Questo stabilimento termale, da tempo in disuso, si trova in Val di Cecina, nel comune di Pomarance (PI) nella valle scavata dal fosso di Radicagnoli. Si raggiunge dalla strada provinciale 439, a circa 2 km dall'abitato di Montecerboli. Prende il nome dal vicino Monastero di San Michele alle Formiche.
Storia e Descrizione dei Bagni
Il Repetti, nel suo dizionario, descrive i Bagni San Michele alle Formiche come "...un piccolo fabbricato situato alla base orientale di un monte di gabbro, sulla cui sommità sono gli avanzi di una chiesa dedicata a S. Michele. Le polle sgorgano in piccola quantità fra il gabbro e il calschisto. Sono termali, acidule, al gusto disgustose, limpide, inodorose, di 25 gradi di temperatura, e col riposo depositano un calcareo tartaroso compatto e biancastro". Questo antico bagno fu descritto da Mengo Faentino, da Falloppio (quello delle tube) e dal Targioni Tozzetti (come bagno delle doglie). Immergersi nelle sue acque giovava ai dolori artritici, paralisi, e piaghe alle gambe.
La Toscana è una terra famosa per i suoi paesaggi mozzafiato, i suoi vigneti e le sue città d’arte, ma pochi sanno che nasconde anche un altro tesoro: le sue terme naturali.
Il Periodo di Splendore e l'Abbandono
Nell'Ottocento ne è proprietario il conte Florestano De Larderel che ne cura il restauro, ma nel '900 la struttura subisce il totale, inglorioso, abbandono se si pensa che all'epoca del Targioni Torzetti era ancora molto accreditato tant'è che egli racconta che "...ogni anno, dal maggio fino al solleone, vi concorrevano circa 300 persone, numero assai considerevole vista la scarsa popolazione di questa parte della Toscana".
La Leggenda delle Acque di San Michele
Alle acque di San Michele è legata una leggenda: si narra che un giorno, dal campanile della badia, si staccò una campana che rotolò nel botro e, scavando nella roccia, aprì un profondissimo pozzo che poi si riempì d'acqua e dal quale, a volte, si sentono i rintocchi della campana.
La Struttura Oggi
Oggi della struttura è ancora visibile la parte residenziale e un ponte a campate digradanti e asimmetriche: una struttura molto originale, se non unica. Serviva da passaggio coperto e permetteva di recarsi dagli alloggi alle terme vere e proprie situate oltre il torrente.
L’antico edificio termale, diviso in due parti da un torrente, conserva ancora oggi alcune vasche, tra cui una quadrata avvolta da mura dipinte di celeste, piena di acqua sulfurea (non caldissima), ancora oggi alimentata da un pozzo che si trova in un angolo.
Come Raggiungere i Bagni San Michele
Lungo la strada che da Pomarance conduce a Montecerboli trovate, sulla destra, le indicazioni per i Bagni. Dopo una quarantina di chilometri, seguendo le indicazioni per Monterotondo Marittimo (GR), poco dopo il segnale di progressività chilometrica con indicato il numero 9, prendiamo in direzione del Lago Boracifero (GR) e della conseguente centrale geotermica Enel e poi, svoltando a destra dopo poche centinaia di metri in via dei Lagoni Rossi e tenendo la strada che ci troviamo davanti per un paio di chilometri prima di arrivare ad un bivio, dove seguiamo la direzione “Centrale Cornia” indicata da alcuni cartelli Enel.
Quindi percorriamo una strada sterrata piena di buche, attraversiamo due guadi sul fiume Cornia completamente senza acqua (da fare con la massima attenzione quando il fiume è in piena), con sali e scendi continui che ci costringono a rallentare e a godere di un bellissimo paesaggio collinare, rovinato dalle innumerevoli centrali geotermiche, ciminiere sparse ovunque ed enormi tubazioni che attraversano chilometri e chilometri di campagna.
Le Terme nel Medioevo
Le Terme abbandonate di San Michele alle Formiche, in origine chiamate Bagno di Spartacciano, situate nella valle scavata dal Fosso di Radicagnoli, sono state un importante centro termale segnalato nella Tavola Peutigeriana, antica carta stradale romana. Nel medioevo i bagni sono esistenti e funzionanti, attestati da documentazioni risalenti al 1200 e utilizzati dall’Abbazia di San Michele dopo che fu costruita nel 1377. Fu meta di lebbrosi, sofferenti di artrite, piaghe alle gambe e soprattutto da persone di modeste condizioni economiche che non potevano permettersi la frequentazione di stabilimenti più importanti.
Il fabbricato oggi visibile fu costruito nel 1512, più volte restaurato fino all’Ottocento, quando, di proprietà del Conte de Larderel, fu gradualmente abbandonato all’inizi del ‘900.
L'Eremo di San Michele
Prima o dopo un rilassante bagno, attraverso un sentiero che attraversa la valle sottostante, raggiungete l’Eremo di San Michele delle Formiche. Qui vi ritroverete di fronte ai resti della badia celestina fondata nel 1377 dagli omonimi monaci, il cui ordine venne fondato da Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V.
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