In Valle Stura, incastonato tra le Alpi Marittime e le Alpi Cozie, si trova uno dei comuni occitani più estesi e importanti del Piemonte: Vinadio. Situato su un piano inclinato alla confluenza dei valloni di Neraissa, Rio Freddo e Sant'Anna, Vinadio affonda le sue radici in epoca pre-romana, come conferma il toponimo che deriva dal nome dalla tribù dei Veneni.

Cosa Vedere a Vinadio

Il Forte Albertino

Antica piazzaforte militare, il paese è caratterizzato dalla presenza del Forte Albertino, un'opera architettonica imponente voluta da Carlo Alberto di Savoia nel 1830 per sbarrare la valle e la pianura cuneese ai vicini transalpini e di fatto mai utilizzata per scopi bellici. La più grande è il Forte Albertino che racchiude all’interno l’intero paese ed è un vero capolavoro di ingegneria militare. Vinadio colpisce i visitatori per la maestosità del Forte Albertino, capolavoro di ingegneria militare, edificato nel 1847. Venne costruito a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia e i lavori proseguirono per 13 anni. Il risultato fu una fortezza imponente con 1200 gallerie sotterranee su diversi livelli, un’altezza massima di 18 metri e uno spessore delle mura alla base di più di un metro e mezzo. Fortunatamente, il fronte delle guerre d’indipendenza si spostò presto sull’asse austriaco e non fu mai al centro di battaglie. Divenne però un luogo di prigionia per 400 garibaldini che vennero fermati sull’Aspromonte e trasferiti qui per 24 giorni.

Sede dell'ufficio turistico, la struttura ospita tra i molti servizi (campeggio, lago balneabile, pista pattinaggi, spazio eventi) l'innovativo Museo Montagna in Movimento che attraverso un affascinante percorso multimediale ripercorre la storia della valle e non solo.

Il Forte è anche luogo di aggregazione grazie al lago artificiale creato ai suoi piedi e liberamente accessibile. Alle porte della fortezza due imponenti figure opera dell'artista scozzese David Mach (allusione ai fratelli Ugo che si esibirono anche con il circo Barnum) sorvegliano la zona.

Chiesa Parrocchiale di San Fiorenzo

Nella parte alta del paese svetta il campanile romanico decorato da due ordini di bifore della Chiesa Parrocchiale di San Fiorenzo (XVII secolo). E. La Chiesa Parrocchiale di San Fiorenzo si trova nel centro storico di Vinadio. Il primo nucleo della chiesa risale al 1321 e venne finanziato a spese della comunità. Inizialmente la chiesa aveva un orientamento est-ovest e occupava solamente lo spazio della prima campata odierna.

La parte più antica del paese si sviluppa lungo Via N. Sauro, meglio conosciuta come la “Chariero Drecho”, per via dei 28 metri di dislivello che si devono superare per raggiungere il suo fulcro, la chiesa parrocchiale di S. Fiorenzo.

Santuario di Sant'Anna di Vinadio

Distanti dal capoluogo comunale, ma punti obbligati per una visita sono il Santuario di Sant'Anna di Vinadio e le Terme di Vinadio. Da Vinadio si apre il vallone di Sant’Anna che conduce al Colle della Lombarda, confine tra Francia e Italia. A 2.035 metri di quota sorge il Santuario di Sant’Anna. Antico ricovero alpino sorto per accogliere i pellegrini della vicina Provenza, vanta il primato di santuario più alto d’Europa raggiungibile in auto, ed è ancora oggi meta di pellegrinaggio.

Di origine medievale, il santuario (il più alto d'Europa) è raggiungibile percorrendo per 16 km l'affascinante strada panoramica che risale l'omonimo vallone. M. Il Santuario, dedicato a Sant’Anna e San Gioacchino genitori della Vergine, si trova su una balconata che si affaccia sulla Valle, dalla quale si possono ammirare le montagne delle Alpi Marittime e in lontananza il Colle della Lombarda. La costruzione di questo edificio è legata alla leggenda di Anna Bagnis a cui sarebbe apparsa Sant’Anna per indicarle dove costruire il Santuario. Purtroppo durante la Seconda Guerra Mondiale, quest’area venne fortemente militarizzata e fu teatro di scontri, saccheggi e devastazioni.

Il primo documento che attesta la presenza di una chiesetta nel vallone è un atto di intesa sui confini di Vinadio, redatto il 23 settembre 1307, che nomina “l’ospizio di S.Maria di Brasca”, una piccola cappella affiancata da umili locali per l’ospitalità dei viandanti e pellegrini. La tradizione popolare fece ricorso ad una presunta apparizione di S.Anna ad una pastorella, Anna Bagnis, che sarebbe avvenuta su una roccia tra i pascoli.

Terme di Vinadio

A. Queste terme, amate anche da Cavour che le visitò nel 1834, sono un luogo di benessere e relax suggestivo e affascinante. Alle Terme di Vinadio si accede sia dall’Italia (prendendo Cuneo come punto di riferimento, che dalla Francia (Colle della Maddalena), percorrendo la Strada Statale 21 della Maddalena. Da entrambe le direzioni di devia in località Pianche sulla SP 238 che in circa cinque km porta ai Bagni di Vinadio. Vennero ricostruite intorno alla metà del XVIII secolo e ancora oggi sono molte le persone che vi si recano per rilassarsi o curare malattie respiratorie, cutanee, reumatiche o artritiche. Le sue acque sono ricche di zolfo e sgorgano da 8 fontane naturali ad una temperatura costante compresa tra i 30 e i 62 gradi.

Lo sfruttamento sistematico delle acque termali di Vinadio avviene alla fine del XIV secolo: al 1388 risalgono infatti le lettere di privilegio firmate dal conte Amedeo di Savoia, con cui i proprietari si opposero alla confisca delle sorgenti da parte del governo sardo del 4 agosto 1562. Notizie di epoca trecentesca sugli edifici allora chiamati “Loggiamento delle acque” si hanno anche da una pergamena annessa ad un capitolo degli statuti comunali. Gli stabilimento subirono nel corso del tempo numerosi allagamenti, a causa della collocazione degli stessi nei pressi del Rio dei Bagni che discende dall’Ischiator, come ad esempio nel 1602 quando una abbondante esondazione rovinò le strutture termali.

L’acqua che alimenta gli impianti termali di Vinadio è classificata come medio-minerale e clorurato solfato calcica e litiosa. Tali acque scaturiscono da fonti ubicate nei pressi dello stabilimento, di cui due in particolare, cioè la Stufa del Vascone e la Stufa Santelli, emergono direttamente all’interno degli impianti. All’interno delle Terme le acque termominerali vengono impiegate per alimentare le piscine, le vasche idromassaggio, le vasche di macerazione dei fanghi e gli impianti per le cure inalatorie. I fattori curativi delle terme di Vinadio (acqua, fanghi e vapore) sono indicati nella cura di numerose patologie, fra cui in primo luogo quelle a carico delle pelle, a cui sono in grado di garantire un’azione anti-invecchiamento e anti-inestetismi quali la cellulite.

Lago del Forte

Il Lago del Forte è un’oasi di pace dove riposare, bagnarsi e prendere il sole in tutta tranquillità. Viene alimentato dalle acque sorgive del Vallone di Neraissa e ha una superficie di 5000 metri quadrati con una profondità massima di 1,40 metri. L’intera zona è videosorvegliata e sempre accessibile, con ampi parcheggi, aree pic-nic, servizi di ristorazione e docce a gettone.

Attività all'Aperto a Vinadio

Il territorio è disseminato di laghi alpini, una trentina in tutto, che garantiscono un’enorme e preziosa riserva d’acqua e rendono il paesaggio particolarmente suggestivo e adatto ad escursioni a piedi e in mountain bike. Per gli amanti dell’outdoor, in valle si possono svolgere innumerevoli sport: escursionismo, pesca, canoa, kayak, ciclismo o sci. Per gli amanti dell’outdoor, la Valle Stura offre molteplici attività. Oltre a numerosi itinerari escursionistici, a Festiona e a Gaiola è possibile praticare pesca, canoa, kayak, rafting. Gli amanti del cicloturismo possono cimentarsi nella dura salita che porta al Santuario di Sant’Anna, al Colle della Lombarda o al Colle della Maddalena.

D’inverno si può praticare sci di fondo sulle piste del Centro fondo Strepeis, sci alpinismo sui diversi tracciati che si trovano nei dintorni o passeggiare con le racchette da neve sui percorsi che circondano Vinadio. Ci inerpichiamo su per il sentiero che s’infiltra fra prati scoscesi puntellati di fiorellini policromi, tante le azalee e i rododendri, sul percorso dei tre laghetti di S.Anna. L’intento di alcuni di noi sarebbe quello di giungere nei pressi dei tre laghi e poi effettuare un giro ad anello che tocchi i colli di Sant’Anna (2308 m), Lausfer (2430 m), Saboulè (2460 m) e Passo Tesina (2400 m). Vicino alla sommità si trova la stele in onore di Fausto Coppi perché qui il campione iniziò la celebre fuga che lo portò a trionfare nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia 1949.

Storia di Vinadio

L’origine del comune di Vinadio (Vinai in occitano) risale probabilmente all’XI secolo, quando la Valle Stura venne suddivisa tra Valle Soprana e Valle Sottana. L’origine di Vinadio risale alla fine dell’XI secolo. La valle Stura venne in quei tempi divisa in due: Valle Soprana e Valle Sottana. I comuni della valle Stura Soprana per propria difesa fecero allora lega tra di loro armandosi e fortificandosi e in quell’epoca probabilmente venne costruito il castello di Vinadio.

Vinadio è la traduzione italiana del nome occitano Vinai, “Vin aigre” vino aspro, anticamente prodotto nel Comune. Il toponimo potrebbe però anche derivare dall’antica popolazione dei Galli Veneni che abitavano la zona.

Tradizioni e Gastronomia

Molte le mandrie al pascolo, qui le pecore sambucane sono tipiche, tanto che le è stato dedicato un Ecomuseo della Pastorizia, nella frazione Pontebernardo di Pietraporzio. Le pecore sambucane sono un simbolo di questa valle, rinomate per la loro carne saporita. A queste ultime, e alle storie di migrazioni del passato, è dedicato l’Ecomuseo della Pastorizia, in frazione Pontebernardo. Degni di menzione i cruset, pasta fresca all’uovo fatta a mano, tipica della valle.

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