Nelle campagne vicino a Firenze è nata la nuova Fendi Factory, la nuova sede toscana della casa di moda, ricavata all’interno di un ex sito industriale abbandonato. La Fendi Factory, il nuovo polo di eccellenza situato nel cuore della campagna toscana, a Capannuccia (Bagno a Ripoli), vicino Firenze, evidenzia l’impegno costante della Maison a favore della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale. Siamo a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, ed è qui che è nata la nuova Fendi Factory.
La Nuova Sede Toscana di Fendi
L’edificio che ospiterà il quartier generale di Fendi si trova all’interno del comune fiorentino di Bagno a Ripoli, in località Capannuccia, e si estende per 30 mila metri quadri all’interno di un terreno di 8 ettari. Sviluppato su una superficie di otto ettari, lo stabile occupa un’area di 30.000 metri quadrati che in passato ospitava la storica Fornace Brunelleschi.
L’inaugurazione dell’edificio è avvenuta contestualmente con la nuova edizione delle Journées Particulières (Jp) di Lvmh, il gruppo francese a cui Fendi fa capo ormai da oltre vent’anni; un’occasione in cui l’azienda promuove le conoscenze dei suoi artigiani, che torna alla ribalta dopo uno stop durato ben 4 anni. Oggi, Antoine Arnault, il responsabile della comunicazione e dell’ambiente di Lvmh, lascia trasparire la sua felicità affermando che “non potevamo organizzare le Journées né online né distanziati, poiché il senso dell’iniziativa è quello di far vedere alle persone e toccare da vicino quello di cui sono capaci i nostri artigiani”.
Secondo il presidente di Fendi Serge Brunschwig, la nuova sede rappresenta una continuità con le origini del brand, in quanto “il primo negozio Fendi, in via del Plebiscito a Roma, ospitava anche l’atelier, e i clienti avevano la possibilità di visitare entrambi.
Obiettivi di Ecosostenibilità
Con il nuovo quartier generale Fendi, l’azienda ha messo al centro del progetto gli obiettivi di ecosostenibilità. Non soltanto con la piantumazione di migliaia di piante, ma anche - e soprattutto - per l’edificio in sé. Per quanto riguarda l’energia, problema decisamente attuale, è stato messo in campo un piano di risparmio energetico che coinvolge tutta Lvmh, e di conseguenza anche lo stabilimento di Bagno a Ripoli, che prevede lo spegnimento anticipato delle luci dei negozi e cambi di temperatura entro un solo grado.
Focus sulle Persone e sulla Formazione
All’interno della sede toscana di Fendi, il focus è sulle persone e sulla loro formazione. Quella di Fendi è una delle (tante) realtà d’eccellenza che risiedono all’interno del territorio di Bagno a Ripoli.
La casa di moda del gruppo LVMH guidato da Bernard Arnault possiede infatti il proprio principale stabilimento produttivo in Italia a Capannuccia, frazione ripolese che, negli anni, ha visto sorgere al proprio interno una vera e propria fashion valley, viste le tante maison di lusso che stanno scegliendo proprio Bagno a Ripoli per mettere radici. Ma quella di Fendi in particolare è una storia che merita di essere raccontata ed approfondita e rappresenta l’esempio perfetto di come si possa trasformare una grave criticità in un’opportunità quando imprenditoria e amministrazione locale lavorano in sinergia.
La Storia Dietro la Trasformazione
Per la verità, Fendi si trova da tempo all’interno del comune ripolese ma, fino a poco tempo fa, aveva casa a Ponte a Ema. Sono i primi mesi del mandato di Francesco Casini come sindaco di Bagno a Ripoli quando i rappresentanti della maison di moda si presentano nel suo ufficio con un messaggio chiaro: l’azienda ha intenzione di ampliarsi e lo stabilimento di Ponte a Ema non è adeguato alle esigenze societarie.
Proprio per questo Fendi è alla ricerca di un nuovo spazio che, nel caso, potrebbe anche essere fuori dal territorio del comune ripolese. Un’ipotesi, quest’ultima, assolutamente da evitare secondo l’amministrazione cittadina. È a quel punto che al sindaco Casini viene un’idea.
Il Progetto di Riqualificazione
Il sindaco propone ai rappresentati di Fendi l’area in cui si trovano le vecchie fornaci Brunelleschi. Il terreno, ampio e meraviglioso, si trova a Capannuccia ed è immerso nel verde alle porte del Chianti. Il problema è proprio la vecchia fornace che, abbandonata e con l’azienda in mano ad un curatore fallimentare, è negli anni diventata un luogo fatiscente e degradato legato sempre più all’illegalità.
In più, all’interno dello stabile c’è una forte presenza d’amianto, cosa che lo rende un grosso pericolo anche a livello ambientale: parliamo di un vero e proprio eco mostro. Una situazione che negli anni ha anche costretto lo stesso comune a sostenere spese per centinaia di migliaia di euro per bonificare l’area e preservare così la salute dei cittadini.
Il Sopralluogo Decisivo
Con grande intraprendenza e un pizzico di sana sfacciataggine il sindaco Casini ed un rappresentante di Fendi, un giorno, scavalcano le recinzioni della vecchia fornace per un sopralluogo. Una mossa che si rivela vincente.
L'Avvio dei Lavori
L’azienda del gruppo LVMH acquista il terreno e nel 2019, grazie anche alla regia dell’amministrazione comunale, partono i lavori. Nel 2022 viene tagliato il nastro del nuovo stabilimento. 30.000 mq su una superficie di 8 ettari, forza lavoro raddoppiata (con tanti cittadini ripolesi coinvolti) ed un centro di formazione per giovani pellettieri a fronte di un investimento da circa 50 milioni di euro.
Il nuovo centro di produzione di Fendi è un vero e proprio gioiello d’architettura perfettamente inserito nel paesaggio e all’insegna della sostenibilità. Il tutto risolvendo una situazione di estremo degrado e mantenendo la vocazione produttiva dell’area evitando varianti urbanistiche (progettate dalle vecchie amministrazioni), che in quell’area avrebbero voluto costruire circa 300 appartamenti.
Ritorno alla Comunità
Un grande risultato riconosciuto sia dai cittadini ripolesi che dalla stessa Fendi che si è resa protagonista del restauro del parcheggio e del giardino di Capannuccia, una sorta di gesto di gratitudine verso la comunità di Bagno a Ripoli. “Siamo molto orgogliosi di questo nuovo capitolo a Bagno a Ripoli. È segno dell’impegno della Maison sul territorio Toscano. Volevamo realizzare un ambiente sostenibile non solo per i nostri dipendenti ma soprattutto per coloro che vivono e frequentano quest’area” dichiara in proposito Serge Brunschwig, Presidente e Amministratore Delegato di Fendi.
Il Futuro di Fendi a Bagno a Ripoli
Un’ulteriore dimostrazione di come la casa di moda sia perfettamente e a tutti i livelli inserita all’interno del tessuto economico e sociale del Comune. Lo scorso anno, poi, si è tenuta a giugno, in occasione di Pitti, la prima presentazione della nuova collezione presso lo stabilimento, con grande successo di pubblico e critica. Peraltro, nel vecchio stabilimento di Ponte a Ema, oggi si trova invece Givenchy, altra firma all’interno del gruppo LVMH. Un fatto, questo, che certifica ulteriormente la sinergia fra Comune ed aziende sul territorio.
L’innovativo polo per la pelletteria soddisferà gli standard più rigorosi in termini di sostenibilità ambientale e sarà destinato alla creatività, allo sviluppo, all’innovazione, alla formazione e alla produzione. FENDI Factory, il nuovo polo di eccellenza situato nel cuore della campagna toscana, a Capannuccia (Bagno a Ripoli), vicino Firenze, evidenzia l’impegno costante della Maison a favore della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale.
Design e Architettura Sostenibile
Sviluppato su una superficie di otto ettari, lo stabile occupa un’area di 30.000 metri quadrati che in passato ospitava la storica Fornace Brunelleschi. Il concetto iniziale è stato sviluppato dallo studio di architettura Piuarch di Milano poi proseguito, sviluppato e coordinato internamente dal Dipartimento di Architettura di FENDI.
“Italia è sinonimo di tradizione, storia, bellezza e soprattutto di eccellenza. Competenza e innovazione sono elementi che sostengono il marketing e la nostra cultura aziendale, da FENDI crediamo che valorizzare e trasmettere questi valori sia fondamentale per le prossime generazioni. Siamo molto orgogliosi delle nostre radici, di questo nuovo capitolo a Bagno a Ripoli, così come di offrire ai nostri dipendenti un ambiente di lavoro sostenibile” sostiene Serge Brunschwig, Presidente e Amministratore Delegato FENDI.
Il polo, le cui strutture presentano confini sfumati tra spazi interni ed esterni, è composto da un edificio sviluppato su un unico livello principale che ospita tutte le funzioni (produzione, laboratori, uffici, servizi), un piano interrato per il parcheggio e un primo piano con la canteen che si affaccia direttamente sul giardino pensile. Lo stabilimento è circondato da sette ettari di verde, trattati con la massima cura: il progetto paesaggistico del parco di FENDI Factory è stato concepito con l’obiettivo di integrare fabbrica e paesaggio in un perfetto mix di boschi spontanei e scenari agricoli della campagna toscana. Gli interni sono caratterizzati da un rivestimento in terracotta disegnato da FENDI, posizionato in un pattern di linee verticali alternate - che riprendono il logo Pequin - interrotto dall’inserimento di speciali piastrelle fatte a mano, che ricordano il logo grafico dalla doppia F. Il cotto, esempio di altissimo artigianato italiano, ricorda il materiale della fornace preesistente.
Una grande scala elicoidale collega il piano terra principale con il piano superiore della canteen. Gli arredi per l’ufficio e la produzione sono nei toni neutri del bianco, per enfatizzare la luminosità della luce naturale che filtra insieme alle lampade progettate su misura, sia per l’interno che per l’esterno. Tutti gli arredi sono Made in Italy, così come le piastrelle in cotto.
Seguendo i principi di sostenibilità che hanno guidato la progettazione di FENDI Factory, i mobili imbottiti e le pelli di stock sono stati riutilizzati ed è stata data loro una seconda vita. Inoltre, anche pezzi d’arte provenienti dalla collezione interna e dall’archivio di FENDI hanno avuto una seconda vita, conferendo un’atmosfera unica agli spazi di FENDI Factory.
Per sottolineare l’importanza di questo traguardo, Serge Brunschwig, Presidente e Amministratore Delegato di FENDI, nel novembre 2020 ha piantato un albero nel cantiere: un cerro, simbolo in diverse culture di virtus, dignità e coraggio. In particolare, il cerro svolge un ruolo chiave nel progetto della FENDI Factory, celebrando la biodiversità locale dell’area. Inoltre, FENDI ha creato un parco pubblico nella stessa area, di fronte all’asilo, con spazi gioco, ampie panchine e seguendo lo stesso approccio di biodiversità del paesaggio della Fabbrica FENDI, con specie vegetali autoctone e alcune aree dedicate alla crescita di piante per avere un effetto il più naturale possibile.
Fendi: Un Marchio di Lusso con Radici Profonde
Fendi è un noto brand italiano di alta moda nato a Roma nell’ormai lontano 1925 da un’idea di Edoardo Fendi e Adele Casagrande. Da allora, quando si trovava in una piccola boutique nel cuore di Roma, ne ha fatta di strada. Il Colosseo Quadrato, come lo chiamano i romani, ha la forma di un parallelepipedo con quattro facciate tutte uguali scandite da cinquantaquattro arcatelle che ricordano proprio il simbolo di Roma.
Dopo anni di abbandono il palazzo è stato completamente ristrutturato dietro finanziamento di Fendi e grazie dell’architetto Marco Costanzi. Dopo due anni di lavoro, in occasione dell’apertura del palazzo, Fendi decise di adibire il primo piano a mostre aperte al pubblico. La prima, intitolata Una Nuova Roma. L’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana, ha ripercorso proprio la storia dell’edificio.
Un giardino sospeso che risana un’antica frattura del territorio e ricompone l’andamento collinare del sito in cui è inserito. Così si presenta la nuova Fendi Factory, un edificio produttivo di circa 14.000 metri quadrati che sorge nel cuore della campagna toscana. Il concept di progetto, definito in fase preliminare insieme al paesaggista Antonio Perazzi, ha come obiettivo quello di stabilire le condizioni per una rinnovata collaborazione tra architettura e ambiente.
L’edificio dunque si sviluppa orizzontalmente su un solo livello con una pianta realizzata seguendo le necessità del processo produttivo. In occasione di Pitti Uomo 104 ospita una super sfilata della Maison. Da pochi mesi nella campagna toscana è attivo un nuovo polo di eccellenza produttiva. Si tratta della Fendi Factory, un complesso sviluppato su una superficie di otto ettari dove lo stabile occupa un’area di 30.000 metri quadrati in località Capannuccia, distretto di Bagno a Ripoli vicino a Firenze. In passato ospitava la storica Fornace Brunelleschi.
Da non credere ai propri occhi: il complesso è una perfetta cooperazione tra architettura e ambiente, è un tutt’uno con il paesaggio che lo ospita, quasi scompare. Il merito va allo studio di architettura Piuarch di Milano che ne ha curato il concetto iniziale poi proseguito, sviluppato e coordinato dal Dipartimento di Architettura di Fendi.
Tutto su un unico livello principale che ospita la produzione, i laboratori, gli uffici e i servizi, un piano interrato per il parcheggio e un primo piano per la mensa, che si affaccia direttamente sul giardino pensile. Lo stabilimento è circondato da sette ettari di verde trattati con la massima cura. All’interno nove cortili vetrati con differenti scenari vegetali tutti rubati alla macchia mediterranea: fichi, lecci, melograni, acacie, corbezzoli illuminano gli spazi interni rafforzando il legame tra paesaggio e luoghi di lavoro, per offrire anche ai dipendenti un luogo giovevole e altamente healthy.
A conferma della reale fusione della struttura con l’ambiente sono stati scelti materiali che abbinano il vetro a un mix naturale di terra e cemento in una tonalità che riflette le sfumature di colore tipiche delle colline toscane. Insomma un investimento di quasi 50 milioni di euro, (il più alto del colosso LVMH in Italia sul fronte manifatturiero), per la sede produttiva toscana del luxury brand Fendi, che ha invece il suo quartier generale nel Palazzo della Civiltà Italiana, chiamato anche Civiltà del Lavoro, edificio monumentale risalente agli anni ’30, nel quartiere EUR di Roma.
Fendi Factory è oggi il cuore pulsante della maison Fendi, il luogo di creazione, sviluppo, innovazione, formazione artigianale e produzione uniti tutti sotto lo stesso tetto dell’area fiorentina. Si privilegiano la storia e quindi la competenza della qualità sartoriale senza omissione alcuna di nuovi codici espressivi. L’uomo Fendi non si lascia invadere dal conformismo di massa, ma si prefigge una visione personale del mondo. È attento ai minimi dettagli, è con un piede nel futuro, e unico riferimento inossidabile e eterno è il logo.
Dalle Origini Romane all'Espansione Globale
Un piccolo negozio di articoli di pelletteria e valigeria con annesso un laboratorio di pellicceria. Lì Edoardo e Adele, che aveva appreso le tecniche artigiane durante un soggiorno a Firenze, gettano le basi della loro attività. Buon gusto e nervi saldi uniti a una eccellente professionalità, sono i pilastri su cui si sviluppa l’azienda.
Ma sarà la seconda generazione, rappresentata dalle cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda, ‘le cinque dita di una mano’, ad apportare energie e grandi cambiamenti. Nel 1965 iniziano gli anni gloriosi e segnano l’entrata in Fendi di Karl Lagerfeld, il re dei creative director, la più solida e duratura collaborazione nella storia della moda. Fendi già sinonimo di pellicceria, con lui ne cambia il concetto e l’aspetto: si intarsia e si intreccia quasi fosse un tessuto. Anche la pelletteria subisce la sua rivoluzione. Il 1977 è l’anno di nascita del ready-to-wear.
Nel ’97, con Silvia Venturini Fendi direttore creativo degli accessori, nasce la Baguette la iconica borsa diventata pezzo da collezione e nel 2009 la borsa Peekaboo, un successo paragonabile alla Baguette. Il 2020 vede l’ingresso dello stilista britannico Kim Jones nominato per le collezioni couture e prêt-à-porter donna. Jones affianca i direttori creativi Silvia Venturini Fendi, accessori e collezione uomo, e Delfina Delettrez per le collezioni dei gioielli.
Un Investimento Green da 60 Milioni
Le bonifiche sono state più lunghe e complicate (anche dalla pandemia) del previsto, ma ora il conto alla rovescia è scattato. Fendi, uno dei marchi di punta del gigante francese del lusso Lvmh, ha posato l’11 novembre la prima pietra (simbolicamente è un albero, una quercia piantata nel cantiere) del nuovo stabilimento di borse da 13mila metri quadrati, chiamato Fendi Factory.
L'investimento complessivo nella Fendi Factory sfiora i 60 milioni con un contributo pubblico (del ministero dello Sviluppo economico e della Regione Toscana) di quasi 6 milioni legato a un programma nazionale di ricerca e sviluppo.
Il Distretto delle Borse di Lusso
Nascerà a Bagno a Ripoli, vicino a Firenze, nell'area da 80mila metri quadrati dell'ex fornace Brunelleschi, acquisita all'asta nel 2017, che guarda la campagna. Nell'agosto 2018 sono partiti i lavori di bonifica e abbattimento dei vecchi edifici, ora si comincia a costruire.
È l'ennesimo investimento dei grandi marchi della moda nel distretto toscano della pelletteria di lusso, calamita straordinaria grazie alle competenze radicate: annunciati o in costruzione sono i nuovi stabilimenti di borse Yves Saint Laurent (gruppo Kering) a Scandicci, Furla a Tavarnelle Val di Pesa, Balenciaga (sempre Kering) a Cerreto Guidi, mentre Prada sta completando il polo logistico a Levanella, nel Valdarno aretino.
Tabella riassuntiva dei dati principali della Fendi Factory:
| Dato | Valore |
|---|---|
| Superficie totale | 8 ettari |
| Area occupata dallo stabile | 30.000 metri quadri |
| Investimento complessivo | Circa 60 milioni di euro |
| Contributo pubblico | Quasi 6 milioni di euro |
| Località | Capannuccia, Bagno a Ripoli (Firenze) |
| Precedente utilizzo dell'area | Fornace Brunelleschi |
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