Fino agli inizi dell’Ottocento Sanremo era un grosso paesone poco più di un grosso borgo, a carattere agricolo e marittimo. In un censimento del 1802 San Remo aveva superato i 14.000 abitanti e nel 1804 diventava sede di Sottoprefettura.

Dopo i disastri provocati dalla cosiddetta “rivoluzione contro Genova” del 1753 e la successiva repressione, la città si era lentamente e faticosamente ripresa; ed in special modo la sua marineria tanto che nel 1797 Napoleone poteva requisire nelle acque di San Remo ottanta bastimenti di grande cabotaggio per utilizzarli nella disastrosa campagna d'Egitto dove vennero affondati tutti.

In campo agricolo le maggiori attività erano costituite in principal modo dalla coltivazione degli agrumi ed olio, in misura minore granaglie e palmizi. La commercializzazione avveniva per via mare. Solo dopo l’apertura della nuova strada della Cornice, iniziata nel 1810 per volontà di Napoleone ma conclusa solo nel 1826, si ebbero notevoli benefici permettendo al commercio ed ai trasporti in generale, di svilupparsi anche via terra.

La strada seguiva la costa e si addentrava anche nelle valli con tronchi secondari per congiungere i paesi più vicini: nel nostro territorio, da capo Nero scendeva verso la città entrandovi dalla porta dei Cappuccini, quindi, proseguendo dalla porta San Francesco raggiungeva San Martino, per dirigersi infine a capo Verde. Praticamente l’antica via romana percorsa in senso contrario.

La Nascita del Turismo a Sanremo

La nascita del turismo nella seconda metà dell'Ottocento portò alla progressiva e ordinata crescita della città moderna, partendo dalla collina della Costa, dove era allocata la Pigna, verso il basso delle sue pendici, verso ponente e levante lungo il litorale marittimo.

A partire dal 1828 con la sua elezione a sindaco, Siro Andrea Carli, coadiuvato dall'intendente Alberto Nota, iniziò un processo di sviluppo quando di turismo ancora non si parlava, e quindi la vita cittadina registrò nuovi impulsi. Intanto, vista la cronica carenza di acqua che per secoli aveva afflitto la cittadinanza, tra il 1828 e il 1830, il Carli fece costruire un acquedotto che portò in città l'acqua del lago Nero e che permise, nel 1831, la costruzione del primo lavatoio pubblico, e diverse fontane.

Successivamente, intorno agli anni '40 fu costruito un nuovo camposanto a mezzogiorno della città, a metà circa di Corso della Marina (oggi via Nino Bixio) e l’angolo con via Carli, ma poiché anche la nuova piccola necropoli parve inadatta e poco conveniente visto l'estendersi della città verso il mare, il Carli decretò che venisse aperto un nuovo cimitero che ancor oggi esiste come “Monumentale”.

A lui si deve, inoltre, l’apertura delle prime passeggiate a mare e il tratto iniziale della "Strada Nuova" nel 1843, la futura via Vittorio Emanuele (oggi corso Matteotti), principale arteria cittadina.

I sindaci che seguirono (Stefano Roverizio di Roccasterone, Bartolomeo Asquasciati, Augusto Mombello ed altri illustri) pur tra mille difficoltà, si attivarono in modo esemplare per dare uno sviluppo armonico ad una località che, favorita dalla natura, stava indirizzandosi verso un futuro in una prospettiva socio-economica molto diversa rispetto alle attività agricole e marittime fin’allora praticate.

La città conobbe quindi un momento di grande sviluppo, sopratutto edilizio, col sorgere di nuovi lussuosi alberghi e prestigiose ville realizzate dagli esponenti della nobiltà ed alta borghesia europea. Di qui l’esigenza di dotarsi di Pianin Regolatori, nonché di uno studio di viabilità cittadina.

Il primo Piano Regolatore, elaborato dall'ing. Innocenzo Bonfante, risale al 1858. Altri ne seguirono, negli anni 1873-75, 1880, 1904, a fronte della continua espansione Cittadina. Non sempre però, nonostante le migliori intenzioni degli Amministratori dell’epoca, tali Piani videro l’effettiva applicazione, vuoi per ragioni economiche o, semplicemente perché irrealizzabili praticamente.

Nonostante tutto ciò, la città cambiò radicalmente volto pronta con la massima disponibilità i nuovi Ospiti, provenienti da tutta Europa, ponendosi allo stesso livello degli altri Centri della vicina Costa Azzurra.

I Prodromi del Turismo

Un ruolo particolarmente importante nell'attrarre turisti vecchi e nuovi nella Riviera di Ponente fu senza dubbio il celebre romanzo “Il Dottor Antonio”, di Giovanni Ruffini, scritto in inglese e pubblicato ad Edimburgo nel 1855. Il merito principale di questo romanzo, ambientato nella zona di Sanremo, fu di avere, nella trama della storia d'amore tra il medico Antonio, un esule napoletano, e miss Lucy Davenne, una nobildonna inglese affetta da una malattia polmonare, fatto conoscere al pubblico inglese le cittadine della Riviera italiana e le proprietà terapeutiche del loro clima, adatto in modo particolare a curare i malati di tubercolosi.

Nel suo romanzo, Ruffini descriveva questa parte della Liguria soffermandosi su alcuni suoi aspetti caratteristici, quali i suggestivi tramonti, le passeggiate tra i palmizi e i bagni di mare, che costituivano un forte richiamo turistico per tutti quegli stranieri che ancora non conoscevano queste peculiarità dell'estremo Ponente ligure. Inoltre riferiva di rapporti familiari, delle occupazioni lavorative, l'artigianato, la coltivazione dei campi, le pratiche religiose, le feste e le superstizioni della gente dell'estrema Liguria occidentale.

L'argomento più importante del romanzo però, rimaneva la descrizione delle proprietà curative del clima rivierasco. Un contributo forse ancora più rilevante di quello di Ruffini alla realizzazione di una colonia turistica a Sanremo fu dato dalla contessa Adele Bianchi dei conti Roverizio di Roccasterone, che nel 1855 fece costruire la prima villa sull'altura del Berigo, ad ovest della città, per affittarla a scopi turistici durante la stagione invernale.

La Roverizio, inoltre, aveva già pubblicato nel 1854 un articolo sul giornale parigino «La Presse», nel quale, fingendosi una turista straniera e sotto uno pseudonimo, aveva esaltato le bellezze ambientali di Sanremo e il suo clima miracoloso, mentre in seguito commissionò anche una serie di scritti celebrativi sulle proprietà terapeutiche della sua città ai medici Giovanni Battista Panizzi, Francesco Onetti e Giovanni Calvi, al prete-avvocato don Antonio Massabò e allo stesso Ruffini.

Sul finire del 1859 era stato ospite della contessa il dottor Gustavo Próll, direttore delle terme di Bad Gadstein, insieme ad illustri medici tedeschi. Il Próll contribuì a far conoscere San Remo all'estero e favorì la pubblicazione di articoli su alcuni quotidiani.

Nel 1865 Giovanni Ruffini, per farsi perdonare dai sanremesi un'incauta frase messa in bocca a sir John ne Il dottor Antonio (« San Remo, luogo di strano aspetto, strade strette mal selciate, case alte irregolari, popolo cencioso, torme di accattoni... »), pubblicava l'opuscolo "San Remo rivisitato", in cui poteva scrivere:« Io sono veramente innamorato di San Remo... San Remo fu il primo romanzo della mia fanciullezza; ad esso devo alcune delle più forti e piacevoli emozioni della mia gioventù... La mia ultima visita a San Remo data dal 1857, sette anni compiti... il San Remo che aveva visitato nel 1857 aveva tanto migliorato da quello della mia fanciullezza, quanto il San Remo del 1864 migliorò da quello del 1857. Qual meraviglia, che la piccola città abbia trovato sette anni sufficienti a far tale progresso... vedemmo l'Hôtel de Londres, l'Hôtel de la Grande Bretagne, l’Hôtel Victoria, l'Hôtel d'Angleterre, quattro titoli che equivalgono a una dichiarazione formale... Sì, San Remo amoreggia con gli Inglesi... San Remo fabbricherà altri alberghi, traccerà nuove strade, commetterà qualunque stravaganza... V'è di già a San Remo il germe di una colonia inglese che promette assai. L'inverno passato potea vantare una cinquantina di famiglie della Gran Bretagna, ammontanti a circa un centinaio d'individui, e speriamo che quest'inverno ne vedrà il numero duplicato... »

Un altro tra i tanti elementi importanti che favorirono l'affluenza dei turisti a Sanremo, come nel resto d'Italia, fu nel 1860 la formazione dello stato nazionale, che pose fine a un lungo periodo di guerre e moti rivoluzionari, alle barriere doganali tra i vari stati preunitari e ai frequenti controlli sui viaggiatori, inaugurando un sistema economico e finanziario caratterizzato da un'unica moneta e da un solo sistema di pesi e misure.

Negli anni precedenti all'unificazione, il turismo a Sanremo era ancora un fenomeno marginale e scarsamente rilevante nell'ambito dell'economia cittadina. Statisticamente parlando risultava che gran parte dei viaggiatori che venivano nella città matuziana negli anni Quaranta e Cinquanta del XIX secolo era costituita ancora da commercianti (35%), seguiti da lavoratori giornalieri, contadini e operai (25%), possidenti e proprietari terrieri (15%), militari, politici, ministri del culto, professionisti, funzionari pubblici e marinai (10%), e infine carrettieri e mulattieri, che raggiungevano la percentuale del 5%.

Dai registri degli alberghi risultava che gli ospiti erano in prevalenza italiani con tempi di permanenza non più di una o due notti, ed i forestieri erano pochissimi e trattenendosi in genere al massimo una o due notti. Questi dati testimoniano come fino agli anni Sessanta dell'Ottocento la Liguria occidentale non conoscesse alcuna forma di valorizzazione turistica del proprio territorio.

Il turismo cosiddetto climatico esigeva per la clientela elegante degli ambienti altrettanto eleganti, lussuosi, addirittura sfarzosi. Ecco quindi, oltre ai primi quattro Grand Hotel rievocati dal Ruffini, altri ne nacquero altrettanto eleganti, grazie anche all'arrivo della ferrovia nel 1872, dando così inizio alla seconda fase dello sviluppo turistico di San Remo che, come abbiamo già accennato, dava impulso alla parte nuova, facendo perdere alla Pigna il suo ruolo di 'cuore' della città, diventando soprattutto un richiamo pittoresco ed abbandonandola anche al suo declino.

Gli articoli apparsi sui giornali, gli effetti della guerra franco-prussiana, che dal 1870 avevano spinto i tedeschi sulla Riviera italiana, l'aumentata ricettività e la facilità dei viaggi (il treno 'rapido' impiegava quattro ore e mezzo per quei tempi!) stavano per dare i loro frutti. In seguito all'apertura a San Remo di una banca che rispondeva alle esigenze degli ospiti stranieri, su iniziativa del Cav.Antonio Rubino, venivano allargati i rapporti con molti Paesi.

Nominato viceconsole di Russia, il Rubino si adoperò per attirare a San Remo una clientela russa, e riuscì a convincere, insieme alla contessa Roverizio, la zarina Maria Alekandrovna, consorte dell'imperatore Alessandro II, a venire a trascorrere l'inverno a San Remo. Era la definitiva consacrazione al turismo della città, il riconoscimento tanto atteso.

Nel contempo la città si stava trasformando potenziando le proprie attrezzature ricettive. Nel 1874 veniva aperto al pubblico il primo stabilimento balneare, capace di 200 cabine, che aveva lo scopo di cominciare ad attirare ospiti anche durante la stagione estiva.

Nel 1874 fu aperta la Passeggiata Imperatrice, nominata proprio in onore della Zarina che regalò alla Comunità le palme che ancora oggi la decorano, e che diventò la passeggiata più elegante ed esclusiva della città, con la vista sul mare ed i suoi giardini che fornivano ombra ai villeggianti che ivi passavano. Inoltre, attraverso le numerose fotografie dell'epoca che possiamo vedere anche noi oggi, si può constatare questa trasformazione.

Bagni Matuzia oggi

Lo stabilimento balneare Bagni Matuzia, situato a Sanremo, nella splendida Riviera dei Fiori, vanta una storia di accoglienza che dura da oltre sessant'anni. Con il passare del tempo, la struttura si è modernizzata e riqualificata, offrendo oggi servizi d'eccellenza.

Bagni Matuzia non è solo una spiaggia attrezzata per famiglie, ma anche un rinomato ristorante-pizzeria dotato di una terrazza sul mare. La spiaggia si estende per 150 metri e offre ampi spazi tra gli ombrelloni, lettini confortevoli, cabine spogliatoio e servizi come docce calde e fredde.

Una speciale area giochi è disponibile per i bambini, mentre il bar è dotato di TV e WiFi gratuito. L'accesso è permesso anche agli animali domestici, con postazioni canine prenotabili a parte. La sicurezza dei bagnanti è garantita da bagnini qualificati. Una novità innovativa è rappresentata dal braccialetto elettronico per i pagamenti interni, pratico e resistente anche in mare.

La proposta culinaria del ristorante Bagni Matuzia include aperitivi, specialità locali, piatti di pesce, grigliate di carne, pizza e menù speciali per bambini.

Servizi offerti dai Bagni Matuzia:

  • Spiaggia attrezzata con ampi spazi tra gli ombrelloni
  • Noleggio lettini e cabine spogliatoio
  • Docce calde e fredde
  • Area giochi per bambini
  • Bar con TV e WiFi gratuito
  • Accesso per animali domestici
  • Bagnini qualificati per la sicurezza in mare
  • Braccialetto elettronico per pagamenti
  • Ristorante-pizzeria con terrazza sul mare

Lo stabilimento Bagni Matuzia è ubicato nella rinomata località di Sanremo, presso Via San Rocco 25. Sanremo è conosciuta per le sue bellezze naturali e il clima mite, ideale per soggiorni estivi all'insegna del relax.

Il modo più pratico per raggiungere Bagni Matuzia è in auto, grazie alla disponibilità di parcheggi riservati ai clienti. Lo stabilimento dista poco più di 5 km dal casello autostradale di Sanremo.

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