L'immagine del corpo femminile nudo è stata una fonte di ispirazione cruciale per gli artisti attraverso i secoli. Incarnazione di bellezza, mistero, desiderio e proibito, il nudo è sempre stato una forte fonte d'ispirazione.
Il Nudo nell'Arte: Dal Medioevo al Rinascimento
Tuttavia, nel Medioevo, la nudità era associata al peccato, quindi pochi artisti si arrischiavano a raffigurarla. Il Rinascimento segnò l'inizio di un cambiamento, perché in un impeto di libertà, il soggetto del nudo fu ripreso dagli artisti.
Nonostante questa recrudescenza, il pudore religioso era ancora molto presente e i codici pittorici non furono stravolti immediatamente. Da Michelangelo a Da Vinci, il corpo nudo è glorificato ma sempre controllato, molto spesso come parte della mitologia antica (spesso raffigurante Venere). Simonetta Vespucci, la modella che ispirò la Venere di Botticelli (1445-1510), era considerata la personificazione della bellezza veneziana. La sua forma nuda era strategicamente drappeggiata e coperta. Un secolo dopo, Tiziano introdurrà anche la sua Venere di Urbino, che mostra una voluttuosa forma nuda, ma copre ancora la zona genitale.
Il Nudo nell'Epoca Moderna
Facciamo un grosso balzo in avanti fino a Francisco de Goya (1746-1828), il pittore spagnolo noto per aver catturato il corpo femminile. Nella Spagna cattolica durante un XIX secolo ultraconservatore, Goya, senza oneri teologici o politici, dipinse donne nude, euforiche e libere.
La Maja desnuda, uno dei dipinti più famosi dell'artista, sarebbe una delle prime opere d'arte occidentali a rivelare un pube femminile senza usare l'alibi della mitologia. Jean-Auguste-Dominique Ingres, quando dipinse La Grande Odalisque nel 1814, allungò deliberatamente il corpo (la schiena e il braccio destro sono troppo lunghi, l'angolo della gamba sinistra è innaturale) per promuovere la bellezza immaginata del modello piuttosto che la precisione anatomica.
Nel 1866, fu il turno di Gustave Courbet di colpire i titoli dei giornali con un nudo femminile che spinse i limiti del presentabile. Courbet rifiutava la pittura accademica e i suoi nudi eccessivamente lisci e si vantava del realismo nella sua pittura.
All'alba del XX secolo, Edgar Degas ha offerto al mondo disegni di donne nude in privato, spesso mentre si preparavano o mentre facevano il bagno, delineando con una linea scura e sensuale i contorni dei loro corpi. Anche pittori d'avanguardia come Picasso e Braque hanno lavorato sul tema, ma da una prospettiva completamente nuova. Sia in Les Demoiselles d'Avignon (1907) o Le Grand Nu (1907-1908), le opere si impongono come visioni del corpo, ben oltre il corpo stesso.
All'inizio del XX secolo, la nudità era usata come strumento per scavare in profondità nella psiche. Anche Henri Matisse ha interpretato il nudo in uno stile unico e riconoscibile.
Degas e il Nudo: Una Rivoluzione Artistica
Degas e il nudo giunge dopo i tributi a Claude Monet e Edouard Manet che il dOrsay ha proposto nel 2010 e nel 2011. Circa 160 opere, tra sculture, disegni e dipinti, saranno esposte al pubblico fino al primo luglio, segnando, dopo 24 anni, il ritorno di una grande mostra dedicata a Degas al Musée d'Orsay.
La donna viene ritratta in un modo non idealizzato e in situazioni di quotidianità con tecniche differenti: dal carboncino ai pastelli, dalla scultura alla pittura. Lontana dalla sua rappresentazione classica, la donna di Degas riscopre la naturalezza e si lascia andare a piaceri carnali, senza civetteria, ma con la semplicità che caratterizza l'animo umano.
Così conosciamo lartista, su questi aspetti le mostre e la critica darte si sono principalmente soffermate, prestando scarsa attenzione ad unaltra costante nella sua carriera: il nudo, appunto, che lui ha reinventato e reso moderno.
Nelle sette sezioni ordinate secondo un percorso cronologico e tematico assieme, si parte dal classicismo iniziale di Degas per giungere a quelle figure semplificate che tanto influenzarono i giovani Toulouse-Lautrec, Gauguin, Picasso, Matisse, si ammirano i famosi pastelli delle donne intente a fare toilette e i monotipi (una sorta di stampa molto vicina alla fotografia) di quei bordelli scoperti solo dopo la sua morte e a lungo considerati non mostrabili perché pornografici.
Con lui basta Veneri sospese dal tempo, basta mitizzazioni; le donne di Degas appartengono al quotidiano, alla contemporaneità. I loro gesti appartengono alla vita pur essendo grazia pura. Voglio guardare attraverso il buco della serratura, diceva. Per vedere la verità nuda, la naturale sensualità del corpo, del gesto che non si sa se appartenga a una modella o a una lavandaia.
Courbet e il Corpo Femminile
Gustave Courbet (1819-1877), indiscusso caposcuola del Realismo francese dell’Ottocento, fu un artista provocatore, anticlericale e rivoluzionario. Un quinto della sua produzione pittorica è consacrato alla donna: quasi per duecento volte, infatti, l’artista dipinse un soggetto femminile, nudo o vestito, senza privilegiare contadine o prostitute, borghesi o duchesse.
Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta l’artista produsse una serie di tele raffiguranti nudi femminili che destarono, uno dietro l’altro, lo sdegno del pubblico e della critica. Il quadro con Le bagnanti, presentato al Salon del 1853, si attirò, addirittura, un commento sarcastico dell’imperatrice, che paragonò la robusta modella a una giumenta, ossia a una robusta cavalla da soma: «questa contadina nuda, è anche lei di razza percheron?» sussurrò passando davanti al quadro di Courbet.
L’immagine, di per sé, non è affatto oscena: due donne si apprestano a fare un bagno; una è ancora completamente vestita e l’altra, vista di schiena, si è solo parzialmente denudata. Ma il punto è proprio questo: si trattava di due donne vere, due contadinotte, nemmeno belle. La figura spogliata ostenta forme assai morbide e cellulitiche, mancando della più elementare forma di idealizzazione.
Courbet ne era cosciente; d’altro canto, secondo lui, ricercare la perfezione classica non aveva proprio senso: le donne vere non sono come quelle che raffiguravano gli accademici e la bellezza ideale non esiste. Le sue donne nude riuscirono a creare scompiglio anche quando non assunsero pose licenziose, non furono ammiccanti e non agirono in ambienti equivoci, come nel caso de La sorgente.
La Toilette: Un Tema Ricorrente
Quando Edgar Degas faceva posare in studio le sue modelle per ritrarle in varie posizioni, mentre entravano, si lavavano o uscivano da una vasca, pretendeva che si muovessero e si comportassero come quando erano sole nell’intimità della loro abitazione, e cioè come se non ci fosse di fronte a loro il pittore che le scrutava fin nei minimi particolari.
Alcuni magnifici quadri di Degas insieme ad altri (come un vibrante ed etereo nudo sognante che fluttua allungato in una vasca di Bonnard, una donna nuda che si pettina allo specchio di Manet, e un misterioso nudo di schiena sempre allo specchio di Eugène Lomont) sono i pezzi portanti della sezione dedicata alla «Toilette in tutti le sue forme moderne», all’interno del percorso storicamente articolato della mostra «La toilette.
Attraverso un centinaio di opere antiche e moderne (incisioni, arazzi, dipinti, sculture e fotografie) viene visualizzata l’evoluzione dei riti della pulizia, i comportamenti e gli spazi dedicati a queste pratiche. Si inizia all’alba del Rinascimento francese con un sontuoso arazzo (del 1500 circa) proveniente dal Museo di Cluny, un episodio della vita signorile che ci mostra una nobildonna nuda immersa in una vasca in mezzo a un giardino con attorno varie dame e paggi che offrono gioielli, fiori e che suonano strumenti.
In un dipinto della scuola di Fontainbleau vediamo invece due gentildonne nell’acqua, ma con delle camicie, rituale che rimanda alla purificazione dopo il parto. E dunque il bagno non serve qui per lavarsi, è un elemento allegorico, oppure come in altre scene tipo quella di Susanna al bagno con i vecchi guardoni che la spiano (di Tintoretto) è un pretesto per illustrare maliziosamente, con un soggetto biblico, la virtú del pudore. Di ben altro livello, nella sua incantevole semplicità, è il capolavoro di Georges de La Tour: la visione di un’umile donna seminuda, in camicia da notte, che alla luce tremolante di una candela, cerca di levarsi una pulce.
Tabella Riepilogativa Artisti e Opere
| Artista | Opera | Anno |
|---|---|---|
| Sandro Botticelli | La Nascita di Venere | 1484-1485 |
| Tiziano | Venere di Urbino | 1534 |
| Francisco de Goya | La Maja desnuda | 1795-1800 |
| Jean-Auguste-Dominique Ingres | La Grande Odalisque | 1814 |
| Gustave Courbet | L'Origine du monde | 1866 |
| Edgar Degas | Dopo il bagno, donna che si asciuga | 1899 circa |
TAG: #Bagno
