L'Abbazia di San Fruttuoso è un gioiello incastonato tra le rocce e il mare, un luogo dall'immenso valore culturale e paesaggistico. Sia arrivando in barca, sia a piedi dai sentieri soprastanti, lo spettacolo che si offre agli occhi è unico e suggestivo: una stupenda costruzione in pietra, sormontata da una cupola in stile bizantino e protetta da una torre del Cinquecento.

Un Luogo di Culto e Leggenda

L’Abbazia non è solo una meta turistica dall’immenso valore culturale e paesaggistico, è anche un luogo di culto. Nel monastero benedettino sono infatti custodite le ceneri di S. Fruttuoso, vescovo Catalano morto come martire nel III secolo D.C. Secondo la leggenda, il martire comparve in sogno a Prospero, vescovo di Terragona, e gli indicò la baia ligure come luogo dove portare le sue reliquie. Che sia vero oppure no, è certo che la Baia di San Fruttuoso è il posto perfetto dove ospitare un luogo di culto.

Storia dell'Abbazia

La storia dell’Abbazia affonda le sue radici nella leggenda. La leggenda racconta che intorno al 711-714 d.C., dopo la conquista araba della Spagna, il vescovo tarragonese Prospero trovò riparo in questa insenatura naturale - denominata Capite Montis - e vi traslò le reliquie di Fruttuoso, il primo vescovo di Tarragona, e dei diaconi Augurio ed Eulogio, martirizzati nel III secolo. Fu così che ai primi dell’VIII secolo nacque il cenobio di San Fruttuoso, probabilmente appartenente all’ordine benedettino, sotto la protezione di Liutprando re dei Longobardi. I primi due secoli di vita della comunità sono scarsamente documentati.

Quello che è certo è che la costruzione visibile oggi venne edificata nel X secolo, probabilmente da monaci greci. Il monastero passò poi ai monaci benedettini e nel XIII secolo venne fatto costruire dai Doria il bellissimo loggiato che dà sulla spiaggia. Hai presente il lato dell’Abbazia che si affaccia sul mare che è anche quella più noto e famoso? Ecco proprio quello è stato aggiunto nel XIII secolo e si caratterizza per due ordini di finestre trifore. Infine, nel 1562 venne innalzato il torrione di avvistamento che domina e protegge la baia. Del X secolo la Torre Originaria che fu, in seguito, sovrapposta da una torre ottagonale che è quella che possiamo vedere oggi.

A partire dal XII secolo si stabilirono relazioni fra l’abbazia e la famiglia Doria: nel 1125 Martino Doria - divenuto monaco - fece costruire la chiesa di san Matteo a Genova e la pose sotto il controllo dell’abate di Capodimonte; nel 1171 Armando Doria divenne abate. Dal XIV secolo ebbe inizio il declino dell’abbazia: nel 1348 la comunità fu decimata dalla peste, poi nel 1438 venne fusa con quella del monastero di San Gerolamo Cervara, fondato nel 1361. Nel 1467 l’abbazia venne trasformata in commenda, ovvero in beneficio ecclesiastico personale conferito a un secolare, che ne godeva delle rendite.

Fino al 1883 si susseguirono diciannove abati commendatari, tra i quali va ricordato Imperiale Doria (1535-1544), nipote di Andrea: a partire da Imperiale la famiglia Doria governò San Fruttuoso per quasi tre secoli. Nel corso del Cinquecento l’ammiraglio Andrea fece costruire il sepolcreto con le tombe degli avi, trasferendone le spoglie dalla chiesa genovese di San Domenico, eresse la torre che ancora oggi veglia sulla baia, mantenne il complesso. Alla metà del XIX secolo nel borgo viveva una comunità di un centinaio di abitanti, dediti alla pesca e alla coltivazione. Nel 1860 Filippo Andrea V Doria riacquistò i diritti sulla proprietà, che nel 1915 fu pesantemente danneggiata da una grave alluvione, che causò il crollo della copertura dell’abbazia e della prima campata della chiesa.

Caduto in rovina, il monastero divenne covo di pirati, dimora di pescatori e infine abitazione privata. Da allora è in corso la rinascita di questo complesso articolato su corpi con caratteristiche molto diverse fra loro e tanto bisognoso di cure costanti e che nell’aprile del 2017 ha visto concludersi gli ultimi restauri che hanno liberato e valorizzato la fonte sorgiva su cui venne costruita la torre nolare.

Struttura del Complesso Monastico

San Fruttuoso si compone degli ambienti dell’abbazia e della chiesa, oltre che delle abitazioni del piccolo borgo e della Torre Doria. La chiesa, collocata trasversalmente alla piccola valle, custodisce nell’altare maggiore le reliquie di Fruttuoso, Augurio ed Eulogio. A tre navate, presenta una facciata che non è quella originaria: l’attuale fu infatti realizzata nel 1922 tra i pilastri della seconda campata, dopo la distruzione della prima campata con l’alluvione del 1915. Nello spazio rovinato oggi si trova il sagrato.

La visita dell’abbazia ha inizio dal chiostro, su due livelli, interposto con la chiesa e in origine destinato ad area cimiteriale: ricostruito tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, dà accesso a vari ambienti. Il sepolcreto della famiglia Doria ospita le tombe del XIII-XIV secolo: si compone di sei arche in muratura, in marmo bianco e pietra grigia alternati in bicromia. Ciascun sepolcro è distinto da un’iscrizione e sormontato da un arcosolio a sesto acuto con tettuccio a capanna. Accanto alle tombe si trova un piccolo vano, probabilmente il Sancta santorum del primo cenobio, destinato a custodire le reliquie e i libri liturgici.

All’esterno si apre il giardino, da cui si ammira lo splendido panorama della baia di san Fruttuoso e si gode del prospetto della facciata dell’abbazia: occupa lo spazio in cui sorgeva l’ala est del monastero, forse destinato a dormitorio dei monaci, demolito nel XVI secolo per reimpiegarne i materiali nella costruzione della Torre Doria. Dal giardino si giunge al chiostro superiore, innalzato nel XII secolo sopra l’inferiore - più antico - e rifatto nel XVI secolo nell’ambito del rinnovamento voluto dai Doria: della costruzione primitiva è rimasta una splendida polifora con otto archi a tutto sesto sorretti da colonnine.

Scendendo sulla spiaggetta di San Fruttuoso si possono ammirare le fondazioni del complesso, composte da grandi arcate poggianti su piloni, che sorreggono la chiesa, il chiostro e tutti gli ambienti attigui. Esse affioravano direttamente dal mare, prima che l’alluvione del 1915 creasse la spiaggia. Sul crinale a levante della baia si erge la Torre Doria, fatta costruire dagli eredi di Andrea Doria nel 1562: a pianta quadrata su tre piani, presenta sulle facciate rivolte al mare il grande stemma di famiglia affrescato. Persa la sua funzione difensiva, cadde rapidamente in abbandono.

Il Borgo e la Spiaggia

Il borgo di San Fruttuoso è davvero minuscolo, basti pensare che d’inverno il numero di abitanti si riduce a circa cinque persone. Il piccolo borgo di pescatori si compone di un gruppo di case che sono raccolte intorno al monastero. La spiaggia di San Fruttuoso è unica, con le sue acque trasparenti e limpide. Si tratta di una striscia sottile di ciottoli che si sviluppa tra gli edifici del monastero e il mare.

Terminata la visita del complesso monastico, ci si può rinfrescare facendo un bagno nell’acqua cristallina che incornicia la baia. La spiaggia antistante l’Abbazia è infatti balneabile. Durante il periodo estivo è inoltre possibile prendere il sole sulla spiaggia di San Fruttuoso e fare il bagno nel suo specchio di mare: date le dimensioni ridotte dello spazio è necessario munirsi di un ticket gratuito distribuito il giorno stesso presso la Pro Loco di Camogli. In assenza del ticket è comunque possibile accedere alla spiaggia, ma non sostarvi.

Il Cristo degli Abissi

Sul fondale della baia, a 15 metri di profondità, si erge il famoso Cristo degli Abissi. Gli amanti del diving possono ammirare il Cristo degli Abissi partecipando alle numerose escursioni che vengono organizzate. E’ un’immersione che ti porterà a una quindicina di metri di profondità dove troverai il Cristo degli Abissi. È una statua in bronzo che rappresenta Gesù con le mani verso l’alto che è stata realizzata per ricordare le vittime del mare. Opera di Guido Galetti da un’idea di Duilio Marcante che fu il padre del nuoto subacqueo a livello nazionale per ricordare l’amico sub Dario Gonzatti che morì qui.

Anche se non sei un sub, se avrai la fortuna di andarci in una giornata serena grazie al mare limpido potrai vedere comunque la statua. Quando il mare è calmo e limpido, i meno esperti possono osservare la statua dall’alto, con una semplice maschera subacquea.

Ogni anno, l’ultimo sabato di luglio, viene celebrata la Festa del Cristo degli Abissi. Una cerimonia suggestiva e coinvolgente per ricordare i morti in mare.

Come Arrivare

Il modo migliore per arrivare all’Abbazia è via mare. I battelli turistici ci sono durante tutto l’anno. In estate i battelli salpano da Genova, Portofino, Santa Margherita, Rapallo, Chiavari, Recco, Sestri Levante, Camogli mentre nel resto dell’anno solo da Camogli. Per raggiungere San Fruttuoso in barca ci sono due possibilità: imbarcarsi a Rapallo, Santa Margherita Ligure o Portofino oppure salire su un traghetto a Recco o Camogli.

Un’altra alternativa, come anticipato, è a piedi attraverso i percorsi del Parco Naturale di Portofino, ma occorre abbigliamento adeguato e un buon allenamento. Per arrivare all’Abbazia via terra si possono percorrere i numerosi sentieri del Parco Naturale Regionale di Portofino. Si tratta di sentieri di media difficoltà, per cui è consigliato un abbigliamento sportivo, adatto al trekking. Uno dei sentieri più suggestivi è quello che da Portofino porta al monastero: la camminata dura circa 2 ore e mezza e regala panorami mozzafiato e scorci affascinanti sul mare.

Si può arrivare fino a Camogli in auto, ma non a San Fruttuoso.

Quando Visitare

Il periodo migliore per visitare San Fruttuoso è la tarda primavera oppure fine estate - inizio autunno. L’abbazia è aperta tutti i giorni però durante il periodo estivo l’orario è dalle 10 alle 17:45 mentre nel periodo invernale la chiusura è anticipata alle 15:45.

TAG: #Bagni

Potrebbe interessarti anche: