La candeggina è un prodotto di largo uso nelle pulizie domestiche e industriali grazie alle sue proprietà disinfettanti. È un agente chimico potente, capace di eliminare una vasta gamma di microrganismi, inclusi batteri, virus, funghi e muffe. La candeggina è conosciuta principalmente per il suo principio attivo, l’ipoclorito di sodio (NaClO).

Cos'è la Candeggina?

Candeggina o varechina è appunto la denominazione popolare dell’ipoclorito di sodio in soluzione acquosa. L’ipoclorito di sodio, noto anche con la formula chimica NaOCl e il numero CAS 7681-52-9, è basico e molto reattivo. Una sostanza liquida che si riconosce per il tipico odore pungente e per il caratteristico colore giallo paglierino.

La Scoperta e lo Sviluppo

La candeggina ha una storia che risale a più di due secoli fa. Il suo sviluppo è stato un passo cruciale nella storia della chimica e dell’igiene. L’invenzione della candeggina moderna è attribuita a Claude-Louis Berthollet, un chimico francese, che nel 1785 scoprì le proprietà sbiancanti e disinfettanti del cloro. Nel corso del XIX secolo, la candeggina cominciò a essere prodotta su scala industriale, diventando un prodotto di uso comune per sbiancare tessuti e disinfettare ambienti.

Come Funziona la Candeggina?

Il principio attivo della candeggina, l’ipoclorito di sodio (NaClO), agisce mediante un processo chiamato ossidazione. Quando l’ipoclorito di sodio entra in contatto con sostanze organiche, rilascia cloro libero, che attacca e ossida le proteine e le membrane lipidiche dei microrganismi.

Dove HOCl, ovvero acido ipocloroso, è una forma attiva del cloro che ha un’alta capacità di penetrare nelle cellule microbiche, rendendo la candeggina uno dei disinfettanti più potenti. La candeggina disinfetta attraverso un processo chimico di ossidazione. Questo avviene quando il cloro presente nell’ipoclorito di sodio entra in contatto con microorganismi, danneggiando la loro struttura cellulare e neutralizzandoli. Utilizzarla per disinfettare superfici e ambienti è quindi un modo affidabile per mantenere un ambiente igienicamente sicuro.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia della candeggina contro una vasta gamma di patogeni. Uno studio condotto dall’Università di Boston ha evidenziato come una soluzione di candeggina al 0,5% sia in grado di inattivare il virus dell’influenza entro pochi minuti. Questi studi sottolineano la sua importanza in contesti sanitari, dove è fondamentale garantire la massima igienizzazione.

Tipi di Candeggina

Esistono diverse tipologie di candeggina, principalmente distinte in base alla concentrazione di ipoclorito di sodio:

  • Candeggina domestica: Di solito contiene una concentrazione di ipoclorito di sodio che varia dal 3% al 5%. È progettata per l’uso domestico, come la disinfezione di superfici, lo sbiancamento del bucato e la pulizia dei sanitari.
  • Candeggina industriale: Può avere concentrazioni di ipoclorito di sodio superiori al 10% e viene utilizzata per la disinfezione di grandi aree, come negli ospedali, negli impianti di produzione alimentare e nell’agricoltura.

Utilizzi Comuni della Candeggina

La candeggina è una sostanza molto versatile: può essere impiegata sia per igienizzare le superfici, sia per sbiancare e smacchiare il bucato a mano e in lavatrice.

  • Pulizia di bagni e cucine: La candeggina è ottima per eliminare germi da superfici come lavelli, piastrelle e vasche da bagno.
  • Sanificazione degli abiti: Può essere usata anche per il bucato, in particolare per disinfettare biancheria e vestiti bianchi.
  • Pulizia di ambienti sanitari: Ospedali e cliniche la utilizzano per mantenere gli ambienti sterili.

Come Usare Correttamente la Candeggina

Per utilizzare la candeggina nella disinfezione delle superfici, è fondamentale diluirla correttamente. Di solito, una diluizione efficace per uso domestico prevede di mescolare 1 parte di candeggina in 10 parti di acqua. Per le superfici particolarmente contaminate, come bagni o cucine, può essere necessario aumentare la concentrazione fino a 1:5.

Per l’igiene quotidiana delle superfici dure, di pavimenti, piastrelle e sanitari, diluire 1 bicchiere di Candeggina ogni 2 litri di acqua. Per il WC, versare 1 bicchiere di Candeggina lungo le pareti e lasciare agire, poi risciacquare.

Per creare una soluzione igienizzante da usare su tutte le superfici lavabili ti consigliamo di diluire la candeggina versando 1 bicchiere (150 ml) di candeggina classica in un secchio con circa 5 litri di acqua per ottenere la giusta concentrazione. Se lo sporco da rimuovere è particolarmente ostinato, versa 2 bicchieri (300 ml) di candeggina sempre in 5 litri di acqua. A questo punto, mescola bene la soluzione prima dell’utilizzo e ricorda che l’uso diluito della candeggina non richiede un risciacquo finale.

Candeggina per Bucati Bianchi e Colorati

La candeggina, per via della sua funzione anche smacchiante è l’ideale per la sanificazione dei bucati bianchi, questi infatti usciranno dalla lavatrice bianchissimi e pulitissimi. Per i colorati invece occorre fare più attenzione, si consiglia infatti di prendere della candeggina trattata e non classica, onde evitare di rovinare i capi colorati.

Quando Usare la Candeggina in Lavatrice

La candeggina è un prodotto molto efficace che, tuttavia, deve essere usato con parsimonia per il lavaggio della biancheria, poiché, se usata troppo spesso, rischia di indebolire i tessuti. Il momento giusto per usarla è prima di iniziare il ciclo di lavaggio, pretrattando il capo. Ecco tutti i casi in cui puoi usare in sicurezza la candeggina per i tuoi capi:

  • Per smacchiare e rendere più belli i capi bianchi;
  • Per smacchiare i capi colorati e delicati (con la candeggina delicata);
  • Per rimediare a un errore di lavaggio.

Come Verificare se un Capo Può Essere Candeggiato

Prima di usare la candeggina in lavatrice, assicurati che i capi che stai per lavare siano adatti ad essere candeggiati. Per averne la certezza, lo strumento su cui devi fare affidamento è la loro etichetta, che, tra i vari simboli con le indicazioni per il lavaggio, contiene anche quelli che riguardano il candeggio. I simboli del candeggio sono 3. Li riconosci subito perché hanno forma triangolare:

  • Triangolo: Indica che il capo può essere candeggiato con qualsiasi prodotto ossidante (cloro, perossido di idrogeno, acqua ossigenata);
  • Triangolo con due linee all’interno: Indica che il capo può essere candeggiato solo con prodotti ossidanti privi di cloro (perossido di idrogeno, acqua ossigenata);
  • Triangolo sbarrato da una X: Significa che il capo è particolarmente delicato e non è adatto ad essere trattato con alcun tipo di candeggina, neanche quella più delicata.

Le Dosi Corrette di Candeggina

Non occorrono grandi dosi di prodotto quando lavi a mano, basta diluire 1 bicchiere (150 ml) di la candeggina classica in 10 litri di acqua senza aggiungere il detersivo. I capi vanno poi lasciati in ammollo per 20/30 minuti, risciacquati e lavati come d’abitudine.

Igienizzare l'acqua di piante e fiori recisi

Per rendere limpida e priva di muffe e batteri l’acqua delle piante e dei fiori recisi, puoi utilizzare la candeggina classica, ma questa volta le dosi sono davvero minime. Ne bastano poche gocce che puoi dosare con un cucchiaino da caffè. In questo modo l’ipoclorito di sodio avrà modo di espletare pienamente la sua funzione controllando la crescita dei microrganismi che provocano l’imputridimento dell’acqua.

Normative e Regolamentazioni

L’uso della candeggina è regolamentato da diverse normative, che variano a seconda del paese. In Europa, la produzione e la sua commercializzazione devono rispettare i regolamenti stabiliti dal Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) e dal Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging). Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) la classifica come pesticida registrato per l’uso nella disinfezione di superfici.

Un altro utilizzo della candeggina è la sanificazione delle superfici in contatto con alimenti. In questo contesto, per la sicurezza alimentare haccp una diluizione al 0,1% è considerata sicura per pulire utensili da cucina, piani di lavoro e taglieri.

Precauzioni e Sicurezza

La candeggina, nonostante la sua utilità, deve essere maneggiata con attenzione. Essendo un composto chimico aggressivo, può causare irritazioni cutanee, problemi respiratori e danni agli occhi se non viene utilizzata correttamente.

I prodotti con composto di ipoclorito di sodio per la pulizia devono recare l’indicazione «irritante» o «corrosivo» in funzione della concentrazione di cloro attivo. In commercio si trovano tuttavia anche detergenti, detersivi o disotturanti in concentrazioni maggiori che possono causare irritazioni o bruciature. Bisogna quindi evitare il contatto con la pelle e con gli occhi.

Regole di Comportamento

  • Tenere fuori dalla portata dei bambini;
  • In caso di contatto prolungato con la pelle o di impiego di prodotti contrassegnati come irritanti o corrosivi indossare i guanti ed evitare il contatto con gli occhi;
  • Non mescolare con acidi e non utilizzare con altri detergenti che contengono acidi (ad es. decalcificanti) per evitare lo sviluppo di cloro gassoso;
  • Non mischiare con ammoniaca per evitare il pericolo di esplosione;
  • Non conservare soluzioni di ipoclorito di sodio insieme ad acidi;
  • Conservare sempre i prodotti nel contenitore originale e rispettare le indicazioni che figurano sull’etichetta: mai travasare. Se il travasare è inevitabile, mai utilizzare dei contenitori alimentari;
  • In caso di contatto con gli occhi lavare abbondantemente con acqua corrente;
  • In caso di contatto con la pelle lavare con abbondante acqua corrente e sapone le zone interessate;
  • In caso d'ingestione, dare da bere agli adulti 2-3 dl d'acqua, mentre ai bambini la metà. In nessun caso somministrare oli commestibili, olio di ricino, alcol o carbone attivo. Non provocare il vomito;
  • In caso di inalazione uscire all’aria aperta. Se subentrano difficoltà di respirazione consultare un medico;
  • In caso di contatto con elevati quantitativi di candeggina o con soluzioni altamente concentrate o se dopo gli interventi di primo soccorso non si riscontrano miglioramenti, consultare immediatamente un medico.

Alternative alla Candeggina

Sebbene la candeggina sia efficace per le igienizzazioni, il suo uso eccessivo può avere impatti negativi sull’ambiente. Ecco alcune alternative:

  • Aceto bianco: Ha proprietà antibatteriche ma non è altrettanto efficace quanto la candeggina contro i virus.
  • Alcol isopropilico: È un altro disinfettante che può essere utilizzato in alternativa.

Miti e Verità sulla Candeggina

Nonostante la candeggina sia ampiamente conosciuta, ci sono diversi miti legati al suo utilizzo:

  • Mito: Rimuove completamente lo sporco. In realtà, la candeggina è un disinfettante, non un detergente.
  • Verità: La candeggina può danneggiare i tessuti. Quando usata in modo improprio, può causare lo scolorimento e il danneggiamento di tessuti delicati.
  • Mito: La candeggina è sicura in qualsiasi diluizione. È cruciale diluirla correttamente. Una soluzione troppo concentrata può risultare irritante per la pelle e per le vie respiratorie.

Impatto Ambientale e Sostenibilità

Per minimizzare l’impatto ambientale, è importante utilizzarla solo la quantità necessaria e non versarla direttamente nei sistemi di scarico senza diluirla. Con la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale, le industrie chimiche stanno cercando di sviluppare formulazioni di candeggina che siano più rispettose dell’ambiente. Inoltre, sono in corso ricerche per sviluppare disinfettanti a base di cloro che siano meno aggressivi per le superfici e per gli esseri umani, mantenendo comunque la capacità di neutralizzare efficacemente i patogeni.

Candeggina: Alleato per la Pulizia e la Disinfezione

La candeggina disinfetta è un alleato fondamentale nella pulizia e nella disinfezione quotidiana. Le sue proprietà antimicrobiche la rendono una scelta preferita per chi desidera mantenere ambienti sicuri e liberi da germi.

Più precisamente, all'interno di tali prodotti, il sodio ipoclorito (formula chimica NaClO) si trova in concentrazioni molto basse, generalmente dello 0,05%. Esistono poi soluzioni di ipoclorito di sodio più concentrate (pronte all'uso o che necessitano di una preventiva diluizione prima di poter essere utilizzate), che possono essere impiegate per la disinfezione di cute integra, per la disinfezione di frutta e verdura o per la disinfezione di oggetti utilizzati da neonati e bambini (tettarelle, succhiotti, stoviglie, ecc.).

Da non dimenticare, inoltre, la possibilità di insorgenza di reazioni allergiche in soggetti sensibili. Qualora l'ipoclorito di sodio venga ingerito accidentalmente, è necessario contattare immediatamente i soccorsi sanitari.

In acqua, l'ipoclorito di sodio si dissocia in sodio idrossido e acido ipocloroso. Il prodotto può essere applicato mediante bendaggi inumiditi, oppure tramite compresse di garza imbevute della soluzione. L'utilizzo d'ipoclorito di sodio in concentrazioni dello 0,05% come disinfettante topico è considerato sicuro, pertanto, può essere effettuato anche dalle donne in gravidanza e dalle madri che allattano al seno.

TAG: #Bagno

Potrebbe interessarti anche: