Genova ha visto un notevolissimo sviluppo industriale, con stabilimenti prevalentemente concentrati negli ex-comuni di Sanpierdarena, Cornigliano, Sestri, Borzoli, Rivarolo, Bolzaneto, e nel porto.
Sviluppo Portuale
Vanno citate in primo luogo le opere di completamento del bacino 28 ottobre, situato a ponente del bacino Vittorio Emanuele III e precisamente si estende dal Ponte San Giorgio al molo di sottoflutto sulla sinistra del Polcevera, difeso dalla diga Principe Umberto.
Nello specchio acqueo così racchiuso sono stati costruiti cinque sporgenti: i primi due (Ponti Etiopia ed Eritrea) sono completamente ultimati, arredati di numerose gru elettriche, dei binarî ferroviarî, e dotati di grandiosi magazzini; il terzo (Ponte Somalia) è pure ultimato; il quarto (Ponte Libia) è in via di ultimazione; il quinto è quasi ultimato e sul lato ovest di esso è sorta una nuova grande officina per l'allestimento di navi (Società Ansaldo) già in funzione per l'allestimento della R. N.
Un importante gruppo di opere è quello che venne richiesto dall'entrata in servizio dei grandiosi transatlantici Rex e Conte di Savoia (i maggiori della marina mercantile italiana e tra i maggiori del mondo), e cioè il prolungamento del maggior bacino di carenaggio da m. 240 a m. 260, il taglio della testata del Molo Vecchio per facilitare il passaggio delle nuove navi, la trasformazione del Ponte Andrea Doria e la costruzione su esso di una grande stazione passeggeri dotata di tutti i servizî di cui dispone quella di Ponte dei Mille con la quale è collegata mediante viadotto.
Degne di citazione le opere di collegamento del porto con la nuova autocamionale Genova-Valle del Po e i nuovi allacciamenti ferroviarî.
Questi, che interessano principalmente il nuovo bacino XXVIII Ottobre, consistono in un raccordo provvisorio con le linee uscenti dal bacino Vittorio Emanuele, ma è stato già costruito un tratto importante della nuova linea Bacino XXVIII Ottobre-Succursale dei Giovi, tratto comprendente un notevole viadotto in curva che, salendo dal piano delle calate, valica il Polcevera e la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia.
L'allacciamento della nuova autocamionale col porto è stato realizzato mediante un grande viadotto di circa 180 m. di lunghezza e 20 di larghezza che sorpassa con una sola arcata di 40 m.
Un'importantissima opera portuale, i cui lavori sono molto avanzati, è il nuovo grande bacino di carenaggio che sta sorgendo in prossimità dei tre già esistenti alle Grazie, parallelo a essi e alla distanza di m. 50 dal molo Guardiano.
Quando sarà completamente ultimato, sarà lungo m. 350 e largo m. 40, avrà due entrate (una verso l'interno del porto, per i grandi transatlantici, e l'altra attraverso il taglio del molo Giano, per i bastimenti minori) e potrà essere suddiviso, occorrendo, in tre sezioni adatte alle varie lunghezze delle navi.
Tutti i lavori descritti hanno evidentemente aumentato in modo considerevole la potenzialità del porto di Genova; lo sviluppo delle calate ascende a 13 km. che consentono 130 posti di accosto per navi grandi e piccole; nella zona dei carboni 16 piroscafi di grande tonnellaggio possono scaricare simultaneamente; i magazzini in servizio delle merci sono oltre 60 con una superficie coperta di 270.000 mq.; i depositi per olî minerali possono contenere 70.000 mc. di liquidi; i silo granarî hanno una capacità di circa 70.000 tonn. di grano e dispongono di un impianto meccanico che può aspirare cereali dalle stive di due piroscafi contemporaneamente con una potenzialità di 4500-5000 tonnellate giornaliere.
Porto Aeronautico Industriale
L'attuale idroscalo, utilizzato dalla sezione locale della R.U.N.A. Il nuovo aeroporto consisterà in uno specchio d'acqua per idrovolanti della superficie di 1.500.000 mq. circa (racchiuso da una diga frontale lunga circa 1700 m. e a due moli spiccati da terra pressoché normalmente, dello sviluppo di un km. circa ciascuno) e in un campo per apparecchi terrestri di 450.000 mq. circa in immediata contiguità dell'idroscalo.
Autocamionale Genova-Valle del Po
Importante via di comunicazione, per autoveicoli, da Genova a Serravalle Scrivia, della lunghezza complessiva di 50 km., che consente di prendere le merci dalla stiva delle navi e trasportarle direttamente senza altra spesa di carico e scarico nei magazzini delle industrie del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia che devono lavorarle e trasformarle.
La camionale parte a quota 23 dal piazzale di S. Benigno, segue la valletta di S. Bartolomeo e tagliati i colli Belvedere e Promontorio si affaccia in Val Polcevera per raggiungere Bolzaneto, di dove prosegue risalendo la Val Secca.
Sottopassata la sella di Serra Riccò e attraversato il vallone di Montanesi raggiunge il Colle della Vittoria, displuvio fra i versanti tirrenico e adriatico, sottopassandolo a quota 413,30, la massima dall'arteria.
Prosegue poi per la Valletta del Capellino e raggiunge la Valle Scrivia a monte di Busalla.
La sede stradale è larga metri 10, di cui 9 pavimentati, consentendo tre piste di tre metri ciascuna; quelle laterali per i due sensi di marcia e la centrale per il sorpasso.
La pavimentazione è di tre tipi: calcestruzzo di cemento per 8 km., massicciata di pietrisco cilindrato e manto di bitume per 31 km., massicciata di pietrisco cilindrato e polvere di asfalto per 11 km.
Le opere d'arte maggiori sono 30, e cioè i viadotti del Bersaglio (lungo 123 metri) del Torbella (174 m.) e di Montanesi (273 m.), 16 ponti, 11 gallerie (tra le quali la galleria del Littorio della lunghezza di 909 m.).
La stazione di Genova ha un piazzale di circa 50.000 mq.
Sviluppo Urbanistico
Con l'esecuzione della copertura del Bisagno che eliminava l'isolamento della parte orientale della città s'imponeva lo studio di un piano regolatore che, predisponendo con unico criterio lo sviluppo edilizio del centro della città fino alla foce e tracciando razionalmente le vie del traffico, portasse un notevole contributo al risanamento della parte più centrale della città.
Il piano doveva abbracciare alcune fondamentali soluzioni urbanistiche già adottate e in parte già eseguite, quali la citata copertura del Bisagno, la monumentale sistemazione di Piazza della Vittoria, la prosecuzione di Via Dante e la Galleria Cristoforo Colombo.
Il piano definitivo, denominato "piano regolatore di alcune zone del centro" fu approvato con r.
La parte più notevole dello sviluppo edilizio verificatosi a Genova dal 1931 in poi si impernia sulla realizzazione di questo piano regolatore, sviluppatasi particolarmente in tre zone.
Una di queste è la zona centralissima di Via Dante dove, dopo le ingenti demolizioni per la prosecuzione di quella via fino alla Galleria Cristoforo Colombo (inaugurata e aperta al traffico il 28 ottobre 1933) e dopo le ulteriori vaste demolizioni per la preparazione delle nuove aree fabbricabili, stanno sorgendo grandi edifici che inquadreranno la Piazza Dante prevista dal piano regolatore.
L'altra zona che va assumendo il suo aspetto definitivo è quella di Piazza della Vittoria; degli 8 monumentali palazzi che faranno ala al monumento ai Caduti (arco trionfale) quattro sono già ultimati e altri due sono già in corso di costruzione.
Alla provincia e al comune sono dovuti rispettivamente i due palazzi di fondo (questura e liceo Doria) che fanno parte della grandiosa sistemazione progettata attorno all'asse di simmetria stazione Brignole-Monumento ai Caduti.
Sono continuati i lavori di allargamento della litoranea (Via Aurelia) sia a levante (nella zona del monumento dei Mille e di Priaruggia) sia a ponente (Pegli e Pra): ma assai più importanti sono stati i lavori stradali diretti a migliorare le comunicazioni del centro con le zone di levante e ponente.
Tra i primi vanno citati: il completamento della strada a nastro in Albaro; l'apertura della Galleria Principe di Piemonte tra detta strada e Piazza Palermo; la grandiosa arteria sopraelevata di Corso Giulio Cesare costruita negli anni 1932-33 (in gran parte consistente in un imponente manufatto di cemento armato a più piani) che costituisce ampia via di accesso alla città universitaria, al grande ospedale di S. Martino e alla zona omonima; l'apertura di Via Tolemaide e la sistemazione di Piazza Verdi.
Tra i secondi vanno citati: il viadotto di raccordo tra Via Carlo Alberto e quello di Ponte dei Mille, e tra questo e Via Milano, l'allargamento di Via Milano sopra i magazzini ferroviarî del porto mediante demolizione dei terrazzi che li coprivano e incorporazione della nuova più bassa copertura nella sede stradale, il completamento di Via Generale Cantore che, partendo da Via Milano in corrispondenza all'inizio di Via Francia, sale al piazzale della camionale e prosegue nell'ex-comune di Sanpierdarena per riallacciarsi alle strade preesistenti in corrispondenza della stazione ferroviaria.
Dopo il 1930 sono stati costruiti altri padiglioni a complemento degli istituti universitarî, nonché numerosi edifici scolastici in tutto il territorio del comune.
Tra i nuovi mercati, notevoli quello dei fiori e quello del pesce.
Meritano ancora citazione: le piscine di Albaro, costituite da una grandiosa piscina coperta e da tre piscine scoperte, l'imponente complesso ospedaliero per bambini costituito dall'istituto Giannina Gaslini costruito presso Sturla per iniziativa e a spese dell'industriale Gerolamo Gaslini, il grande sanatorio costruito a S. Martino dall'Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, e altri importanti edifici di carattere sanitario.
Istituti di Cultura e Musei
Università e scuole superiori. - Con r. decr. 20 febbraio 1936 il R. Istituto superiore d'ingegneria (già Regia Scuola d'ingegneria navale) e il R. Biblioteche. - La Regia Biblioteca universitaria, con l'ampliamento effettuato nell'antica chiesa di S. Museo civico del Risorgimento e della guerra 1915-18. Museo civico di archeologia ligure. Museo civico di archeologia ed etnografia americana. Museo della Villetta di Negro.
Sviluppo Industriale
Di tutte le industrie citate quelle di gran lunga più sviluppate in Genova sono le meccaniche, siderurgiche, e navali (costruzioni metalliche, meccaniche, elettromeccaniche, di materiale mobile ferroviario e tramviario, di grandi artiglierie, acciaierie, ferriere, fonderie, cantieri navali, allestimento e riparazione navi, demolizione navi, ecc.), le quali costituiscono uno dei più importanti complessi del genere esistenti in Italia.
Quest'ultima circostanza, che assegna alle funzioni industriali di Genova un'eccezionale importanza, si verifica anche per numerose altre industrie e soprattutto per l'industria dello zucchero.
Un cenno particolare merita l'industria armatoriale che si svolge in Genova da secoli.
Essa è ora esercitata da alcune compagnie di navigazione (fra le quali la più importante compagnia italiana) le quali si dedicano specialmente al traffico passeggeri, e da numerosi altri armatori che esercitano principalmente la marina da carico.
Sviluppo Demografico
I risultati del censimento 1936 dànno per il comune unificato una popolazione presente di 631.346 ab. e una popolazione residente di 634.646 ab. Al primo luglio 1937 la popolazione presente ascendeva a 641.078 ab. Nell'anno 1936 i matrimonî sono ascesi a 6,7 per ogni mille abitanti, i nati al 12,5‰, i morti al 12,6‰.
| Anno | Popolazione Presente | Popolazione Residente | Matrimoni (‰) | Nati (‰) | Morti (‰) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1936 | 631.346 | 634.646 | 6.7 | 12.5 | 12.6 |
| 1937 (1 Luglio) | 641.078 | - | - | - | - |
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