Quando si progetta il bagno in un locale commerciale, è fondamentale conoscere la normativa in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. In particolare, è importante capire cosa prevedono le norme per i locali igienici, con un focus sull’obbligo dell’antibagno.

Normativa di Riferimento

Il bagno in un locale commerciale richiede particolare attenzione alle normative edilizie ed igienico-sanitarie. Queste normative descrivono e disciplinano le caratteristiche precise e i requisiti fondamentali che i locali igienici devono rispettare per essere considerati a norma.

Il punto di riferimento normativo per la progettazione di bagno e antibagno è il Decreto ministeriale n°190 del 5 luglio 1975, che disciplina le dimensioni minime dell’antibagno e i requisiti di ventilazione e ricambio dell’aria, illuminazione, isolamento e riscaldamento.

Obblighi e Regolamenti

Sono alcuni Regolamenti Edilizi Comunali a prevedere l’antibagno obbligatorio per i locali pubblici e gli esercizi commerciali, specialmente per le attività di vendita o conservazione alimenti. Le toilette sono obbligatorie in tutti gli esercizi che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, come bar, ristoranti e pizzerie.

Al contrario, non è obbligatorio per quei locali come pizzerie d’asporto o gelaterie dove c’è un consumo immediato o l’asporto del prodotto. Tuttavia, anche in questi casi, la presenza di servizi igienici può essere richiesta se le dimensioni del locale superano i 250 mq di superficie netta, come stabilito dall'art. 5 del D.M. 14 giugno 1989, n. 236. In questa ipotesi, almeno un bagno deve essere accessibile ai disabili.

Requisiti Specifici

Nei casi obbligatori, i bagni devono essere sempre due e distinti per sesso, piÚ il bagno per i disabili che può essere integrato già a un bagno esistente (solitamente quello delle donne). Nel dettaglio:

  • Per locali ristorante con meno di 100 posti coperti occorre prevedere un bagno per uomini ed uno per donne.
  • Dai 100 ai 150 posti, i bagni devono diventare due per sesso.
  • Oltre i 150 posti, tre per sesso e cosĂŹ via.

Per quanto riguarda i diversamente abili, la normativa prevede:

  • Dimensione minima 180×180 cm
  • Spazi adeguati di manovra con sedia a rotelle
  • Presenza di corrimano o punti d’appoggio
  • Porta scorrevole
  • Campanello per le emergenze

Bagni nei Supermercati: Cosa Dice la Legge

In questo contesto si pone la seguente domanda: i supermercati devono avere bagni pubblici per i clienti? In effetti, è possibile che i clienti che quotidianamente si recano presso questi grandi esercizi commerciali abbiano bisogno di utilizzare i servizi igienici. Il titolare dell’attività deve predisporne alcuni appositamente destinati all’utenza? In altre parole, i supermercati devono avere bagni pubblici per la clientela?

I supermercati devono avere bagni pubblici di cui i clienti possono servirsi, ma solo se le dimensioni del locale superano i 250 mq di superficie netta oppure se, al suo interno, sono previste attivitĂ  di somministrazione di alimenti e bevande.

Le dimensioni dei bagni sono stabilite dalle norme tecniche previste dai Comuni e dalle Regioni. In ogni caso, i servizi igienici non possono affacciare direttamente sulle aree di passaggio della clientela oppure su quelle in cui si preparano o servono i cibi; pertanto, in questi casi occorre necessariamente la realizzazione di un antibagno.

Utilizzo dei Bagni: Chi Può Accedervi?

I bagni all’interno dei supermercati e delle altre attività commerciali sono destinati alla clientela pagante, cioè a coloro che acquistano un prodotto o pagano per i servizi offerti dall’esercizio. I locali commerciali, infatti, pur essendo aperti al pubblico hanno pur sempre natura privata, per cui i titolari e i gestori potrebbero legittimamente inibire l’uso dei servizi igienici a coloro che non consumano né comprano.

Secondo la legge (art. 187, regolamento per l’esecuzione del T.u.l.p.s.), il gestore di un pubblico esercizio non può rifiutarsi di mettere il bagno a disposizione di un cliente pagante senza giustificato motivo. Dunque, per poter utilizzare legittimamente un bagno all’interno di un supermercato o di altro esercizio commerciale aperto al pubblico occorre:

  • Essere un cliente pagante;
  • Che non ci sia un giustificato motivo per impedire l’uso dei servizi igienici.

Per essere considerati clienti paganti non esiste un importo minimo: anche acquistando il prodotto con il prezzo più basso, la persona diventa cliente pagante del locale e in quanto tale ha il diritto di usufruire del bagno. Secondo il Tulps questo è possibile solo in caso ci sia un “giustificato motivo”.

Chi possiede un esercizio di somministrazione e non ha un bagno a norma e funzionante è sanzionabile. Il consumatore o la consumatrice a cui è impedito l’uso del bagno perché non presente o perché inagibile può chiamare la polizia municipale per una verifica.

Sentenze e Regolamenti Locali

È bene precisare, tuttavia, che a livello locale potrebbero esser previste delle normative non in linea con quanto prescritto dalla sentenza n. Tuttavia, salvo diversa indicazione del singolo regolamento comunale, i bagni dei locali pubblici sono riservati ai clienti.

La possibilità di usare il bagno di un locale pubblico, anche nel caso in cui non si effettui alcuna consumazione, resta però il tema cruciale che ha coinvolto persino il legislatore. Lo ha chiarito la sentenza del TAR Toscana, n. 691 del 18/2/2010, risultato di un ricorso contro la Delibera del Consiglio Comunale di Firenze, n.69 del 24 luglio 2007, che all’art. 29, comma 3, imponeva ai locali pubblici di garantire l’uso a titolo gratuito del bagno “a chiunque ne facesse richiesta”.

La sentenza del TAR Toscana afferma che “l’eccessiva gravosità economica” dell’obbligo di fornire gratuitamente l’uso del bagno potrebbe comportare una limitazione della libertà di iniziativa economica, in violazione dell’art. 41 Cost. Questo riguarda tutti gli esercizi con un’attività di somministrazione di alimenti e bevande che prevedono una sosta da parte di chi consuma, come bar, ristoranti, pizzerie, trattorie, tavole calde, self service, fast food, birrerie, pub, enoteche e simili.

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