Un impianto idraulico, per essere considerato a norma di legge, deve rispettare le caratteristiche tecniche ed i parametri definiti da diverse norme tecniche. In realtà in questo ambito sono presenti diverse direttive importanti, stilate per prevenire danni, oppure incidenti anche abbastanza gravi.

Normative di Riferimento

Le norme per realizzare un impianto idraulico sono dettate dal DM n. 37 del 2008, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che ha uniformato in un unico impianto legislativo le varie normative precedenti. Gli impianti domestici devono essere progettati a regola d’arte, nel rispetto del DM 37/08 ed in conformità alle norme tecniche armonizzate europee.

Tra le principali normative UNI da considerare, troviamo:

  • UNI EN 806: "Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano". Questa norma specifica i requisiti e fornisce indicazioni su progettazione, installazione, modifica, prove, manutenzione e sul funzionamento di impianti per acqua potabile all’interno di edifici.
  • UNI 9182:2014: "Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo". Questa normativa fornisce una guida dettagliata sui parametri e i criteri tecnici da seguire per la progettazione e l’installazione di reti idrauliche destinate al consumo umano.
  • UNI 12056-5:2001: "Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso". La norma si applica ai sistemi fognari per acque reflue a gravità all’interno di abitazioni, edifici commerciali, edifici pubblici e industriali.

Collaudo Secondo Aquatechnik

Aquatechnik suggerisce di effettuare il collaudo dell’impianto secondo la normativa UNI EN 806-4 (procedura C). Per impianti eseguiti con i prodotti Aquatechnik, suggeriamo di applicare una pressione di 15 bar. Attenzione! Nel caso fosse necessario ridurre tale pressione (ad es. connessione a radiatori, rubinetti, valvole o per scelta tecnica vincolante) si rispetti comunque il valore previsto da Leggi e norme in materia di collaudo. In tal caso, si raccomanda di prolungare adeguatamente il tempo della prova definitiva.

Certificazione dell'Impianto Idraulico

La certificazione per impianto idraulico è un documento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia e delle installazioni idrauliche. È un documento che rappresenta una dichiarazione ufficiale, rilasciata da professionisti abilitati nel settore idraulico, che attesta la conformità e l’adeguatezza dell’impianto idraulico di un edificio.

Quando è Richiesta?

La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria in diverse situazioni, tra cui:

  • Installazione di un nuovo impianto
  • Modifiche o ampliamenti significativi
  • Manutenzione straordinaria
  • Allacci di nuove utenze

Come Ottenere la Certificazione

Per ottenere la certificazione di un impianto idraulico è necessario seguire alcuni passaggi:

  1. Progetto dell’impianto: si inizia con un progetto dettagliato dell’impianto idraulico, garantendo che sia conforme alle normative locali.
  2. Materiali e documentazione: si stila un elenco dei materiali utilizzati, inclusi i certificati di autenticazione.
  3. Sopralluogo e verifica: il professionista abilitato effettua un sopralluogo e verifica che l’impianto sia stato realizzato a norma di legge.
  4. Certificazione: una volta completate tutte le verifiche, il professionista rilascia la certificazione per l’impianto idraulico.

Dichiarazione di Conformità

Secondo il D.M. 37/08 l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico. La rilascia al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto.

Della dichiarazione di conformità fanno parte integrante:

  • La relazione tipologica dei materiali utilizzati
  • Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento dell’impianto, redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste.

Dichiarazione di Rispondenza

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dalla normativa non sia stata prodotta o non sia più reperibile, viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste.

Rischi e Sanzioni per Assenza di Certificazione

L’assenza di una certificazione per l’impianto idraulico può comportare una serie di rischi e sanzioni di natura legale ed economica. È fondamentale comprendere queste implicazioni per apprezzare appieno l’importanza di ottenere la certificazione e rispettare le normative vigenti nell’ambito degli impianti idraulici.

  • Rischi per la sicurezza: la mancanza di una certificazione per l’impianto idraulico implica il rischio di malfunzionamenti, perdite d’acqua, danni strutturali e situazioni potenzialmente pericolose.
  • Sanzioni amministrative: le autorità competenti possono infliggere sanzioni amministrative in caso di mancanza di certificazione o di impianto non conforme alle normative.
  • Difficoltà nella vendita o locazione: se si intende vendere o affittare un immobile senza una certificazione per l’impianto idraulico, potrebbero esserci notevoli difficoltà.
  • Possibili contenziosi legali: l’assenza di una certificazione può generare contenziosi legali tra proprietari e acquirenti/inquilini in caso di problemi impiantistici.
  • Problemi con le assicurazioni: le compagnie di assicurazione potrebbero rifiutarsi di coprire danni o incidenti causati da un impianto idraulico non certificato o non conforme.

Relazione di Verifica dell'Impianto Idrico

La relazione di verifica di un impianto idrico è un documento tecnico fondamentale per attestare la conformità di un sistema idraulico alle normative vigenti, alle specifiche di progetto e agli standard di qualità richiesti. Questo documento è essenziale per certificare la piena operatività dell’impianto, identificare eventuali anomalie e proporre interventi di miglioramento.

Quando si Redige la Relazione di Verifica?

  • Al termine dell’installazione (collaudo finale)
  • Prima della messa in esercizio
  • Durante il collaudo tecnico di edifici nuovi
  • Durante interventi di ristrutturazione o ampliamento
  • In caso di verifiche periodiche o straordinarie

A Cosa Serve la Relazione di Verifica?

Gli obiettivi principali di questa relazione comprendono la verifica:

  • Della conformità dell’impianto alle normative nazionali e internazionali applicabili
  • Dell’efficienza dal punto di vista funzionale
  • Della sicurezza
  • Della sostenibilità dell’impianto

Impianti Antincendio: Naspi e Idranti

Una delle diverse tipologie di impianto di spegnimento è quello a naspi ed idranti. In materia fa da padrona la norma UNI 10779:2014 e la norma UNI EN 12845. La norma prevede una procedura ben definita per l’esecuzione del collaudo. Il verbale di collaudo contiene, come sempre i dati del professionista che ha effettuato il collaudo quali il numero di iscrizione all’albo del Ministero dell’Interno ex legge n.818 del 07/12/1984, la sede dello studio, il nome del committente, la sede dove è ubicato l’impianto con una descrizione dettagliata della tipologia e dei vari componenti che costituiscono lo stesso.

In merito all’alimentazione idrica dell’impianto solitamente è data dalla diretta connessione alla rete idrica dell’acquedotto cittadino, quando vi sono le caratteristiche richieste di portata e di mancata interruzione di funzionamento. Per la realizzazione delle alimentazioni idriche si applica la norma UNI EN 12845 (ex UNI 9490) che definisce le modalità di installazione e le prove da eseguire su gruppi di pressione antincendio.

La normativa antincendio in particolare il D.P.R. 151/2011 prevede diverse attività che sono soggette all’installazione di naspi ed idranti. Il D.M. 1/2/1986 al punto 6.1.4.

Spesso capita di imbattersi in attività che non sono normate da particolari Decreti Ministeriali e pertanto, il progettista antincendio affronta il problema con una logica differente. Infatti occorre come prima cosa individuare il livello di rischio se di tipo basso, medio, alto, ed a seconda del livello di rischio individuato si avvia successivamente la progettazione antincendio che nel caso di impianto ad idranti è basato sulla norma UNI 10779.

Esempio di Dimensionamento

L’impianto è dimensionato per garantire una portata minima di 35 litri/minuto ai due Naspi posti in posizione idraulicamente più sfavorevole, assicurando una pressione non inferiore a 1,5 bar, quando sono entrambi in fase di scarica.

L’impianto ha caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata minima di 360 litri/minuto per ogni colonna montante e nel caso di più colonne il funzionamento contemporaneo di almeno due. Garantisce l’erogazione ai 3 idranti in posizione idraulica più sfavorita, assicurando a ciascuno di essi una portata non inferiore a 120 litri/minuto con una pressione residua al bocchello in posizione idraulicamente più sfavorita di 2 bar.

Ogni naspo deve essere corredato da una tubazione semirigida lunga 20 m, realizzata a regola d’arte.

Alimentazione Idrica

L’alimentazione idrica è in grado di garantire la contemporaneità di funzionamento di almeno 2 idranti per non meno di 2 ore. La pressione è non inferiore a 2 bar e portata non inferiore a 120 litri/minuto, all’idrante nelle condizioni idraulicamente più sfavorite.

L’alimentazione idrica è in grado di garantire la contemporaneità di funzionamento di almeno 4 idranti per non meno di 2 ore. La pressione è non inferiore a 3 bar e portata non inferiore a 400 litri/minuto, all’idrante nelle condizioni idraulicamente più sfavorite. La distribuzione degli idranti è tale da permettere l’intervento in ogni punto del deposito.

Tabella Riassuntiva Normative

Normativa Descrizione
D.M. 37/2008 Disposizioni concernenti le attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
UNI EN 806 Specifiche relative agli impianti all’interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al consumo umano.
UNI 9182:2014 Impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda - progettazione, installazione e collaudo.
UNI 12056-5:2001 Sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici - Installazione e prove, istruzioni per l’esercizio, la manutenzione e l’uso.

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