Gli antichi romani frequentavano i bagni pubblici non solo per le loro necessità fisiologiche, ma anche come luoghi di incontro e socializzazione. Le publicae latrinae, evoluzione dei prototipi greci, divennero un elemento distintivo della civiltà romana imperiale.

Le Latrine Pubbliche nell'Antica Roma

Nel 315 d.C., Roma contava 4.000 posti "a sedere" distribuiti in 144 punti. Gli utenti, uomini, donne e bambini, seduti uno accanto all'altro, utilizzavano spugne legate ad aste per pulirsi. «Non esistevano tramezzi interni, e le latrine servivano anche da luogo d'incontro dove si chiacchierava con gli altri», prosegue lo storico.

Il poeta Marziale ironizzò su coloro che trascorrevano la giornata nelle latrine, cercando inviti a cena. Dato che solo le case patrizie avevano latrine private, le alternative erano gettare i rifiuti nei tini sotto casa, usare gli orinatoi pubblici (vespasiani) o rovesciare l'urina negli orci.

L'indisciplina dei cittadini romani è testimoniata da iscrizioni minacciose sui muri di alcune ville pompeiane: "Sudicione, non abusare del marciapiede. Vai più in là!".

Igiene e Materiali

I Romani sapevano che la pulizia della persona e del territorio erano fondamentali per la salute. I sedili erano generalmente in pietra o marmo, ma a volte anche in legno. La pavimentazione era in sectile (lastre marmoree) o mosaico, materiali facili da pulire con segatura, pomice e acqua.

Davanti ai sedili, una canaletta con acqua corrente permetteva di lavarsi. Per l'igiene personale, si usavano spugne montate su bastoncini.

Le Divinità delle Latrine

I Romani non consideravano il corpo come qualcosa di immondo, invocando divinità per aiutare nell'espletamento dei bisogni. Invocavano Sterculius per la defecazione e Crepitus per l'espulsione dell'aria. Le donne avevano la Dea Mena, protettrice delle mestruazioni.

Le Terme Romane: Benessere e Socializzazione

Nella società romana, frequentare le terme era un rituale sociale a tutto tondo. Oltre all'igiene pubblica, le terme offrivano palestre, negozi, biblioteche e sale lettura.

Le terme erano divise in aree per uomini e donne, con vasche a temperature diverse: frigidarium, tepidarium e calidarium. I più ricchi si facevano fare massaggi e si ungeva il corpo con oli profumati.

Evoluzione e Declino

Il concetto di bagno pubblico declinò dopo la caduta dell'Impero Romano. Nel Medioevo, le infrastrutture romane furono abbandonate e l'igiene pubblica regredì. L'urgenza di servizi igienici comuni riemerse con la Rivoluzione Industriale e l'urbanizzazione del XIX secolo.

Bagni Pubblici Moderni: Inclusività e Design

Oggi, la progettazione dei bagni pubblici si concentra su sicurezza e inclusività, rispondendo ai bisogni di donne, anziani, comunità LGBTQ+ e persone con disabilità.

  • Spazi unisex singoli: Ideali per persone con disabilità e genitori con bambini piccoli.
  • Cabine chiuse fino al pavimento: Garantiscono isolamento visivo e acustico.
  • Materiali anti-vandalo: Acciaio inossidabile e ceramica ad alta densità per ridurre atti vandalici.
  • Illuminazione e trasparenze: Aumentano la percezione di sicurezza.
  • Manutenzione costante: Fondamentale per il decoro e l'igiene.

Esempi Virtuosi nel Mondo

Molte città hanno avviato progetti per trasformare i bagni pubblici in spazi di design:

  • San Francisco "Pit Stop Program": Bagni mobili presidiati per incentivare l’igiene.
  • Berlino: Collaborazione con aziende private per installare toilette autopulenti e unisex.
  • Londra "Community Toilet Scheme": Pub, ristoranti e negozi offrono l'uso dei bagni senza obbligo di consumazione.
  • Tokyo Toilet Project: Architetti di fama internazionale hanno progettato strutture futuristiche e accessibili.
  • Portland Loo: Toilette pubblica compatta, anti-vandalo e facile da pulire.

La Situazione a Roma

A Roma, la situazione dei bagni pubblici è complessa. Sul sito del Comune, l’ultima lista aggiornata conta sedici bagni: 8 pubblici fissi + 8 segnalati dalla applicazione P.stop. A giugno, la giunta ha approvato il progetto “di ristrutturazione della gran parte delle 25 strutture in gestione a Roma Capitale” in chiave Giubileo.

Tuttavia, i bagni pubblici chiudono prima della metro, creando disagi. La storia dei gabinetti pubblici nella Roma post-unitaria è travagliata, con centinaia di latrine, orinatoi e vespasiani costruiti dal 1880. Nel 1985, con un flusso turistico annuale di 15 milioni di presenze, risultavano 71 bagni di cui 43 funzionanti e 28 inattivi.

Il numero esatto di bagni pubblici di Roma resta insondabile. A Trastevere, resta traccia di un orinatoio attivo fino agli anni '70 sotto l'Arco dei Tolomei, ancora utilizzato per necessità fisiologiche.

TAG: #Bagni

Potrebbe interessarti anche: