Le coste della Campania sono rinomate, ma anche l'entroterra offre corsi d'acqua balneabili immersi in paesaggi suggestivi. La massiccia presenza di fiumi è uno dei tratti maggiormente caratteristici della meravigliosa Irpinia, terra di aria salubre e di paesaggi mozzafiato, di bellezza naturale e di flora, tutte risorse che da millenni assicurano materie prime, biodiversità e spazi vitali. La ricchezza idrografica costituisce dunque una componente rilevante dell’identità irpina.
Nota sulla Balneabilità in Campania
La Regione Campania, con Dgr 615 del 14 novembre, ha approvato il documento che definisce la classe di qualità di ognuna delle 328 acque campane destinate alla balneazione. La classificazione è elaborata dalla Uo Mare Arpac sulla base statistica degli esiti analitici dell’ultimo quadriennio di monitoraggio (2021-2022-2023-2024), così come prevede la norma di settore.
Le acque di qualità “scarsa” saranno considerate non balneabili per l’intera stagione balneare fino al verificarsi delle condizioni di legge che ne attestano il risanamento (d.lgs. 116/08 e DM 30.03.2010). La situazione di sintesi rispetto alla stagionalità precedente è alquanto incoraggiante dal momento che si rileva un aumento in termini percentuali della costa balneabile (98% di quella monitorata) e quindi una diminuzione di quella vietata alla balneazione perché di qualità scarsa (2%).
Nel corso dei controlli 2024 è stato possibile ripristinare la balneabilità di ben 7.370 metri di costa grazie alle azioni di risanamento intraprese dalle amministrazioni comunali interessate, in sinergia con i gestori dei servizi idrici, confermate dagli esiti conformi del monitoraggio. La riammissione alla balneabilità ha riguardato i seguenti tratti di mare: “Spiaggia Maiori 2” a Maiori (Sa), tratto unico “Minori” a Minori (Sa), “Pietrarsa” a Napoli, “Sant’Angelo” a Serrara Fontana nell’isola di Ischia, “Spineta Nuova” a Battipaglia (Sa), “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia (Na), “Punta San Francesco” a Sant’Agnello (Na).
Queste acque, che rappresentato il 2% della costa controllata, sono balneabili ma potranno essere classificate, come da norma, solo al raggiungimento del set di dati utile per il calcolo della classe di qualità. Se si osserva invece l’andamento della balneabilità negli anni, come detto, risulta confortante il dato del 98% per l’anno 2025 dopo il valore costante di 97% km balneabili nel periodo 2018-2024.
Da tali esiti analitici, in corso di stagione balneare, le acque dichiarate balneabili a inizio stagione potranno entrare in divieto temporaneo se dovessero superare i limiti normativi per i parametri determinanti la balneabilità, pur non variando la classe di qualità che ha cadenza annuale. I risultati di tutti i controlli eseguiti, a garanzia dell’informazione al pubblico prevista dalla legge, saranno consultabili in tempo reale sul sito web istituzionale di Arpac nella sezione dedicata alla balneazione, sul Portale Acque del Ministero della Salute e contestualmente sull’apposita app “Arpac Balneazione” per dispositivi mobili.
Tabella 1 - Confronto classificazione acque di balneazione in Campania. Stagioni balneari 2024-2025.
| Qualità | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Eccellente | 90% | 89% |
| Scarsa | 0% | 2% (recuperata alla balneazione) |
Tabella 2 - Confronto classificazione acque di balneazione nelle province costiere della Campania. Stagioni balneari 2024-2025.
| Provincia | 2024 (Eccellente) | 2025 (Eccellente) |
|---|---|---|
| Caserta | 94% | 93% |
| Napoli | 89% | 87% |
| Salerno | 90% | 90% |
A livello provinciale (Tab. 2) la percentuale di costa “eccellente” in provincia di Caserta diminuisce dal 94% del 2024 (in termini di lunghezza di costa) al 93% nel 2025; diminuisce dall’89% al 87% nel Napoletano e resta costante in provincia di Salerno (90%). In termini numerici per il 2025 sono 28 le acque che hanno variato la classe di qualità (Tab.4).
Tabella 3 - Acque di balneazione di qualità scarsa in Campania.
(Tabella non fornita nel testo, impossibile da compilare)
Tabella 4 - Acque di balneazione che dal 2024 al 2025 hanno variato classe di qualità in Campania: in giallo le variazioni negative, in verde e bianco quelle positive (in bianco i passaggi da qualità “scarsa” a nuova classificazione).
(Tabella non fornita nel testo, impossibile da compilare)
I Fiumi dell'Irpinia: Un Patrimonio Idrografico
Entrando nel merito dei fiumi irpini, i 4 più significativi sono: il Sabato e il Calore che scorrono ad ovest, l’Ofanto che giace nella zona orientale, segnando il confine con la Basilicata e il Sele, presso il margine sud-orientale.
Fiume Sabato
Il Sabato - la cui valle fa da cruciale cerniera tra i Monti del Partenio e i Picentini - nasce dal Monte Accellica e presenta un percorso di circa 60 km; una quarantina di essi in territorio irpino. Se in prima battuta attraversa territori a valle sostanzialmente scevri di insediamenti, verso il Serinese il bacino vede invece la confluenza di vari valloni provenienti dal Terminio; spiccano quelli del Matrunolo e dell’Olmo. Superata la città di Atripalda, esso si insinua nel nucleo industriale di Avellino. Seguendo il fluire dell’acqua, tra colli e boschi, si scorgono noccioleti e soprattutto vigneti. Siamo d’altronde nel cuore dei territori conosciuti in tutta Italia per le produzioni vitivinicole d’eccellenza. Da un punto di vista naturalistico e culturale, risaltano il Parco Naturalistico del Partenio, ma anche il Parco Regionale dei Monti Picentini.
Purtroppo tale ricchezza naturalistica è costantemente umiliata dall’inquinamento ambientale e dagli sversamenti denunciati più volte dall’Associazione “Salviamo la Valle del Sabato” con il suo presidente, il dott. Franco Mazza, a mostrarsi da sempre in prima linea.
Fiume Calore
Il Sabato raggiunge, nei pressi di Benevento, il Calore (anche detto “Calore Irpino” o “Beneventano”). Lungo 115 km, esso sviluppa il proprio corso parallelamente a quello dello stesso Sabato, ricevendo le acque dell’Ufita, per poi gettarsi nel Volturno e alimentare condutture di uso civile e industriale, oltre ad avere importanti finalità idropotabili e agricole.
Il Calore investe per i suoi primi 50 km la nostra provincia: nello specifico, ad occidente è rivolto verso l’hinterland del capoluogo e il Napoletano, mentre verso oriente guarda all’Alta Irpinia. Scorrendo entro sponde perlopiù naturali, il fiume nasce dalle sorgenti situate nel territorio di Montella, nel cuore del Parco dei Monti Picentini, fluendo da Nusco a Luogosano senza attraversare centri abitati, fatta eccezione per Ponteromito, piccolo centro irpino in cui peraltro per i ragazzi del posto, fino a qualche anno fa, resisteva la tradizione di fare il bagno e di andare a pesca.
Le realtà interessate dal bacino in questione si ergono a territori da conoscere e visitare, in quanto sono caratterizzati dalla presenza non solo di eccellenze paesaggistiche (dalle montagne dei Picentini alle colline del Taurasi), ma anche di aree dedicate alla viticoltura di qualità (Fiano DOCG e Taurasi DOCG), oltre che di siti di interesse archeologico (area dell’Eclanese).
Fiume Ofanto
Venendo invece all’Ofanto, parliamo di un altro fiume di grande rilevanza, non solo per il nostro territorio ma anche per la Puglia, regione nella quale costituisce il bacino più lungo e ricco. Nascendo dal versante orientale dell’Appennino Campano e dirigendosi poi a nord-ovest segnando il confine con Basilicata e Puglia (prima di destinare le proprie acque all’Adriatico), l’antico Aufidus costituisce, di fatto, la spina dorsale di una fetta di Mezzogiorno molto ampia. Dal punto di vista paesaggistico, il corso d’acqua offre svariati siti di rilievo: dal Lago di Conza al Bosco di Zampaglione, che interessa i comuni di: Calitri, Aquilonia, Bisaccia e Monteverde.
In termini di fauna, va sottolineato che lungo gli argini dell’Ofanto trovano rifugio numerose specie di mammiferi (dalla volpe al riccio), oltre al fatto che, nei pressi del Formicoso, molte specie di uccelli varcano con facilità l’Appennino grazie alla presenza di quote tendenzialmente meno elevate rispetto ai circostanti Monti Picentini e Monti del Sannio. Da un punto di vista architettonico, non si può non rimarcare che, nel tratto più alto del suo corso - segnatamente subito dopo aver lasciato Torella - l’Ofanto fiancheggia, presso il territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, la splendida Abbazia del Goleto. Il fiume, peraltro, fa capolino nel centro abitato solo a Lioni, nei pressi di Oppido Vetere, dove sorgeva un magnifico esempio di villaggio-fortezza sannita testimoniato oggi da alcuni rilievi litici.
Fiume Sele
Il Fiume Sele, dalla sua, si origina nel territorio di Caposele, parte integrante della comunità montana Terminio Cervialto e autentica perla in seno al Parco dei Picentini ai piedi del Monte Paflagone.
Aree Picnic e Luoghi di Interesse Lungo i Fiumi Campani
Per chi cerca un’area picnic in Campania, le opzioni sono variegate, con aree attrezzate con barbecue, in riva al fiume, immerse nei parchi naturali. Sono tantissime le zone nel verde della regione perfette per una gita domenicale nelle belle giornate di primavera.
- Azienda Agricola a Montella: Perfetta per un bagno nelle limpide acque del fiume Calore Irpino e un pic nic con vista sulle cascate.
- Bosco degli Zappini (Fontegreca): Sentieri trekking, aree picnic attrezzate e zone d’ombra.
- Cascate del Sele (Caposele): Corsie d’acqua che prendono vita dal Monte Paflagone.
- Fiume Martella (Pioppi): Il pozzo dell’Uva Nera, una sorgente suggestiva raggiungibile con un percorso di trekking.
- Parco del Grassano (Benevento): Una perla incastonata nella Valle Telesina.
Itinerari alla Scoperta dell'Irpinia e delle Sue Acque
L’Irpinia è attraversata in lungo e in largo da vari fiumi quali Ofanto, Sele, Sabato, Ufita, Miscano, Cervaro, Fredane, Clanio, Calaggio. Reperti di antichi acquedotti e mulini, a Cesinali, San Nicola Baronia, Avella e Montella, il Museo delle acque, a Caposele, le Cisterne Romane a Frigento danno lustro al patrimonio idrico di cui la provincia di Avellino dispone.
E' un trionfo di verde in tutto il territorio provinciale, ciò favorisce l’intrapresa di percorsi di trekking, escursioni, sentieri a stretto contatto con la natura, come quello delle 7 Fontane, sempre a Caposele, o il "Percorso Vita", a Savignano Irpino.
L’itinerario che si propone tocca il cuore dell’Irpinia e non solo, dal confine col Napoletano a quello col Potentino, sfiorando il Foggiano, il Beneventano e il Salernitano. Si tratta di un viaggio lento, da percorrere abbandonandosi alle bellezze che offre il paesaggio.
Esempio di Itinerario: Percorso alla Scoperta delle Acque Irpine
- Giorno 1: Avella-Cesinali-Serino. Visita alla cascata di Acquapendente ad Avella, l'Anfiteatro Romano, le Grotte Rupestri di San Michele, l'Acquedotto Augusteo e la Sorgente Acquaro Pelosi.
- Giorno 2: Serino-Volturara Irpina-Montella. Scoperta della Piana del Dragone a Volturara e delle cascate di Montella.
- Giorno 3: Montella-Cassano Irpino-Bagnoli Irpino. Visita al serbatoio idrico di Cassano e all’Altopiano del Laceno a Bagnoli.
- Giorno 4: Bagnoli Irpino-Caposele. Esplorazione del Parco Fluviale, delle Sorgenti del Sele, del Sentiero delle 7 Fontane e del Museo delle Acque.
- Giorno 5: Caposele-Calabritto-Senerchia. Ammirare le cascate di Calabritto e l’Oasi WWF “Valle della Caccia” a Senerchia.
Altre Aree Naturalistiche da Esplorare
- Forre di Lavello (Cusano Mutri): Gole nate dall’erosione del fiume Titerno.
- Gole di Conca Torta (Cusano Mutri): Forre del Titerno.
- Cascata di Conca della Campania: Un borgo campano da riscoprire.
- Parco fluviale del Sele (Casaletto Spartano): Un’area protetta con flora e fauna fluviale.
- Parco del Grassano (Valle Telesina): Un’oasi incantata.
- Oasi della Valle della Caccia (Senerchia): Cascate e salti d’acqua creati dal fiume Senerchia.
- Bosco di San Silvestro (Caserta): Parte delle Reali Delizie annesse alla Reggia di Caserta.
- Oasi WWF di Morigerati: Risorgenze del Bussento.
- Oasi naturalistica delle Gole del Calore.
- Bosco degli Zappini (Fontegreca): Cipresseta alle pendici occidentali del Matese.
Le ordinanze relative ai divieti di balneazione e alla revoca degli stessi sono di competenza delle amministrazioni comunali. Pertanto si invita a far riferimento ai provvedimenti adottati dai comuni. Si raccomanda inoltre di prendere visione dei provvedimenti delle competenti autorità circa le zone di mare dichiarate pericolose o interdette per motivi diversi da quelli di tipo igienico-sanitario a cui si riferisce la normativa in materia di acque di balneazione.
TAG: #Bagno
