Tra le sfortune di tutti i giorni, potrebbe capitare che la nostra cassetta WC da incasso vada a rompersi. Generalmente, in una situazione del genere, siamo subito propensi a contattare un professionista, che con mani esperte possa ovviare al problema in poco tempo e con una tecnica collaudata. In realtà, se non funziona più, possiamo provare a sostituire la cassetta per il WC da soli.
Naturalmente, affinché l'operazione vada a buon fine - e per evitare di peggiorare il danno -, è necessario seguire alcune indicazioni ben precise. Il funzionamento delle cassette da scarico da incasso si basa principalmente su due elementi fondamentali: il galleggiante e la batteria, che compongono di fatto l'intera struttura di una cassetta WC.
Vantaggi delle Cassette WC da Incasso
Largamente impiegate nella realizzazione dei bagni, le cassette WC da incasso presentano pure diversi vantaggi. Prima di tutto, sono totalmente realizzate in plastica, con costi di riflesso piuttosto contenuti. In seconda battuta, sono abbastanza maneggevoli, e contemporaneamente migliorano in modo evidente l'estetica del nostro bagno. Non a caso, questo tipo di cassette possono essere installate nel muro, su cui andremo in seguito a realizzare degli intonaci o posare vari tipi di rivestimenti.
Le soluzioni sono disparate, e vanno incontro ad altrettante esigenze. In tutti i casi, una volta che avremo montato la cassetta per WC interna, l'unica porzione visibile sarà la placca che contiene il tasto di scarico. A sua volta, la placca può venire attaccata a incastro o in alternativa avvitata sulla cassetta. Il fine è quello di assecondare qualsiasi tipo di esigenza estetica, in un ambiente tanto intimo e personale come è il bagno.
A livello funzionale, poi, la placca rimovibile rappresenta un grande vantaggio, almeno nell'ottica di manutenzione del sistema di scarico. La maggior parte delle cassette attualmente in commercio sono provviste di un doppio tasto, utile a controllare la quantità di acqua che deve uscire dallo scarico. Capirete allora che la soluzione consente di ridurre gli sprechi idrici, con ovvi benefici per l'ambiente.
Sostituzione della Cassetta WC: Guida Passo Passo
Apprese "le basi", sostituire una cassetta WC a incasso non dovrebbe essere un'operazione troppo complicata. Trattandosi di un intervento che coinvolge l'impianto idrico, prima di procedere con l'installazione di una cassetta per WC da muro, è buona norma chiudere tutti i rubinetti. Questa accortezza ci permetterà di scongiurare eventuali perdite d'acqua o versamenti durante i lavori di smontaggio e montaggio della cassetta per il nostro gabinetto.
Trovare i giusti materiali per i lavori non sarà difficile, così come semplici sono le istruzioni da seguire. Con tutti gli attrezzi a portata di mano, per prima cosa andiamo a smontare la placca della cassetta per poter estrarre tutti gli elementi che compongono il sistema di scarico.
Come saprete, la cassetta del WC ad incasso è ubicata dietro la parete del bagno: per questo, per sostituirla, dovremo necessariamente abbattere le mattonelle e la parte superficiale del muro. Troveremo la cassetta proprio dietro lo sciacquone, posizionato sempre sopra il gabinetto. Ora possiamo procedere con i prossimi passaggi, scollegando il tubo che porta l'acqua dal WC. Fatto questo, svitiamo i bulloni che tengono fissata al muro la vecchia cassetta del WC, ed estraiamola abbattendo il muro con una sega circolare per mattonelle.
Se la batteria e il galleggiante sono integri, possiamo lavarli e riutilizzarli, mentre se sono danneggiati è meglio cambiarli del tutto. Adesso è il momento di montare la nuova cassetta WC ad incasso. Colleghiamo tutti i componenti tra loro e fissiamoli con un filo in teflon.
Inseriamo la cassetta di scarico nel muro e fissiamola con i bulloni in dotazione. La cassetta in questione serve per raccogliere l’acqua che servirà per risciacquare il WC dopo il suo utilizzo. La cassetta di scarico può essere incassata dentro il muro o essere posizionata a vista ma si trova sempre e comunque sopra il WC.
Ti consigliamo di prestare particolare cura alla manutenzione della tua cassetta di scarico, in particolare se nel tuo bagno hai la soluzione ad incasso. Se hai scelto la soluzione ad incasso, ti consigliamo la cassetta incassata Geberit UNICA, una scelta davvero affidabile.
Componenti Principali e Manutenzione
Il funzionamento della vaschetta dipende principalmente da due oggetti: la batteria e i galleggianti WC. Per risalire alla fonte del problema, devi chiudere l’acqua dello scarico e attendere qualche minuto fino a quando l’acqua non abbia smesso di scorrere.
Impianto Idraulico: Adduzione e Scarico
In un precedente articolo abbiamo trattato il tema dell’impianto idrico, idraulico o idrosanitario domestico, di adduzione e scarico delle acque reflue in generale. L’impianto idraulico è quel sistema di condotte e tubazioni che alimentano i servizi igienici del bagno wc, lavabo, bidet, doccia- la lavatrice, il lavello della cucina e la lavastoviglie. Dalla rete pubblica, posta sotto la strada o il marciapiede e, attraverso una rete di tubazioni, valvole e pompe, l’acqua potabile arriva direttamente nella nostra abitazione sia essa casa unifamiliare o appartamento in condominio - per soddisfare i nostri bisogni: da bere o per cucinare, lavare le stoviglie o i vestiti, per l’igiene personale.
Normative e Progettazione
Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee. La norma, divisa in 5 parti, indica requisiti e prestazioni e fornisce indicazioni per la corretta progettazione e calcolo di impianti per acque reflue e sistemi per l’evacuazione delle acque meteoriche. Le acque reflue si definiscono domestiche se provenienti da insediamenti di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (art.74, D.Lgs n. 152/06). Solitamente le acque bianche vengono convogliate separatamente dai reflui domestici e vanno direttamente nel terreno.
Le reti di scarico devono consentire l’evacuazione, rapida e senza ristagni, delle acque di rifiuto verso il sistema di smaltimento esterno. A tal fine si devono realizzare le opportune pendenze e scegliere diametri adeguati per i tubi. Devono inoltre essere resistenti alle sollecitazioni meccaniche, termiche ed alle azioni corrosive dei liquami.
Sistemi di Scarico
Numerosi sono i tipi di sistemi di scarico di acque reflue oggi in uso, ma in Europa e anche in Italia, si preferisce dimensionare le diramazioni di scarico - a cui sono connessi i sanitari - supponendo un grado di riempimento pari a 0,5 (50%) con relativa connessione ad un’unica colonna di scarico (Sistema 1 indicato nella UNI EN 12056-2). Il sifone, elemento di raccordo tra l’apparecchio sanitario e le tubazioni del sistema di scarico, ha la funzione di impedire la penetrazione dei cattivi odori nell’edificio.
Per il dimensionamento delle tubazioni di scarico, sia primarie - colonna principale, che secondarie diramazioni degli apparecchi, occorre calcolare la quantità di liquido che può attraversare contemporaneamente il sistema nell’unità di tempo. Le reti di scarico sono soggette a fenomeni di pressioni e depressioni idrostatiche nelle condotte a causa della caduta dei liquami che per gravità spingono verso il basso comprimendo l’aria.
Per permettere il regolare funzionamento del sistema ed evitare lo svuotamento dei sifoni degli apparecchi sanitari, occorre che le reti di scarico siano dotate di una ventilazione con l’esterno. La configurazione più semplice è un’unica colonna dove convergono gli scarichi di tutti gli apparecchi sanitari. Il controllo della pressione nella colonna di scarico è garantito dal flusso d’aria nella colonna di scarico e dallo sfiato della colonna di scarico stessa.
I materiali che costituiscono le condotte e le cappe di ventilazione, devono resistere alla aggressività dei gas di fognatura ed agli agenti corrosivi in generale. I sistemi di scarico devono permettere il corretto deflusso delle acque ed il loro convogliamento alla rete fognaria.
Per progettare un impianto di scarico è necessario conoscere i quantitativi massimi di acque scaricabili dai singoli apparecchi sanitari. Nella UNI EN 12056 -2 vengono indicati i criteri per dimensionare le diramazioni di scarico, le colonne di scarico e i collettori, in funzione delle portate da scaricare in ogni tratto dell‘impianto.
Materiali e Tubazioni
Le materie plastiche maggiormente utilizzate per la realizzazione delle condotte di scarico sono il PVC, il polipropilene, il polietilene ad alta densità. Il collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico è costituito da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone, caratterizzato da una forma ricurva a forma di “pera”, “ U”, oppure “S”, all'interno del quale rimane sempre un pò d'acqua che impedisce il ritorno e l'uscita degli odori sgradevoli.
Tuttavia, proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. Nelle case singole e nelle villette che non possiedono un impianto di fognatura collegato alla rete di scarico pubblica, l'eliminazione delle acque nere avviene attraverso consutture che scaricano in uno speciale serbatoio, chiamato "fossa settica" oppure "pozzo nero".
Impianto Idrico a Collettore
L’impianto idrico a collettore è una delle alternative per la realizzazione dell’impianto di carico in cui il collettore funziona da distributore centrale idrico e la rete di distribuzione è realizzata in parallelo. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, posato in soluzione unica senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze.
I collettori devono essere posizionati in una cassetta dedicata, in un punto facilmente accessibile per facilitare le eventuali operazioni di manutenzione.
Differenze tra Impianto a Collettore e a Derivazione
L’impianto di carico realizzato in derivazione differisce concettualmente e praticamente da quello a collettore per molti aspetti. Analizziamo allora il funzionamento dell’impianto in derivazione per cogliere nel dettaglio le differenze.
L’impianto di carico in derivazione prevede l’installazione di una tubazione principale (dorsale), rigida, che sarà deviata per ogni singolo punto di erogazione. La derivazione, dalla tubazione principale rigida alle singole utenze, è realizzata in serie ed è resa possibile dall’utilizzo di particolari componenti idraulici ovvero i raccordi TEE. Questi raccordi, comunemente chiamati a “T”, sono costituiti da tre porte, una di ingresso e due di uscita, e permettono di deviare l’acqua in funzione del comando. La presenza di questi raccordi lungo la tubazione rende ovviamente necessaria l’interruzione, come dicevamo, della tubazione principale e la realizzazione di giunzioni sottotraccia.
Dunque, possiamo riassumere così le principali differenze:
| Caratteristica | Impianto Idrico a Collettore | Impianto Idrico a Derivazione |
|---|---|---|
| Tubazioni | Ogni utenza ha una tubazione dedicata | Tubazione principale con derivazioni |
| Giunzioni | Assenza di giunzioni sottotraccia | Presenza di giunzioni sottotraccia |
| Manutenzione | Più semplice | Più complessa |
Tipologie di Collettori
Tutte le tipologie di collettore presenti sul mercato rispondono a precise specifiche tecniche e ad esigenza di sicurezza e resistenza alle rotture. Sono quasi sempre realizzate in ottone e risultano compatibili con tubazioni in rame, plastica e multistrato.
Qualsiasi tipologia di collettore dovrà inoltre garantire:equilibratura della distribuzione d’acqua ad ogni singolo rubinetto, in modo da non influire sulla pressione di erogazione ai vari punti di prelievo;semplicità di manutenzione, con collettori posizionati in un condotto facilmente accessibile in modo da rendere la manutenzione, tanto ordinaria quanto straordinaria, più semplice, veloce ed economica possibile.
Le tipologie di collettore più diffuse sono tre:
- Collettori di distribuzione con intercettazioni singole: sono utilizzati per il controllo e la distribuzione del fluido nei circuiti sanitari.
- Collettori di distribuzione con intercettazioni generali: sono dotati di valvole di intercettazione sugli ingressi caldo e freddo e di una derivazione a monte della valvola di intercettazione che può essere utilizzata per il collegamento del circuito di ricircolo.
- Gruppo con intercettazioni generali: anche questo dotato delle sole valvole di intercettazione in ingresso caldo e freddo ed è predisposto per il collegamento dei circuiti di ricircolo e per la realizzazione di diverse tipologie di distribuzione sanitaria, consentendo la massima flessibilità progettuale.
Vantaggi e Svantaggi dell'Impianto a Collettore
I vantaggi di un impianto di carico a collettore sono effettivamente emersi già nei paragrafi precedenti, ma riassumiamoli insieme in modo schematico:
- Assenza di giunzioni sottotraccia: questo facilita gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
- Rischio di lesione o rotture durante la messa in esercizio pressoché assente.
- Possibilità di gestione delle singole utenze separatamente senza dover interrompere la distribuzione dell’acqua anche agli altri punti di erogazione.
- Impianto sempre ben bilanciato, senza cali di pressione o di acqua calda, anche in caso di prelievi simultanei.
- Fruizione dell’acqua calda in tempi rapidi.
- Facilità di posizionamento e installazione: il collettore è preassemblato nella cassetta per l’ispezione e può essere dotato di portello push-to-open per un’ispezione veloce ed agevole.
Nonostante i numerosi vantaggi, l’impianto a collettore presenta anche alcuni svantaggi che rende necessario valutare la tipologia di impianto più adatta in relazione allo specifico caso reale. Gli svantaggi dell’impianto di carico a collettore sono:
- Costo di realizzazione più elevato dovuto alla maggiore lunghezza della rete di distribuzione.
- In base al numero dei punti di erogazione, il collettore può arrivare a dimensioni relativamente grandi e quindi risultare troppo ingombrante soprattutto se gli ambienti di installazione sono piccoli.
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