Il bergamotto è un agrume originario della Calabria dal sapore unico, intenso e profumatissimo. In molti conoscono l’olio essenziale per i suoi usi in ambito cosmetico o in quello dell’aromaterapia. Ma in quanti sanno che questo agrume ha moltissime proprietà importanti per la salute e il benessere? Il bergamotto è il frutto della pianta Citrus bergamia, appartenente alla famiglia delle Rutaceae e coltivata principalmente in Calabria, America meridionale e Costa d’Avorio.

La pianta fa parte del genere Citrus, che include diversi agrumi come limone, arancio, pompelmo e mandarino, originari dell’Asia orientale e naturalizzati nel Mediterraneo.

Caratteristiche e usi del bergamotto

I frutti del bergamotto sono commestibili e venduti freschi. Sono piccoli con una buccia spessa e rugosa di colore giallo-verde. Il gusto è agrumato, ricorda il limone o l’arancia, e in equilibrio tra il dolce e l’amaro, con un un leggero retrogusto speziato. Il succo di bergamotto è meno comune rispetto a quello di altre varietà di agrumi ma non per questo meno gustoso e salutare.

Tuttavia, la loro principale caratteristica è la produzione di oli essenziali, estratti sia dalla buccia dei frutti tramite spremitura, sia dalle foglie ricche di essenza. Un altro uso del bergamotto è nel tè, in particolare nel tè Earl Grey, dove l’olio essenziale è aggiunto per conferire un aroma distintivo. Oltre ai suoi usi in cucina e in cosmetica, il bergamotto è studiato anche per i suoi potenziali benefici per la salute.

Benefici del bergamotto

Nonostante sia un frutto conosciuto soprattutto per il suo olio essenziale, il bergamotto ha molte proprietà benefiche per la salute, anche dal punto di vista nutrizionale, ed è per questo oggetto di studi. In particolare, sostiene l’apparato digestivo, soprattutto in caso di digestione lenta, inappetenza, stipsi e pancia gonfia. La presenza di antiossidanti come polifenoli e flavonoidi inoltre aiuta a ridurre colesterolo “cattivo” (LDL) e i trigliceridi nel sangue, alzando invece i livelli di colesterolo “buono” (HDL).

Come assumere il succo di bergamotto

Si può bere in qualsiasi momento della giornata, ma gli esperti consigliano di assumerlo il mattino a digiuno per ottimizzare l’assorbimento dei suoi nutrienti. Attenzione però: se si soffre di bruciore di stomaco o di altri disturbi gastrointestinali, è meglio chiedere il parere del proprio medico o comunque berlo a stomaco pieno.

Come utilizzare l’olio di bergamotto

L’olio essenziale di bergamotto è utile per trattare la pelle e i capelli grassi, grazie alla sua azione antibatterica e astringente. Ha effetti benefici per la pelle, grazie al suo elevato contenuto di antiossidanti e vitamine, in particolare la vitamina A. Per questo si usa spesso nelle creme anti-age. È un aiuto contro l’alitosi. È perfetto per combattere la forfora e prevenire l’alopecia.

La cosa importante, quando si acquista l’olio essenziale da mettere sulla pelle, è scegliere quello privo di bergapteni. L’olio essenziale di bergamotto ha un effetto rilassante ed è quindi ideale in caso di ansia, agitazione e insonnia, se diffuso nell’ambiente (5-10 gocce in acqua). In alcune persone, invece, agisce come stimolante, migliorando l’umore e la concentrazione. Può anche favorire l’autostima e aiutare a contrastare la depressione. Usato nell’ambiente, sulla pelle (diluito in olio vegetale) o in bagni rilassanti, offre quindi benefici per la psiche.

Uno studio del 2020 ha testato i livelli di ansia delle persone prima di sottoporsi a un intervento chirurgico alla cistifellea.

Usi culinari del bergamotto

La scorza, il succo di bergamotto e l’essenza per uso alimentare aromatizzano piatti dolci e salati. Il frutto può essere poi protagonista di una insolita marmellata o di un ottimo liquore al bergamotto, dal sapore unico che richiama le caratteristiche aromatiche del frutto. Per preparare invece un buon succo di bergamotto bastano 4 o 5 frutti, un po’ di zucchero e l’acqua.

Ricorda però di lavare bene i frutti per togliere i residui dei pesticidi prima di tagliarli a metà e spremerli. A parte il tè al bergamotto, una bevanda molto celebre, il succo di bergamotto si può usare per creare anche altre pietanze: per condire la pasta, ad esempio, associandolo all’olio extravergine d’oliva, per sfumare il pesce o gli arrosti, per aromatizzare risotti in bianco o dare uno sprint in più alle insalate.

Controindicazioni del bergamotto

In generale, il bergamotto e il suo succo possono essere consumati da chiunque, ad eccezione di chi è intollerante a singole componenti. In alcuni casi specifici, però, è bene chiedere comunque prima un parere al medico curante. Ma per chi soffre di gastrite e reflusso, è meglio evitare di bere il succo a stomaco vuoto: meglio berlo a stomaco pieno, dopo i pasti.

Oli essenziali: un concentrato di benessere

L’uso degli oli essenziali è una pratica antica che ha guadagnato popolarità nel mondo moderno grazie alle loro molteplici proprietà benefiche. Estratti da piante, fiori, radici e altre fonti naturali, gli oli essenziali offrono una vasta gamma di benefici per il benessere fisico e mentale. Possono essere usati in molteplici ambiti, dalla cura della pelle alla purificazione dell’aria con i diffusori, grazie alla loro composizione completa.

Metodi di estrazione degli oli essenziali

  • Distillazione a vapore: è il metodo più comune. Si basa sull’uso di vapore d’acqua che passa attraverso il materiale vegetale, vaporizzando i composti aromatici.
  • Spremitura a freddo: è utilizzata per gli agrumi.
  • Estrazione con solventi: questo metodo prevede l’uso di solventi chimici per estrarre gli oli essenziali. Il materiale vegetale viene immerso nel solvente, che dissolverà gli oli essenziali.

Oli essenziali più comuni e i loro usi

  • Lavanda: è utilizzata per combattere l’insonnia e ridurre lo stress e l’ansia.
  • Tea tree: è efficace nel trattare l’acne, le infezioni cutanee, come il piede d’atleta, e per purificare l’aria.
  • Menta piperita: è efficace nel trattare mal di testa, nausea e affaticamento.
  • Eucalipto: è efficace nel trattare il raffreddore, la sinusite e altre condizioni respiratorie.
  • Chiodi di Garofano: sono noti per il loro potere analgesico e antinfiammatorio. Possono essere utilizzati per alleviare il mal di denti applicandoli direttamente sulla zona interessata o diluendoli in olio vettore per un’applicazione topica. Inoltre, possono essere aggiunti a oli da massaggio per lenire mal di schiena, contratture muscolari e articolari.

Classificazione degli oli essenziali

  • Puri: sono gli oli ottenuti da una singola specie botanica, senza alcuna aggiunta di altri oli.
  • Naturali: ottenuti per il metodo di estrazione, come la distillazione a vapore, la spremitura a freddo o l’estrazione con solventi, senza additivi chimici o sostanze sintetiche.
  • Integrali: sono gli oli essenziali che non vengono modificati dopo l’estrazione. Non sono addizionati con altre sostanze né diluiti.

Proprietà degli oli essenziali

Ogni olio essenziale contiene una combinazione unica di composti bioattivi che conferiscono loro una vasta gamma di proprietà curative. Tra le principali proprietà vi sono le loro azioni antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie, rilassanti, stimolanti e cicatrizzanti.

  • Antimicrobiche: Molti oli essenziali hanno proprietà antimicrobiche che li rendono efficaci nel combattere batteri, virus e funghi.
  • Antinfiammatorie: Alcuni oli essenziali hanno potenti proprietà antinfiammatorie che aiutano a ridurre l’infiammazione e il gonfiore.
  • Rilassanti: Molti oli essenziali hanno proprietà calmanti e rilassanti che aiutano a ridurre lo stress, l’ansia e favorire il sonno.
  • Stimolanti: Alcuni oli hanno proprietà stimolanti che aiutano a migliorare la concentrazione, l’energia e l’umore.
  • Cicatrizzanti: Alcuni oli hanno proprietà cicatrizzanti che favoriscono la guarigione delle ferite e delle cicatrici.

Oli essenziali per la cura personale

  • Pelle: Lavanda, Tea tree, Olio essenziale rosa mosqueta, Camomilla, Ylang ylang.
  • Capelli: Lavanda, Rosmarino, Tea tree, Menta piperita, Ylang ylang, Cedro.
  • Benessere mentale: Lavanda, Chiodi di Garofano, Bergamotto, Ylang Ylang, Arancio Dolce, Incenso.

Come creare oli essenziali fatti in casa

Creare oli essenziali fatti in casa può essere un modo divertente e gratificante per sperimentare con gli aromi e ottenere oli personalizzati per le tue esigenze specifiche.

Macerazione a caldo

Questo metodo è adatto per estrarre oli essenziali da erbe fresche o secche. Riempi un barattolo di vetro con erbe e coprile completamente con un olio vettore come olio d’oliva oppure olio di jojoba. Chiudi il barattolo e lascia macerare per 4-6 settimane in un luogo caldo e buio, agitando occasionalmente.

Distillazione fai da te

Se hai a disposizione erbe fresche o fiori, puoi provare a creare un piccolo alambicco fai da te per distillare gli oli essenziali in casa. Esistono numerosi tutorial online che spiegano come costruire un alambicco usando materiali di uso comune.

Esempi di macerazione

  • Lavanda: Riempi un barattolo di vetro con fiori di lavanda freschi o secchi, quindi coprili completamente con olio d’oliva o olio di mandorle dolci. Chiudi il barattolo e lascia macerare per almeno 2 settimane in un luogo caldo e buio, agitando occasionalmente.
  • Menta: Riempi un barattolo di vetro con foglie di menta fresche, quindi coprile completamente con olio di jojoba o olio di cocco. Chiudi il barattolo e lascia macerare per almeno 2 settimane in un luogo caldo e buio.

Ricorda che gli oli essenziali fatti in casa potrebbero non essere così concentrati come quelli acquistati in negozio, ma possono comunque offrire benefici per la salute e il benessere.

Precauzioni nell'uso degli oli essenziali

Sono sono estremamente potenti e possono causare irritazioni cutanee o reazioni allergiche se utilizzati non diluiti. Si consiglia di diluire gli oli essenziali in un olio vettore, come olio di cocco, olio d’oliva o olio di jojoba, prima dell’applicazione sulla pelle. Prima di applicare gli oli essenziali sulla pelle, è consigliabile fare un test di sensibilità cutanea. Applica una piccola quantità di olio essenziale diluito sulla parte interna del polso e attendi almeno 24 ore per verificare eventuali reazioni allergiche o irritazioni.Possono essere inalati tramite diffusori, vaporizzatori o semplicemente aggiungendo alcune gocce in una ciotola d’acqua calda. Non devono essere ingeriti, a meno che non siano stati specificamente formulati e marchiati come sicuri per il consumo.

Conserva gli oli essenziali in contenitori di vetro scuro, in luoghi freschi e asciutti, lontano dalla luce diretta del sole e dalle fonti di calore. E’ fondamentale prestare attenzione a diverse precauzioni. Prima di tutto, considera che gli oli essenziali sono estremamente concentrati e possono causare irritazioni cutanee se utilizzati non diluiti. Perciò, è importante diluirli in un olio vettore prima di applicarli sulla pelle. Gli oli essenziali possono anche essere tossici se ingeriti in grandi quantità o se utilizzati in modo improprio. Alcuni di essi possono interagire con farmaci e altri trattamenti medici, quindi è importante consultare un medico prima di utilizzarli, specialmente durante la gravidanza o l’allattamento. Tuttavia, è fondamentale scegliere oli di alta qualità, verificandone la purezza, il metodo di estrazione e le certificazioni.

Sale inglese (sale di Epsom): un toccasana per il relax

Dal punto di vista chimico, il sale inglese è solfato di magnesio eptaidrato (MgSO4 ∙ 7H2O). Il sale di Epsom nulla ha a che vedere con il sale da cucina. Il sale inglese si presenta in forma di cristalli prismatici bianchi, inodori e dal sapore amaro. Proprio a causa di quest'ultima caratteristica, questo composto si è guadagnato anche il nome di "sale amaro". In natura, il sale inglese si presenta in forma di aggregati fibrosi, oppure in masse stalattitiche, o ancora come dei cristalli aghiformi. Il sale inglese, perciò, è ottenuto da fonti naturali, come quelle presenti a Epsom, appunto.

Proprietà e usi del sale inglese

Il sale inglese è noto soprattutto per le sue proprietà lassative che sono state ampiamente dimostrate e confermate. Queste, però, non sono le uniche proprietà attribuite al sale in questione. A detta di molti, infatti, effettuare bagni caldi con il sale di Epsom, dovrebbe favorire il rilassamento muscolare, allontanando tensioni e dolori. Ai bagni caldi con sale inglese, inoltre, viene attribuita la capacità di conferire sollievo alla cute irritata e ai pazienti affetti da patologie della pelle, come, ad esempio, la psoriasi. Infine, opportunamente preparato e somministrato, il sale inglese si è mostrato efficace nel trattare le convulsioni della tossiemia gravidica e nel ripristinare i normali livelli di magnesio in caso di carenza. Queste particolari proprietà - confermate da studi e ricerche scientifiche - hanno fatto sì che questo sale rientrasse nella composizione di veri e propri farmaci utilizzati per il trattamento dei suddetti disturbi.

Precauzioni nell'uso del sale inglese

Benché si tratti di un composto naturale acquistabile liberamente, l'uso del sale inglese come lassativo non è certo privo di effetti collaterali o controindicazioni. A causa del suo particolare meccanismo d'azione e dei possibili effetti indesiderati che possono manifestarsi in seguito ad un utilizzo errato, l'impiego del sale inglese come lassativo è controindicato in pazienti affetti da malattie renali, nei pazienti molto anziani e in quelli in età pediatrica. In presenza di stitichezza, prima di assumere il sale inglese o qualsiasi altro rimedio o farmaco lassativo, sarebbe bene chiedere consiglio al proprio medico.

L'impiego del solfato di magnesio eptaidrato per via parenterale è controindicato nei pazienti affetti da malattie renali e/o da patologie cardiovascolari. Il sale inglese, inteso come principio attivo (solfato di magnesio eptaidrato), in forma di farmaco per la somministrazione endovenosa deve essere rigorosamente prescritto dal medico.

Bagni rilassanti con sale inglese

Come accennato, al sale inglese vengono attribuite proprietà rilassanti sulla muscolatura e la capacità di sciogliere tensioni ed eventualmente dolori. Per apprezzarne le funzionalità, è consigliabile disciogliere i sali in un bagno caldo, in cui rimanere ammollo per 20 minuti. Vista la particolare situazione delle donne in gravidanza e delle madri che allattano al seno, prima di utilizzare il sale inglese - sia esternamente (bagni) che internamente (via orale) - questa categoria di pazienti deve necessariamente chiedere consiglio al proprio medico o al proprio ginecologo di fiducia.

Altri usi del sale inglese

Oltre ad essere utilizzato in ambito medico-farmaceutico, il sale inglese può essere impiegato anche in numerosi altri ambiti. Fra i numerosi impieghi alternativi del sale inglese, certamente spiccano quelli in campo agricolo e nella cura del giardino. Il sale inglese viene utilizzato anche nell'ambito dell'acquariofilia. Più precisamente, il sale di Epsom viene aggiunto in acquari marini ricchi di coralli duri, allo scopo di mantenere una concentrazione idonea di magnesio nell'acqua.

Acque termali: un'antica tradizione di benessere

In Italia, grazie alla particolare conformazione idro-geologica, in molte regioni esiste una antica tradizione legata alle acque termali che sgorgano nelle diverse sorgenti naturali. Queste acque vantano proprietà benefiche, curative ed estetiche già note ai romani che frequentavano questi luoghi naturali, perlopiù vasche o piscine, come luogo di cura, igiene personale e di socializzazione. In tal proposito, trattandosi di acque dal potere curativo, è consigliato il consulto medico. In base alle diverse necessità, il curante saprà indicare quale sorgente sia maggiormente indicata.

I benefici del potere acquifero sono stati codificati ed acclarati. A seconda delle diverse peculiarità date dalla composizione delle diverse acque termali, sono stati elencati gli effetti benefici sull'organismo di ogni acqua classificata sino ad oggi.

Come si distinguono le acque termali?

Le acque termali si differenziano per diversi aspetti, quali, ad esempio: colore, odore, sapore, limpidità, ma anche caratteristiche chimico-fisiche, come temperatura, densità, indice di rifrazione, abbassamento crioscopico, pressione osmotica, conducibilità elettrica, pH, radioattività.

  • Acque sulfuree: Si tratta di acque indicate in particolar modo per trattare i disturbi del fegato, dell'apparato digerente e di quello gastrointestinale. Vengono usate in caso di problemi respiratori, cutanei e dermatologici e legati all'osteoporosi. La particolarità di queste acque, per la presenza di elevate quantità di zolfo, è il forte odore.
  • Acque salsobromoiodiche: È la tipologia di acqua termale maggiormente diffusa in Italia. Sono acque dalle tante proprietà benefiche. Vengono usate per il trattamento di disturbi articolari, reumatici e vascolari. Vengono indicate anche in caso di disturbi respiratori e digestivi. Come suggerisce il nome, gli elementi maggiormente presenti e disciolti in questo tipo di acqua termale sono il cloro e il sodio. La composizione di queste acque è ricca di cloruro di sodio, iodio e bromo.
  • Acque bicarbonate: Le Acque Bicarbonate favoriscono la digestione e la disintossicazione a livello epatico. Sono acque depurative e vengono assunte bevendole.

Talassoterapia

L'acqua marina differisce dalle classiche acque termali proprio per il contenuto salino. Viene utilizzata in talassoterapia, attraverso l'applicazione di fanghi curativi, bagni, e inalazioni. È particolarmente apprezzata in campo medico e soprattutto in campo estetico e dermatologico per tonificare la pelle e contrastare la cellulite.

TAG: #Bagni

Potrebbe interessarti anche: