Uno scenario da favola si profila mettendo piede nella piccola baia incorniciata da Palazzo Donn’Anna e Palazzo Guercia. Il piccolo lido di palazzo Donn’Anna venne ricavato nell’angolo dell’insenatura, tra il Palazzo e la spiaggia.
Le Origini: Dai "Bagni Marini" al Bagno Elena
Prima ancora di costituirsi in stabilimento balneare, questa piccola baia fece anche da sfondo alla clandestina storia d’amore tra l’ammiraglio Nelson e Lady Hamilton, moglie dell’ambasciatore inglese Sir William Hamilton. Il Bagno Elena non nasce però con questo nome, in quanto originariamente (1840) esso era conosciuto come “Bagni Marini”. Primo stabilimento balneare di Napoli, nasce con nome di “Bagni marini” e nel 1899, ad Italia ormai unita, viene battezzato “Bagno Elena” in onore della moglie del futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III.
Soltanto nel 1899 si decise di rinominare lo stabilimento, in onore di Elena del Montenegro, moglie del futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III. Vari furono gli appellativi attribuiti al ristretto lembo di spiaggia della baia: “Bagno Donn’Anna”, “‘A sciabica”, “Bagno del Borgo”, “Bagni Marini” ed infine nel 1899 viene battezzato appunto “Bagno Elena” in onore di Elena di Montenegro, molto amata dai napoletani, moglie di Vittorio Emanuele III, futuro re d’Italia ed allora principe di Napoli. Nello stesso anno venne inaugurato anche il lido “Risorgimento” in via Caracciolo di proprietà della società “Gerardo Limoncelli & Company” che gestiva anche il Bagno Elena.
Un Ritrovo di Personalità Illustri
Su questa piccola lingua di spiaggia cittadina ci si poteva imbattere, nell’Ottocento, in personalità del calibro di Oscar Wilde, Richard Wagner. La baia nel corso dei decenni viene scelta come lido di approdo e musa ispiratrice da uomini illustri, tra i quali Oscar Wilde, Richard Wagner e Massimo Gorki.
Nella prima metà del ‘900, nonostante i lunghi periodi bellici il Bagno Elena riesce a conservare intatta la sua eleganza e, nel secondo dopoguerra, diventa cenacolo di intellettuali napoletani: Eduardo De Filippo, Domenico Rea e Totò, amanti del mare e di Napoli, furono frequentatori assidui di questa baia. Durante il secondo dopoguerra invece si potevano incontrare Eduardo de Filippo, Totò e tanti altri personaggi dello stesso calibro.
Il Bagno Elena Oggi
Il Bagno Elena fu il primo lido per bagni elioterapici su palafitte, piattaforme formate da assi in legno costruite col fine di far respirare ai bagnanti che le occupavano l’aria salubre del mare nostrano. Attualmente la spiaggia è ancora frequentatissima da un’utenza molto variegata che comprende studenti, famiglie e uomini di affari che cercano un pomeriggio di relax dal lavoro ed è divisa in più zone: il pontile centrale su palafitte in legno adibito a solarium privè, la spiaggia grande e la spiaggia piccola a dimensione familiare adatta ai bambini.
Due anni fa, nel giugno del 2014, una mostra di fotografie e cartoline intitolata “Cartoline dal Bagno Elena”, immagini dell’epoca messe a disposizione dalla famiglia Morra che da cinquant’anni gestisce lo stabilimento, ha mostrato al pubblico odierno la borghesia napoletana che maggiormente frequentava il lido, ritrovo mondano molto in voga in quegli anni a cavallo tra l’800 ed il ‘900 in cui si praticava quella “vita gaudente” di cui parlava tanto anche Matilde Serao: donne con pudichi costumi lunghi fin sul ginocchio, gentil uomini vestiti di tutto punto, marinai con la divisa del tempo ma anche popolani e i giovani e stravaganti pittori della Scuola di Posillipo che dipingevano en plein air.
L’ingresso singolo alla spiaggia costa 12,00 euro ed è compreso di lettino o sdraio, l’ombrellone 7 euro. Ancora oggi lo stabilimento ha un ruolo fondamentale nella vita balneare dei napoletani, ma anche per quanto riguarda la ricettività dei grandi eventi. Il Bagno Elena, con la sua spiaggia e le sue piattaforme, rimarrà sempre un punto di riferimento per tutta la napoletanità e per tutti coloro che visitano Napoli e vogliono godersi una giornata di mare circondati da bellezze di ogni tipo!
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