Dalla viva voce dei nonni e dei bisnonni raccogliamo le notizie per raccontare come la bicicletta ha accompagnato tanti momenti della vita cittadina all’inizio del secolo scorso, quando i giornali non ne parlavano ancora.
Nel raccontare i ricordi dei ciclisti si ritorna ai tempi lontani, agli inizi del secolo 20º.
Amedeo Tomassini, classe 1899 che partì sedicenne per la grande guerra del 1915-1918, sopravvissuto, volle procurarsi l’acquisto di una bicicletta guadagnando i soldi con lo scavare i pozzi d’acqua.
Come lui, altri appassionati ciclisti amavano raccontare il loro andamento sul percorso stradale a tratti agevole, a momenti impegnativo nello sforzo di spingere in salita e anche nella trepidazione per le pendenze rischiose su strade brecciate scivolose e con micidiali sbandamenti.
La passione per le due ruote spinte sui pedali è stata sempre soddisfacente come sport spontaneo, specie per i ragazzini che godevano la libera iniziativa personale con soddisfazione nell’avventurarsi nell’abilità di evitare eventuali dolorose cadute.
Nello scrivere qualche notizia sulla pratica della bici la mente dei narratori torna ai racconti dei genitori che dicevano ai figli di aver praticato la bicicletta e così destavano la curiosità nei loro ascoltatori con desiderio a provare anche loro.
Con il Giro d’Italia e molte altre manifestazioni nella prima metà del secolo scorso il ciclismo diventò molto appassionante per organizzatori, ciclisti, spettatori, con sogni di vittorie tra gli amici del pedale e con un pubblico di curiosi sempre più numeroso.
Le manifestazioni ciclistiche aumentavano nel coinvolgimento delle popolazioni anche nel territorio Fermano e in quello Piceno e i corridori continuavano a partecipare a gare regionali per giungere a livelli maggiori.
Nel Fermano sempre si distinse la Società Sportiva ciclistica chiamata ‘La Veloce’ del Ricreatorio cittadino San Carlo.
Iacopini Antonio chiamato Tonino, classe 1919, ha partecipato a questa società ciclistica ‘La Veloce’ e ricorda che quando era quindicenne, nel 1934, correva a Francavilla per una gara di velocità.
Nel 1952 era direttore del Ricreatorio fermano San Carlo don Federico Lattanzi, un sacerdote laureato che volle promuovere la rinascita della Società ciclista già attiva dai primi anni del secolo con gloriose generazioni di successi.
Egli proponeva la riorganizzazione mettendo in programma una corsa ciclistica per il successivo settembre.
Coppa Pibigas, per allievi con percorso di 80 km.
L’organizzazione di simili eventi agonistici sui due pedali non era granché difficile in quell’epoca quando le auto e le moto sulle strade erano poche e si potevano chiudere i percorsi del giro ciclistico.
Per la sicurezza intervenivano gli agenti di servizio, anche la Polizia Stradale.
La Veloce era una società con un consiglio direttivo che allargava la presenza dei suoi soci e programmava le attività preparatorie per le gare da svolgere, sempre tra le simpatie dei cicloamatori del vasto territorio fermano.
Nelle gare La Veloce animava l’andatura iniziale rendendola elevata, con l’attenzione dei tecnici partecipi.
Nel 1953, ad un anno della ricostituzione, i soci reclutati della Veloce erano 170 e c’erano tanti simpatizzanti.
Nell’organizzazione delle corse si seguiva l’Unione Nazionale dei Velocipedi.
I colori indossati dai velocipedi erano quelli del gonfalone della città di Fermo: rosso e giallo.
Infine riferiamo una curiosità per i Belmontesi: la notizia tramandata da Tonino Iacopini è che nel 1936 ricordava di aver partecipato al circuito di Belmonte che fu piuttosto lungo.
Il libro di Aldo Chiavari “Petriolo (2010)” nell’inserto di iconografia da pag. 208 figura 28 riporta le foto di due iscrizioni funerarie romane riferibili ai decenni dopo la lex sumptuaria legge dell’imperatore Augusto contro il lusso (attorno al 18 a.
L’altra epigrafe parimenti su marmo con scolpita la cornice = E. S. T.
Le tipologie sepolcrali nell’antica Roma erano molto varie.
I tumuli con monumenti più o meno piccoli, se non edifici, erano costituiti da un cippo con stele ed epigrafe su marmo o travertino.
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