La Reggia di Caserta, il palazzo reale più grande, bello e maestoso del mondo, era la fastosa residenza dei Borbone di Napoli ed è oggi uno dei siti nazionali più visitati. Il palazzo reale di Caserta, insieme all'acquedotto vanvitelliano e al complesso di San Leucio, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità UNESCO. Visitare la Reggia di Caserta è come tornare in un passato meraviglioso, tra stanze e interni di straordinario valore, un parco infinito e un giardino inglese di rara bellezza.
Il Complesso di Bagno e Boudoir della Regina Maria Carolina
Nella Reggia di Caserta, il complesso di Bagno e Boudoir della regina Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone (1751-1825), situato vicino alla Stanza da Letto, è uno scrigno dell’arte Rococò e Neoclassica. Realizzato a inizio Ottocento dall'architetto Carlo Vanvitelli (1739-1821) per l’igiene intima della regina, il Real Bagno era composto da diversi ambienti: per lavorare e studiare, per un'immersione nella vasca, per la vestizione e la toletta, fino al Gabinetto.
Il Bagno della Regina: Un'Oasi di Intimità e Lusso
Il Bagno della Regina fu decorato da Fedele Fischetti (1732-1792) in stile Rocaille con festoni di frutta e fiori e alle pareti, affreschi dedicati a Venere e alle tre Grazie. La Vasca in marmo bianco, scolpita da Gaetano Salomone è foderata di rame e dotata di due rubinetti per l'acqua calda e fredda. Accanto, è presente un piccolo Bidet in mogano con la vasca interna in bronzo dorato.
Lo spazio che ospita il Gabinetto vero e proprio, presenta un buco con un coperchio in bronzo dorato e all’interno, un funzionale sifone per lo scarico; alle pareti sono posti i lavamani in marmo sorretti da imitazioni di ali d'aquila. La stanza è interamente decorata con dodici pilastri nei cui capitelli appare la testa di donna bendata, un chiaro simbolo di privacy moderna che i Borbone iniziavano ora a praticare.
Daverio fa notare che in questi anni, il medesimo e nuovo “diritto alla riservatezza” lo troviamo alle corti del Granduca di Toscana Leopoldo II d'Asburgo e di Maria Antonietta a Parigi. La giornalista e scrittrice Natalia Aspesi, qui intervistata, ricorda che nel Seicento alla corte di Re Sole tutti gli affari privati e intimi, dalla vestizione al pranzo, si svolgevano in pubblico, come racconta Roberto Rosellini nel suo sceneggiato dedicato a Luigi XIV (La presa del potere di Luigi XIV, 1966).
Il Bidet: Un "Strano Oggetto a Forma di Chitarra"
“Uno strano oggetto a forma di chitarra”. Si narra sia stato questo il commento dei Savoia di fronte al bidet che la regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena si era fatta sistemare nel suo bagno privato all’interno della Reggia di Caserta. L’esemplare in questione, di cui ha raccontato anche Alberto Angela nel suo speciale televisivo sulla Reggia vanvitelliana, è composto da un catino di metallo montato su una struttura di legno e la definizione della famiglia piemontese sarebbe contenuta nell’inventario dei beni ritrovati nella Reggia.
Dei tanti primati riconosciuti alla dinastia dei Borbone delle due Sicilie, che governarono Napoli per oltre 130 anni - il primo orto botanico, il primo osservatorio astronomico, la prima illuminazione a gas di una città italiana, la prima Locomotiva a vapore - pare che non sia possibile far rientrare anche questo oggetto destinato all’igiene personale.
Fonti storiche sostengono infatti che il primo bidet di cui si abbia testimonianza ufficiale sia stato introdotto in Francia nel 1710, dall’inventore Christophe Des Rosiers, presso la residenza del Primo Ministro francese su richiesta di sua moglie, Madame De Prie. Due piccole curiosità. La prima riguarda l’etimologia: il termine bidet, in francese, indica anche il pony. L’omonimia è dovuta alla posizione assunta durante l’utilizzo del bidet, simile a quella assunta quando si cavalca un pony.
La seconda è che in Italia dal 1975, quando con Decreto ministeriale furono stabilite le nuove norme igienico-sanitarie dei locali d’abitazione, l’installazione del bidet è considerata dotazione obbligatoria della stanza da bagno insieme a vaso, vasca da bagno o doccia, e lavabo.
Il Bagno della Stanza da Letto di Re Francesco II
Dal piccolo salottino si accede alla grande Stanza da Letto di Re Francesco II. Ha un grande affresco in stile Impero che ricorda una tenda da campo, ed è dotato di arredi di varie epoche, ma prettamente di stile Impero. Fu decorata durante il regno di Gioacchino Murat. Il bagno della Stanza da letto di Re Francesco II si compone di una sala centrale e due attigue. Al centro vi è una straordinaria toilette in marmo di carrara, a sinistra una nicchia grande vasca di granito rosso con teste leonine. Gli arredi sono di varie epoche, dall’Impero al Noebarocco. Quetso ambiente fu decorato a partire dal 1807. Affresco a fondo azzurro con stelle in oro ed al bordo decorazioni vegetali e maschere.
Il Bagno di Venere
Un angolo paradisiaco alle estreme propaggini del Giardino Inglese e della Reggia di Caserta è il Bagno di Venere, un'oasi di rara bellezza in un luogo appartato e incantato, dove una statua della dea della bellezza fa capolino tra le piante, prima di un tempietto a tholos. Fu la regina Maria Carolina a commissionare la realizzazione del Bagno, che secondo alcuni studiosi potrebbe contenere riferimenti esoterici e massonici.
Lo specchio d’acqua su cui si affaccia il Criptoportico ospita una Venere in marmo di Carrara, ispirata al celebre modello classico dell’Afrodite accovacciata. Scolpita da Tommaso Solari nel 1762 fu collocata qui verso il 1840. Alle spalle della statua, un’apertura offre al visitatore un punto di vista privilegiato, dando vita a un intimo dialogo con la dea. Le acque che la circondano scaturiscono dalla base di un albero di Tasso monumentale e da alcune cascatelle connesse alla Fontana del Pastore.
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