A Ceriale, i bagni comunali San Sebastiano, situati di fronte alla pineta, hanno una storia particolare. Nel 2002, durante la gestione di Pino Bruzzone, il locale fu incendiato. Bruzzone rifece l’impianto elettrico e rinnovò i bagni nel 2010.
Pino Bruzzone racconta: "A Ceriale avevo preso in gestione i bagni comunali San Sebastiano davanti alla pineta. Il primo anno, era il 2002, hanno dato fuoco al locale. Ho rifatto l’impianto elettrico, ho speso un sacco di quattrini, ho rinnovato i Bagni nel 2010 per scoprire, ad opera di un vigile, credo Sanguineti, che era tutto abusivo. Ho speso altri soldini per difendermi , alla fine mi hanno dato ragione, ormai ero pelato. Forse ostacolavo qualche interesse privato, mi pare di ricordare che dipendevo, in Comune, da Piero Revetria e qualcuno voleva che lasciassi un pezzo di spiaggia alla famiglia Torelli, in vista del progetto di costruzione del porto. La famiglia di albergatori perdeva il vecchio litorale. Ho resistito 10 anni, credo di aver speso oltre 200 mila euro, ho lasciato tutto anche su consiglio del mio legale…”.
La storia di Pino Bruzzone è ricca di aneddoti e curiosità. Nato ad Albenga il 25 maggio 1945, ha lavorato come commerciante e cameriere giramondo. Ad Albenga conosce tutti e tutto, dai nove sindaci ai cronisti locali.
Pino ricorda quando il giovane studente non ancora giornalista frequentava, con gli amici, il Principe: “Gli unici clienti ‘poveri’ e tollerati- sorride Bruzzone - era proprio il vostro gruppo…, al bar per ore, dentro e fuori, spesso senza consumare. Ma si tollerava di fronte ad un giro d’affari da sogno. Non meno di sei chili di caffè al giorno, aperitivi, digestivi, superalcolici, toast. Si apriva alle 6 del mattino per chiudere alle 5 di notte.”
Il locale era di gestito da Alvio Manini e della moglie Maria figlia riconosciuta del Marchese Alfonso Del Carretto, con proprietà terriere; alcune a caso, a Toirano. L’unico socio era Angiolin Canepa di Loano. Hanno poi ereditato il figlio Piersanto e la figlia Marinella Manini…”. Che anni ! Quanti ricordi e personaggi !
Pino Bruzzone un’esistenza di lavoro, tra avventure e disavventure, tra colpi di fortuna e di sfortuna, alti e bassi, a terra e sulle navi da crociera. “Avevo sposato una cittadina tedesca, mi ha regalato due figli. Il destino crudele me l’ha strappata per un brutto male. Ho deciso di risposarmi, una cittadina russa, conosciuta ad Albenga. La sorella ha sposato Bosio, era sottufficiale dei carabinieri, uomo di punta e di azione”.
Riguardo alla sua esperienza a Ceriale, Bruzzone afferma di aver subito un danno economico significativo: "Ho rifatto l'impianto elettrico, ho speso un sacco di quattrini, ho rinnovato i Bagni nel 2010 per scoprire, ad opera di un vigile, credo Sanguineti, che era tutto abusivo".
Strana storia per un democristiano. “ Io, per precisione, ero tavianeo convinto e praticante. Frequentavo Bardineto, il prof. Secondo Olimpio, il Piccolo Ranch. Il giro degli amici più stretti nel partito. Ricordo quel toscanaccio di Andrea Lorenzini, compianto. Una galleria d’arte a Mondovì, un campeggio nella zona di ponente a Borghetto S. Spirito, molto introdotto all’epoca tra i palazzinari della zona.
Altra esperienza da dimenticare ? “Essere entrato nella società della famiglia Borea di Albenga, dopo la morte di Piero e l’avvento del figlio Dario (La Genovese). Ma preferirei non parlare, dimenticare. Non è colpa di nessuno, tutta colpa mia che mi sono fidato ed ho investito, sbagliando grosso. Per il resto vivo e ripenso con nostalgia ad una mia creatura, l’epoca del Bar Napoleon che rilevai nel 1981 fino al 1985. Era frequentato dalla crema di Albenga, che soddisfazioni !”. Oggi è il bar all’insegna del Piccolo Principe di via Trieste.
Altre esperienze di esercente o cameriere al Campeggio Europa, al bar Carillon con Amilcare, all’Welkome residence. “Ho lavorato in alberghi e da imprenditori di successo: gli Ascheri, i Gerosa, i Bergero. Al Bel Sit di Alassio, al Ritz; nei locali del sanguigno Banchio come il Manila, poi la Suerte di Laigueglia. E un pizzico di orgoglio, lo riservo nell’impegno civico e sociale, quando ero presidente della Polisportiva ingauna. Ma resta l’ìndelebile stagione: i 500 posti a sedere, tutti occupati, dentro e fuori, al Principe. Anni in cui ad Albenga mi pare fossero, in tutto, otto i bar; oggi si sono superate alcune decine. In ogni angolo ne spunta uno, girandole di gestioni, professionalità da mosche bianche. Tutti si improvvisano, invece… qui sto cercando di mettere a frutto professionalità ed esperienza, soprattutto con i visitatori stranieri. Non ho mai pensato di essere unico ed indispensabile, però credo di poter far tesoro di 58 anni di lavoro attraverso il mondo. In Germania, a Kiel, in Olanda a Rotterdam, le Americhe, una compagnia di navigazione norvegese, giramondo che non si è fatto mancare nulla.
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