La Fontana di Trevi è uno dei monumenti più iconici di Roma, ammirata per la sua bellezza e maestosità. Ma dietro la scenografia marmorea si nasconde un cuore tecnologicamente avanzato ed evoluto: il castello idraulico.

Origini e Storia

Marco Vipsanio Agrippa, genero dell'imperatore Augusto, costruì a Roma nel 19 a.C. l'acquedotto Vergine, captando sorgenti dal fiume Aniene, per alimentare le proprie Terme in Campo Marzio. L'imperatore Augusto, genero di Agrippa, gli aveva affidato il compito di realizzare un acquedotto per portare in città l’acqua della sorgente di Salone, sulla via Collatina: se ne sarebbe servito per alimentare le terme in Campo Marzio.

Saltando secoli di storia, nel 1731 papa Clemente XII bandì un importante concorso per la costruzione di una grande mostra d'acqua, punto di arrivo dell'acquedotto Vergine. Il bando fu vinto da Nicola Salvi. La costruzione della fontana cominciata nel 1732 ebbe lunghissimi tempi di realizzazione e fu portata a compimento da Giuseppe Pannini. Finalmente, la sera del 22 maggio 1762, sotto il pontificato di papa Clemente XIII, la fontana fu inaugurata.

Alla meravigliosa grandiosità e maestosità dell'opera concorsero vari artisti autori delle statue, delle rocce, del complesso scultoreo centrale.

Il Castello Idraulico: Cuore Tecnologico della Fontana

In questa visita sarà possibile eccezionalmente accedere proprio nel castello idraulico della mostra dell’acquedotto Vergine, luogo sconosciuto e generalmente inaccessibile, di importanza storica e logistica, fondamentale per il funzionamento e il movimento di tutta la massa d’acqua che vediamo scorrere ogni volta che passiamo davanti alla fontana. La manutenzione delle macchine avviene dietro le quinte della scenografia marmorea, dove si nasconde un cuore tecnologicamente avanzato ed evoluto. È la camera di manovra, l’antico serbatoio a volte romane che si trova al livello delle vasche e guarda alla fontana attraverso i due finestroni da cui l’acqua anticamente defluiva in caso di piena.

Visitando le due camere retrostanti alla fontana si avrà la possibilità di avvicinarsi e di comprendere da una parte il funzionamento delle vecchie condutture a gravità (camera storica), dall'altra le nuove tubazioni in pressione e i sistemi di trattamento delle acque (nuova camera di controllo) che garantiscono il funzionamento a ciclo continuo della fontana.

“La camera di manovra è stata ed è il vero cuore della Fontana di Trevi. Uno dei due ambienti oggi contiene le quattro pompe elettriche sempre in azione, di cui due hanno la funzione specifica di alimentare la fontana. Acea le controlla da remoto: “Sono state installate al livello della fontana nel 1979, funzionano h24 e immettono 220 litri di acqua al secondo.

Una curiosità dal passato: un tempo l’acqua che arrivava tramite l’acquedotto Vergine si raccoglieva nell’altro ambiente, la cosiddetta stanza di stagnazione. Qui il corso dell’acqua si interrompeva prima del momento della distribuzione alle famiglie ricche della città. “Su una parete si vede ancora una sorta di foglio di calcolo che periodicamente veniva ristuccato e aggiornato a mano.

Noi oggi facciamo circolare ogni giorno la stessa quantità d’acqua per alimentare i giochi della fontana. Manteniamo una pressione costante per evitare che la fontana vada in overflowing o che il flusso subisca intermittenze.

“Ognuno era capace di contenere 400m3 di acqua. L’acqua arrivava direttamente dall’acquedotto Vergine con una capacità di 500 litri al secondo, a 90 gradi rispetto alla statua di Oceano. Da qui defluiva, attraverso un’asola del muro da cui passavano 220 litri d’acqua che cadevano prima in un grosso vaso, poi all’interno di 4 anfore, e da qui alle vasche.

Acea monitora costantemente l’acqua della Fontana di Trevi, tenendo sotto controllo i valori di pH, temperatura e presenza di cloro.

La Leggenda e le Curiosità

La leggenda narra che sia stata una fanciulla ad indicare ai soldati di Agrippa il punto da cui sgorgava l’acqua della fonte.

Le statue presenti sulla facciata della fontana immortalano un momento preciso: il titano Oceano arriva in città su un cocchio a forma di conchiglia, trainato dal cavallo placido e dal cavallo iroso, frenati da due tritoni.

Ma che fine fanno le monetine che si depositano sul fondo della vasca della Fontana di Trevi? Grazie a un Protocollo di Intesa siglato tra Roma Capitale e il Vicariato di Roma, le monetine raccolte dalla fontana sono devolute alla Caritas.

Illuminazione Sostenibile

L’impianto di illuminazione ha un design sostenibile che permette un importante risparmio energetico. Conta circa un centinaio di proiettori con luci LED a immersione che hanno sostituito le precedenti lampade a sodio. Le luci sono disposte in modo strategico per mettere in evidenza gli elementi simbolici dell’opera d’arte. L’impianto veste di luce la fontana fino all’alba, quando sulle sue superfici e sulle acque delle vasche l’illuminazione artistica passa il testimone a quella naturale del sole: sulla fontana più famosa al mondo la luce non tramonta mai.

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