Riaprire la piscina dopo la chiusura invernale può spesso riservare brutte sorprese. Acqua torbida, alghe, microrganismi nocivi alla salute possono invadere la tua vasca dopo un lungo periodo di inutilizzo. Una delle prime operazioni da fare per rendere l’acqua nuovamente balneabile è la clorazione shock, sia per piscina fuori terra che per piscina interrata.

Cos'è la Clorazione Shock?

La clorazione shok o clorazione d’urto è un trattamento dell’acqua da fare assolutamente nelle fasi di pulizia e filtrazione della piscina. Questo tipo di clorazione viene effettuato in situazioni particolari, ad esempio all’apertura della piscina dopo l’inverno, in caso di forte presenza di alghe o di un alto livello di cloroaminici, ovvero composti chimici che si formano quando il cloro reagisce con l’azoto presente nell’acqua.

In pratica si utilizza una dose di cloro e disinfettanti decisamente maggiore alle quantità normalmente necessarie, in modo da ossidare le sostanze organiche e inorganiche che si sono depositate sul fondo della vasca e quindi rimuoverle più facilmente. La funzione della clorazione shock è quella di disinfettare prepotentemente l’acqua della piscina, al fine di ripristinarne le condizioni ideali per la balneazione. Per svolgere questa operazione viene utilizzata una quantità di cloro maggiore rispetto al solito, utile per uccidere alghe, batteri, particelle organiche e rendere limpida e splendente l’acqua della vasca.

Il trattamento d’urto della clorazione viene effettuato per eliminare alghe, batteri e altri microrganismi presenti nell’acqua della piscina. Grazie a queste proprietà, il cloro mantiene l'acqua cristallina e igienicamente sicura per il bagno. Senza un adeguato trattamento con cloro, l'acqua della piscina diventerebbe rapidamente torbida, potenzialmente pericolosa per la salute e un ambiente ideale per la proliferazione di alghe e batteri.

Quando è Necessaria la Clorazione Shock?

  • Quando vediamo un eccesso di alghe o sostanze organiche.
  • Eccesso di cloro combinato.
  • Alla riapertura della piscina dopo l'inverno.

Come Effettuare la Clorazione Shock

Effettuare il trattamento è semplicissimo: basterà mettere nell’acqua più cloro di quello normalmente necessario per la manutenzione dell’acqua. Per ottenere un trattamento shock corretto e non rischiare un’efficacia limitata nel tempo, prima di effettuare il trattamento d’urto è necessario verificare che il pH sia corretto (7,2 circa) e che la concentrazione di acido cianurico sia intorno ai 60 ppm.

Per il tuo trattamento cloro shock il nostro consiglio è quello utilizzare circa 15/20 grammi di dicloro per ogni m³ di acqua, ovvero circa il doppio della quantità impiegata per la normale clorazione. In ogni caso, ricordati sempre di leggere le istruzioni riportate sul prodotto.

Procedimento Dettagliato

  1. Esegui questo trattamento shock dopo il tramonto: i raggi solari potrebbero influenzare l’azione del cloro.
  2. Controlla il pH dell’acqua, assicurandoti che non superi il valore di 7,6; questo passo è molto importante perché permetterà al cloro di agire efficacemente. Contrariamente, un livello troppo basso di pH potrebbe ossidare le parti metalliche della tua piscina, dunque attenzione.
  3. Versa in un recipiente (e non direttamente nella piscina!) circa 20 litri d’acqua, aggiungendo successivamente il Dicloro; mescola fino allo suo completo scioglimento.
  4. Attiva l’impianto di filtrazione della tua piscina, impostandolo su “ricircolo” in modo tale da impedire che l’acqua passi dal filtro e permettere al Dicloro di distribuirsi in maniera omogenea. Versa quindi il tutto nell’acqua.

“Per un corretto utilizzo del cloro shock San Marco, consigliamo di diluirlo prima all’interno di una bacinella e solo in seguito versarlo in vasca con la valvola selettrice del filtro a sabbia in modalità ricircolo e non in filtrazione. In questo modo verrà distribuito nella maniera corretta. È un trattamento da effettuare preferibilmente di sera, quando non vi sono bagnanti, lasciando il gruppo filtrante in modalità ricircolo per tutta la notte.

Dopo Quanto Tempo Fare il Bagno Dopo la Clorazione Shock?

Una volta iniziato il trattamento, fa trascorrere 24h prima di tuffarti in piscina. L’acqua della tua piscina diventerà effettivamente balneabile non prima di 24 ore dall’inizio del trattamento. Monitora i livelli di cloro dell’acqua finché non scende sotto il valore 2, solo allora potrai fare il bagno. Si consiglia di monitorare il livello di cloro dell’acqua (sotto il valore 2) e solo allora sarà possibile fare il bagno.

Tipi di Cloro per Piscina

Sul mercato esistono diverse tipologie di cloro per piscina, ognuna con caratteristiche specifiche:

  • Cloro granulare: Facile da dosare, si dissolve rapidamente. Ideale per trattamenti d'urto e manutenzione regolare.
  • Pastiglie di cloro: Rilascio lento e costante, ideali per manutenzione continuativa. Perfette per piscine con skimmer o dosatori galleggianti.
  • Cloro liquido: Non altera il pH, facile da dosare. Adatto per piscine di piccole dimensioni e manutenzione regolare.

Dicloro vs Tricloro: Qual è la differenza?

Il dicloro ha una concentrazione di cloro attivo intorno al 60% e un pH neutro, il tricloro raggiunge una concentrazione del 90% con pH acido. Il tricloro è più adatto per trattamenti a lungo termine (pastiglie), il dicloro è preferibile per trattamenti d'urto.

Valori Ideali del Cloro in Piscina

Per ottenere un'acqua sicura e confortevole, i valori del cloro devono essere mantenuti entro parametri specifici:

  • Cloro libero: 1-3 ppm (parti per milione)
  • Cloro combinato: massimo 0,5 ppm
  • pH dell'acqua: 7,2-7,6 (valore corretto per l'efficacia del cloro)

Un livello ottimale di cloro libero garantisce una disinfezione efficace senza irritare gli occhi o la pelle. Il pH è altrettanto importante: un valore troppo alto o troppo basso riduce l'efficacia del cloro e può causare problemi all'acqua e ai bagnanti.

Tabella di Riferimento per il Dosaggio del Cloro

Volume piscina Manutenzione ordinaria Trattamento d'urto
1.000 litri 1,5-2 g 5 g
5.000 litri 7,5-10 g 25 g
10.000 litri 15-20 g 50 g
20.000 litri 30-40 g 100 g

Nota importante: Questi valori sono indicativi e possono variare in base alle condizioni specifiche della piscina.

Cosa Fare se l'Acqua Resta Verde o Torbida Dopo il Trattamento?

In alcuni casi, può accadere che l’acqua rimanga verde e/o torbida anche alla fine del trattamento shock. Questo succede perché talvolta in acqua sono presenti delle microparticelle sospese di piccolissime dimensioni, che non riescono a essere individuate e trattenute dal sistema di filtrazione. Per queste evenienze esistono appositi prodotti, i flocculanti per piscine, studiati per catturare le particelle di sporco più piccole per crearne altre più grandi che vengono trattenute dai filtri.

Se l’acqua della piscina diventa verde o torbida dopo un trattamento di clorazione shock, può esserci un problema di alghe o di particelle in sospensione nell’acqua. Verificare il pH dell’acqua: l’acqua della piscina deve avere un pH tra 7,2 e 7,6 per essere equilibrata. Se il pH è troppo alto o troppo basso, può causare problemi di alghe o torbidità dell’acqua. Aggiungere alghicida: se la piscina è invasa da alghe, aggiungere un alghicida specifico per il tipo di alga presente. Aggiungere un flocculante: se l’acqua è torbida a causa di particelle in sospensione, aggiungere un flocculante che le aggreghi in modo che possano essere filtrate dal sistema di filtraggio.

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