Il ritorno a scuola ha posto l'attenzione sullo stato delle strutture scolastiche. Secondo i dati del 2018, in Italia c'erano 40.151 edifici scolastici attivi, di cui 22.000 costruiti prima del 1970. Questi dati dimostrano che esiste una rilevante questione di edilizia scolastica nel nostro paese.

Normativa di Riferimento

La norma di riferimento per l'edilizia scolastica è la Legge 23 del 11/01/1996, con cui lo Stato ha trasferito agli enti locali le competenze relative a realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici destinati a questo uso. Se la scuola è stata costruita tra il 1975 e il 1996, le norme sono in ogni caso quelle del DM del 18 dicembre 1975. Se invece è stata realizzata dopo il 1996 le norme di riferimento sono quelle emesse dagli enti della regione in cui è ubicato l’edificio.

Decreto Ministeriale 18 Dicembre 1975

Le presenti norme tecniche sostituiscono tutte quelle precedentemente emanate anche sotto forma di circolari e parzialmente le riproducono. Sono state introdotte nel testo le modifiche apportate con d.m. 13 settembre 1977 (G.U. 13 dicembre 1977 n. 338).

A decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge 11 gennaio 1996, n. 23 "Norme per l'edilizia scolastica" non si applicano più le norme del presente decreto salvo quanto previsto al comma 3 dell'art. 5 della legge indicata.

Legge 11 Gennaio 1996, n. 23

Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico. Obiettivo della presente legge è assicurare a tali strutture uno sviluppo qualitativo e una collocazione sul territorio adeguati alla costante evoluzione delle dinamiche formative, culturali, economiche e sociali.

In attuazione dell'articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142, provvedono alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici:

  • I comuni, per quelli da destinare a sede di scuole materne, elementari e medie;
  • Le province, per quelli da destinare a sede di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, di conservatori di musica, di accademie, di istituti superiori per le industrie artistiche, nonché di convitti ed istituzioni educative statali.

Prescrizioni e Indicazioni

Le prescrizioni relative agli ambienti bagno, per esempio, sono simili a quanto era scritto nel paragrafo 3.9 (Caratteristiche degli spazi per i servizi igienico-sanitari e per gli spogliatoi) del Decreto Ministeriale, con un approccio che però tende a fornire indicazioni sul “cosa” ma molto meno sul “come”. Scopriamo che i servizi igienico-sanitari devono essere forniti di tre vasi per ogni sezione, o che “il locale che contiene le latrine e le antilatrine deve essere illuminato ed aerato direttamente”, ma anche che “le latrine debbono, tra l’altro, essere separate per sesso, salvo che per la scuola materna”.

Certamente è utile avere una puntuale indicazione delle modalità di installazione dei sanitari, o a quale altezza dovrebbe essere fissato il lavabo. Ma molto più importante sarebbe distinguere i vasi sanitari tenendo conto che nella scuola dell’infanzia le caratteristiche fisiche tra le varie fasce di età, e tra maschi e femmine, sono estremamente variabili. Questo aspetto è lasciato purtroppo disatteso.

Standardizzazione vs. Personalizzazione

Sappiamo bene che il nostro mondo tende a “standardizzare” ogni cosa per poter offrire dei riferimenti su cui basare lo sviluppo di un prodotto, sia esso una porta o una sedia. Esistono già realtà dove questa “logica” della standardizzazione è stata superata, ma occorre un processo che coinvolga tutto il territorio nazionale affinché si inizi a progettare in modo da distinguere un vaso destinato a bambini fino a tre anni di età da quelli destinati a età maggiori.

Importanza dell'Arredo Bagno

Rivestono particolare importanza anche i programmi di arredobagno concepiti per avvicinare i bambini all’uso del bagno fin dall’età prescolare, per abituarli alla cultura dell’igiene personale attraverso prodotti divertenti ideati a loro misura. Gli elementi indispensabili per la configurazione di un bagno sono il vaso sanitario e il lavabo.

Riferimenti al DM 18 Dicembre 1975

Per comprendere quale sia lo sforzo necessario per instaurare un cambio di paradigma nella concezione dei bagni destinati ai bambini, è utile fare riferimento ancora una volta al testo del DM 18 dicembre 1975; al punto 3.9.1, lettera v): “Basi del tipo misto a tazza allungata (a barchetta) e con poggiapiedi per essere usati anche alla turca”, e ancora: “I lavabi e lavapiedi ad acqua grondante. È palese che queste indicazioni obbligano i progettisti, e conseguentemente gli installatori, a reiterare in modo meccanico l’uso di articoli inadatti e forse anche poco funzionali nella configurazione del bagno.

Progettazione Asilo Nido: Layout Funzionale

Affrontare la progettazione di un asilo nido pone i tecnici di fronte ad un grande dovere morale: concepire uno spazio sicuro e accogliente, che stimoli la creatività dei bambini e che sia adeguato alle nuove metodologie della didattica. L’asilo nido accoglie i bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e deve garantire esigenze diversificate per tutte le fasce di età, con lo scopo di:

  • favorire lo sviluppo psico-fisico dei bambini;
  • supportare le famiglie, in particolare quelle in cui entrambi i genitori lavorano;
  • promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro.

Gli spazi sono pensati per stimolare la creatività e la socialità dei bambini. Non esiste più solo l’aula ma, piuttosto, uno spazio unico integrato in cui i micro-ambienti, finalizzati ad attività diversificate, hanno la stessa dignità e presentano caratteri di flessibilità, funzionalità, confort e benessere.

Dimensionamento e Requisiti Spaziali

Dobbiamo precisare che per la progettazione di un asilo nido, il dimensionamento degli spazi è da valutare in base alla specifica normativa regionale. L’iter progettuale dovrebbe essere strutturato come segue:

  1. consultazione della normativa regionale ed individuazione dei valori esatti per superficie minima per bambino (interni + esterni);
  2. calcolo della superficie dell’asilo, moltiplicando gli indici riportati nella norma per il numero massimo di bambini previsti in progetto;
  3. individuazione di locali accessori (servizi, cucine, uffici, spazi per personale, spazi famiglie);
  4. verifica delle norme di sicurezza, accessibilità e igiene locali.

Come esplicitato al primo punto, è essenziale dimensionare la superficie complessiva dell’asilo partendo dal numero di bambini previsti.

Esempi di Regolamenti Regionali:

Regione Superficie Minima Interna (m² per bambino) Superficie Minima Esterna (m² per bambino)
Lombardia 5 8
Emilia-Romagna 4.5 7
Toscana 5 10

Bagni Specifici per Bambini

I vasi a sedere devono essere uno ogni cinque-otto bambini, dell’altezza di circa trenta centimetri. In un’area separata dal wc ci sono i lavabi, anche in questo caso assolutamente a misura di bambino. Gli adulti devono avere bagni dedicati, separati per genere e dotati di box con porta.

Sicurezza e Prevenzione Incendi

Per quanto riguarda la prevenzione incendi asili nido è possibile seguire due strade, alternative fra loro:

  • applicare la Regola Tecnica Tradizionale di cui al D.M. 16/07/2014;
  • applicare il Codice di Prevenzione Incendi, come integrato dalla nuova Regola Tecnica Verticale di cui al D.M. 06/04/2020.

FAQ - Progettazione di un Asilo Nido

  1. Quali sono le normative da rispettare per la progettazione di un asilo nido?

    Per progettare un asilo nido è necessario rispettare normative regionali specifiche che regolano requisiti minimi degli spazi, rapporti educatori/bambini, standard qualitativi e modalità di autorizzazione. Oltre alle norme regionali, si devono considerare anche normative nazionali riguardanti edilizia (D.P.R. 380/2001, D.M. 18/12/1975, Legge 13/1989, ecc.), prevenzione incendi (D.M. 26/08/1992), impianti (D.M. 37/2008), sicurezza (D.Lgs. 81/2008), norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) e urbanistica.

  2. Come deve essere organizzato il layout funzionale di un asilo nido?

    Il layout funzionale di un asilo nido comprende: aule per lezioni frontali, spazi di gruppo con arredi flessibili, laboratori per attività pratiche, aree relax, dormitori, mensa con cucina, servizi igienici adeguati per bambini e personale, spazi amministrativi e aree esterne sicure. Tutti gli ambienti devono essere sicuri, stimolanti e funzionali alle esigenze dei bambini.

  3. Qual è il dimensionamento minimo degli spazi di un asilo nido?

    Il dimensionamento minimo degli spazi varia a seconda della normativa regionale. Ad esempio:

    • Lombardia: 5 m² interni e 8 m² esterni per bambino;
    • Emilia-Romagna: 4,5 m² interni e 7 m² esterni per bambino;
    • Toscana: 5 m² interni e 10 m² esterni per bambino.

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