Per cercare di decifrare il successo del film di Greta Gerwing e la “pink mania” che sta colorando l’estate 2023, proviamo a partire dall’inizio, riavvolgendo il filo tornando a 64 anni fa.
La Nascita di un'Icona: 1959
È il 9 marzo del 1959 quando vede la luce la più famosa fashion doll del mondo: si chiama Barbara Millicent Roberts, detta Barbie, nata a Willows, una cittadina inesistente nel Wisconsin.
La sua prima uscita pubblica è all’International American Toy Fair di New York: indossa un costume da bagno a strisce bianche e nere, un paio di sandali con il tacco alto, cerchi d’oro alle orecchie e occhiali da sole color latte.
Nel 1959 la prima Barbie, anzi Barbara Millicent Roberts (questo il suo nome completo), era molto diversa da quella che conosciamo oggi: innanzitutto era (anche) mora, con la caratteristica ponytail, e indossava un costume intero a righe bianche e nere.
In qualità di Barbie Astronauta è perfino andata sulla Luna quattro anni prima di Armstrong, nel 1965, e ha corso per ben sei volte alla carica di Presidente degli Stati Uniti.
Le Misure di Barbie
Le fattezze di Barbie, così come il suo mondo, sono in scala 1:6 rispetto alla realtà. Questo significa che, se fosse una donna in carne e ossa, sarebbe alta 1.75, con 91 centimetri di seno, 46 di vita, 84 di fianchi. Impossibile, in pratica.
Ma l’immaginazione tutto può, anche trasformare una bambola in un logo, un oggetto da collezione, un marchio eterno.
Ruth Handler e l'Ispirazione
Il merito è di Ruth Handler, nata nel 1916 a Denver, fondatrice della Mattel Creations con il marito Elliot.
L’ispirazione arriva nel 1956 durante un viaggio in Svizzera, quando Ruth incrocia una creatura che fa al caso suo. È Bild Lilli: biondissima, procace, tanto bella da somigliare un po’ a Marlene Dietrich.
L’ha inventata come personaggio di un fumetto Reinhard Beuthien, una striscia di successo pubblicata sulla Bild Zeitung tanto che poi Lilli esce dal giornale e diventa una bambolina.
L'idea venne a Ruth Handler, moglie di uno dei co-fondatori dell'azienda di giocattoli Mattel, che osservava l'insoddisfazione della figlia Barbara nel giocare con bambolotti che avevano tutte fattezze infantili.
Trovò poi l'ispirazione che le mancava durante un viaggio in Germania, quando vide una bambola molto simile, la Bild Lilli.
L'intuizione fu quella di proporre giocattoli con l'aspetto di adulti, ma che potessero comunque stimolare la fantasia delle bambine.
Nonostante le prime ritrosie degli amministratori di Mattel (e dello stesso marito Elliot), il lancio - al costo iniziale di soli tre dollari - avvenne il 9 marzo 1959 all'American International Toy Fair di New York.
L'Evoluzione di Barbie e il suo Mondo
Vuole che la sua doll sia libera, moderna, audace, che passi le giornate a bere bibite a bordo piscina o in case di lusso, che sappia guidare l’automobile e abbia un guardaroba fornitissimo, sia il baricentro di una grande famiglia - la Heart family - e possa essere coccolata da molte amiche e altrettante decine di deliziosi pets. Naturalmente in questa soap zuccherina e perfetta non può mancare un fidanzato.
Nel 1961 è arrivato il suo fidanzato storico Ken (la loro rottura nel 2004 ha fatto scalpore, ma sono tornati insieme sette anni dopo), poi sono comparse anche la migliore amica Midge e la sorellina Skipper.
Si moltiplicano anche gli accessori, sempre ambitissimi (e costosissimi), che raccontano uno stile di vita di successo: è del 1962 la sua Dream House, di cui si vende ancora oggi un esemplare al minuto, mentre nel 1977 viene introdotta la Star-vette, la sua auto tutta rosa.
E a proposito di rosa, è proprio il Pantone PMS 219 a diventarne la tonalità ufficiale, contribuendo a dipingere anche le camerette (e i sogni) delle bimbe di tutto il mondo.
Nel tempo la fashion doll è diventata leggermente più formosa, addirittura “curvy” dopo le polemiche per la Barbie Slumber Party (“pigiama party”) lanciata nel 1965 per via di quella bilancia inclusa nella confezione con l’indicatore bloccato sulle 110 libbre (50 kg).
La biografia ufficiale recita che Barbie, dopo un breve flirt con il surfista Blaine, si è ripresa l’eterno, inossidabile fidanzato.
Parla inoltre cinquanta lingue ed è il simbolo di un mercato parallelo fatto di profumi, cosmetici, abbigliamento, videogiochi.
È in pratica il giocattolo numero uno nel mondo come confermato da Forbes che riporta fatturati miliardari, da record.
Esistono decine e decine di modelli dell’”eroina” ideata da Ruth Handler, il più amato è datato 1992, la Totally Hair con i capelli lunghi fino ai piedi.
Barbie e la Moda
Figura di tendenza fin dalla sua prima apparizione, Barbie vantava già allora una collezione di abiti invidiabile, che non faceva che crescere.
Nel corso della sua storia, più di 150 designer hanno creato oltre un miliardo di outfit per la bambola, assurgendola al ruolo di musa per il mondo della moda.
Non solo Barbie si è adattata alle tendenze di ogni epoca, ma ha anche influenzato a sua volta il modo di vestire, ispirando collezioni di alta moda e persino look da red carpet.
Proprio a partire dagli anni Settanta s’impone il modello di Barbie Malibu, la bambola bionda californiana immortalata per anni nella pop culture. Questa Valley Girl vive una vita di lusso, e forse anche di una qualche superficialità.
Il suo appeal mainstream si traduce in una calamita anche per la moda e per l'arte: artisti come Andy Warhol e Peter Max la immortalano nelle loro opere, nel 1967 arriva la prima bambola ispirata alla supermodel Twiggy, mentre dagli anni Ottanta Barbie è stata protagonista assoluta del mondo fashion: disegnano abiti per lei stilisti come Oscar de la Renta, Bob Mackie, Karl Lagerfeld, Comme Des Garçons e Moschino (proprio per Moschino nel 2014 Jeremy Scott creò una collezione interamente ispirata a questo immaginario rosa shocking, mentre nel 2022 Balmain ha creato un modello in limited edition).
Ma nel tempo vennero Barbie di ogni tipo, dai capelli lunghissimi, a forma di sirena, in formato gigante, parlante, profumato, con accessori di ogni tipo e foggia.
Quello che rende Barbie una figura così influente nel mondo della moda è proprio il suo essere in costante evoluzione, capace di riflettere le trasformazioni sociali e culturali del tempo.
Dai suoi esordi, con il messaggio implicito di empowerment femminile attraverso una vasta gamma di carriere e look, fino alle collaborazioni con i più famosi stilisti, Barbie ha sempre rappresentato l'immagine di una donna moderna, ambiziosa e al passo con i tempi.
Anni '60: Nascita di uno Stile Inconfondibile
I Swinging Sixties segnarono l’inizio della lunga storia d’amore tra Barbie e la moda. In un'epoca caratterizzata dal boom economico e dalla rivoluzione culturale, Barbie rappresentava il sogno di eleganza e libertà.
Le prime collezioni, ispirate alle passerelle europee, vestivano la bambola con abiti aderenti, cappotti eleganti e accessori raffinati, riflettendo l'alta moda dell’epoca.
Con l'avvento del movimento Mod, i suoi look si arricchirono di colori vivaci e forme geometriche, seguendo le tendenze lanciate da stilisti come Mary Quant, l’inventrice della minigonna.
Durante questo decennio, Barbie iniziò a vestire abiti che riflettevano anche la moda internazionale. Tra le collezioni più apprezzate c'erano quelle che celebravano le culture e le tradizioni di vari paesi, introducendo così una prima forma di diversità nel suo guardaroba.
Questa apertura culturale si sarebbe approfondita nei decenni successivi, ma già negli anni '60 Barbie lanciava un messaggio di inclusione, vestendo abiti ispirati a tradizioni globali.
Anni '70 e '80: Barbie Diventa una Musa
I Seventies portarono con sé una ventata di libertà e sperimentazione, e Barbie non poteva che riflettere questo spirito. Maxi abiti, pantaloni a zampa e gilet con frange diventarono i pezzi chiave del suo guardaroba, in linea con la moda hippie e la cultura giovanile che dominava l'epoca.
Ma Barbie non era solo una bambola alla moda: cominciava a incarnare anche ideali di femminismo e indipendenza, presentandosi in diverse vesti professionali, dalle atlete alle scienziate, incoraggiando le giovani ragazze a sognare in grande.
Nell’epoca del glamour e dell’eccesso, l’estetica di Barbie si fece più audace e scintillante per incarnare appieno lo spirito degli Anni 80. I colori neon, le paillettes e i capelli vaporosi erano simboli di un decennio all’insegna del massimalismo e della sperimentazione.
La natura modaiola della bambola non poteva più passare inosservata e, con il passare del tempo, non tardarono ad accorgersene gli stilisti che, dal decennio successivo, iniziarono a fare a gara di collaborazioni.
Nel 1985, Oscar de la Renta fu il primo stilista di alta moda a vestire la bambola, realizzando una mini-collezione ispirata alle sue creazioni per il pubblico femminile e, subito dopo, decine di designer parigini crearono repliche esatte dei loro look emblematici: Jean-Paul Gaultier il suo abito con corpetto a cono, Emanuel Ungaro il cocktail dress, Dior un abito indossato anche dalla principessa Carolina di Monaco, Yves Saint Laurent l’abito a trapezio e altri quindici pezzi che hanno fatto la storia della Maison.
Anni '90 e Duemila: Verso un'Immagine Più Inclusiva
Ad aprire il nuovo decennio fu Bob Mackie che, nel 1990, realizzò per Barbie un abito dorato con oltre 5000 paillettes cucite a mano.
Nel corso dei Nineties, il look di Barbie si fece più casual e accessibile per riflettere l’amore della moda per lo streetstyle in un tripudio di jeans, crop top e richiami sportivi.
"Totally Hair Barbie", con i suoi lunghi capelli fino ai piedi, divenne un’icona del decennio e dimostrò quanto la bambola fosse capace di adattarsi a ogni nuova tendenza, rispecchiando sempre i gusti del pubblico.
Il nuovo millennio segnò un momento di cambiamento non solo per la moda, ma anche per la missione di Barbie. Con l’avvento di nuovi movimenti sociali e culturali, come la crescente attenzione alla diversità e all’inclusività, Barbie iniziò a rappresentare una gamma sempre più ampia di fisicità, etnie e professioni - culminata nella linea "Fashionista", lanciata nel 2016.
Dalla Passerella alla Dreamhouse - e Viceversa
Negli anni, i brand hanno fatto a gara per vestire Barbie - Givenchy, Donna Karan, Vera Wang, Versace, Moschino - arricchendo il guardaroba di Barbie con pezzi iconici che consolidano il fascino universale di Barbie e il suo ruolo di musa della moda.
Una delle collaborazioni più innovative degli ultimi anni è stata quella tra Barbie e Balmain, con il lancio di una collezione che univa abbigliamento fisico e digitale, segnando l'ingresso della bambola nel mondo degli NFT e della moda virtuale.
Questa partnership ha dimostrato come Barbie continui a essere all'avanguardia, non solo nel mondo della moda, ma anche in quello della tecnologia.
Con la riscoperta dell’estetica Y2K e l’avvento del film di Barbie, accompagnato da un press tour studiato ad hoc dove Margot Robbie ha dato sfoggio di alcuni dei look più belli dagli archivi della bambola, è nata addirittura l’estetica Barbiecore, una rivendicazione del rosa e della femminilità più stereotipica.
Critiche e Cambiamenti
È proprio questo boom in popolarità ad attirare anche le prime critiche: il movimento femminista, soprattutto, vede in Barbie un modello fisico irrealizzabile di magrezza e formosità lontane dai canoni realistici, nonché poco sano da inseguire.
In più nei primi decenni la mancanza di diversità nei modelli proposti fa sì che anche questa bambola sia l'ennesimo veicolo di una società bianca e privilegiata: dalla fine degli anni Sessanta furono sì introdotte alcune bambole nere (la prima fu Christie), ma solo come amiche secondarie, mentre si dovette attendere gli anni Ottanta per un'incarnazione ufficiale di Barbie afrodiscendente.
Gli stereotipi continuarono, però: nel luglio 1992 il modello parlante** Teen Talk Barbie **diceva frasi come “Avrò mai abbastanza vestiti?”, “Mi piace lo shopping” e “Le lezioni di matematica sono difficili”.
Le critiche sugli stereotipi vacui, superficiali e penalizzanti per le ragazze tutte abiti e poca praticità si sprecano, tanto che Mattel fu costretta a ritirare e riformulare le frasi pronunciate.
Molto è stato fatto, c'è da dire, dall'epoca. A partire dagli anni Ottanta vengono introdotte bambole di oltre 40 origini diverse.
In generale cambia la fisicità della bambola per renderla meno stereotipica e più realistica.
Il progetto Barbie Fashionistas parte nel 2009 e man mano introduce 23 nuovi modelli con 7 tonalità di carnagione, 30 tinte di capelli, 24 acconciature, 14 forme del viso e 22 colori degli occhi differenti.
Soprattutto vengono introdotte tre nuove silhouette (alta, formosa e minuta), in modo che ogni bimba trovi la Barbie che più la rispecchi.
Nel corso degli anni si abbracciano anche le varie disabilità, e quindi ecco Barbie con sindrome di Down, con vitiligine, con alopecia e così via. Perché trovare immagini simili a noi è fondamentale fin dall'età del gioco.
Barbie: Icona Culturale
È logo, è simbolo, e forse non è neppure così oca come qualcuno si ostina a descriverla. Marco Tosa che le ha dedicato un libro parla di un «colosso in miniatura capace di resistere a tutte le possibili aggressioni».
E in effetti dopo 64 anni Barbie e la sua Heart Family continuano a popolare fantasie, a dividere l’opinione pubblica, a provocare diatribe, censure, o ad alimentare passioni spropositate, fino a diventare un film di successo.
Uno dei marchi più riconoscibili al mondo e uno dei giocattoli più venduti a livello globale, Barbie porta sicuramente con sé una stratificazione di significati non indifferenti: se da una parte è vero che ha rappresentato per anni, e ancora in qualche modo lo fa, la femminilizzazione estrema di un immaginario tutto abiti, accessori e sogni hot pink, dall'altra ha cercato nel corso dei decenni di dare corpo all'immaginario più composito e diversificato delle bambine e delle ragazze di tutto il mondo.
Giocando con le Barbie, molte bambine (e qualche ragazzino) hanno potuto stimolare la propria fantasia, la propria creatività e in qualche modo anche i propri desideri. Proprio come nel film di Greta Gerwig esiste una Barbieland tutta plasticosa e dai colori saturati ma c'è un mondo reale in cui una Barbie vera, in carne e ossa, cerca di trovare il proprio posto.
Come fa da 64 anni a questa parte.
Barbie è stata anche pilota di linea, atleta olimpica e persino candidata alla presidenza, oltre a essere apparsa come veterinaria, stilista, professoressa, esploratrice e ambasciatrice dell'Unicef, seguita da un lungo elenco etereo di oltre duecento professioni.
Mattel ha spiegato che non esiste un modello di "Barbie madre" perché la bambola rappresenta l'età precedente alla maternità
Questo approccio permise alle bambine che giocavano con Barbie di proiettarsi come future professioniste e di assorbire l'idea che una donna, come sosteneva Ruth Handler, può essere "tutto ciò che vuole".
65° Anniversario di Barbie
Barbie quest'anno decide di avviare in anticipo i festeggiamenti per il suo 65esimo compleanno, che iniziano il 9 marzo, mese dedicato alla celebrazione delle donne, i cui sogni da bambina Barbie ha aiutato a plasmare.
«La storia di Barbie non è mai stata solo su di lei. Si tratta delle numerose bambine che ha ispirato e dei milioni di racconti che ha aiutato ad immaginare lungo il percorso», ha detto Krista Berger, Senior Vice President of Barbie and Global Head of Dolls.
«Negli ultimi 65 anni, Barbie ha utilizzato la sua piattaforma globale per incoraggiare le bambine a sognare in grande, esplorare il loro potenziale illimitato e indirizzare la propria immaginazione per plasmare il loro futuro».
Per l'occasione verranno lanciate della bambole speciali, come una Collector ispirata alla prima Barbie del 1959, vestita in un classico abito couture a strisce bianche e nere, che celebra l'iconico costume da bagno a righe bianche.
Mostra a Milano
Per i nostalgici del Barbiecore e dell’onnipresente influenza che la bionda di rosa vestita ha saputo riconquistare nel 2023 grazie al film con Margot Robbie, a partire dal 13 settembre ha aperto al pubblico a Milano una mostra sull’icona senza tempo: “Barbie: A Cultural Icon Exhibition”.
Allestita presso il Next Exhibition, in Via Paolo Sarpi 6/8, l’esposizione si propone di raccontare 65 anni di storia della bambola più celebre al mondo tra moda, cultura e innovazione.
Con oltre 250 bambole esposte, tra cui modelli vintage e contemporanei, e accessori che rappresentano ogni epoca, la mostra è volta a sottolineare il ruolo assunto da Barbie non tanto come mero giocattolo quanto come icona culturale e di stile. Dagli anni ’60 a oggi, Barbie ha incarnato i sogni e le aspirazioni di generazioni di ragazze, sempre in sintonia con i cambiamenti della società e della moda.
Barbie Famose
Un altro rapporto speciale è poi quello con le celebrities. Nel corso degli anni, Barbie si è trasformata per rendere omaggio a moltissimi personaggi influenti che hanno portato un particolare contributo alla moda e alla cultura, incorporando i dettagli che li hanno resi unici.
Ci sono Barbie Audrey Hepburn calata nei panni di Colazione da Tiffany o Vacanze Romane, quattro Barbie Grace Kelly - che riproducono diversi momenti da La finestra sul cortile alle nozze con Ranieri -, Barbie Katy Perry vestita di mini cupcake e cristalli Swarovski come in California Girls, Barbie Zendaya con l’abito di Vivienne Westwood indossato agli Oscar 2015, Barbie Gigi Hadid in collaborazione con Tommy Hilfiger, e poi ancora Barbie Marilyn Monroe, Barbie Cher, Barbie Beyoncé, Barbie Elton John, Barbie Frida Khalo, Barbie Karl Lagerfeld, tutte con riproduzioni di look leggendari.
Una, nessuna e centomila, Barbie cambia volto (e look) a seconda delle epoche, funge da memento delle glorie passate e spinta verso il futuro, una vera e propria icona culturale in grado di raccontare i momenti più significativi della storia della moda e, allo stesso tempo, anticipare le tendenze.
Tabella: Evoluzione di Barbie nel Tempo
| Anno | Evento Chiave |
|---|---|
| 1959 | Debutto di Barbie con costume da bagno a righe |
| 1961 | Introduzione di Ken, il fidanzato di Barbie |
| 1962 | Lancio della prima Dream House |
| 1965 | Barbie Astronauta va sulla Luna |
| 1968 | Introduzione di Christie, la prima amica afroamericana di Barbie |
| 1977 | Ridisegnato il sorriso di Barbie con Malibu Barbie |
| 1985 | Oscar de la Renta veste Barbie |
| 1990 | Bob Mackie realizza un abito per Barbie con 5000 paillettes |
| 2004 | Barbie rompe con Ken |
| 2009 | Inizio del progetto Barbie Fashionistas con diversi modelli di Barbie |
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