L'utilizzo della canapa come sigillante nelle giunture filettate risale agli albori dell’impiantistica idraulica, quando, di fatto, non esistevano vere alternative a questo materiale naturale.
Canapa vs. Teflon: Differenze Tecniche
Invece di esprimere delle preferenze, vorremmo soffermarci sulle differenze tecniche basate sull’impiego che bisogna farne. Il teflon e la canapa svolgono lo stesso lavoro, il loro compito è quello di impedire all’acqua in pressione all’interno di un tubo di fuoriuscire dalla filettatura di un raccordo.
Il teflon rispetto alla canapa permette di conseguire dei tempi di lavorazione più rapidi permettendo alla tubatura di essere messa subito in “funzione”, l’aspetto estetico è più gradevole per una minore visibilità della sigillatura. In commercio sono presenti diverse tipologie di teflon, la scelta del prodotto più performante rispetto ad un altro è molto importante in fase d’acquisto: un risparmio economico potrebbe causare problemi legati alla tenuta di filetti/valvole e generare disagi e danni all’utenza.
La canapa per idraulica e la pasta verde sono ancora molto adoperati da chi esegue riparazioni idrauliche o impianti di nuova posa, la manualità dell’utilizzo però necessitano di una maggiore esperienza, molti idraulici o tubisti disdegnano l’utilizzo del teflon indicandolo come strumento per il fai da te.
Normative e Alternative Moderne
Oggi si impiegano generalmente mercaptani, tetraidrotiofene (T.H.T.) o comunque prodotti a base di zolfo.
Come mai? “La tenuta dei filetti deve essere assicurata mediante nastro di politetrafluoruro di etilene (Teflon) o da altri materiali equivalenti, specificatamente dichiarati idonei dal fabbricante per gas di petrolio liquefatto, con l’ esclusione di biacca, minio, canapa o altri materiali simili”.
La Canapa come Materia Prima Versatile
La canapa è una materia prima che, se disponibile su larga scala in Italia, farebbe la fortuna di agricoltura, industria, farmaceutica, alimentare, manifatturiero, edilizia e terziario.
La diversità dei prodotti per cui la canapa può essere coltivata è straordinaria. La canapa è una pianta estremamente resistente, che può crescere praticamente ad ogni latitudine senza l’uso di fertilizzanti e pesticidi. Nel suo ciclo di vita sequestra ingenti quantità di carbonio, per via della crescita molto veloce (in media 120 giorni). Anche la resa in biomassa è particolarmente alta: durante il ciclo di crescita, se defogliata meccanicamente, la maggior parte della biomassa ritorna sul suolo e si decompone velocemente. Ha inoltre un effetto di bonifica dei terreno perché assorbe sostanze inquinanti come zinco e mercurio.
La Canapa Sativa è una pianta erbacea a ciclo annuale con uno stelo sottile che varia in altezza da 1,5 a 4,5 m ed un diametro da 0,5 a 2,0 cm. Lo stelo è composto da una superficie esterna, contenente fibre lunghe e molto resistenti, e da un nucleo interno legnoso, detto anche canapulo. Può essere più o meno ramificato a seconda della densità con cui vengono seminate le piante. Quando è seminata in modo fitto gli steli non ramificano del tutto. Canapa e marijuana non sono la stessa cosa. Il contenuto di THC della canapa industriale (legale) e’ pari o inferiore allo 0,2%.
La canapa veniva già coltivata dai cinesi 8500 anni fa e veniva sfruttata principalmente come fonte di fibra e solo in modo limitato come fonte di semi oleosi. La canapa ad uso fibra si è diffusa prima in Asia occidentale ed Egitto e successivamente in Europa tra il 1000 ed il 2000 a.C. La sua coltivazione in Europa e’ diventata estesa dopo il 500 d.C.
Fin dall’inizio del XX secolo, la canapa era la fibra di eccellenza per la produzione di corde e veniva descritta come “la regina delle piante da fibra, lo standard tramite cui misurare tutte le altre fibre”.
Il Marijuana Tax Act del 1938 ha di fatto terminato la coltivazione e la trasformazione di canapa negli Stati Uniti; proibizione che si è successivamente diffusa in Europa e praticamente in tutto il mondo.
La Canapa nell'Edilizia: Un Materiale Sostenibile
La miscela di canapa e calce offre un prodotto totalmente naturale, in grado di rispettare l’ambiente, di risolvere i problemi delle attuali costruzioni e di donare elevato comfort e benessere agli abitanti. La canapa risolve le attuali e diffuse problematiche in ambito edilizio: la sindrome da edificio malato, il limitato comfort e benessere abitativo e il numero sempre crescente di costruzioni particolarmente energivore.
Grazie alla sperimentazione in Italia della tecnologia francese e inglese, ed alla ricerca e sviluppo, siamo riusciti ad abbattere le barriere che per anni hanno limitato l’impiego della canapa su larga scala nel settore edile, con innovazioni tecnologiche che consentono di realizzare muri per case passive al costo dei sistemi energivori e malfunzionanti tradizionali.
I Vantaggi della Calce
La calce è un materiale utilizzato in edilizia fin dall’antichità. Gli Egiziani la utilizzarono per intonacare le piramidi circa 6000 anni fa, i Romani utilizzavano regolarmente malte a base di calce (Pantheon, acquedotti, ecc.). L’impiego della calce come legante è continuato indisturbato fino al XIX secolo, sino all’invenzione del cemento Portland che ha gradualmente portato al suo declino. Negli ultimi 20-30 anni, si è assistito ad un ritorno della calce nei lavori di conservazione di edifici storici a causa dei danni derivanti dall’uso del cemento.
Vantaggi della Calce nell’Edilizia:
- Traspirabilità: diretta conseguenza della sua alta porosità e permeabilità al vapore
- Auto-riparazione: le crepe causate dalla contrazione ed espansione della costruzione in calce sono limitate: l’umidità che penetra permette lo scioglimento del calcare ‘libero’ che si deposita riparandole
- Conduttività termica: contribuisce ad aumentare la sensazione di confort sia in climi caldi che in climi rigidi
- Lavorabilità: capacità di una malta o di un intonaco di restare omogeneo e modellabile.
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