeologica: la scoperta più bella avviene l’ultimo giorno di scavo prima di chiudere. È accaduto anche venerdì scorso a San Casciano dei Bagni (Siena) dove, proprio accanto al cosiddetto Bagno Grande che si usa ancora oggi, si è finalmente trovato l’antico stabilimento termale di cui si parlava sin dal Cinquecento.

E venerdì la conferma dei sospetti: non sono semplici vasche termali ma un vero e proprio santuario dedicato al dio guaritore Apollo. Lo rivela l’iscrizione su un altare: dice che una certa Triaria, vissuta nel II secolo d.C. e già nota per aver lasciato altre iscrizioni in zona, dedica l’altare al dio Apollo. Sotto l’Impero romano, però, su quelle acque vegliava il gotha degli dei: da Apollo a Fortuna, da Asclepio a Igea, fino all’egizia Iside. Un grande tempio a loro dedicato sorgeva a pochi passi dalle vasche del cosiddetto Bagno Grande, dove tuttora si immerge chi è in cerca di salute e relax.

Dopotutto, erano già venuti alla luce decine e decine di ex voto, soprattutto orecchie di bronzo e piombo. E persino moltissime gocce di piombo che, secondo Jacopo Tabolli -archeologo della Soprintendenza e coordinatore scientifico del progetto- richiamano il rituale etrusco in onore del dio Suri, il dio guaritore degli Etruschi. L’Apollo etrusco, insomma, che aveva però rapporti non solo col cielo ma anche col mondo sotterraneo. In suo onore si fondeva il piombo lasciandolo poi colare a terra a intervalli regolari.

La vitalità di questo centro è testimoniata anche dalla precoce penetrazione del Cristianesimo e già nel IV-V secolo esisteva in San Casciano una pieve intitolata a S. Maria "ad Balneo". Con la fine dell'Impero romano iniziò un rapido declino del termalismo italiano, le invasioni dei barbari, le lotte fra longobardi e bizantini, contribuirono al drastico ridimensionamento urbanistico e demografico di San Casciano.

Il Medioevo e il Rinascimento

Dopo il declino altomedievale, il Tredicesimo secolo vide una rinascita dell’abitato, in particolare attorno alle sorgenti della Ficoncella e del Bagno Grande, rinascita favorita anche dalla vicinanza della via Francigena, che passa poco a ovest. Il Duecento è il secolo della ripresa generale del termalismo e con esso rinasce anche San Casciano, grazie anche alla vicinanza della Via Francigena, l'importante arteria di collegamento fra l'Europa, il nord Italia e Roma.

Successivamente, San Casciano dei Bagni divenne la residenza dei Visconti di Campiglia passando poi, nel 1412, sotto il controllo di Siena. Dopo oltre un secolo di turbolenze politiche, nella Toscana dei Medici San Casciano dei Bagni ricominciò a prosperare fino a divenire, nei secoli Diciassettesimo e Diciottesimo, una delle località termali più frequentate dalla nobiltà italiana ed europea.

Gli Scavi e le Scoperte Recenti

Che i Romani conoscessero le virtù delle sorgenti di San Casciano si sospettava già dal Cinquecento, quando vennero alla luce i primi reperti e i Medici riciclarono i marmi antichi per costruire le loro terme. Tuttavia si è dovuto aspettare il 2016 perché le ricerche decollassero grazie al Roman Baths Project, che coinvolge le università di Siena, Pisa, Firenze, Roma La Sapienza, Sassari, Dublino e Cipro sotto l’egida del Comune di San Casciano Bagni e della Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo.

Non dev’essere stato facile scavare tra i fanghi caldi, ma ne è valsa la pena. La prima sorpresa è arrivata in estate, con il ritrovamento di un altare in travertino dedicato ad Apollo, a ridosso dell’ingresso monumentale del tempio. Poi quelli di Fortuna e Iside nel cuore del santuario, proprio sul bordo della vasca, e una statua in marmo di Igea, la dea della salute figlia di Asclepio, il guaritore. A stupire gli archeologi sono state soprattutto le dimensioni del complesso termale, insieme all’inaspettato carattere sacro del sito.

Il Santuario Ritrovato: Un Volume Illuminante

Intanto un volume fresco di stampa è già pronto a far luce sulla storia delle terme romane. Il Santuario Ritrovato. Nuovi Scavi e Ricerche al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, edito da Sillabe, raccoglie i risultati delle ricerche di più di 30 studiosi, coordinate dai direttori degli scavi Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli.

Costruito probabilmente in età augustea, il tempio sorgeva su un luogo già sacro agli Etruschi. Lo testimoniano le numerose gocce di piombo trovate nell’area circostante, tracce di un rituale in onore di Suri, il dio della medicina legato al mondo sotterraneo. Il tempio romano, invece, raggiunse il massimo splendore verso la fine del II secolo d.C. quando diversi altari vengono innalzati per propiziare la guarigione di una donna di nome Triaria e poi per ringraziare gli dei della guarigione.

Era l’epoca della cosiddetta “peste antonina”, che decimò le popolazioni dell’Impero portata dai soldati di ritorno dalle campagne contro i Parti. “Molto probabilmente”, ha spiegato Tabolli questa mattina a Siena durante la presentazione del volume, “Triaria apparteneva a una famiglia di senatori di Roma che a quel tempo aveva possedimenti in zona e grande influenza sul santuario”. Con la diffusione del Cristianesimo, la fortuna del tempio declinò rapidamente, mentre le vasche continuarono a funzionare.

Prospettive Future

A San Casciano dei Bagni gli scavi continuano con l’obiettivo di portare alla luce l’intero complesso. “Quando l’area sarà restituita ai cittadini”, annuncia Tabolli, “il paesaggio della valle sarà radicalmente cambiato. Per preservare al meglio le antiche vasche si dovranno riempire d’acqua e il santuario tornerà esattamente com’era in passato”.

Un santuario davvero enorme dove stanno scavando diverse équipe da università italiane ma anche irlandesi, cipriote, olandesi. E solo gli scavi futuri potranno rivelare le dimensioni esatte. Però la struttura è già abbastanza chiara. Si tratta di una costruzione molto particolare e complessa: le vasche sono ricavate artificialmente all’interno di un enorme basamento in travertino dell’età di Augusto, che fa quindi da collegamento tra l’una e l’altra. Il ‘bordo piscina’ è colonnato, segno che ci doveva essere anche una copertura.

La maggior parte delle vasche era alimentata dalla stessa fonte d’acqua a 47° utilizzata ancora oggi, che sgorga poco più a nord. Altre vasche, invece, accolgono le acque fredde di alcune risorgive. “Siamo solo agli inizi” dice un Tabolli elettrizzato. “Ci vorranno anni per portare alla luce e indagare l’intero santuario”.

Però vede già, alla fine, il paesaggio della valle mutato radicalmente. “Le antiche vasche dovranno essere riempite d’acqua, per preservarle al meglio: si dovrà insomma ricreare l’antico santuario proprio com’era in passato”. Qui insomma non serviranno le ricostruzioni virtuali perché tutto tornerà come un tempo. “E allora sarà chiaro a tutti perché questa zona si chiama da sempre Monte Santo. Quello di Tabolli non è affatto un sogno, ma fa parte di una precisa ipotesi di piano paesaggistico che è già nero su bianco.

Perché tutta l’operazione è il risultato di un progetto perseguito con perseveranza e determinazione dall’amministrazione comunale che lo finanzia interamente. Un lavoro cominciato anni fa con la redazione della carta archeologica, le ricognizioni sul terreno, le prospezioni geofisiche, e il piano paesaggistico affinché, ultimato lo scavo, si sappia già come intervenire perché tutti ne possano godere al più presto.

Dopotutto, è dal Cinquecento che si parla di un santuario antico e importante in zona: da quando si trovarono iscrizioni coi nomi di Apollo ed Esculapio, mentre i Medici costruivano le loro terme più a valle, impiegando probabilmente molti marmi antichi. Per questo già il sindaco precedente aveva avviato l’operazione, che l’attuale sindaca Agnese Carletti sta continuando con entusiasmo.

E pensare che il primo scavo, l’anno scorso, era stato una delusione enorme. Si era trovato molto materiale antico ma tutto alla rinfusa, probabilmente gettato in una fossa per poter costruire la strada. Così quest’anno si è scavato dall’altro lato rispetto al Bagno Grande, e si è colpito nel segno. Non è stato uno scavo facile perché lì quando si muove la terra, emerge acqua, e di fatto si scava nel fango. Poi si sono dovute adottare misure anti-Covid molto stringenti che hanno complicato di molto i lavori. Ma mentre per questo molti altri scavi archeologici si sono arrestati, a San Casciano non avrebbero mai interrotto un progetto così importante.

Sicuramente la perseveranza è stata premiata. Ed è bello pensare, come ha detto Andrea Muzzi -soprintendente per le province di Siena, Arezzo e Grosseto- che la scoperta sia un segno di rinascita importante: un santuario salvifico contro la pandemia, e per una ripresa all’insegna della cultura.

Acque Termali e Proprietà Terapeutiche

San Casciano è ricchissima di sorgenti termali, alcune delle quali alimentano i cosiddetti bagni liberi, dove le piscine costruite dagli antichi Romani sono ancora in gran parte utilizzabili. Ai piedi del colle che racchiude il borgo medioevale sono visibili almeno tre vasche in pietra, tutte accessibili: la più frequentata è quella principale, dalla caratteristica forma triangolare. Nelle immediate vicinanze sono presenti anche una vasca-lavatoio coperta e un grande bacino di raccolta alimentato dalla Caldagna, che i locali chiamano “gora”.

Le acque di San Casciano sono prevalentemente solfato-calcio-magnesiache-fluorurate, in alcuni casi - come nel centro termale Fonteverde - provviste in modesta quantità di anidride carbonica, con temperature comprese tra i 24 e i 43°C.

Oggi, nel XXI secolo, è grazie alle acque e alla bellezza del territorio, una bellezza semplice e quasi selvaggia, rimasta immutata nei secoli, che San Casciano dei Bagni è una località turistica molto rinomata. Le statue, assieme ad ex-voto, monete, e iscrizioni rinvenuti in loco testimoniano il fatto che le acque di San Casciano dei Bagni non solo erano note e sfruttate in epoca etrusca e romana, ma erano anche venerate. I preziosi ritrovamenti sono stati datati dal II al I secolo a.C. e non si esclude che siano solo una parte di ciò che le terre e le acque di San Casciano dei Bagni stanno custodendo da secoli.

Il Borgo e i Dintorni

La conformazione urbanistica del piccolo borgo disegna un percorso circolare, tra viale Gramsci e la strada privata delle Mura, che culmina con la Collegiata e il suo campanile. In piazza Matteotti si scorge il belvedere, con uno dei panorami più ampi della Val d’Orcia. Salendo poi per via San Cassiano, si raggiunge la Collegiata di San Leonardo, modificata più volte tra la fine del Cinquecento e la seconda metà del Settecento, con il portale in stile gotico recuperato nel 1948. Accanto alla Collegiata si trova la Chiesa di Sant’Antonio, del XVI secolo, ristrutturata in stile barocco nel Settecento. Poco oltre troviamo l’antica piazza del mercato, con un pozzo in travertino locale, e il Palazzo Comunale, fino al XVIII secolo residenza dei Podestà. Fuori dalle mura, invece, si trova la Chiesa di Santa Maria della Colonna, il monumento più antico di San Casciano dei Bagni, edificata su un tempietto risalente al IV-V secolo d.C., che ospita un altare del XVI secolo, oltre a numerosi affreschi di scuola senese ed orvietana.

Terme di Fonteverde

Le Terme di Fonteverde si trovano immerse nel cuore della Val d’Orcia, una delle zone più affascinanti della Toscana, rinomata per i suoi paesaggi mozzafiato e il ricco patrimonio storico e culturale. Questo resort termale di lusso si sviluppa all’interno di una villa rinascimentale, originariamente costruita per volere del Granduca Ferdinando I de’ Medici.

Fonteverde è oggi un punto di riferimento per chi cerca benessere, eleganza e comfort, con un’offerta che combina cure termali, trattamenti benessere e percorsi personalizzati di salute. Le acque termali di Fonteverde sono famose per le loro proprietà terapeutiche e sgorgano naturalmente a una temperatura di 42°C, offrendo un’esperienza rilassante e rigenerante.

Il resort dispone di piscine termali panoramiche, bagni termali e una SPA moderna, dove vengono offerti trattamenti che spaziano dai massaggi ai rituali di bellezza, con tecniche ispirate alla medicina orientale.

Uno degli utilizzi principali delle acque termali di Fonteverde è il trattamento delle patologie osteoarticolari e reumatiche. Grazie al contenuto di minerali, le acque hanno un effetto benefico sul sistema muscolo-scheletrico, aiutando a ridurre l’infiammazione e alleviare i dolori articolari e muscolari.

Un’altra applicazione comune delle acque termali riguarda i trattamenti dermatologici. L’alto contenuto di zolfo nelle acque aiuta a purificare la pelle, rendendole particolarmente efficaci nel trattamento di dermatiti, psoriasi e altre patologie cutanee.

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