La Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.) è un documento fondamentale per attestare la sicurezza e l'efficienza energetica degli edifici. In particolare, si concentra sulla conformità degli impianti alle normative vigenti in materia di sicurezza, efficienza energetica e funzionalità.
Cos'è la Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.)?
La Dichiarazione di Rispondenza è stata introdotta dal DM 37/08 ed è un documento sostitutivo della Dichiarazione di Conformità, prevista dalla Legge 46/90 e regolamentata dal D.P.R. 447/91, con lo scopo di andare a sanare dal punto di vista documentale quegli impianti in cui la Dichiarazione di Conformità non fosse presente o reperibile.
Contrariamente, la Dichiarazione di rispondenza è un sostituto della DiCo in determinati e specifici casi, ad esempio quando la Dichiarazione di Conformità non può essere reperita in alcun modo.
La norma che disciplina tale documentazione è la Legge 46/90 evolutasi poi nel D.M. 37/08. Se la "conformità" è inesistente è possibile sostituirla con il Di.Ri (DIchiarazione di RIspondenza).
La DI.RI sostituisce a tutti gli effetti la certificazione di conformità degli impianti quando quest’ultima non è più reperibile. Viene elaborata da un nostro tecnico con almeno 5 anni di esperienza (ingegnere, architetto, geometra o perito tecnico).
Quando è Obbligatoria la Dichiarazione di Rispondenza?
La DiRi potrà essere rilasciata unicamente per gli impianti installati prima del 27 marzo 2008. La DIRI può essere rilasciata solo per gli impianti realizzati prima del 27/03/2008, data di entrata in vigore del DM 37/08. Inoltre, questi impianti devono essere successivi al 13/03/1990.
Inoltre, può essere richiesta solo per gli impianti installati nel periodo di tempo che va dal 1990 al 2008. Come prevede infatti la normativa n.37 di gennaio 2008, se il tuo impianto è stato installato dopo quella data, dovrai per forza rinnovarlo da zero.
La Dichiarazione di Conformità per gli impianti post 2008 e la Dichiarazione di Rispondenza per gli impianti pre 2008 non sono solo obbligatori, ma anche necessari. Infatti, sono propedeutici all’ottenimento del Certificato di Agibilità, che a sua volta è necessario per vendere casa.
Chi Rilascia la Dichiarazione di Rispondenza?
La Dichiarazione di rispondenza viene rilasciata da un professionista abilitato (ingegnere, architetto, perito industriale). La responsabilità di redigere la dichiarazione di rispondenza ricade sull’installatore che ricopre il ruolo di responsabile tecnico di un impresa da almeno cinque anni o sul professionista, il quale deve essere necessariamente iscritto ad un ordine professionale, come ad esempio un ingegnere o un architetto, da almeno 5 anni.
Firmando questo documento, egli e l’impresa, si dichiareranno responsabili della sicurezza dell’impianto.
Come Ottenere la Dichiarazione di Rispondenza per un Impianto Non Conforme?
- Suddividere l’impianto in sezioni distinguibili:
- sezione dell’impianto conforme alla Regola dell’Arte.
- sezione dell’impianto non conforme alla Regola dell’Arte.
- Redigere una Dichiarazione di Rispondenza specifica per la sezione dell’impianto che risulta adeguata e conforme.
- Pianificare gli interventi necessari per adeguare la sezione che non risulta certificabile, seguendo le disposizioni previste dall’articolo 5 del D.M. 37/08, che fa riferimento al progetto dell’impianto.
- Incaricare imprese abilitate eseguire gli interventi di adeguamento, ai sensi dell’articolo 3 del D.M.
Documenti Necessari per la Dichiarazione di Rispondenza
Per poter compilare correttamente la dichiarazione di rispondenza è necessario attuare diverse tipologie di esami, misure e prove. Ciò si traduce in documenti da allegare alla dichiarazione, alcuni dei quali sono necessari, altri, invece, sono opzionali.
Documenti Necessari:
- Schemi o progetti dell’impianto
- Eventuali planimetrie
- Relazione finale che descriva a livello tecnico lo stato dell’impianto
Documenti Opzionali:
- Schede di controllo
- Fotografie
- Caratteristiche tecniche dei materiali utilizzati (dove possibile)
- Altri documenti già esistenti che possono aiutare a valutare al meglio la conformità dell’impianto
È importante conservare questi documenti in modo sicuro, in quanto potrebbero essere richiesti in caso di controlli o verifiche.
Costo della Dichiarazione di Rispondenza per Impianto Idraulico
I prezzi indicati per la certificazione di un impianto idraulico rappresentano solo delle stime indicative: per conoscere i costi reali consigliamo di richiedere preventivi. Il costo per fare una dichiarazione di rispondenza può variare in base a diversi fattori.
Fattori che Influenzano il Costo:
- Dimensioni dell’impianto: Un impianto di grandi dimensioni richiede più lavoro e risorse, il che potrebbe influire sul costo complessivo.
- Complessità del progetto: Se l’impianto ha requisiti particolarmente complessi o richiede soluzioni tecniche avanzate, potrebbe essere necessario un lavoro aggiuntivo, che potrebbe riflettersi sul costo.
- Professionista o azienda scelta: I professionisti e le aziende possono addebitare tariffe diverse in base alla loro esperienza, reputazione e competenze specifiche.
- Costi di verifica: Potrebbe essere necessario sostenere dei costi aggiuntivi per i controlli e le verifiche degli enti competenti.
Solitamente, il costo si aggira intorno ai 350 euro, non considerando i costi per eventuali lavori per adeguare le parti dell’impianto non a norma. Attenzione, il costo presentato è puramente indicativo.
Comunque, ti consiglio di chiedere un preventivo per avere un prezzo certo.
Sanzioni per la Mancata Dichiarazione di Rispondenza
La mancata presentazione della dichiarazione di rispondenza è un’infrazione alle norme di sicurezza e può comportare sanzioni legali. Oltre alle conseguenze legali, può mettere a rischio la sicurezza delle persone e dell’edificio.
Le sanzioni per la mancata dichiarazione di rispondenza possono includere multe, sospensione dell’attività o persino azioni penali in caso di incidenti gravi causati da un impianto non conforme.
Il proprietario che, certo non per colpa sua, si ritrova senza Dichiarazione di Conformità, si ritrova con un immobile sostanzialmente non commerciabile.
Come Risparmiare sulla Dichiarazione di Rispondenza
Come abbiamo visto, i prezzi sono abbastanza variabili. Infatti, sono a parziale discrezione dell’impresa che realizza l’impianto o che produce la DIRI. Ciò rappresenta un vantaggio per il cliente, che dunque può puntare a risparmi significativi. L’importante, però, è farlo senza mettere in secondo piano la qualità.
Come fare? Semplice: utilizzando l’arma dei preventivi. Questo è l’unico metodo efficace per risparmiare e godere di un buon servizio.
Per facilitare il processo di ricerca, affidatevi ai portali di confronto preventivi, i quali oltre a offrire info specifiche sui costi forniscono efficaci punti di contatto tra domanda e offerta.
Certificazione Impianto Idraulico: Requisiti, Costi
Quando si installa, modifica o sostituisce un impianto idraulico, è obbligatorio certificare che l’intervento sia stato eseguito a regola d’arte e nel rispetto delle normative vigenti. Questa certificazione prende il nome di dichiarazione di conformità. In questo articolo spieghiamo quando serve, chi la rilascia, quanto costa e cosa fare se manca.
Cosa ci vuole per certificare un impianto idraulico?
Per certificare un impianto idraulico serve:
- L’intervento di un installatore abilitato ai sensi del D.M. 37/2008
- L’esecuzione dell’impianto secondo le norme UNI e CEI
- La compilazione e firma della dichiarazione di conformità
Allegati obbligatori:
progetto (se richiesto), schema dell’impianto, certificati dei materiali usati
Solo un tecnico abilitato può certificare l’impianto. I lavori fai-da-te non sono certificabili.
Quanto costa la certificazione di un impianto idraulico?
Il costo della certificazione varia in base al tipo di impianto e alla sua complessità:
- Impianto idraulico standard (casa singola): da €100 a €300
- Impianti complessi o con progetto: da €300 a oltre €800
- In caso di impianto esistente da regolarizzare: può servire una dichiarazione di rispondenza (DIRI), che costa anche €250 - €600
Il costo può essere incluso nel prezzo totale dei lavori.
Quando è obbligatoria la certificazione degli impianti?
La dichiarazione di conformità è obbligatoria nei seguenti casi:
- Nuova installazione di un impianto idrico o sanitario
- Ristrutturazione dell’impianto idraulico esistente
- Sostituzione della caldaia o scaldabagno
- Realizzazione di un nuovo bagno o cucina
- Allaccio alla rete idrica
È obbligatoria anche per la vendita o locazione di un immobile, in quanto documentazione tecnica necessaria.
Come ottenere un attestato idraulico?
L’attestato (dichiarazione di conformità) viene rilasciato da:
- Un idraulico professionista iscritto alla Camera di Commercio
- Un’impresa installatrice abilitata secondo il D.M. 37/2008
Dopo l’intervento, il tecnico compila e firma la dichiarazione e la consegna al committente, allegando anche eventuali certificati di materiali e impianti.
Cosa serve per certificare impianti?
Per certificare un impianto servono:
- Dati del committente
- Descrizione dettagliata dei lavori eseguiti
- Dati tecnici dell’impianto
- Relazione dei materiali e dispositivi installati
- Schema dell’impianto (se richiesto)
- Eventuale progetto firmato da tecnico abilitato (se richiesto)
Il modulo deve essere firmato dal responsabile tecnico dell’azienda installatrice.
Come capire se l’impianto idraulico è a norma?
Un impianto è considerato “a norma” se:
- È stato realizzato secondo le normative UNI, CEI e D.M. 37/2008
- Ha una dichiarazione di conformità
- Rispetta i requisiti di sicurezza e funzionalità
- I materiali e dispositivi sono marchiati CE
- È stato eseguito da un installatore abilitato
In mancanza di documentazione, non è possibile dimostrare la regolarità dell’impianto.
Quanto dura la dichiarazione di conformità dell’impianto idraulico?
La dichiarazione non ha una scadenza, ma resta valida fino a modifiche o rifacimenti dell’impianto.
Tuttavia:
- Deve essere conservata per eventuali controlli futuri (vendita, ristrutturazione, incidenti)
- In caso di modifica, serve una nuova certificazione
Cosa deve rilasciare l’installatore della caldaia?
Quando si installa una caldaia, l’installatore deve rilasciare:
- Dichiarazione di conformità dell’impianto gas e idraulico
- Libretto d’impianto aggiornato
- Registrazione del collaudo e messa in funzione
- Certificazione energetica (se richiesta)
La mancata consegna può comportare multe o invalidità della garanzia del produttore.
Come guadagna un installatore idraulico?
Un idraulico guadagna mediamente:
- Dipendente: €1.400 - €2.200 netti/mese
- Libero professionista: €30 - €60/ora, o più in caso di urgenze
Il guadagno varia in base all’esperienza, zona geografica e tipo di interventi svolti.
Come si fa se l’idraulico non mi dà la dichiarazione di conformità?
Se l’idraulico si rifiuta:
- Chiedi formalmente la documentazione per iscritto
- Ricorda che è un obbligo di legge
- Informa l’Ordine professionale o la Camera di Commercio
- Puoi rivalerti legalmente per inadempienza contrattuale
Senza conformità, non puoi vendere o affittare l’immobile, né garantire la sicurezza dell’impianto.
Chi fa le certificazioni degli impianti?
Possono certificare solo:
- Installatori abilitati secondo il D.M. 37/2008
- Aziende con responsabile tecnico iscritto alla CCIAA
- In alcuni casi, tecnici progettisti (ingegneri, periti, geometri) quando serve un progetto
Non è possibile certificare un impianto realizzato da persone non abilitate.
Cosa succede se non ho la dichiarazione di conformità?
Le conseguenze sono:
- Impossibilità di vendere l’immobile
- Rischio in caso di sinistri: l’assicurazione potrebbe non coprire danni
- Multe fino a €10.000
- Impossibilità di ottenere l’APE (Attestato di Prestazione Energetica)
Come posso certificare un impianto idraulico già esistente?
Se l’impianto è stato realizzato in passato e manca la conformità, si può richiedere:
- Una Dichiarazione di Rispondenza (DIRI)
Chi la può rilasciare:
- Un tecnico abilitato, con almeno 5 anni di esperienza documentata
Dopo sopralluogo e verifica tecnica dell’impianto
La DIRI non è sempre accettata: dipende da Comune, Regione e situazione dell’immobile.
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