Quella di Consonno è una storia di un sogno che, spinto da un'ambizione quasi incosciente, ha portato nei territori olginatesi una realtà che mai ci si sarebbe aspettati di vedere lì. L'obiettivo della rubrica "Top of the Shots", inaugurata oggi, è proprio quello di raccontare storie come quella di questa surreale località: la fotografia ha un potere evocativo quasi unico, e tramite essa ci possiamo collegare a storie, epoche, tematiche ed atmosfere che andranno ad intrecciarsi con la musica per produrre delle mini-playlist accomunate proprio da questo.
Era il 1962 quando il Conte Mario Bagno, un eccentrico imprenditore di Vercelli, ottenne il territorio di Consonno al prezzo di 22 500 000 lire (poco più di 11 000 euro). La frazione di Olginate (LC), che si trova a circa 630 metri sul mare, era ai tempi un piccolo borgo con poco più di 50 abitanti.
L'Ambizioso Progetto di Consonno
Il progetto era dei più ambiziosi: costruire la Las Vegas italiana. Una sorta di "città dei balocchi" completa di balera, albergo di lusso, campi sportivi, un giardino zoologico ed il famosissimo minareto. Bagno mise insieme un’accozzaglia di reperti e testimonianze che richiamavano tutti i luoghi del mondo e della storia, che prese il posto dell’antico borgo.
Furono quindi costruiti edifici commerciali e di intrattenimento nelle più svariate forme architettoniche: una galleria commerciale arabeggiante con minareto, che nell’ultimo piano ospitava dei piccoli appartamenti per le vacanze, una pagoda cinese, un castello medievale come porta di ingresso, oltre a un albergo di lusso (l'”Hotel Plaza“). Venne anche spianata la collina di fronte al paese per migliorare la vista panoramica verso il Resegone.
Nel giro di poco Consonno divenne il "paese in cui non si invecchia mai", un'attrazione unica nella zona per i turisti ed i giovani. "A Consonno il cielo è più azzurro", recitavano gli striscioni di benvenuto di chi, varcata la porta d'entrata con due armigeri medioevali fantocci in posizione di guardia, saliva all'improbabile minareto.
I Primi Segnali di Declino
Fin da subito fu però chiaro quali fossero i pericoli di voler volare troppo vicini al sole: i massicci interventi di demolizione e riedificazione del paese compromisero l'equilibrio idrogeologico già precario del territorio.
Nel 1966 ci fu la prima frana, che ostruì la strada edificata dal Conte (nonché unica via di accesso) per raggiungere il paese. I danni furono presto riparati e la città tornò attiva, tra serate all'insegna dell'eccesso e quel vivere un po' "esotico" tipico dei '60-'70.
La Frana Fatale e l'Abbandono
Dieci anni dopo, tuttavia, una seconda frana più grossa e distruttiva spazzò via definitivamente la strada, impossibilitando del tutto l'accesso alla località. Consonno venne progressivamente abbandonata e divenne a tutti gli effetti una città fantasma.
La decadenza che la frazione iniziava a vivere si può ritrovare nel filone musicale che di lì a poco sarebbe diventato l'industrial, del quale uno dei massimi precursori fu "Metal Machine Music" di Lou Reed, uno dei più controversi e criticati album della storia, ma altrettanto importante per lo sviluppo di generi musicali futuri (i Sonic Youth, per esempio, raccontano di essersi fortemente ispirati ad esso).
Nel 1981 Mario Bagno fece un ennesimo tentativo di riqualifica e rilancio della sua personale città del peccato, con scarso successo: il gusto della novità era andato a scemare, ma soprattutto, i tempi erano cambiati. Da lì in poi addio sogni di gloria, solo un grande deserto, le strutture fatiscenti e l'atmosfera industrial al massimo della sua potenza evocativa, esattamente come questo brano dei Throbbling Gristle: "20 Jazz Funk Greats".
Consonno Oggi: Una Città Fantasma
A distanza di anni, quel che ne resta sono le affascinanti rovine, che attirano fotografi e turisti e che ogni tanto riprendono vita con qualche rave party. A cavallo degli anni '90/2000, questi episodi diventarono più frequenti, portando così al progressivo abbandono della frazione e allo smantellamento della casa di riposo che era stata predisposta all'interno dell'Hotel Plaza.
Nel 2014 gli eredi di Marco Bagno, mancato una ventina d'anni prima, misero in vendita la proprietà a 12 milioni di euro (spoiler: senza alcun esito). "Di relitti simili ne troviamo quasi in ogni città, testimoni di una serie di sogni infranti che nell'urbanistica contemporanea sembrano quasi alieni. La prima playlist di Top of the Shots è dedicata proprio a questo: atmosfere, ambizioni e decadenza.
La sensazione che si ha camminando per gli appartamenti dell’hotel, per il ristorante o anche solo per la piazza rimanda ad un senso di soggezione ed anche di terrore… questa struttura ormai fatiscente incute timore e rispetto… Certamente tutti i vari graffiti che ora ci sono su tutte le pareti contribuiscono a questa sensazione, essendo uno più inquietante dell’altro…
E’ una meta da tenere conto se si abita in Lombardia, ma di sicuro quello che vi consiglio è di andarci di giorno e in gruppo…. di notte non ci starei per un minuto neanche per tutto l’oro del mondo!
Tabella Riassuntiva della Storia di Consonno
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1962 | Il Conte Mario Bagno acquista il territorio di Consonno. |
| 1965-1973 | Anni d'oro di Consonno come "Las Vegas italiana". |
| 1966 | Prima frana che ostruisce la strada d'accesso. |
| 1976 | Seconda frana distruttiva che isola Consonno. |
| 1981 | Ultimo tentativo di riqualifica da parte di Mario Bagno. |
| 2014 | Gli eredi di Mario Bagno mettono in vendita la proprietà. |
TAG: #Bagno
