Il 9 aprile 2024, una grave esplosione si è verificata nella centrale idroelettrica di Bargi, situata nel bacino artificiale di Suviana, nel comune di Camugnano, sull'Appennino Bolognese. L'incidente ha causato la morte di sette persone e il ferimento di altre cinque.
Cosa è successo alla centrale idroelettrica di Bargi?
Attorno alle 15:00 si è verificata un'esplosione in una delle due centrali idroelettriche che regolano il bacino artificiale di Suviana di Camugnano, comune dell'Appennino Bolognese. L'ultimo bilancio, secondo la prefettura di Bologna, è di 4 morti accertati, cinque feriti gravi, tre dispersi mentre tre persone sono rimaste illese.
I feriti gravi della strage sul lavoro della centrale Enel di Suviana sono stati ricoverati negli ospedali di Parma, Cesena, Forlì e Pisa, riferisce il prefetto di Bologna Attilio Visconti, sul posto col sindaco metropolitano Matteo Lepore e Francesco Notaro, direttore regionale dei Vigili del fuoco. E' quanto si apprende dalla società.
La diga di Suviana non è interessata dall'incidente. Secondo quanto si apprende dai soccorritori, l'esplosione è avvenuta in una centrale di pompaggio e turbinaggio che si trova a circa 2 chilometri di distanza. Al momento dunque non si registra alcun danno alla struttura della diga.
Sono in corso le ricerche e il bilancio potrebbe aggravarsi perché ci sono ancora persone da portare fuori dall’impianto. Sono oltre quaranta i vigili del fuoco impegnati nelle attività di soccorso e ricerca dei dispersi alla centrale idroelettrica di Bargi, nel lago di Suviana sull'Appennino bolognese coinvolta in una pesante esplosione in profondità.
Il sindaco di Camugnano, Marco Masinara, ha riferito che "pare che ci sia stato il crollo di un solaio e i soccorsi sono difficili poiché è entrata molta acqua all'interno dell'ottavo piano interrato".
La centrale di Bargi fa parte degli impianti strategici deputati a garantire il riavvio della rete nazionale in caso di black out.
Le possibili cause dell'esplosione
Fare luce sulle cause dell’incidente alla centrale elettrica Enel Green Power a Suviana, sull’Appennino bolognese, è adesso la priorità di tecnici ed esperti dei vigili del fuoco che insieme ai carabinieri da ieri sono al lavoro all’interno dei 9 piani della centrale. Tre le ipotesi principali: errori di montaggio della turbina durante la manutenzione, una manovra azzardata durante il pre-collaudo o l'uso di materiali non adeguati.
Secondo quanto riferito, al momento dell'incidente erano in corso lavori di manutenzione, "un normale aggiornamento tecnologico che si fa nelle centrali", come spiegato dall'amministratore delegato di Enel Green Power, Salvatore Bernabei. L'intervento era stato pianificato dal settembre 2022 "non per un tema di sicurezza".
Da quanto si è saputo, le componenti meccaniche dell’impianto, ossia turbina e alternatore, sarebbero stati revisionati e risistemati, mentre i comandi oleopneumatici che servono per aprire e chiudere gli interruttori e azionare i comandi di funzionamento siano stati installati ex novo. Il cortocircuito potrebbe essere quindi scaturito da queste parti appena sostituite, oppure da manovre errate o ancora da un errore di progettazione.
Un tecnico esperto nella manutenzione di impianti idroelettrici ha suggerito che un cedimento del materiale isolante che separa le tre fasi dell'alternatore, oppure "un bullone stretto male" avrebbe provocato il contatto tra due fasi, causando un cortocircuito.
Il cortocircuito potrebbe essere quindi scaturito da queste parti appena sostituite, oppure da manovre errate o ancora da un errore di progettazione.
Il cortocircuito potrebbe essere quindi scaturito da queste parti appena sostituite, oppure da manovre errate o ancora da un errore di progettazione.
Per l’esperto non sarebbe in pratica esploso nulla. "L'alternatore ha tre fasi separate da materiale isolante - spiega - Quando il materiale isolante ha un cedimento oppure un bullone è stretto male e due fasi vengono in contatto, si ha appunto il ‘corto circuito’, cioè il circuito elettrico si chiude molto prima di quanto dovrebbe. Il passaggio di corrente tra due conduttori determina sforzi elettrodinamici la cui intensità non è facilmente immaginabile. In pratica l'alternatore, per queste forze, è stato come ‘strattonato’ con una potenza enorme.
L'ipotesi del cortocircuito nell'alternatore
Il professore Francesco Ballio, docente di Idraulica al Politecnico di Milano, ha ipotizzato che la causa dell'esplosione potrebbe essere un cortocircuito nell'alternatore. Secondo Ballio, un problema simile in un impianto di quel tipo è amplificato dalle correnti che circolano in un generatore elettrico e scatena un fulmine che si disperde in uno spazio chiuso: può causare molto calore e un’onda d’urto.
L'alternatore potrebbe aver originato la scintilla che avrebbe innescato l'incendio dei liquidi combustibili presenti nell'impianto e l'eventuale esplosione.
La dinamica dell'incidente
La centrale idroelettrica di Bargi è una centrale a pozzo, che trasforma l'energia potenziale dell'acqua in arrivo dal vicino lago di Brasimone in energia elettrica. L'acqua arriva tramite due grosse condotte che alimentano altrettante turbine collegate attraverso alberi meccanici a due alternatori.
La centrale, alta 54 metri, si sviluppa per tre quarti sotto la superficie dell'acqua. In alto ci sono i due alternatori, mentre più in basso troviamo le due turbine (ai piani -8 e -9).
Un problema meccanico alla turbina potrebbe aver provocato un grande “botto” che è stato scambiato poi per un'esplosione. L'incendio invece potrebbe essere avvenuto ai piani più alti della centrale, nella zona dell'alternatore: per esempio, il danno alla turbina, propagandosi attraverso l'albero, potrebbe aver provocato un corto circuito all'alternatore che avrebbe a sua volta innescato l'incendio.
Il danno alla turbina avrebbe inoltre provocato la rottura di alcuni tubi per la refrigerazione, provocando così l'allagamento dei piani bassi della centrale.
Un tecnico esperto ha ipotizzato che il cortocircuito avrebbe "strattonato" l'alternatore con una forza enorme, strappandolo dalla sua sede e provocando l'allagamento dei locali.
Molto probabilmente nell'istante dell'incidente il secondo gruppo sotto collaudo (il primo gruppo era già stato collaudato positivamente) stava lavorando in generazione, ovvero la turbina trascinava l’alternatore per produrre elettricità mossa sotto il flusso di acqua proveniente dal bacino del Brasimone.
Scollegando in maniera repentina l'alternatore dalla rete, il bilancio delle forze meccaniche agenti sull'albero è venuto meno: la coppia impressa dalla turbina non è più stata controbilanciata da quella di reazione prodotta dall'alternatore, con conseguente aumento del numero di giri di rotazione del gruppo.
Il ruolo dei sistemi di sicurezza
Ovviamente per evitarne la fuga esistono sistemi di controllo ed emergenza che vanno, in maniera del tutto automatica, a intervenire nel più breve tempo possibile per frenare o quantomeno a deviare il flusso di acqua entrante sulla turbina. Ecco, in questo caso, con ogni probabilità questi sistemi di difesa non sono intervenuti, e se così fosse gli inquirenti dovranno proprio indagare sui motivi del perché questa protezione abbia fallito.
Il sistema Scada, una sorta di "scatola nera", della centrale idroelettrica di Bargi è attualmente nelle mani dell'autorità giudiziaria che sta indagando sulla vicenda.
Le conseguenze dell'incidente
A seguito del rilascio incontrollato e violento di energia meccanica, in concomitanza con l'incendio, il solaio tra i piani -7 e -8 è ceduto crollando verso i piani inferiori.
L'inondazione dell'impianto è stata causata sia dall'esplosione e dal danneggiamento degli apparati di raffreddamento della centrale, sia dalla copiosa quantità di acqua dentro la condotta forzata proveniente dall'attiguo lago Brasimone, altro bacino idroelettrico gestito da Enel.
Le operazioni di soccorso
Sono oltre quaranta i vigili del fuoco impegnati nelle attività di soccorso e ricerca dei dispersi alla centrale idroelettrica di Bargi. Le operazioni sono rese difficili dall'allagamento dei piani inferiori della centrale e dal crollo di un solaio.
Situazione attuale
Dopo circa un mese e mezzo dal disastro della centrale idroelettrica di Bargi del 9 aprile 2024, in cui un'esplosione e un incendio hanno colpito la centrale situata sul lago di Suviana causando 7 morti e 5 feriti, la situazione non è molto cambiata: il pozzo contenente gli impianti incidentati è ancora allagato e la falla non ancora arginata.
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