Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta degli undici Comuni annessi nella Grande Milano esattamente 100 anni fa. Gorla, per secoli, è stato un piccolo comune rurale, autonomo, stretto tra Greco ad ovest, Precotto a nord, Crescenzago ad est e Turro a sud.
Origini e Toponomastica
Il toponimo deriverebbe dal latino Gulula, piccolo canale per l’irrigazione. Nel 1830 furono rinvenute tre tombe di epoca romana del IV Secolo, lungo la strada che da Gorla conduceva a Turro. Ma notizia certa della formazione del borgo risalirebbe dopo l’invasione del Barbarossa nel 1161, quando alcuni milanesi si rifugiarono qui per sfuggire ai massacri del barbaro.
Evoluzione Demografica e Amministrativa
Solo nel 1751, ad un censimento, fece registrare 110 residenti, che aumentarono di un’unità solo nel 1805. Un decreto di Napoleone del 1808 pose in essere la prima esperienza di unione con Milano, che tuttavia fu repentinamente cancellata dagli austriaci nel 1816 dopo il loro ritorno. Nel 1853 il villaggio aveva raggiunto le 279 anime, le 306 nel 1859 e le 391 nel 1861. Dal 1864 il comune assunse il nome di Gorla Primo per distinguerlo dalle omonime località del varesotto (Gorla Maggiore e Gorla Minore) e del luganese (Gorla).
Milano, nello stesso periodo, iniziò la sua grande espansione, diventando anche sempre più popolosa e bramosa di terreni. Così il Comune di Gorla Primo nel 1920, in accordo con il Comune di Precotto, si unirono per scongiurare l’annessione con la Grande Milano, cosa avvenuta nel 1918 col vicino Comune di Turro, portando così la popolazione a 6210 abitanti.
Il Comune di Gorla Precotto era molto piccolo, confronto agli altri comuni assorbiti da Milano. Sopratutto la parte di Gorla aveva una superficie ridotta in confronto a quella di Precotto, che era il triplo (sia come superficie che come abitanti), il quale aveva anche delle frazioni e dei nuclei compatti di vecchi cascinali quali: Sant’Uguzzone o Brughirolo, le Cascine della Fornasetta e quelle delle Fornaci.
Il Naviglio Martesana e lo Sviluppo Economico
In compenso Gorla nel suo territorio aveva la nobile villa Finzi e il canale della Martesana che era anche motore economico del borgo. La Martesana, come dicevamo, è ancora oggi il fulcro del distretto. Nel corso del tempo ha anche offerto le condizioni ambientali per far sviluppare un’edilizia di case importanti, come ancora oggi se ne vedono, con giardini privati e dotate di un discreto fascino.
A lato della Martesana, si trova l’edificio un tempo sede del Comune di Gorla, proprio dove si può ammirare uno dei ponti antichi più belli di Milano, il ponte vecchio. Un ponte a schiena d’asino costruito nel 1703 in blocchi di pietra che metteva in collegamento il borgo di Gorla con Turro e quindi Milano.
Villa Angelica e Villa Finzi
Villa Angelica era una costruzione fantasiosa ispirata liberamente al gusto eclettico dell’epoca, intestata a Vidonne Angelica maritata Duprais. Nome che poi fu assegnato all’intera costruzione. La villa, che affiancava in sponda destra il naviglio, aveva una piccola darsena con imbarcadero in muratura usata dai canottieri della Società Canottieri Martesana i quali disponevano abitualmente di uno scivolo nei pressi dei muri di recinzione della villa. L’edificio venne purtroppo abbattuto negli anni ’40 del Novecento.
Una sorte diversa, fortunatamente, è toccata a Villa Finzi, edificata nel 1829 dal conte magiaro Batthyàny, ufficiale degli Ussari (militari di cavalleria ungheresi). Agli inizi del XX secolo la villa fu acquistata dalla contessa Fanny Ottolenghi, che destinò una parte del parco ad una casa-giardino per i bambini di Gorla. Nacque così il “Rifugio Fanny Finzi Ottolenghi”, che divenne all’epoca il più grande istituto italiano che preparava al lavoro i ragazzi portatori di handicap.
Nell’area del giardino della villa vi erano le sorgenti dell’altro ruscello di Milano, quello dell’Acqualunga. Ruscello che discendeva l’odierna direttrice di viale Monza e Corso Buenos Aires per alimentare assieme al Seveso, il canale difensivo delle mura imperiali.
Eventi Tragici e Trasformazioni Urbane
Un drammatico episodio legato alla seconda guerra mondiale ha segnato Gorla e Milano tutta: il 20 ottobre del 1944, un venerdì, un gruppo di bombardieri B-24 americani, durante un’incursione diurna, sganciò sull’abitato di Gorla le bombe destinate a colpire alcuni stabilimenti industriali.
Questa chiesa fu “accorciata” sul fronte per far spazio alle necessità viabilistiche, è diventata ora una biblioteca. A Gorla si trova anche il famoso locale di cabaret “Zelig” che diede lustri a molti comici italiani dagli anni Ottanta sino ad oggi.
Precotto: Un Comune Annesso
L’altro Comune che si era unito a Gorla per non soccombere a Milano era il Comune di Precotto. Precotto costituì un comune autonomo fino al 1920, quando venne annesso da Gorla Primo per formare il nuovo comune di Gorla-Precotto.
Il Centro storico di Precotto, “El Borghett” oggi appare molto cambiato rispetto a un secolo fa. Oltre alla storica chiesa di San Michele Arcangelo, parte di quell’ordito costituito da ville, cascine e filande si è fuso con l’espansione edilizia sviluppatosi nel Dopoguerra, che ha progressivamente assorbito, e in parte trasfigurato, il vecchioborgo.
Originariamente la chiesa, più antica e più piccola, si trovava col fronte rivolto verso l’attuale via Cislaghi. Chiesetta ricostruita nel Seicento. Chiesa già insufficiente per il crescente numero degli abitanti all’inizio dell’Ottocento. Così venne progettata l’attuale chiesa di San Michele, la cui prima pietra venne posta l’11 giugno 1865 e il tempio consacrato il 6 ottobre 1901 dal Cardinale Andrea Ferrari.
La chiesa si presenta in forme neoclassiche, divisa in due piani, quello inferiore scandito da sei lesene doriche, tre ingressi, quello centrale era in origine sormontato da un affresco, oggi scomparso e quelli laterali da due statue poste in due nicchie. La parte superiore ha una finestra centrale a lunetta, incorniciata da due lesene ioniche, il tutto concluso da un grande timpano.
Precotto è un distretto dove si sta bene, facile da raggiungere grazie alla M1 con due fermate (Precotto e Villa San Giovanni), ricco di verde e servizi. Collegato anche col vicino Quartiere Adriano e Crescenzago, ma anche con Greco e la Bicocca (un tunnel sotto la stazione di Greco permette un rapidissimo passaggio al Quartiere Bicocca).
Viale Monza, aperto nel 1830/38, è la spina portante che separa in due realtà differenti il distretto. A Ovest, verso Greco, vecchi capannoni stanno cedendo il posto a nuovi complessi residenziali, mentre a Est si trovano residenze e interi isolati fatti di piccole case con giardino.
Cascina di Merlin e Scuola Antonio Rosmini
Il complesso della Curt di Merlin presenta una struttura planimetrica organizzata intorno ad una corte quadrilatera, tipica della cascina tradizionale lombarda, al centro della quale si trova un pozzo a cisterna ed un lavatoio coperto da una struttura in ferro battuto e tegole nelle forme del liberty, che rivela una morfologia costruttiva proiettata verso la raffinata modernità delle esperienze eclettiche milanesi di fine Ottocento.
Alla cascina si accede da un cancello in ferro tra due pilastri in mattone a vista con capitelli marmorei scolpiti con lo stemma visconteo che immette sulla corte. Intorno all’area a corte sorgono gli edifici di abitazione disposti su tre piani. Le facciate hanno semplici finestre con cornici in cotto e con elementi neo-romanici.
Altro simbolo di Precotto è la storica ex scuola Antonio Rosmini, oggi abbandonata e più volte occupata dagli anarchici. La suola, un grazioso edificio degli anni Venti in stile eclettico liberty barocchetto, è un peccato sia ridotta male anche perché oltre ad essere un simbolo di Pecotto, è anche testimonianza di una tragedia sfiorata durante la Seconda Guerra Mondiale.
Infatti quella famosa mattina del 20 ottobre del 1944, oltre alla scuola di Gorla (raccontato poco sopra), venne colpita anche la scuola di viale Monza 255, che però ebbe sorte migliore; i bambini sebbene in numero più alto rispetto a Gorla, riuscirono a raggiungere il rifugio sottostante prima che le bombe cominciassero ad esplodere. Anche in questo caso uno degli ordigni centrò l’edificio scolastico, ma miracolosamente la struttura non crollò.
Le Fornaci di Precotto e Villa Radetzky
Le Fornaci di Precotto o Fornasetta, un insieme di antiche cascine lungo la via Breda, antica strada che portava a Monza (prima del viale) oggi famose per la presenza dell’antica osteria, un tempo di proprietà degli umiliati, i quali erano prevalentemente dediti alla cardatura e lavorazione della lana. A fine Ottocento il cambio di destinazione passando alla produzione di mattoni anche per la presenza del terreno argilloso, questi edifici (di origini antiche e noti anche come Cascina Breda) negli anni hanno conservato il proprio aspetto rurale e oggi ospitano residenze private.
L’edificio principale lo si nota anche per la presenza di una torre che svetta al centro con caratteristiche medioevali e di un probabile chiostro antistante la strada.
Inaugurata dal principe Umberto II di Savoia l’8 dicembre 1932, la Ricevitrice Nord, con la sua struttura composita e lievemente déco, è da sempre uno dei luoghi identificativi del distretto. In origine l’insieme di villette e case a nord di Precotto si chiamava semplicemente Villa. Una di queste villette superstiti è “Ca’ Radetzky (viale Monza 291), villetta risalente alla fine del 1700.
Nella villa morì nel 1892 lo scultore Francesco Barzaghi. A quanto pare qui vi dimorò anche il famoso generale, al quale si deve il nome della villa. Si tratta di una graziosa palazzina che dal 1988 è diventata una delle sedi della società “Pane Quotidiano”, succursale che distribuisce ogni giorno cibo e vestiario ai bisognosi della zona.
Si tratta degli Attici di via Doberdò, progettato da Arkpabi - Palù & Bianchi architetti. Un edificio posto ad angolo fra le vie Doberdò e Fortezza. La particolarità di questo palazzo residenziale è dovuta senz’altro all’originalità e libertà espressiva dell’architettura scelta.
Parrocchia del Cristo Re e Villa Montaldi
L’aumento della popolazione della zona, e l’espansione urbanistica all’inizio degli anni Sessanta del ‘900,indussero la cura a sdoppiare l’antica parrocchia di Precotto, così nacque l’8 agosto del 1965 la nuova parrocchia del Cristo Re. La località era conosciuta col nome di Sant’Uguzzone, dove si trovavano un’antica cappella che dava il nome alla zona e una serie di cascine, tra le quali la cascina Brughirolo.
Nel primo Novecento tra la piccola cappella e la cascina venne ristrutturata una villa, Villa Montaldi (forse la casa padronale della cascina) e venne dotata di un grazioso e importante ingresso con piloni e cancellata, realizzata in forme neo-barocche negli anni Venti in cemento sagomato. La villa e la cascina rimasero ancora per poco, infatti anche queste tre il 1965 e il 1972 pian piano vennero cancellate anche dalle mappe. Non fu il caso del recinto il quale, misteriosamente, si è preservato sino ai giorni d’oggi.
Il Quartiere Gorla Oggi
Il quartiere Gorla, situato nella periferia nord-est di Milano, è rinomato per il suo fascino, tanto da essere conosciuto in passato come la Piccola Parigi. La ragione è molto semplice: qui passa il Naviglio Martesana, ai lati del quale sorgono giardini, ponticelli e piccole stradine. Anche se oggi i tempi sono cambiati, questo quartiere di Milano conserva ancora un’anima antica, quasi ottocentesca.
Originariamente un borgo agricolo situato lungo il Naviglio della Martesana, Gorla ha subito una significativa trasformazione nel corso degli anni, diventando un centro industriale dove sorgevano anche diverse abitazioni. Il piccolo comune, infatti, arrivò a ospitare 2.660 persone nel 1911. Nel 1923, il paese, divenuto sempre più grande e nel frattempo unitosi a Precotto, fu inglobato nel comune di Milano, dove rimane ancora oggi.
Ma perchè, allora, Gorla viene chiamata Piccola Parigi? In epoca antica, i milanesi preferivano venire qui la domenica, riparandosi all’ombra degli alberi e imbandendo tavolate. I boschetti e i parchi abbondavano, oltre alla presenza di bellissime ville nobiliari.
Cosa Vedere nel Quartiere Gorla
- Parco di Villa Finzi: in origine proprietà nobiliare, oggi è un'area verde del quartiere, punto di riferimento per le famiglie, per i bambini e per gli anziani, vista la presenza di scuole e centri sociali.
- Ponte Vecchio: costruito nel 1703 lungo il naviglio, unisce Gorla a Crescenzago. Ancora oggi è fra le cose da vedere nel quartiere.
- Ville nobiliari: fra le più note c’è Villa Singer, oltre alla già menzionata Villa Finzi, con il suo Tempio della Notte, costruito nel 1796.
Come Raggiungere Gorla
Il quartiere Gorla si trova nella zona nord-est della città, fra il centro e Sesto San Giovanni, lungo Viale Monza. In realtà questa zona, un tempo piccolo paese dell’hinterland, è oggi facilmente raggiungibile con diversi mezzi:
- Metropolitana: linea rossa M1, fermate Gorla o Turro.
- Autobus: linee 44 e 174.
- Auto: da Loreto, prendere Viale Monza.
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