A garantire il corretto funzionamento di un impianto di riscaldamento vi sono un ampio numero di elementi, più o meno visibili, tutti di fondamentale importanza. Tra questi abbiamo senz’altro i separatori idraulici, anche detti compensatori, che garantiscono un dimensionamento delle potenze delle portate d’acqua tra i diversi circuiti, garantendo una massima efficienza energetica unita al massimo comfort da parte degli utilizzatori. Se sei interessato al funzionamento del separatore idraulico, in questo articolo lo spieghiamo in modo semplice e veloce.
Cos'è un Impianto Idraulico?
Un impianto idraulico è l’insieme delle reti preposte alla distribuzione di acque, gas o fluidi vettori di un edificio. Possiamo vedere fin da subito quindi che all’interno della definizione di impianto idraulico è compreso un insieme molto ampio di elementi. Il fine ultimo di un impianto idraulico è quello di garantire una corretta e sufficiente erogazione delle acque e un loro successivo smaltimento.
Di base, l’acqua fredda in entrata alimenta direttamente i vari erogatori (i rubinetti) e sanitari. Inoltre viene riscaldata da una caldaia, così da poter essere distribuita anche calda in base all’attivazione del miscelatore. Questo significa che ogni sanitario è collegato a un tubo per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda.
Componenti di un Impianto Idraulico Sanitario Standard
Andiamo ad analizzare brevemente le componenti di un impianto idraulico sanitario standard. L’impianto idraulico sanitario viene intercettato all’ingresso dell’abitazione da una chiave d’arresto principale (detta anche saracinesca). Le chiavi d’arresto secondarie dell’impianto sono i rubinetti. Un impianto idraulico vede il proprio punto di partenza coincidere con il punto di riconsegna del contatore. Il collettore è la componente dedicata alla distribuzione dell’acqua in pressione nel circuito idrico in modo ordinato a tutte le utenze.
Lungo il percorso tra questi due sono presenti delle “sotto-uscite”, chiamate derivazioni. Le prime corrispondono, sinteticamente, all’acqua in entrata. Quello che emerge è che le soluzioni per portare l’acqua nei vari punti dell’abitazione sono numerose e molte di esse sono ugualmente valide. Come sempre, in questi casi, è importante rivolgersi all’esperienza e alla consulenza di un tecnico specializzato. Un tecnico è infatti la figura più idonea a consigliare la tipologia d’impianto più adatta.
Fino agli inizi degli anni ’90 gli impianti idraulici venivano realizzati con tubi in ferro. L’idraulico li tagliava, dopo aver studiato le misure, e filettava, uno per uno, prima di metterli in opera, con logiche conseguenze in termini di tempo e di energia. L’evoluzione tecnologica ha introdotto nuove leghe termoplastiche, che vanno ad affiancare il rame nella cerchia dei materiali a disposizione. Queste componenti permettono di migliorare l’impianto idraulico.
Troviamo dispositivi per il trattamento dell’acqua, quindi per il filtraggio o la depurazione, o sistemi che possono compensare un afflusso insufficiente d’acqua. In un impianto idraulico correttamente progettato è importante rispettare giusto diametro delle tubazioni e loro pendenze per assicurare un efficace smaltimento.
Chiavi per Idraulici: Strumenti Indispensabili
Le chiavi a brugola o esagonali sono indispensabili per chi sta organizzando una cassetta degli attrezzi. Queste figure hanno presente la centralità delle chiavi a brugola e investono per acquistare dei kit completi e in grado di operare in qualsiasi condizione. Note anche come chiavi esagonali o di Allen in onore del suo inventore, questi attrezzi sono delle aste di metallo a forma di L o T con un profilo che riprende la forma dell'esagono.
In che modo? Avvitando o svitando viti a testa cava esagonale, le viti a brugola. Queste soluzioni si utilizzano in diversi contesti, ma soprattutto quando è necessaria una coppia di serraggio elevata in uno spazio minimo. Hanno una forma che tiene fede al nome, a sei lati, e permette di intervenire sulle viti che hanno la stessa forma. La tipica conformazione a L consente di intervenire con grande rapporto di coppia anche in angoli difficili. Esistono dei modelli a T con gambo lungo per raggiungere i punti complessi. Chiavi con profilo specifico (a sfera) consentono di intervenire con un angolo diverso e in assenza di posizione perpendicolare.
Una delle soluzioni per utilizzare le chiavi esagonali sono le versioni che si innestano nelle bussole per utilizzare il cricchetto. In questi casi, il lavoro di serraggio e allentamento diventa molto più facile. Questo permette di imprimere un serraggio elevato con una strumentazione economica, facile da reperire e trasportare. Grazie a strumenti in acciaio al cromo vanadio - particolarmente resistente e utile nelle chiavi a brugola - sarà facile intervenire in modo preciso e puntuale.
Le chiavi combinate sono strumenti composti da una diversa tipologia di chiave per ogni estremità. La chiave cosiddetta “a tubo” è un po’ diversa nella forma rispetto alle altre. La chiave a pipa è simile a quella a tubo, ma a differenza di questa è piegata a 90° e ha le due estremità della stessa dimensione. È dotata infatti di ben quattro estremità fornite di tre oppure quattro bussole. Prima di acquistare una chiave a croce bisogna valutare anche l’aspetto ergonomico: si distinguono infatti in “fisse” o “componibili”. Nelle chiavi a croci componibili, invece, abbiamo una “chiave a L” con bussola e al centro dell’impugnatura è presente un perno da utilizzare per fare leva.
Efficienza Energetica e Comfort
Avere un separatore idraulico vuol dire garantirsi la massima efficienza in termini di consumi, sicurezza dell’impianto di riscaldamento e massima longevità di tutto il sistema idraulico che alimenta i riscaldamenti dell’intera casa. Non solo, la natura multifunzione di numerosi modelli di separatori idraulici consente di avere benefici anche in termini di pulizia dei circuiti e, dunque, di ridurre l’impellenza di manodopera su tutto l’impianto. I motivi per cui optare per un separatore idraulico sono molteplici, e tutti estremamente validi.
Ciò detto, se questa breve definizione può essere sufficiente a capire per sommi capi a cosa serve un separatore idraulico, gli elementi da approfondire per avere una maggior consapevolezza della materia quando arriva il momento di installare un prodotto del genere sono soprattutto legati all’effettivo funzionamento di un compensatore idraulico. Finché, dunque, è presente un separatore idraulico, si può accertare il perfetto equilibrio nel passaggio dell’acqua tra i diversi circuiti e, di conseguenza, una massima efficienza dei consumi energetici del riscaldamento. La sua struttura può svilupparsi in altezza o in lunghezza a seconda del modello scelto, con un diverso numero di attacchi in base alla tipologia di prodotto.
Non solo, va anche sottolineato che i separatori idraulici possono essere multifunzione, e dunque capaci di svolgere più compiti contemporaneamente. Un separatore idraulico appartiene, per sua stessa natura, proprio ai disaeratori, ovvero quei prodotti che si occupano di eliminare aria, gas o impurità di sorta da circuiti o altri contenitori. Per spiegare in termini pratici il funzionamento di un separatore idraulico, dobbiamo basarci concretamente sul suo stesso nome. Sì, perché la sua azione primaria è proprio quella di separare un circuito dall’altro così che il volume del fluido da trasportare nel sistema di riscaldamento sia sempre regolato e, dunque, limitato (o aumentato) quando serve. Un compensatore idraulico, dunque, suddivide i diversi circuiti stabilendo un primario che abbia una portata costante, e tutti gli altri secondari, a portata variabile.
Glossario dei Termini Idraulici
Per una riparazione in bagno o in cucina, per un progetto di ristrutturazione in cui sia coinvolto l’impianto idraulico, quando arriva il professionista o l’impresa idraulica non sempre ci si capisce all’istante. Ecco un glossario per entrare in confidenza con i termini basilari di questo mondo:
- Addolcitore: Apparecchio capace di eliminare calcio, magnesio e metalli attraverso la capacità di speciali resine di scambiare gli ioni.
- Autoclave: L’autoclave è un impianto che ha il compito di far aumentare la pressione dell’acqua; usandola, anche chi abita ai piani alti di un palazzo non avrà problemi di distribuzione.
- Cartuccia: È un elemento in materiale plastico in cui è contenuto il cuore del rubinetto, cioè la valvola miscelatrice a dischi ceramici.
- Chiave di arresto: Si tratta di una chiusura che serve a interrompere il flusso di acqua (la mandata) all’interno delle tubazioni. In sintesi, serve a dividere l’impianto a comparti, in modo che ciascuno possa essere usato in modo indipendente.
- Contatore: Si tratta di un apparecchio molto semplice che permette il conteggio del consumo di acqua effettuato da ciascun utente; è obbligatorio tanto in una casa indipendente quanto in un appartamento condominiale.
- Deviatore: Come si intuisce dal termine, il deviatore è una valvola dell’impianto che serve per deviare l’acqua in funzione del comando. Per esempio, in una miscelatore per doccia può servire per comandare l’uscita dell’acqua dal soffione principale o dagli eventuali laterali.
- Flessibile: Si tratta di un tubo flessibile, spesso in polipropilene, utile per comporre i raccordi.
- Impianto a collettore: L’impianto idraulico con collettore prevede l’installazione di un collettore idraulico nella parete da dove poi sono collegate e distribuite tutte le utenze dell’impianto idraulico usando tubazioni flessibili e senza giunture.
- Impianto a derivazione: L’impianto idraulico a derivazione è costituito da una tubazione principale che viene poi deviata per ogni utenza; le giunzioni avvengono sotto traccia, quindi sotto la pavimentazione o muratura.
- Limitatore di portata: Dispositivo in grado di regolare il flusso dell’acqua in funzione delle necessità e della pressione. Chiamati anche “regolatori di apertura” o “limitatori di flusso”, sono installati fra la chiave di chiusura, il rubinetto e il flessibile.
- Miscelatore: I miscelatori sono i comuni rubinetti a una sola manopola, in grado di dosare il flusso e la temperatura dell’acqua.
- Piletta: Si tratta dell’elemento che si installa sul lavabo e si può chiudere per interrompere il passaggio dell’acqua. È solitamente coordinato al rubinetto.
- Pozzetto di ispezione: Si tratta dei punti corrispondenti a specifici nodi della rete fognaria studiati e dimensionati in modo da permettere la manutenzione e il controllo della rete.
- Rompigetto: Altrimenti detti frangigetto, aeratori o frangiflutto, controllano il flusso dell’acqua in uscita in modo indipendente dalla pressione di rete. Il rompigetto funziona in uscita, miscelando aria e acqua, per avere un getto più potente ma usando meno acqua. Hanno una forma cilindrica e si installano all’estremità dei rubinetti.
- Sifone: Il sifone è una componente idraulica composta da una tubazione che segue la forma a “U” e serve per bloccare gli odori fastidiosi che provengono dagli scarichi.
- Soffione: Si tratta di uno degli elementi tecnici della doccia: è la parte terminale dell’impianto idrico e consente l’uscita dell’acqua. Può essere in acciaio inox, alluminio od ottone cromato e comprende una parte bucherellata, dove sono posizionati gli ugelli di uscita dell’acqua.
- Rete di scarico: Si tratta della rete di tubazioni che portano alle fognature o alle fosse settiche.
- Traccia: Le tracce dell’impianto idraulico sono la sede, nella muratura o nel pavimento, dove passano i tubi dell’impianto idraulico.
- Tubazioni di adduzione: Il tubo di adduzione è quello che permette all’acqua di arrivare in casa direttamente dal contatore.
- Tubazioni di scarico: Complementare alla precedente, è la tubazione che trasporta le acque verso l’esterno.
- Valvola di intercettazione: Disponibili in diverse dimensioni, sono componenti che permettono la regolazione del flusso di acqua per garantire il rispetto dei parametri di pressione e di portata.
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