Sto aspettando annoiata e irritata che un artigiano venga a casa per alcune riparazioni non più dilazionabili.
È un quarantenne, Ruggero dall’imponente struttura e dotato di una virile fascino.
Appena mi inquadra non nasconde la sua meraviglia e ammirazione.
Indosso un vestitino rosa sopra il ginocchio - che con il suo, pur discreto in verità, décolleté mi valorizza - sandali e persino lo smalto delle unghie dei miei piedi in pendant.
- Il rosa le dona moltissimo. Quei sandaletti poi, sono proprio sexy.
Credo che suo marito sia molto fortunato, mi intende, no?
- Mi perdoni se son stato zotico. Sono un impulsivo e dico le cose così come mi vengono in mente.
- Lei è simpaticissimo, non ha nulla da farsi scusare.
Scuote la testa e mi fissa, con sguardo sensuale, e sospira.
Il lavoro da svolgere in questo momento non è la sua principale preoccupazione.
La situazione mi diverte e son curiosa di vederne gli sviluppi.
- Comunque la lascio lavorare in pace.
Mi fa un cenno di diniego, e poi mi radiografa dalla testa ai piedi, spogliandomi, mentre io comprendo molto bene che se gli offrissi una certa cosa, certo accetterebbe con entusiasmo.
Sono blandita per gli apprezzamenti, solleticata nella mia vanità, finanche eccitata ma incerta sul da farsi.
È palese che ormai Ruggero si è spinto molto avanti.
Sta a me farlo progredire o respingerlo.
Sono a un bivio nel decidermi fra il cogliere questa opportunità da cui mi sento attratta, oppure da sposa fedele rinunciare ai piccanti sviluppi e chiuderla qui.
Due braccia possenti mi sorreggono e mi salvano dalla possibile caduta.
- Grazie a lei, si. Mi sembra tutto a posto.
- Mi ci faccia dare un’occhiata, me ne intendo un po’, facendo attività sportiva.
Mi slaccia il cinturino alla caviglia del sandalo e il mio piede scompare dentro quella manona d’acciaio inaspettatamente delicata e calda.
- Il suo piedino è bellissimo - lo contempla sensualmente, lo accosta al suo volto, lo sfiora galantemente con le labbra.
- Bello e saporito -.
- Ma non c’è ragione di provare imbarazzo! I miei amici sostengono che sono feticista e forse corrisponde al vero, ma come le accennavo poco fa, l’odore di una bella femmina è un valore aggiunto, da qualsiasi parte provenga e stimola i miei sensi.
Per scacciare il mio disagio, rido civettuola, socchiudo gli occhi e apro allusivamente le labbra: è un invito.
Ruggero non aspetta altro.
La sua mano ora, abbandonato il mio piede, si sposta sotto la gonna.
Mi palpa e può percepire l’umido della mia figa che bagna le mutandine.
Mi bacia e con la lingua oltrepassa le mia labbra e cerca la mia lingua e duella con essa.
Mi sta piacendo, ma ipocritamente fingo una pudica resistenza.
- No, no basta così! Ci siamo spinti troppo fin là. Poi sono sposata.
Il reggiseno è strappato via e le mie prosperose mammelle, ora libere, si muovono, ondeggiando morbidamente; le sue mani ora le impastano, le strizzano.
- Queste belle tette non mentono, non c’è silicone, son tutte naturali, soffici.
I capezzoli sembrano schizzare via tanto son turgidi.
Le natiche vengono afferrate saldamente e piacevolmente palpeggiate.
Lo conduco, emozionata, nelle mia camera da letto.
Mi tolgo gli slip e sono nuda, a sua completa disposizione, eccitata e impaziente.
- Te lo faccio io il bidet -, mi stende sul letto, allarga le gambe e comincia con la lingua a spennellarmi, fra le mie cosce bollenti.
- Come potrei perdermi questo tripudio di odori e sapori? Chi non sa apprezzare tutto questo, come può definirsi un vero maschio?
- Sei bravo! Ora tocca a me.
Lo aiuto a svertirsi e gli afferro il cazzo, davvero notevole.
S’insuperbisce al complimento.
Lecco lo scroto sensualmente.
Sostengo dolcemente i due testicoli e con l’altra mano, alternativamente stringo e rilascio il pene.
Finalmente la mia bocca corre per tutta la lunghezza dell’asta e la mia lingua lecca tutte le sue superfici.
Il glande è scoperto e in attesa, ma prima di prenderlo nella mia bocca, continuo a leccare l’asta.
Infine con movimenti di risucchio lo faccio scendere verso la gola e quindi risalire.
Continuo, apprezzando le dimensioni ulteriormente lievitate, e la consistenza durissima.
Solleticato nel suo amor proprio spinge con decisione il suo grosso membro, duro come un sasso dentro di me.
Sono tutta bagnata e così il voluminoso cazzo scivola abbastanza agevolmente fra le pareti vaginali che, dilatate, si contraggono, lo avvolgono aumentando il piacere mio e suo.
Mi prende selvaggiamente, variando le posizioni, concludendo con una penetrazione profonda da dietro, da dominatore.
Sono rullata, sto per raggiungere un secondo orgasmo.
Non posso urlare per via dei vicini, ma gemo e ansimo.
Ruggero mi segue a ruota con la sua estasi, eiaculandomi dentro la figa il suo liquido cremoso, caldo, lanciando mugolii di godimento.
Ci riprendiamo dalle fatiche amorose rimanendo stesi sul letto.
Mi piace l’odore del sesso e l’afrore di maschio del suo corpo sudato.
Dalla mia vagina il liquido del piacere del mio amante fuoriesce gocciolando sui lenzuoli.
Ruggero guarda il mio corpo nudo con occhi che brillano, non ancora sazi.
Finiamo insieme sotto la doccia.
Sotto i getti caldi, le carezze, e i baci, si rifà strada l’eccitazione.
Lui gioca voluttuosamente con le mie burrose tette, rese scivolose dall’acqua frammista a bagnoschiuma, mi allarga i glutei, si diverte a esplorare ogni anfratto del mio corpo.
I miei gemiti e miagolii sono testimoni della mia voglia ritrovata.
La sua verga si innalza nuovamente, superba.
- Ehi madame, per chi mi prendi? Sono priva di inibizioni.
- Non vorrai essere noioso e sfruttare ancora la stessa strada; c’è una via nuova da percorrere.
- Insomma mi stai dicendo che vuoi offrirmi il tuo bel didietro?
- Bene, affare fatto! Ma concedimi un secondo.
Mi mancava da tempo una bella scopata del culo e me la sto proprio godendo.
Un altro fantastico orgasmo!
- Spingilo quel bell’uccello su, su dentro il mio culo, insisti, non fermarti -.
È bello sentirsi riempita da quella verga che mi palpita dentro facendomi sentire deliziosamente soggiogata.
- Anche l’ingoio, mi vuoi far morire?
Il pomeriggio, che nelle sue premesse appariva sprecato, è stato fantastico e son stata ricompensata con gli interessi.
- Sei una gran bella figa e le tue stupende forme mi hanno fatto godere; soprattutto esprimi una carica, una forza sessuale indescrivibili.
Quello che abbiamo fatto oggi lo metto al primo posto nella mia personale classifica e voglio sperare che tu abbia apprezzato la mia prestazione tanto da sperare di poter prestare la mia opera in altre occasioni.
- Non dubitare.
Terminato il lavoro Ruggero se ne va compiaciuto ed io mi immagino che magari racconterà agli amici di questo bollente pomeriggio, delle sue prestazioni amatorie, delle mie lussuriose voglie, descrivendo in termini entusiasti il mio corpo.
Rassetto il letto, cambiando le lenzuola bagnate dei nostri umori, arieggio la stanza che ancora odora dei nostri giochi sconci.
Ora che tutto è a posto mi rilasso con i miei sensi appagati.
Mentre attendo il ritorno del mio uomo, che ho appena tradito, languidamente ripercorro, in sequenza, le fasi esaltanti di questo pomeriggio seduta in poltrona ad gli occhi chiusi.
Quando li riapro già un tramonto infuoca l’orizzonte, e una brezza straordinariamente dolce mi accarezza e mette in fuga i miei scrupoli impedendo loro di divenire rimorsi.
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