“Il bel palazzotto dei Bagni Municipali” come lo definì Camillo Fresia, romanziere, giornalista memorialista, cultore di storia locale, fu inaugurato a marzo del 1923 e dotato, ancora in fase di realizzazione, di servizi accessori rispetto al progetto: un impianto bagni per le scuole e un impianto interno lavanderia.
L’edificio fu totalmente finanziato dalla "Cassa Di Risparmio" e donato al Comune. Esso dotava la città nuova di un importante “presidio benefico di salute e igiene”, come cita la lapide all'ingresso, e colmava un’esigenza sentita da alcuni anni, per la quale era stata nel 1905 presentata da un privato (avvocato G.
L’edificio in Via Vittorio Amedeo fu realizzato senza alcune modificazioni estetiche rispetto ai disegni di Antonio F. Galliano: presenta numerosi elementi decorativi neoclassici, come i capitelli pseudo-ionici che sormontano i semi-pilastri scanalati delle facciate a sostegno del cornicione decorato a ghirlande e della balaustra del tetto.
Nel 1928 vengono realizzati i Bagni San Donato: un fabbricato ad L, ora in muratura e cemento armato, con cabine a vasca e a doccia, costruito all’angolo tra via Saccarelli e via Pinelli, con accesso da entrambe le vie.
Nell’ottobre del 1904, all’angolo tra via Saccarelli e l’attuale via Miglietti (allora via Santa Chiara), viene terminata la costruzione di un fabbricato ad uso lavatoio, a pianta rettangolare, realizzato in cemento armato e decorato con motivi zoomorfi all’esterno e ampie vetrate nel sottotetto.
I bombardamenti che interessarono la città , probabilmente quelli del 13 luglio 1943 e dell'8 dicembre 1942, causarono lievi danni ai bagni; nel maggio 1945 i locali risultavano però già ripristinati.
Maggiori danni invece furono riportati dall'edificio di civile abitazione, magazzini e laboratori (scultore, falegname e fabbrica di Eternit) in via Miglietti 14A e 16, all'angolo con via Industria. Tale fabbricato, costruito nel 1840, contava fino a 4 piani fuori terra; il soffio di una bomba dirompente causò, nel luglio 1943, la distruzione di tettoie, il crollo di volte e muricci e danni agli infissi.
Dal 1979 una parte della costruzione, opportunamente ristrutturata, è utilizzata come sede degli uffici del Quartiere 6, San Donato. Dagli anni Ottanta il complesso è sede del Consiglio circoscrizionale della Circoscrizione IV, con uffici, salone polivalente, centro d’incontro e, dal 26 settembre 2001 (data di inaugurazione), anche del Punto prestito Gabriele D’Annunzio, sede di pubblica lettura delle Biblioteche civiche torinesi.
Da Politecnico di Torino Dipartimento Casa-CittĂ , Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, SocietĂ degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Torino 1984:Lavatoio pubblico ora servizi di quartiereVia Miglietti 24, Via SaccarelliEdificio per servizi pubblici di valore documentario ed ambientale che caratterizza la fisionomia del Borgo S. Donato.
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