L'industria meccanica Calzoni fu fondata da Alessandro Calzoni (Bologna 1807-1855) nel 1830, come piccolo laboratorio per la fusione di oggetti in bronzo e peltro. Ben presto l'officina inizia a produrre macchine industriali per una filanda a vapore, successivamente installa una fonderia per ghisa nell'ex chiesa del Carrobbio.

Così viene descritta nella 'Guida illustrata di Bologna - Storica artistica industriale', edita nel 1892 dalla Tipografia Successori Monti: "Presso la Stazione della ferrovia è la Fonderia ed Opifizio meccanico della Ditta Alessandro Calzoni, che ha il suo magazzino in Piazza Mercanzia, N. 5. Questa Casa, che è certo la più importante del genere a Bologna, fu fondata fino dall'anno 1836, ed è venuta fino ad oggi progredendo ed ampliandosi man mano che le esigenze dei tempi e dei progressi scientifici lo richiedevano, sicchè ora ha un vasto fabbricato e numerosissimi operai. Questa Fonderia eseguisce grandi lavori, come motori idraulici, a vapore, a gaz, macchine industriali, agricole, olearie e vinicole, pompe idrauliche, ecc. Il Magazzeno, in Piazza della Mercanzia, fu fatto appositamente costruire, pochi anni or sono, dall'ingegnere Filippo Buriani".

La curiosità e lo spirito di iniziativa spingono Alessandro a compiere numerosi viaggi di istruzione in Europa. Questi viaggi costituiscono la premessa per indirizzare l'attività della ditta nel rinnovamento della meccanica agricola, dalle parti in ferro per gli aratri alle pompe idrauliche. Alla sua morte gli subentrano il figlio Costantino e il fratello Annibale.

Nella seconda metà dell'Ottocento la Calzoni si specializza nella costruzione di macchine industriali e nelle nuove turbine idrauliche, rimanendo una delle punte avanzate della scena industriale bolognese e nazionale. Con Alfonso e Giuseppe l'azienda si specializza nei campi di produzione per macchinario per impianti idroelettrici e macchine agricole.

Durante la Prima Guerra Mondiale l'officina è dichiarata Stabilimento ausiliario, affiancando alla tradizionale produzione anche forniture belliche, in particolare macchine speciali per il munizionamento e turbine per gli impianti idroelettrici dell'Appennino.

Dopo la fine del conflitto la ditta si unisce alla fonderia Parenti, dando vita alla “Società Anonima Officine Calzoni Parenti”, trasferendosi in via Emilia Ponente. L'azienda divide la produzione in tre settori: impianti idraulici, fusioni in ghisa, costruzioni di macchinari vari.

Sviluppo dell'Oleodinamica e Collaborazione con la Regia Marina

Fu sicuramente lo studio di Alfredo Calzoni nel campo dell'oleodinamica che permise all'azienda di imporsi nel campo dei motori per paratoie degli impianti, alaggio delle navi e gru. Fu negli anni '30 che si sviluppò una importante collaborazione tra l'azienda Calzoni e la Regia Marina, soprattutto nel campo dei comandi dei sommergibili o delle unità di superficie.

Durante la Seconda Guerra Mondiale le officine dell'azienda subiscono pesanti danneggiamenti. Nel dopoguerra inizia l'opera di ricostruzione dell'Azienda, sotto la guida del dott. Augusto Calzoni. In quegli anni sembra già prefigurarsi la fisionomia che la società manterrà fino agli anni Ottanta, con il potenziamento dell'officina e della carpenteria.

Nel 1964 vi è la fusione tra le società Riva e Calzoni, che cooperavano già dagli anni Venti. La Riva-Calzoni si espande in altri settori, dal commerciale agli impianti idroelettrici.

Nel 2000 la Calzoni si trasferisce a Calderara di Reno e l’attività aziendale viene articolata su tre principali linee di prodotti: Sollevamenti per Sommergibili, Sistemi di ausilio visuale all’atterraggio, Applicazioni navali speciali. Nel 2012 entra a far parte della L-3 Communications Corporation.

L'Eredità Calzoni e Parker Hannifin

La ruota e l'incudine. Alta coppia e basso numero di giri, talora bassissimo: queste le caratteristiche dei motori oleodinamici che la storica azienda bolognese Riva Calzoni iniziò a costruire decenni or sono. La sua eredità è stata interamente raccolta da Parker Hannifin, multinazionale americana che vanta 12 miliardi di dollari di fatturato e più di 45.000 dipendenti, di cui la Parker Hannifin Manufacturing Srl Divisione Calzoni è una delle unità produttive in Italia.

La struttura, oggi situata a pochi chilometri dalla città, è andata ulteriormente specializzandosi nella progettazione e costruzione di motori che trovano impiego ovunque ci sia da trasmettere una coppia elevata, estremamente regolare e facilmente controllabile.

Il motore Calzoni, nella sua concezione originaria, fu inventato all’interno di Calzoni Difesa, azienda che pure ancora esiste, come ancora vivente e attivo è il geniale progettista (che disegna a mano: il Cad è arrivato quando era già quasi in pensione). La necessità allora era quella di azionare meccanismi pesanti come periscopi e snorkel dei sommergibili con una precisione millimetrica.

Le sue caratteristiche apparvero anticonvenzionali fin dall’inizio, e tali sono rimaste. Per esempio, il movimento interno avviene sempre e solo su superfici sferiche; ciò significa che tutte le superfici soggette a usura e che generano attrito sono sferiche, in modo che l’usura dell’una possa compensare l’usura dell’altra, arrivando a valori di efficienza altissimi.

«Se si vuole controllare con estrema precisione il movimento, questo deve avvenire con perdite minimali - afferma Nadia Montevecchi, Business Unit Manager dello stabilimento bolognese -. Il principio di funzionamento è immutato ma la messa a punto continua, con ottimizzazioni e miglioramenti incrementali sempre più spinti. D’altronde negli ultimi tempi abbiamo cercato nuove applicazioni in settori prima inesplorati, incontrando nuovi clienti che di volta in volta ci hanno posto differenti problematiche da risolvere. Per esempio, siamo intervenuti recentemente su alcune fusioni operando alleggerimenti in alcune aree, aiutati dal calcolo agli elementi finiti e dalle simulazioni al computer. Abbiamo aggiunto altre soluzioni meccaniche, come freni e blocchi valvola integrati. Inoltre abbiamo ampliato le dimensioni; quando il motore nacque era costruito in pochissime “taglie”, oggi la gamma va da un piccolo gioiello di meccanica che sta nel palmo della mano al cosiddetto “53mila”, un motore così chiamato per il suo volume interno in cc, per oltre 5 tonnellate di peso (il motore di un’auto di alta cilindrata è di 2000 cc).

La Storia di Riva e la Fusione con Calzoni

Mentre le truppe di Alfonso Lamarmora entrano in Roma a porta Pia e Napoleone III viene sconfitto dai prussiani a Sedan, Alberto Riva (1848-1924) si laurea in ingegneria al Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano. Tra i suoi compagni di corso ci sono alcuni nomi destinati a grande fama: Giovanni Battista Pirelli, Giuseppe Ponzio, Cesare Soldini e Angelo Salmoiraghi.

Nel 1871 Alberto Riva segue un tirocinio presso lo stabilimento Caspar Honegger a Ruti, in Svizzera, e poco dopo ottiene la rappresentanza per l’Italia delle macchine agricole Marshal & Sons Co. di Gainsbourough, e la commercializzazione di turbine idrauliche e motori a vapore della Socin & Wick di Basilea. In questo periodo fonda, con il conte Alfonso Sanseverino e Giovanni Morosini, la società commerciale “Sanseverino, Riva, Morosini”, con lo scopo di commercializzare macchine per l’agricoltura e trebbiatura, per impianti termici e idraulici. La prima turbina, una Girar da 37.9 HP, viene venduta in Uruguay.

In seguito la società si trasforma in “Ing. Riva, Monneret & C.” e le turbine vendute raggiungono le 44 unità. Nel 1888 gli operai dell’azienda sono diventati 300 e le turbine prodotte sono 124, con una potenza totale di 120.000 HP. Nello stesso anno Ugo Monneret de Villard, dopo quasi un ventennio di conduzione, si ritira dall’attività.

Nel 1889, con atto del notaio Stefano Allocchio e un capitale sociale di 600.000 lire, l’ingegner Riva rileva la ditta “E. Galimberti e C.”, un modesto opificio le cui origini risalivano al 1861, e fonda la Riva. La nuova società, sfruttando le favorevoli condizioni di mercato legate allo sviluppo del settore idroelettrico, riesce ad affermarsi come primo produttore italiano di motori idraulici.

Nel 1909 fa il suo ingresso in azienda un giovane ingegnere di belle speranze, Guido Ucelli, destinato a legare il suo nome a quello dell’azienda. Nel 1928 sarà Ucelli a farsi promotore e principale esecutore del recupero delle navi romane del lago di Nemi, per realizzare il quale la Riva fornisce le idrovore necessarie.

La Riva affiancò alla produzione delle turbine anche quella delle pompe idrauliche. Da allora pompe e turbine costituiranno l’asse nevralgico della sua attività produttiva. Nel 1923 viene stipulato un primo accordo di compartecipazione con la società Alessandro Calzoni di Bologna, avviando una politica di integrazione aziendale, che si rafforza nel 1925 con il controllo della “Soc. An. Officine Fonderie Calzoni Parenti” di Bologna.

L’assemblea del 20 maggio 1923 delibera di modificare la ragione sociale da Costruzioni Meccaniche Riva, in Ditte Riunite Alberto Riva & Alessandro Calzoni.

Sviluppi nell'Oleoidraulica e Applicazioni Navali

Negli anni successivi alla fusione, la produzione di turbine e regolatori viene interrotta per la necessità di riorganizzare totalmente gli impianti di Bologna e di Milano. Ed è in questo periodo che Alfredo Calzoni inizia a studiare macchinari basati sui principi dell’oleoidraulica (cioè lo studio della trasmissione dell’energia tramite fluidi in pressione, in particolare l’olio idraulico).

I nuovi progetti includono pompe triple per le presse idrauliche, con pressioni d’esercizio sino a 300 bar, frizioni a reazione idraulica e pistoni irreversibili (servomotori), che saranno successivamente brevettati.

Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, nuove tecnologie legate all’oleoidraulica trovano applicazione in campo navale. Il sommergibile Vettor Pisani è il primo sommergibile italiano equipaggiato con impianto idraulico della Riva Calzoni. Questo è il primo approccio della Calzoni nel campo degli equipaggiamenti specifici per sommergibili, che porta alla ditta un grosso giro d’affari.

Per ottenere una maggiore velocità d’immersione, una maggiore silenziosità di funzionamento, una riduzione del numero di meccanismi e una contrazione dello sviluppo del cablaggio elettrico, il sommergibile Vettor Pisani viene dotato di un apparato idraulico centralizzato, che sostituisce alcuni comandi che sui precedenti sommergibili erano attuati manualmente.

La silenziosità di funzionamento diventa per diversi anni la preoccupazione principale di Alfredo Calzoni, che disegna, costruisce e collauda numerose e differenti pompe. Questi studi, portano ai comandi di direzione silenziosi per sommergibili e navi di superficie, divenuti il vanto della Regia Marina. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, oltre 80 sommergibili sono dotati di questi comandi brevettati.

Un’altra invenzione consiste nella valvola per il controllo del flusso, che permette ad una singola pompa di alimentare più unità, garantendo una velocità predeterminata per ogni funzione, anche di fronte a carichi differenti. Un’ulteriore invenzione è il sistema di controllo per le torri girevoli, montate sugli incrociatori e sulle corazzate. Di particolare importanza risultò il sistema completo di caricamento, puntamento, ricerca, e stabilizzazione dei cannoni delle torri principali degli incrociatori della classe Capitani Romani.

Diversificazione e Innovazione

Nel 1937 la Calzoni progetta e costruisce un biplano per turismo-allenamento, frutto della passione che Adriano Calzoni, cugino di Alfredo, ha per l’aeronautica. In questo progetto vengono rispettati specifici requisiti, tra cui quello di una buona visibilità, ottenuta riducendo lo spazio tra l’ala superiore e quella inferiore, e lasciando che la testa del pilota sporga sopra l’ala superiore. Inoltre, la struttura viene realizzata mediante un traliccio di metallo tubolare, senza usare parti in legno, materiale d’uso comune in quell’epoca. Un modello aerodinamico viene testato nel 1938, nella galleria del vento a Guidonia, ottenendo risultati molto positivi. Il prototipo, immatricolato I-ADRI, viene sottoposto ai voli per l’omologazione all’aeroporto di Bologna tra il 1939 e il 1940. Le prestazioni risultano molto promettenti, ma a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale il velivolo non entrerà mai in produzione.

Parallelamente si trasferisce la tecnologi idraulica anche agli aerei. Si studiano e realizzano prototipi di meccanismi per lo sgancio delle bombe, mentre su un S-79 vengono provati, con risultati positivi, comandi servoassistiti e piloti automatici. Si sviluppano anche apparati come il carrello retrattile, utilizzato poi su aerei come il CANT Z 1007 bis, pompe per la benzina interconnesse alla sovrappressione di alimentazione, ed eliche a passo variabile. Un importante studio riguarda le torrette per mitragliatrici: se ne costruirono più di 8.000, montate sulle versioni biposto degli aerei BA S81 e BR 20.

Ricostruzione e Ritorno all'Alta Tecnologia Navale

Uscita dal secondo conflitto mondiale con gli impianti gravemente danneggiati, nel 1949 la Riva-Calzoni, avvia un completo rinnovamento degli impianti di Milano. Dal 1958, in seguito al sempre maggior impiego di fusioni d’acciaio e di strutture in lamiera saldata, si decide di concentrare a Bologna la produzione di getti di ghisa per il fabbisogno del gruppo.

Il 1966 segna il ritorno alla produzione di sistemi ad alta tecnologia per la Marina Militare Italiana, produzione che era cessata con la fine della guerra. Il primo ordine riguarda gli apparati idromeccanici per il controllo dei sottomarini della classe Toti, seguito da ordinazioni per gli apparati di sollevamento delle antenne costruiti con brevetti della ditta stessa. I sommergibili classe Toti furono i primi battelli progettati e costruiti in Italia dopo la seconda guerra mondiale.

L’impianto snorkel originariamente installato era costruito dalla Maschinenbau Gabler, ma in seguito venne sostituito da un impianto Calzoni. E’ costituito da una canna d’aspirazione telescopica, sollevabile oleodinamicamente, mentre lo scarico è fisso e sistemato all’estremità superiore poppiera della vela. L’impianto di zavorra è costituito da una cassa disimpegno e da una cassa espulsione, oltre ad altre quattro casse zavorra. Le casse 1 e 2 sono all’estremità di prua e le casse 3 e 4 sono all’estremità di poppa del battello. L’esaurimento delle casse zavorra viene effettuato con aria ad alta pressione, stivata in tre gruppi di bombole dalla capacità complessiva di 3,6 metri cubici. La ricarica delle bombole di aria “AP” avviene mediante elettrocompressore.

L’impianto oleodinamico aziona i timoni orizzontali e verticali, tutte le antenne, gli sfoghi d’aria delle casse di zavorra, le valvole a scafo, il verricello e i portelli esterni dei tubi lanciasiluri.

In pochi anni Riva-Calzoni, diventa famosa in tutto il mondo per i suoi apparati per sommergibili. Oltre alla Marina italiana, queste apparecchiature vengono fornite alla Marina olandese e tedesca. Negli anni settanta del secolo scorso iniziò anche la produzione di dispositivi speciali per la guerra di superficie. Si svilupparono apparati di propulsione silenziosi per unità antimina. Apparati completamente amagnetici che permettono, insieme ad un particolare regolatore elettronico costruito dagli impianti Riva, un alto livello di manovrabilità. Le attività del settore navale si espandono nei Sistemi di Gestione per navi di superficie, mentre il sistema brevettato “Soluzione per Sollevamenti Non Penetranti a Scafo” apre nuove opportunità nel mercato internazionale.

In quel periodo, il reparto difesa della Riva-Calzoni, ottiene una posizione di prestigio mondiale tra i costruttori d’equipaggiamenti ad alta tecnologia.

Ristrutturazione e Acquisizioni

All’inizio degli anni ’80, al termine di una profonda ristrutturazione dell’assetto societario, nacque la Finanziaria Riva Calzoni S.p.A., che conferii parte delle proprie attività nel settore industriale alla Riva Calzoni S.p.A. In seguito la ditta realizza un sistema di caricamento per lanciamissili, parte del sistema di difesa aerea Albatros, della Selenia S.p.A., ed il MIN un piccolo sommergibile telecomandato per la caccia alle mine. Le prestazioni di questa unità si distinguono per le tracce magnetiche ed acustiche eccezionalmente basse. Il MIN è stato costruito con la compartecipazione della ELSAG S.p.A., fornitrice delle componenti elettroniche.

Negli anni ’90 si assiste allo sviluppo delle competenze Hardware/Software, che ampliano la gamma di prodotti per Autopiloti Navale.

Nel 1995 la ditta collabora con Kollmorgen (USA) per lo sviluppo del “Mast” adatto al nuovo sistema optronico della classe Virginia, sottomarini della Marina degli Stati Uniti. Gli sviluppi del settore navale della Riva-Calzoni portano ad un passaggio della proprietà alla Kollmorgen EO-MA (USA), come naturale approdo di un rapporto consolidato nel tempo.

Nel 1999 l’acquisizione della Panerai Sistemi di Firenze, in seguito incorporata nella Riva-Calzoni, amplia la gamma di prodotti offerti per l’ausilio visivo in fase di atterraggio (Visual Landing Aids).

Nel 2000 la Calzoni e la Kollmorgen EO diventano parte della Danaher Corp.

Calzoni Oggi

Nel decennio 2001-2010 l’attività aziendale viene articolata su tre principali linee di prodotti: sollevamenti per sommergibili, sistemi di ausilio visuale all’atterraggio, applicazioni navali speciali.

Oggi la Calzoni è leader nei propri segmenti di mercato: offre soluzioni progettate per applicazioni specifiche relative a movimentazioni complesse, sia su navi di superficie, che su sommergibili e fornisce ai piloti di elicotteri ed aerei strumenti visuali per ausilio all’atterraggio in sicurezza.

Specifiche Tecniche di un Motore Calzoni (Esempio)

La tabella seguente riporta le specifiche tecniche di un tipico motore Calzoni:

Attributo Valore
Warranty 1 Year
Motor Type Piston Motor
Displacement 45cm³
Weight 57 kg
Brand Name HYDVICT
Type Hydraulic Motors
Condition New

TAG: #Idraulici

Potrebbe interessarti anche: