La crisi idrica rappresenta una delle sfide più urgenti per il nostro Paese. Le sue ripercussioni sul comparto agricolo saranno sempre più gravi, con conseguenze sulla sussistenza alimentare, arrecando così un danno sia sociale che economico.

La Situazione Globale e l'Allarme dell'ONU

Circa 4 miliardi di persone, la metà della popolazione mondiale, devono far fronte ad una scarsità idrica grave almeno per parte dell’anno, 3,5 miliardi non hanno accesso a servizi igienico-sanitari e 2,2 miliardi ad acqua potabile gestiti in sicurezza. Questa la drammatica situazione globale fotografata nell’edizione 2022 dello UN-WWDR.

Lo UN-WWDR 2025 mette in guardia sugli impatti presenti e futuri di tali fenomeni: la tutela delle acque di montagna è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare ed energetica rinnovabile a miliardi di persone. L’UNWWDR2025 richiama dunque l’attenzione sui servizi e sui benefici essenziali che le acque di montagna, e i ghiacciai alpini, forniscono alle comunità, alle economie e all’ambiente.

Sono 33 i milioni di km2 della superficie terreste occupati dalle montagne e ospitano oltre 1,1 miliardi di persone, mentre altri 2 miliardi vivono a valle e dipendono dalle riserve idriche naturali fornite dallo scioglimento dei ghiacciai. La criosfera delle montagne costituisce una delle componenti del sistema terrestre più sensibili al cambiamento climatico.

La maggior parte dei ghiacciai del mondo si sta sciogliendo ad un ritmo crescente, aumentando lo scioglimento del permafrost e il rischio di catastrofi naturali, come colate di detriti, valanghe, inondazioni da collasso di dighe e di laghi glaciali. I flussi di acqua provenienti dalle montagne diventeranno sempre più imprevedibili, incerti e variabili. I cambiamenti nei tempi e nei volumi dei flussi massimi e minimi, oltre all’erosione e ai carichi di sedimenti, influenzeranno le risorse idriche a valle in termini di quantità, regolarità e qualità.

La Percezione del Rischio in Italia

Da quest’ultimo report emerge che gli italiani sono particolarmente preoccupati dal rischio alluvioni e dal rischio siccità considerando (85%) gli effetti del cambiamento climatico un problema urgente da affrontare anche per tutelare gli agricoltori, custodi del territorio e della nostra sicurezza alimentare.

A giudizio degli italiani, come evidenzia anche il Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, Istituzioni e amministrazioni locali dovrebbero contribuire a facilitare l’adozione di sistemi che favoriscano l’efficientamento idrico in agricoltura. Parliamo di infrastrutture tecnologiche abilitanti, semplificazione burocratica e fattori premianti.

Soluzioni e Strategie per l'Agricoltura Sostenibile

Per contrastare gli effetti sull’agricoltura di lunghi periodi siccitosi, sempre più frequenti, il 77% ritiene necessario realizzare nuovi invasi ma favorire interventi di risparmio ed efficientamento idrico, unitamente all’elaborazione di piani di adattamento specifici per il settore agricolo e investimenti in innovazione tecnologica, non escludendo la possibilità di garantire sussidi agli agricoltori.

La proposta di istituire meccanismi incentivanti il risparmio idrico come i certificati blu, anche in agricoltura, è sostenuta dal 69% degli italiani, con alte percentuali di apprezzamento al Sud (76%). La necessità di creare sinergie tra i diversi utilizzatori della risorsa idrica per preservarne la quantità e qualità, vede nei certificati blu uno strumento senz’altro utile, in particolare per incentivare la modifica dei cicli produttivi e il riuso delle acque.

È ora di capire che non possiamo più limitarci a inseguire le emergenze. Serve adottare una strategia che, oltre alla realizzazione di nuovi invasi, comprenda la manutenzione dei corsi d’acqua e una più efficiente distribuzione delle risorse idriche.

Il Ruolo del PNRR e degli Investimenti

Tommaso Foti (Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di coesione) nell’intervento di indirizzo ha dichiarato: “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta una straordinaria opportunità per la nostra Nazione anche nell’ambito della rivoluzione verde e della transizione ecologica, a cui è dedicata la Missione 2 del PNRR.

Complessivamente la dotazione di investimenti dedicati agli interventi di potenziamento e resilienza delle reti e di contrasto della dispersione idrica ammonta a 5,4 miliardi di euro, ripartiti su quattro misure: sicurezza dell’approvvigionamento idrico; migliore gestione delle acque di scarico; uso irriguo della risorsa idrica; implementazione della dotazione di contatori di terzo e quarto livello, con l’obiettivo di misurare il volume d’acqua utilizzato e limitare sprechi e usi non autorizzati.

Questi investimenti non solo migliorano la gestione dell’acqua, ma contribuiscono a rendere la nostra agricoltura da un lato sostenibile e dell’altro resiliente di fronte ai cambiamenti climatici. Ulteriori investimenti, poi, sono previsti nell’ambito dei Programmi finanziati dai Fondi Strutturali Europei che contribuiscono al settore idrico con 1,7 miliardi, a cui si aggiungono 1,4 miliardi previsti dalla programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione, i cui strumenti sono stati recentemente riorganizzati negli Accordi per la Coesione.

Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione

Fulvio Conti (Director Customer Project Management, Almaviva): “Diventa strategico integrare la filiera irrigua nel processo di digitalizzazione che ha investito il Sistema Idrico Integrato. Il Gruppo Almaviva è sicuramente oggi il player più competente che può affrontare questa sfida grazie alla conoscenza dei dati agricoli, alla competenza ingegneristica/idraulica e alla pluralità di tecnologie da poter applicare.

Emanuele Giglio (Responsabile R&D, G.M.T.): “Gestione e risparmio della risorsa idrica non sono sinonimo di un minor utilizzo di risorse, con conseguenti minori risultati, poiché il concetto di efficienza implica di ottenere gli stessi, o superiori risultati, utilizzando minori risorse. L’efficienza si raggiunge con l’innovazione di metodi e tecnologie che, nel settore idrico, si traducono in meccanismi che possano aiutare a rendere gli investimenti in questo settore più vantaggiosi, al fine di stimolare le aziende ad investire.

Meccanismi che non possono essere gravati da ulteriori oneri fiscali e che, per funzionare correttamente, sfruttino dati e diagnosi idriche che facciano capire in maniera chiara quali settori, metodi e tecnologie abbiano più necessità di essere efficientati per primi. Con edifici e infrastrutture che registrano consumi elevati e dispersioni idriche significative, è fondamentale adottare soluzioni di monitoraggio avanzato, manutenzione predittiva e sistemi di riciclo. L’integrazione di tecnologie smart e l’ottimizzazione degli impianti consentono di ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza operativa.

Riuso delle Acque Reflue

Francesco Buresti (Amministratore Delegato, Acea Acqua): “In Italia solo il 4% delle acque reflue viene riutilizzato, contro un potenziale raggiungibile del 50%. Le tecnologie necessarie per realizzare questo obiettivo sono già disponibili e i vantaggi sarebbero molto significativi, sia per le fonti idriche, che sarebbero meno sotto stress, sia per l’agricoltura, che per prima potrebbe beneficiarne nei periodi dell’anno più siccitosi e critici dal punto di vista della disponibilità della risorsa.

Il Gruppo Acea, primo operatore idrico in Italia, sta già sviluppando progetti volti al riutilizzo dell’acqua di depurazione, in particolare nel Lazio e in Toscana.

L'Impegno di Acquedotto Pugliese

Francesca Portincasa (Direttrice Generale, Acquedotto Pugliese) “La realtà è sempre più evidente: l’acqua è un bene prezioso, ma limitato. Il risparmio e l’efficienza idrica in agricoltura sono quindi di crescente importanza, essendo il settore fortemente vulnerabile ai cambiamenti climatici ed in competizione tra territori e con gli altri usi per l’utilizzo delle risorse.

Acquedotto Pugliese, che da oltre un secolo assolve al compito cruciale di garantire acqua potabile alle comunità in una terra naturalmente priva di risorse idriche, è vicina al mondo agricolo mettendo gratuitamente a disposizione le acque affinate dei suoi depuratori. Attualmente 7 impianti forniscono acqua affinata per usi irrigui ed altri 38 sono già dotati di affinamento. Sono inoltre in corso o in fase di pianificazione interventi per adeguare altri 31 impianti.

Il Ruolo dell'Agricoltura Multifunzionale e la Tutela del Made in Italy

Per l’85% degli intervistati, con un incremento del 4% rispetto alla precedente rilevazione, l’agricoltura multifunzionale è un importante settore di sviluppo dell’economia italiana. La necessità di una maggiore salvaguardia dei prodotti agroalimentari Made in Italy all’estero, viene evidenziata dal giudizio espresso dagli italiani: solo il 23% del campione li giudica infatti sufficientemente tutelati e si conferma con l’84% l’esigenza di una chiara certificazione che ne garantisca l’origine.

Ne è una riprova anche l’opinione sui piatti italiani all’estero: in occasione di viaggi in Europa o nel mondo, per turismo o lavoro, il 55% degli intervistati afferma di aver trovato piatti, ricette o prodotti alimentari italiani taroccati o stravolti.

Dominga Cotarella (Presidente Terranostra): Occorre intervenire per contrastare, con maggiore efficacia, le conseguenze del cambiamento climatico e l’erosione del suolo (-19,4 ettari al giorno in Italia). L’agricoltura italiana, la più multifunzionale d’Europa, con il 30% del valore complessivo prodotto nel 2024 pari a circa 15 miliardi, lo sta già facendo anche attraverso la stessa multifunzionalità (ri-generare risorse e attività nelle aree rurali, favorire servizi e l’occupazione di giovani e donne).

Investire in cultura imprenditoriale sostenibile, conoscenze, competenze, capacità di riconoscere i rischi, definire i pericoli, e prevenirli è imprescindibile perché gli effetti del cambiamento climatico rappresentano un costo sociale, paesaggistico ed economico che il nostro Paese non può più permettersi di pagare. Per questi motivi è diventato urgente investire nelle infrastrutture idriche quali, ad esempio, quelle destinate all’accumulo di acqua, dal momento che oggi tratteniamo solo l’11% di quella piovana.

Agli agricoltori è riconosciuto l’importante ruolo di tutela che svolgono rispetto all’ambiente (67%).

La Geopolitica dell'Acqua

Maurizio Martina (Direttore Generale Aggiunto della FAO): “L’acqua sarà sempre più un tema geopolitico. Fondamentale è lavorare nel nostro Paese per pianificare, implementare e diversificare gli strumenti, oltre a lavorare contro lo spreco di risorse idriche che è ancora consistente. Abbiamo la possibilità di consumare meno acqua e produrre con migliori risultati anche in agricoltura.

Tabella: Investimenti PNRR per la Gestione Idrica

Misura Dotazione (miliardi di euro)
Sicurezza dell’approvvigionamento idrico [Importo]
Migliore gestione delle acque di scarico [Importo]
Uso irriguo della risorsa idrica [Importo]
Implementazione contatori di terzo e quarto livello [Importo]
Totale Investimenti PNRR 5,4
Fondi Strutturali Europei 1,7
Fondo Sviluppo e Coesione 1,4

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