Acqui Terme, situata sulla sponda sinistra del fiume Bormida, è una città con una ricca storia che risale all'epoca romana. Originariamente conosciuta come Aquae Statiellae, la città fu fondata tra il II e il I secolo a.C., durante il periodo della romanizzazione dell'Italia nord-occidentale, attorno alla sorgente d'acqua calda chiamata "Bollente".

Le Origini Romane di Aquae Statiellae

La storia di Acqui Terme è profondamente legata alla presenza delle sorgenti termali, note fin dai tempi dei Liguri Statielli. Con l'occupazione romana, Aquae Statiellae divenne un centro di grande importanza, ulteriormente potenziato dalla costruzione della via Aemilia Scauri nel 109 a.C., che favorì il commercio e lo sviluppo della città. Acqui si trasformò in una vera città, dotata di servizi avanzati come l'acquedotto e le fognature, e ricca di monumenti, tra cui le terme, considerate tra le migliori dell'impero da Plinio il Vecchio.

Resti Archeologici: Testimonianze del Passato Romano

Cinque distinte aree archeologiche testimoniano il passato romano di Acqui Terme. I resti dell'impianto termale di epoca romana sono situati in corso Bagni. Collocato in corso Bagni 7, il sito che ospita i resti dell’impianto termale è aperto alle visite, libere e gratuite, il sabato e la domenica, dalle ore 15:30 alle 17:30.

Il Calidarium in Corso Bagni

Proprio da questa sorgente proveniva l’acqua che riempiva le piscine delle terme, di cui sono stati ritrovati il calidarium (il più caldo dei tre ambienti termali); collocato in corso Bagni, questo sito presenta i resti della piscina, che originariamente doveva essere rivestita in marmo, e di alcuni ambienti affiancati al calidarium.

Casa-Bottega in Via Cassino

Sono invece situati in via Cassino i sei ambienti di una casa-bottega. Imperniata su un cortile centrale, questo edificio, risalente al I-II secolo d.C. ospitava un laboratorio artigianale destinato alla produzione di vasellame ceramico.

Il Teatro Romano in Via Scatilazzi

Nelle vicinanze delle terme, presso l’attuale via Scatilazzi, sorgeva il teatro di epoca imperiale; sfruttava il pendio del colle, ed era caratterizzato da gradinate intagliate direttamente nel banco roccioso. Trattandosi invece di aree aperte, il teatro (via Scatilazzi, Acqui Terme- AL; coordinate Lat. 44°40’30.39″N, Long. 8°28’16.15″E) e l’acquedotto (coordinate Lat. 44°39’58.38″N, Long. 8°28’1.25″E) sono sempre visibili. La scena, a ridosso della Bollente, si trova oggi sotto alcuni palazzi moderni.

Tempio tra Via Aureliano Galeazzo e Corso Cavour

I resti di un edificio interpretato come tempio sono invece venuti alla luce nell’area tra via Aureliano Galeazzo e corso Cavour; di incerta interpretazione, consistono in un porticato lungo circa 20 metri, diviso in due da una fila di pilastri.

L'Acquedotto Romano

Ultima area è quella che ospita due tratti dell’antico acquedotto, risalente probabilmente all’epoca augustea; conta un totale di quindici piloni in muratura, che si elevano per 15 metri, rastremandosi verso la sommità, e sorreggono le arcate, conservatesi in quattro casi. I due tronconi si trovano sulla sponda destra del Bormida, a sud dell’abitato.

Sulla sponda opposta della Bormida, ben visibili dal ponte Carlo Alberto, campeggiano i resti dell’acquedotto romano. Si tratta di 15 pilastri e 4 archi risalenti all’epoca imperiale, che facevano parte della conduttura, lunga 13 chilometri, che riforniva la città con l’acqua del torrente Erro.

La Piscina Romana in Corso Bagni

La grande piscina - i cui resti sono stati individuati presso l’attuale corso Bagni - costituiva un settore importante di un vasto complesso termale risalente all’età imperiale romana. Ritrovata nel 1913 durante la costruzione dei nuovi portici, immediatamente a sud dell’Hotel Nuove Terme, la struttura fu all’epoca esplorata solo parzialmente prima di essere in parte reinterrata ed in parte inglobata nel piano cantinato del palazzo allora in costruzione. Ulteriori scavi effettuati negli anni ’70 evidenziarono la presenza di altre notevoli strutture che facevano già presumere una estensione del complesso termale verso nord.

La piscina presenta forma rettangolare e dimensioni considerevoli (m 13 x m 6,5). La vasca è scavata direttamente nella roccia e chiusa all’intorno da un poderoso muro perimetrale in scaglie di pietra che sorreggeva la copertura. L’accesso poteva avvenire da ogni lato, poiché l’intero perimetro murario che la delimita presenta tre gradoni, di altezza differente, dai quali si poteva scendere all’interno della vasca; sui lati lunghi essa è costeggiata da un largo corridoio mentre sui lati brevi si trova un passaggio molto più stretto.

In origine, l’ambiente doveva essere coperto da una volta rivestita da mosaici in tessere di pasta vitrea colorata (rinvenute in gran quantità nel corso degli scavi) e dotato di ampie finestre protette da vetrate. La piscina era rifinita con materiali di gran pregio.

Le Terme di Acqui Oggi

Oggi, Acqui Terme continua ad essere rinomata per le sue acque termali, con stabilimenti come le Antiche Terme, le Nuove Terme e il Lago delle Sorgenti che offrono una varietà di trattamenti termali e benessere. La città conserva con orgoglio le sue testimonianze storiche e archeologiche, offrendo ai visitatori un'esperienza unica tra storia, cultura e benessere termale.

Il complesso termale di Acqui è costituito dagli stabilimenti Antiche Terme e Regina in zona Bagni, e dallo stabilimento Nuove Terme in pieno centro città.

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