Il ritorno a scuola, dopo la lunga pausa causata dalla pandemia, ha richiamato l’attenzione verso lo stato delle strutture di edilizia scolastica di ogni ordine e grado. Questi dati, pur nella loro sintesi e parzialità, dimostrano che esiste una rilevante questione di edilizia scolastica nel nostro paese.
Riferimenti Normativi
La fase di ricerca e di studio delle prescrizioni normative è indispensabile per impostare correttamente un progetto. La competenza in materia di servizi educativi per l’infanzia (compresi gli asili nido) è passata in larga parte alle Regioni.
Ogni Regione italiana ha una propria normativa che stabilisce:
- Requisiti minimi degli spazi interni ed esterni (superfici minime per bambino);
- Rapporti numerici educatori/bambini;
- Standard qualitativi e funzionali;
- Modalità di autorizzazione e accreditamento.
Oltre alle norme regionali, occorre anche tenere come riferimento le seguenti norme in materia di:
Edilizia
- D.P.R. 380/2001 - Testo unico edilizia
- D.M. 18/12/1975 - Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica
- Legge 23/1996 - Norme edilizia scolastica
- D.M. 13/09/1977 - Modificazioni alle norme tecniche relative alla costruzione degli edifici scolastici
- Legge 13/1989 - Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici privati
- Legge 1044/71
- Linee Guida Miur 2013
- D.Lgs. 65/2017 (Sistema integrato Zerosei).
Norme Tecniche per le Costruzioni
- NTC 2018
Prevenzione Incendi
Per quanto riguarda la prevenzione incendi asili nido è possibile seguire due strade, alternative fra loro:
- applicare la Regola Tecnica Tradizionale di cui al D.M. 16/07/2014;
- applicare il Codice di Prevenzione Incendi, come integrato dalla nuova Regola Tecnica Verticale di cui al D.M. 06/04/2020.
Per le attività non incluse nel campo di applicazione dei D.M. 16/07/2014 e D.M. 06/04/2020, si applica quanto disposto dall’art. 3 del D.M. 3 settembre 2021, distinguendo gli asili nido a “rischio di incendio basso”, per i quali si applica il “Minicodice“, dagli asili nido non soggetti e non a “rischio di incendio basso”, per i quali si applica il Codice.
Ricordiamo che, con il D.L. 198/2022, il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici ed i locali adibiti alle scuole è stato prorogato al 31 dicembre 2027 (Decreto Milleproroghe). Questa proroga riguarda tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle che offrono percorsi di istruzione e formazione professionale (Iefp) e tecnica superiore (Ifts), nonché le Fondazioni Its Academy.
Per quanto riguarda gli asili nido, il rinvio al 31 dicembre 2027 si applica ai lavori relativi alla prima delle 3 fasi previste dalla normativa tecnica antincendio (D.M. Interno del 16 luglio 2014). Questo primo step include una serie di interventi obbligatori, tra cui la compartimentazione rispetto ad altre attività presenti nell’edificio, il rispetto delle norme sulla resistenza al fuoco, l’adeguamento delle scale di emergenza e degli ascensori. È inoltre richiesto che l’impianto elettrico sia conforme agli standard di sicurezza, che venga installata un’apposita segnaletica, oltre a estintori adeguati in numero e capacità, e sistemi di allarme in grado di diffondere segnali accessibili a diverse tipologie di percezione sensoriale.
Impianti
- D.M. 37/2008 - Riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno di edifici
- D.lgs. 192/2005 - Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia integrato con il d.lgs. 311/2006 - Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs. 192/05
- Legge 10/91 - Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
Urbanistica
- D.P.R. 327/2001 - Testo unico sulle espropriazioni
- Piani e regolamenti locali
Sicurezza
- D.lgs. 81/2008 - Testo Unico Sicurezza
Organizzazione degli Spazi Interni ed Esterni
Affrontare la progettazione di un asilo nido pone i tecnici di fronte ad un grande dovere morale: concepire uno spazio sicuro e accogliente, che stimoli la creatività dei bambini e che sia adeguato alle nuove metodologie della didattica.
L’asilo nido accoglie i bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e deve garantire esigenze diversificate per tutte le fasce di età, con lo scopo di:
- Favorire lo sviluppo psico-fisico dei bambini;
- Supportare le famiglie, in particolare quelle in cui entrambi i genitori lavorano;
- Promuovere l’uguaglianza tra uomo e donna nel lavoro.
Gli spazi sono pensati per stimolare la creatività e la socialità dei bambini. Non esiste più solo l’aula ma, piuttosto, uno spazio unico integrato in cui i micro-ambienti, finalizzati ad attività diversificate, hanno la stessa dignità e presentano caratteri di flessibilità, funzionalità, confort e benessere.
In sintesi, gli ambienti del layout tipo di un asilo nido possono essere così schematizzati:
- Aula - spazio prevalentemente pensato per le lezioni frontali, ma è anche un ambiente che si evolve a seconda delle necessità.
- Spazi di gruppo - gli spazi per il lavoro di gruppo devono favorire un clima positivo, adattarsi alle varie esigenze, con arredi flessibili capaci di generare configurazioni diverse. Pareti scorrevoli favoriscono il coinvolgimento di più classi alla medesima attività e possono “aprire” l’aula verso spazi comuni.
- Spazi laboratoriali - il laboratorio si configura come lo “spazio del fare” e richiede un ambiente nel quale il bambino possa muoversi in autonomia, attivando processi di osservazione, esplorazione e produzione. In quest’ottica, lo spazio fisico diviene uno ‘spazio attrezzabile’ che accoglie strumenti e risorse per la creazione di contesti di esperienza.
- Spazio informale e di relax - spazi per l’apprendimento informale ed il relax, dotati di pouf, sedute confortevoli o tappeti dove distaccarsi dalle attività scolastiche per interagire in maniera informale con altre persone.
- Spazi per il riposo - occorre prevedere luoghi appartati attrezzati con lettini e culle per favorire il riposo dei bambini. Il sonno ed il riposo, infatti, sono fondamentali dopo lo svolgimento di intense attività motorie e di gioco.
- Mensa - il pranzo è un momento centrale nelle attività quotidiane dei bambini. Lo spazio dedicato alla mensa dovrebbe essere ampio ed ospitare tavoli di adeguate dimensioni e servito da uno spazio cucina, per la preparazione dei pasti e i servizi per gli addetti a tali attività.
- Servizi - considerando le diverse esigenze dei bambini dai 3 mesi ai 3 anni di età, è necessario prevedere spazi di servizio variegati come: fasciatoi, servizi igienici per i bambini (di opportune dimensioni) e per gli insegnanti, piccola lavanderia (con lavatrici ed asciugatrici), spogliatoi con armadietti e lavabi, infermeria e depositi per giocattoli e passeggini.
- Spazi amministrativi - agli spazi dedicati totalmente ai bambini vanno aggiunti quelli per le attività di amministrazione dell’asilo: solitamente uffici e sale per le riunioni.
Dimensionamento e Requisiti Spaziali
Dobbiamo precisare che per la progettazione di un asilo nido, il dimensionamento degli spazi è da valutare in base alla specifica normativa regionale.
Dunque, l’iter progettuale dovrebbe essere strutturato come segue:
- Consultazione della normativa regionale ed individuazione dei valori esatti per superficie minima per bambino (interni + esterni);
- Calcolo della superficie dell’asilo, moltiplicando gli indici riportati nella norma per il numero massimo di bambini previsti in progetto;
- Individuazione di locali accessori (servizi, cucine, uffici, spazi per personale, spazi famiglie);
- Verifica delle norme di sicurezza, accessibilità e igiene locali.
Come esplicitato al primo punto, è essenziale dimensionare la superficie complessiva dell’asilo partendo dal numero di bambini previsti.
Ecco alcuni esempi secondo alcuni Regolamenti Regionali:
- Lombardia - Regolamento n. 4/2006, Art. 10:
- Superficie minima interna: 5 m² per bambino;
- Superficie minima esterna: 8 m² per bambino;
- Emilia-Romagna - DGR 85/2012, Allegato A:
- Superficie interna media: 4,5 m² per bambino;
- Area esterna: minimo 7 m² per bambino;
- Toscana - DPGR 41/R/2013, Art. 4:
- Spazio interno: 5 m² per bambino;
- Spazio esterno: minimo 10 m² per bambino.
Anche se il D.Lgs. 65/2017 non fornisce numeri specifici, alcuni documenti come le Linee Pedagogiche per il Sistema Integrato 0-6 anni (MIUR, 2021) fanno riferimento alla necessità di ambienti adeguatamente dimensionati e funzionali al benessere del bambino, lasciando poi alle Regioni il compito di quantificare.
In molti casi, anche i Regolamenti edilizi comunali e i protocolli delle ASL territoriali ribadiscono o integrano i parametri regionali, talvolta con prescrizioni aggiuntive, soprattutto per quanto riguarda:
- Standard igienico-sanitari;
- Sicurezza;
- Requisiti antincendio.
In definitiva, non esiste una legge nazionale unica che stabilisce per tutta Italia un valore fisso per i m² per bambino. La variabilità dipende quindi dalla Regione e talvolta anche dal Comune.
Bagni: Un Approccio Antropocentrico
Indipendentemente da come vengono scritte le norme, ciò che appare evidente è l’approccio, che tende a fornire indicazioni sul “cosa” ma molto meno sul “come”. Ciò che manca è un approccio più aderente alla realtà e quindi una metodologia che tenga conto dei dati antropometrici con un approccio di tipo ergonomico. L’auspicio è che una metodologia più antropocentrica dovrebbe trovare applicazione in generale negli edifici scolastici ed in particolare per il bagno, sebbene in questo tipo di ambienti possa apparire meno evidente e quindi marginale l’efficacia di determinate scelte.
Certamente è utile e pratico avere una puntuale indicazione delle modalità di installazione dei sanitari, o a quale altezza dovrebbe essere fissato il lavabo. Ma molto più importante sarebbe distinguere e caratterizzare i vasi sanitari tenendo conto che nella scuola dell’infanzia le caratteristiche fisiche tra le varie fasce di età, e tra maschi e femmine, è estremamente variabile. Questo aspetto è lasciato purtroppo disatteso.
Sappiamo bene che il nostro mondo tende a “standardizzare” ogni cosa per poter offrire, non solo all’industria, dei riferimenti su cui basare lo sviluppo di un prodotto, sia esso una porta o una sedia. Esistono già realtà dove questa “logica” della standardizzazione è stata superata, ma occorre un processo che coinvolga tutto il territorio nazionale affinché si inizi a progettare in modo da distinguere un vaso destinato a bambini fino a tre anni di età da quelli destinati a età maggiori.
Per questa ragione rivestono particolare importanza i programmi di arredo bagno concepiti per avvicinare i bambini all’uso del bagno fin dall’età prescolare per abituarli alla cultura dell’igiene personale attraverso prodotti divertenti ideati a loro misura; l’impiego di colori vivaci, l’adozione di riferimenti al mondo animale e vegetale, accanto a forme geometriche semplici, hanno lo scopo di sollecitare, in modo equilibrato, la fantasia e l’espressione ludica tipica dei bambini.
Al punto 3.9.1.v): […] vasi del tipo misto a tazza allungata (a barchetta) e con poggiapiedi per essere usati anche alla turca […], e ancora: […] I lavabi e lavapiedi ad acqua grondante. Le fontanelle per bere - nei punti più accessibili o nell’antilatrina - a getto parabolico […].È palese che queste indicazioni obbligano i progettisti, e conseguentemente gli installatori, a reiterare in modo meccanico l’uso di articoli inadatti e forse anche poco funzionali nella configurazione del bagno.
I servizi igienici per gli alunni e, se possibile, anche i servizi per gli insegnanti, devono venir raggruppati; i servizi devono essere facilmente identificabili e, possibilmente, essere collocati lungo il percorso verso il cortile per la ricreazione.
I servizi igienici per i ragazzi e le ragazze devono essere separati, ad eccezione di quelli per le scuole materne. Deve essere prevista una cella WC per ogni aula normale; ogni venti ragazzi devono, inoltre, essere previsti anche due orinatoi.
Per gli insegnanti devono essere previsti i servizi igienici separati per uomini e donne, nel rapporto di una cella WC per ogni dieci insegnanti. Sono inoltre necessarie anticamere provviste di lavabi.
Anche nelle scuole materne devono essere installati servizi igienici per adulti.
I servizi igienici devono essere ben ventilabili.
In ogni scuola grande deve essere, di norma, allestita una cella WC per persone portatrici di handicap ad ogni piano; la dimensione di questa cella deve essere di almeno 1,80 x 1,80 metri.
Nelle scuole materne deve essere previsto un vaso a sedere ogni cinque-otto bambini, dell'altezza di circa trenta centimetri. Devono essere comunque previsti almeno tre vasi per ogni sezione. L'altezza delle pareti di separazione e delle porte (apribili verso l'interno) deve essere di circa 1,50 metri. Nel locale con i lavabi, che deve servire sia come anticamera, che come passaggio verso le toilette, devono essere previsti spazi sufficienti alle pareti per appendere gli asciugamani. I lavabi devono essere idonei per un utilizzo da parte di cinque-otto bambini e posti ad una altezza di sessantacinque centimetri. Devono essere comunque previsti tre lavabi per ogni sezione. In posizione separata, deve essere prevista una nicchia per la doccia o un lavapiedi provvisto di doccetta.
Il locale con i lavabi e le toilette di cui al comma 7, deve essere aggregato in maniera funzionale all'aula; dev'essere, inoltre, raggiungibile facilmente anche dall'area per i giochi.
Sicurezza e Funzionalità
Deve essere comodo e sicuro per i piccoli, ma anche robusto e funzionale per le educatrici, che si trovano a eseguire molti cambi durante la giornata. Si può prevedere anche una scaletta per far salire e scendere in autonomia i bimbi che già sono in grado. Tanti bambini vuol dire tanti pannolini. Ma come tenere tutto diviso per ognuno e in ordine? Con i mobili portapannolini si hanno a disposizione tante caselle dove riporre i pannolini di ognuno.
I vasi a sedere devono essere uno ogni cinque-otto bambini, dell’altezza di circa trenta centimetri. In un’area separata dal wc ci sono i lavabi, anche in questo caso assolutamente a misura di bambino. Gli adulti devono avere bagni dedicati, separati per genere e dotati di box con porta.
Finiture Interne e Impianti Tecnologici
Le finiture interne e gli impianti tecnologici sono elementi importanti per la vita quotidiana dell'asilo. La prima riguarda la scelta dei materiali e delle tecnologie che spesso sono rapportate al valore "prezzo", assegnando a questo un valore assoluto. Ciò comporta il "trasporto" di alcuni costi dall'investimento all'esercizio dell'attività o al disservizio della stessa. Si vuole richiamare l'attenzione sul fatto che affidarsi solamente al valore "prezzo" per l'acquisto dei materiali, tecnologi poi assegnata con la metodologia del ribasso, non può essere un fattore intrinseco della progettazione di particolari e soggette a forte usura. Spesso invece la nostra cultura tecnica tende a spostare nel tempo alcuni costi, e quindi alla fase di esercizio della struttura per rientrare nel budget fissato per la costruzione della stessa. Per gli asili tale ragionamento non porta a scelte intelligenti, anche perché la qualità degli elementi progettati dà sempre la possibilità di risolvere brillantemente aspetti dello stesso problema, incidendo favorevolmente sull'aspetto gestionale.
La seconda questione vuole invece richiamare l'attenzione sull'altra risorsa preziosa, dopo i bambini, che è il personale. Coerentemente con quanto sopra detto, circa i materiali e le tecnologie, la scelta degli stessi deve valorizzare massimo il tempo che il personale dedica ai bambini, in modo da ridurre al minimo fenomeni di affaticamento fisico e mentale. Esempio è la scelta dei fasciatoi che deve permettere la possibilità di limitare il sollevamento da terra del bambino, ovvero, la possibilità di guardare le immagini dei bambini quando non vi è la possibilità, anche momentanea, della presenza dell'assistente perché impegnato in altro intervento come il cambio dei pannolini.
Le porte e le finestre devono permettere una fruizione senza pericoli. Le porte devono aprirsi in modo che si aggancino al muro, evitando le aperture a 90° o a scorrere. Le finestre, dove ci sia presenza dei bambini, oltre ad avere vetri antisfondamento, devono aprirsi solo con manovre del personale e solo a vasistas. È consigliata, ove possibile la realizzazione di finestre fisse che permettano ai bambini di vedere esternamente. In tal caso al vetro antisfondamento delle finestre, deve essere previ...
Linee Guida Regionali: il Caso del Veneto
La Delib.G.R. Veneto 18/04/2003, n. 1083, fornisce linee guida per la progettazione degli asili nido e micro nidi nei luoghi di lavoro, rileggendo il Regolamento Regionale n. 3 del 15.06.1973. Tale rilettura formula indicazioni progettuali vincolanti per la sicurezza dell'utente e orientative per le altre parti.
La norma sottolinea come la tipologia di riferimento del Regolamento Regionale n. 3/1973 sia quella dell'edificio pubblico isolato, inserito in un contesto di verde e protetto dalla viabilità principale. La principale novità è l'introduzione di nuove tipologie come gli asili nido e i micro nidi nei luoghi di lavoro, superando l'impostazione dell'edificio isolato monofunzionale.
La progettazione deve valutare se gli edifici hanno le caratteristiche generali per accogliere una funzione così delicata e specifica, con particolare attenzione alla sicurezza antincendio, alla statica e alla sicurezza igienico-sanitaria, concettualmente superata da un concetto di sicurezza rispetto a fattori inquinanti o tossico-nocivi.
Il modello dell'asilo è sostanzialmente quello del Regolamento Regionale n. 3/1973, con aree dedicate ai lattanti. L'ambulatorio medico può essere sostituito con una specifica armadiatura ove contenere i presidi sanitari indispensabili, mentre uno spazio poco valorizzato nel regolamento è quello dell'accoglienza, dell'ingresso a scuola.
Il valore di 8 mq netti minimi per bambino previsti dal Regolamento Regionale n. 3/1973 è un parametro medio che nel tempo ha dimostrato la sua bontà. Quest'ultima (la cucina) non trova più una giustificazione nella tipologia dei nidi aziendali, sia per gli aspetti dimensionali ma anche per la sicurezza complessiva. In sostanza, ove possibile la cucina, tradizionalmente intesa non dovrebbe essere prevista all'interno della struttura e sostituita con uno spazio per il riscaldamento del latte e delle pappe, anche con un servizio di fornitura esterno.
Alcuni spazi del Regolamento Regionale n. 3/1973 sono: A) quello dedicato al gioco, B) quello nel quale si effettuano le operazioni di igiene del bambino. Sono infatti due spazi importanti per le fasi di apprendimento.
Il Regolamento Regionale n. 3/1973 prevede specificatamente la dotazione di spazi esterni, arredati con elementi naturali (sabbia, sassi, acqua, piante, etc.), Ovviamente nel caso non sia possibile realizzare un collegamento diretto tra l'asilo e l'area esterna, è buona norma individuare un'area specifica ove riprodurre, per quanto possibile, le condizioni di relazione con l'esterno.
Gli erogatori d'acqua devono permettere il bambino di lavarsi autonomamente, senza che lo stesso si bagni del tutto.
Esempio Pratico di Progettazione
L’idea guida del progetto è quella di far corrispondere ad ogni funzione dell’asilo un corpo edilizio distinto, caratterizzato e reso riconoscibile per forma e colore.
Il risultato è un insieme di elementi dalle geometrie semplici, elementari, che ricordano i giocattoli dei bambini e ripropongono l’immagine di un villaggio quasi fiabesco, giocoso e colorato, a misura di bambino.
L’ingresso al complesso avviene tramite un simpatico imbuto arancione che immette direttamente nel corpo principale.
Il primo blocco, con rivestimento di colore verde, ha pianta rettangolare e il tetto a doppia falda, proprio come la tipica casa disegnata dai bambini. Anche all’interno i colori caratterizzano ogni ambiente.
Dall’atrio d’ingresso si accede alle aree comuni e alle aule. Sono presenti tre sezioni, una per ogni fascia di età: lattanti, divezzi e semi divezzi. Ogni aula è riconoscibile dai colori delle pareti e dei pavimenti ed ha un duplice affaccio verso l’esterno. Il primo, orientato verso est e verso il giardino comune all’ingresso e il secondo verso il patio privato, ad uso esclusivo dei bambini di ogni singola aula. In tal modo anche durante le attività individuali, svolte all’interno dell’aula, si stabilisce un contatto continuo con l’esterno e con il verde. I bambini, in tal modo, vengono messi a proprio agio e si trovano in un ambiente confortevole, divertente, aperto e familiare.
Le aule sono orientate verso est per godere appieno della luce del sole durante tutta la mattinata. Ogni singola aula, inoltre, è pensata come un nucleo indipendente e servita ciascuna da servizi come bagni, fasciatoi e spogliatoi.
Dall’area dedicata alle attività comuni, in prossimità delle aule, si accede al corpo dei dormitori. Anche questo blocco, per forma, ricorda quello dell’ingresso ma si distingue per il colore azzurro. Dalla parte opposta è situata la mensa, con annessa cucina e spazi per gli addetti alla preparazione dei pasti.
Tutte le attività per i bambini sono disposte al piano terra e interconnesse tra di loro. L’unico spazio che si sviluppa al piano primo è adibito alle funzioni amministrative e di riunione ed è accessibile, dall’ingresso del complesso, mediante una scala interna e un ascensore.
In dettaglio, il fabbricato dispone delle seguenti funzioni, dimensionate per un massimo di 20 bambini:
- attività libere 108,69 m²
- attività speciali (spazi laboratoriali/di gruppo) 66,00 m²
- attività a tavolino 32,56 m²/aula
- spogliatoi e bagni per i bambini 10,62 m²/aula
- deposito per i passeggini 8,35 m²
- infermeria 8,35 m²
- mensa 53,00 m²
- bagni mensa 5,45 m²
- cucina 31,10 m²
- deposito cucina 1,75 m²
- bagno personale mensa 2,50 m²
- spogliatoio personale mensa 5,00 m²
- lavanderia 8,80 m²
- bagni educatori 9,30 m²
- cappottiera 8,30 m²
- dormitori 95,60 m²
- sala attesa/riunioni 50,00 m²
- ufficio segreteria 15,35 m²
- ufficio educatori 15,35 m².
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